Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

7.




Ciao a tutti!! Ecco il nuovo capitolo. Fatemi sapere cosa ne pensate :)

Apro gli occhi e vedo una luce bianca, abbagliante. Sono in una stanza ormai a me familiare, bianca anch'essa. La vedo: la solita donna, mi sussurra qualcosa.

Poi... tutto scompare.

Un forte dolore alla testa mi fa aprire gli occhi.

Mi metto a sedere e guardo attorno.

Sono in una stanza che non riconosco: le pareti sono nere, abbellite da quadri con cornici color oro.
Il letto stile barocco veneziano, sul quale sono, regna al centro della stanza.
La testiera è formata da motivi complessi, del medesimo colore delle cornici. Mentre l'imbottitura centrale è nera.
Ai lati del letto ci sono dei comodini, anch'essi oro in stile settecentesco.
Alla mia sinistra, c'è una libreria ad angolo di legno massiccio, che prende tutta la parete.
Mentre alla mia destra, predomina una finestra altissima coperta da tende scure.

Cerco di alzarmi, ma il rumore di una porta che si apre, mi blocca.

Erick fa il suo ingresso, il suo volto non tradisce nessuna emozione. Come se nulla al mondo, potesse perturbare quello splendido viso.

Ecco che i ricordi sgradevoli,  iniziano a riaffiorare.  Cerco di alzarmi completamente, per andarmene.

"Ferma lì" la sua mano mi blocca.

Mi volto un po', e vedo il suo viso squisito a pochi centimetri dal mio.

Il terrore s'impossessa di me e comincio a tremare.
Lui se ne accorge, e leva subito la mano.

"Non ti farò del male" sussurra pianissimo, che quasi ho paura di essermelo immaginato.

Sospiro, lo guardo negli occhi.

Sembra sincero...

"Sei un demone..." affermo guardandolo.

Annuisce, quasi addolcendo lo sguardo.

"Perché sei qui?" chiedo.

"Ho una faccenda da sbrigare"  se prima, sembrava quasi dolce, adesso è serio e risoluto.

"Quale?"

"Ancora non è arrivato il momento, per parlarne" dice con un tono, che non ammette repliche.

Durante questi attimi di silenzio, penso a ciò che mi ha detto nella foresta.
Lo guardo e mi sorge un dubbio.

"Ma i demoni non hanno le corna, la lingua serpentina, il corpo di una capra e le squame? Tu non rispecchi queste caratteristiche" affermo stranita.

"Perché dovrei assomigliare ad una specie di mostro?" domanda confuso.

"Boh... forse... perché lo sei..." balbetto pianissimo.

Sospira.
Tralasciando la mia risposta continua...

"Hai mai letto la nostra storia?" chiede apparentemente tranquillo.

Nego con la testa, non mi sono mai interessata a queste cose, perché ritenevo fossero sciocchezze.

"Secondo la teologia, il Diavolo è il più bello tra gli angeli.
Che, per un atto di orgoglio, si è ribellato a quello lassù.
Ma nonostante la caduta non ha perso la sua bellezza, anzi.
Ed anche chi l'ha seguito, è rimasto in parte com'era. Si sono solo modificati i tratti, rendendoli meno da pennuti, ma più da demoni. " sospira.
"Noi incarniamo il male, seduciamo l'anima dell'uomo per farlo peccare.  Come facciamo a farlo cadere nell'errore, se non ammaliamo?
E' vero, le corna le abbiamo, ma spuntano solo quando ci trasformiamo.
Il resto sono solo fandonie, per spaventare gli umani" conclude, non staccando gli occhi dai miei.

"Vi nutrite solo di sangue... umano?" balbetto.

"No, non ci nutriamo di sangue umano.
Ci nutriamo di sangue demoniaco, angelico oppure di cibo umano. Quello per un nostro sfizio, peccato di gola" afferma serio.

Lo guardo confusa.

"Un momento, hai detto che non vi nutrite di sangue umano, ma tu volevi il mio" dico guardandolo stranita.

"E' complicato"

"Vuoi dirmi che sono un demone?!" strillo spaventata.

"No!" afferma.

"Allora un'angelo?" insisto.

"Più avanti avrai le risposte che cerchi, ora no" afferma imperativo.

Sbuffo e fisso le sue braccia, cosi mi viene in mente quella strana scritta che ha.

"Invece la scritta che hai sul braccio, cosa significa?" chiedo tornando all'attacco.

