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09/20/2019: The Calm Before the Storm

QuAlChE gYoRnO pRyMa:

Era una giornata normalissima in casa di Weeb-Chan: il sole splendeva, gli uccelli cinguettavano e Fredbear coltivava roba poco legale nel giardino.

Nel frattempo lei stava sul lett- volevo dire sul tetto a procastinare come al solito, al posto di mettersi a scrivere come un normale scrittore su Wattpad dovrebbe fare.

Io: che bello procrastinare :D


Ma mentre pensava (o meglio, si faceva paranoie) a quanto la sua maschera somigliasse terribilmente ad una skin di Fortnite, arrivò un TelePingu, ovvero un telegramma consegnato da Pingu, il quale sfasciò l'intera casa con la sola potenza del suo "Noot-Noot".

Pingu: nOOT nOOT MOTHERFUCKER

Casa: Ms Weeb, I don't feel so good *implode*

Dopo avergli bestemmiato contro per una mezz'ora buona peggio di uno scaricatore di porto veneto (ma esistono poi? In teoria si a Venezia, ma non ho mai controllato), Weeb si prese infine la briga di leggere quel foglio, che nel frattempo le era finito chissà come nell'occhio (il che avrebbe dovuto essere impossibile dato che indossava una maschera, ma d'altro canto la logica e la fisica qui sono andate a puttane).

Nel frattempo Mosconi si affacciò dalla finestra per bestemmiare contro il mona che sbatteva le porte urlando, mentre il tipo che voleva solo fare una stream di Minecraft gli urlava di abbassare la voce.

Mosconi: Ma chi è quel mona che sbatte la porta e la chiude urlando?!

Tipo del meme di Minecraft: Oh, abbassa quella voce da gallinaaa

Mosconi: Ma che ooh!? *bestemmie che non scrivo siccome siamo in un server di Minecraft cristiano*

Io: *tira fuori il foglio insieme a sangue e altre cose che è meglio non elencare* Ma che-

La busta era chiusa con un sigillo di ceralacca, recante un simbolo strano che però Weeb aveva riconosciuto.

Io: Seriamente mi hanno accettata per Smash?

Improvvisamente apparve da chissà dove un Sans selvatico, causando almeno 20 infarti alla sottoscritta.

Sans: *appare all'improvviso* sup', credo che quello sia mio-

Io, aggrappata ad un albero: Porco Toby, mi hai fatto perdere 394 anni di vita-

Sans: intanto non c'è bisogno di parlare così. ti esprimi sempre così con gli altri o conosci un modo più educato?

Io: ɑմԵօíղϲմӀɑԵí

Sans: non era quello che intendevo.

(Semicit a Creepy_Gaia_89)

E niente, partì un'altra serie di insulti in dialetto totalmente (in)giustificati, con conseguente poggia di Santi e una non proprio inaspettata migrazione di Madonne che corrono sugli alberi verso Depressione, in Madrepatria Russia (quellagay aspetto ancora quel drink di cianuro).

Dopo che anche l'altro ospite indesiderato se ne andò, Weeb si girò verso le macerie.

Era in un bel guaio, non solo perché sua madre l'avrebbe inseguita fino in capo al mondo per finirla a forza di ciabatte tirate sulla capoccia, ma anche perché quello era l'unico nascondiglio che aveva per non farsi scoprire dalla polissia siccome non pagava le tasse (e ovviamente direi, siccome era ancora minorenne, ma lei ancora non sapeva come funzionava esattamente il mondo della finanza. A dir la verità non vedo proprio perché avrebbe dovuto importargliene in ogni caso).

Poi c'era il fatto che spacciava sostanze poco legali con un orso robotico che ha ucciso un bambino mordendolo al lobo frontale, ma sono dettagli di poco conto.

Ripensandoci però, consegnarsi alle forze dell'ordine le sembrava il male minore in confronto alla prospettiva di scappare per sempre dalle grinfie di sua madre.

Anche perché era una pigra del cazzo che infartava già dopo i primi 50 metri di corsa lenta, e persino le vecchiette su deambulatore durante i saldi al supermercato erano più veloci.

In quel momento però aveva altro a cui pensare.

Breadbeer, aka socio spacciatore di fiducia e zio a tempo perso, emerse da un tombino, e sembrava meno fatto del solito. Magari sarebbe stata l'occasione perfetta di tirare fuori un discorso civile e con parole comprensibili secondo la lingua italiana.

Fredbear: minchia, quelle arance erano cosìnjuqwhdwhqidhwi

O magari no.

Io: Fred, te l'ho già ripetuto altre 665 volte: non puoi infilarti nel primo tombino che capita e accettare così a cuor leggero le caramelle che ti offre un clown ballerino. 

Fredbear: Prima di tutto era un clown danzante. Secondo, almeno quelle caramelle erano buone.

Io: (E con questa siamo a 666 volte) Assicurati almeno che siano di qualità, per l'amor di Satan- Oh, ciao Lucifer.

Lucifer: *saluta con la mano*

Fredbear: Comunque non dovrebbe succedere qualcosa? Sennò per che cosa siamo stati chiamati a fare?

Io: Ah boh, è una novità pure per me. Di solito l'autrice si diverte a procastinare siccome pensa che tanto nessuno leggerà mai le sue storie.

Come avrete potuto constatare voi stessi, a Weeb-Chan piace parlare in terza persona. Ma di solito lo fa quando ha abbastanza fiducia in se stessa per riuscire a fare qualunque cosa, il che succede una volta ogni morte di papa.

Fredbear: Non ho potuto fare a meno di notare una cosa, comunque

Io: e cioè?

Fredbear: è da un po' che non ti vedo correre in quel modo.

Io: In quel modo come?

Fredbear: Quando la smetterai di rispondere alle domande con altre domande?

Io: E tu quando comincerai a perdere peso?

Fredbear: ...

Take 2:

Io: In quel modo come?

Fredbear: Sai no, quando corri con le braccia all'indietro e-

Io: Ormai i lettori ci saranno già arrivati dal titolo, quindi a che serve descriv- *si prende un microfono in testa* 

Regista: Vuoi seguire il copione per una buona volta!?

Fredbear: *mangia il microfono credendo fosse una nuova marca di gelato*

Regista: ...

Regista, ormai stufo di tutte le minchiate che accadono in studio: *sfila la katana*

Take 1987:

Fredbear: Sai no, quando corri con le braccia all'indietro e il busto in avanti...?

Io: Intendi la Naruto Run?

Fredbear: Ecco, avevo la sensazione che avesse a che fare con quella roba da weabos... Senza offesa, eh.

Io: Dopo un po' ti ci abitui.

Fredbear: Come mai hai smesso?

Io: Il fottuto governo americano ci ha battuti sul tempo, quindi il raid è annullato.

Fredbear: Oh... Questo spiega perché Foxy stia cercando di tagliarsi i circuiti.

Foxy, in lontananza: NON È GIUSTO, CAZZO! MI ERO ALLENATO APPOSTA! *rumori di cavi elettrici che vengono tagliati*

Io: E io che ci speravo così tanto. Volevo vedere gli alieni (e magari portarne a casa uno) e rubare tutte quelle attrezzature fighe. Non è giusto che siano solo gli americani a divertirsi.

Io: Lo so bene che è una cosa stupida eccetera, però al tempo stesso sentivo di doverlo fare.

Io: Voglio dire, l'alternativa era stare a casa a studiare e annoiarsi, capisci?

Weeb però non sapeva che l'orso aveva smesso di ascoltarla da un pezzo. Infatti mentre lei continuava il suo monologo, Breadbeer aveva reputato che guardare l'erba crescere fosse una cosa ben più interessante che ascoltare i problemi e le paranoie di una sedicenne con le crisi esistenziali.

Io: Come se poi la festa a tema alieni servisse a tenerci lontani... O meglio, direi che ha funzionato con i partecipanti americani-

Weeb in quel momento realizzò che l'annullamento del raid era rivolto solo ai cittadini americani, e che quindi ciò non impediva agli altri partecipanti, compresa lei, di assaltare l'Area 51.

Tra l'altro sarebbe stato il colmo: lei, che aveva infranto le leggi più volte e che rischiava l'ergastolo un giorno si e l'altro pure che si fermava davanti ad un divieto che diceva espressamente di non invadere l'Area 51.

Beh, Trump poteva baciarle gli stivali per quanto la riguardava.

Non sarebbe stato uno stupido divieto a fermarla dall'invadere l'Area 51 e portare a casa un alieno e la waifu dei suoi sogni.

Avrebbe raggiunto il suo obiettivo ad ogni costo, che ci fossero state cento o centomila guardie non si sarebbe fermata davanti a niente.

In quel momento però avrebbe dovuto pensare alla pula che veniva a prenderla, ma è un dettaglio irrilevante per la storia.

Io: Foxy, prepara la fascia.

Foxy: Vuoi dire che...?

Io: Esatto.











Fredbear: Non ho capito.

























09/20/2019

Deserto del Nevada, Stati Uniti

Quel giorno gli Stati Uniti non se lo sarebbero dimenticati facilmente, specialmente le guardie dell'Area 51.

L'ultima cosa che si aspettavano era una folla di milioni di teenagers arrivare a tutta velocità verso di loro con le braccia all'indietro e il busto in avanti, soprattutto dopo il divieto emanato dal governo.

Alla fine dopo un attimo di sbigottimento sbuffarono rassegnati: se proprio volevano morire così tanto in modo veramente stupido tanto valeva accontentarli.

Tra le fila dei Naruto Runners si respirava invece un clima di eccitazione, lo si percepiva nell'aria: ancora non ci credevano che erano veramente lì.

Molti di loro lo sapevano che era una cosa stupida, e che molti di loro sarebbero probabilmente morti anche solo prima di arrivare ai cancelli.

Eppure erano lì.

Quasi nessuno di loro era degli Stati Uniti, erano per la maggior parte venuti dal resto del mondo. Avrebbero portato gloria, onore e alieni ai loro Paesi, e ciò li rendeva pieni di orgoglio verso le loro terre di origine e verso loro stessi.

Se fossero sopravvissuti almeno avrebbero avuto qualcosa da raccontare ai propri nipoti un giorno.

Il leader di tutti loro si fece avanti, tutto bardato nel suo costume da ninja e la fascia del Clan della Foglia in bella vista; si era preparato per l'occasione un discorso incoraggiante, causando ondate di eccitazione fra i corridori.

Il suo discorso però parve non giungere alle orecchie di una certa persona in mezzo alle fila.

Una ragazzina con addosso una felpa di almeno una taglia più grande e una maschera da kitsune precisamente.

Weeb-Chan cercava di ascoltare, ma non riusciva a concentrarsi per l'agitazione che aveva in corpo. La verità era che non vedeva l'ora di partire all'attacco e scatenare l'Inferno tra le mura di quei magazzini.

Ecco, finalmente.

Il leader diede un ultimo sguardo fiducioso verso l'esercito di corridori davanti a lui, ricambiato da milioni di pupille che lo guardavano con ammirazione e aspettativa.

Dopodiché si girò a fronteggiare il nemico per quella che sembrò un'eternità.

La quiete prima della tempesta.

Mentre il sole faceva capolino da dietro le montagne, l'ordine di attaccare arrivò fino alle retrovie, accolto con altrettanta foga da migliaia di voci smaniose di portare a termine quell'impresa che sarebbe stata scritta nella storia dell'umanità.

«Si va in scena.»

Sia i soldati che i corridori sapevano che sarebbe cambiato tutto da quel giorno, e affrontavano la loro decisione a testa alta, senza rimorsi.

Il sole scintillava sulle fasce dei corridori e sulle mitragliatrici dei soldati.

Si prospettava un tempo sereno con poche nubi, l'ideale per dare l'assalto all'Area 51.












CONTINUA...

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