"E' un marchio speciale, non tutti i demoni lo possiedono."

"Chi lo possiede?"

"Solo i demoni di stirpe reale" dice guardandomi di sottecchi.

"Il re e suo figlio" termina.

Sgrano gli occhi.

"I-il Re...? Lucifero?" balbetto.

Poi collego tutto...

Salto in piedi, terrorizzata.

"T-tu sei il figlio di Lucifero!?" strillo sgomentata.

Presa dal panico, i peggiori scenari mi attraversano la mente.

"Dove mi hai portato? Siamo agli Inferi vero!?"
"Voglio tornare a casa! Come hai potuto portarmi qui, mentre ero svenuta!?"

Giravo per la stanza, prendendo dei grossi respiri. Il mio cervello stava per andare in crisi, cos'altro ancora poteva succedermi!?

Lo vedo sbuffare spazientito.

Ah!
Vedi il signorino: prima mi spaventa, poi mi rapisce, mi porta agli Inferi e adesso sbuffa!

Cose dell'altro mondo!!

Dimenticavo.

Io sono in un altro mondo.

"Non sei agli Inferi tranquilla, siamo solo nella mia camera all'istituto" afferma annoiato.

"Le camere dell'istituto non sono così...regali" dico stizzita.

"Io non sono come gli umani, non mi accontento di un buco" afferma altezzoso.

Il suo tono non fa altro che farmi innervosire ancor di più.

"Non è abbastanza, per sua altezza" lo apostrofo, linciandolo con lo sguardo.

Come risposta, ghigna osservandomi curioso.

"Vedo che abbiamo una lingua tagliente, chissà cos'altro è capace di fare" afferma con uno sguardo malizioso, alzando il sopracciglio.

Arrossisco, e non posso far altro che pensare a quanto è dannatamente sexy.
Solo ora noto che ha cambiato i vestiti. Indossa una camicia nera sbottonata, che lascia poco all'immaginazione. Si intravede il torace tonico e perfetto.
Sopra alla camicia ha una giacca altrettanto nera, che risalta le spalle larghe. I jeans, anch'essi neri, completano il tutto. Rendendolo ancor più bello di Adone in persona.

"Ragazzina, cosi mi sciupi" dice ridacchiando.

Mi riprendo e lo guardo male.

"Ti piacerebbe" affermo risoluta.

"Perché sei cosi elegante?" chiedo infine.

Mi guarda confuso.

"Ma come? Hai già dimenticato?"

"Il ballo" continua atono.

Oh caspiterina! Il ballo!
Quasi me ne dimenticavo, anzi senza il quasi.
Me lo sono completamente tolto dal cervello!
Con tutto ciò che è successo!!

"Che ore sono?" domando in ansia.

"Le sette, perché?" sgrano gli occhi.

Bene, posso cominciare a disperarmi.
Ilia mi ammazzerà. Non ho nulla da mettermi, dovevamo andare a vedere qualcosa questo pomeriggio.
Non ci andrò, problema risolto.
Tanto meglio.

"Ci andremo, ho già risolto sia con i professori sia con la tua amica" dice.

Cos'è adesso legge anche nel pensiero?!

Lo guardo stralunata.

"Sei capace di leggere nella mente?" affermo stizzita.

"Cosa!? No!" dice confuso.

"E poi, cosa significa che hai risolto la situazione?" sputo inacidita.

"Ho detto che saresti venuta con me, al ballo. E che avremmo passato tutta la giornata insieme" ghigna soddisfatto.

"Cosa!!" urlo incredula.

"Io non ci vengo con te al ballo! Neanche se fossi l'ultimo ragazzo su questo mondo!"

"Cosi mi ferisci, ragazzina" afferma, facendo il finto dispiaciuto.
"Ma non vedo altra soluzione, se non ti vedono con me, dovrai pur dare una spiegazione.
Cosa dirai?
Di me?
Di cosa sono?
Di cosa è successo?
Come spiegherai la tua assenza al ballo più importante dell'anno?
Qualunque cosa dirai, nessuno ti crederà.
Passerai per matta.
Ricorda, io sono il principe della menzogna, tutto ciò che dico o faccio, per gli umani, è come se fosse legge" termina, inchiodandomi con i suoi occhi.

"Non cambia il fatto, che non ho un vestito" sospiro.

"Ho provveduto anche a questo. Di là c'è una persona che ti vestirà e ti preparerà in tempo" sorride.

Sconfitta vado verso il bagno, trovo questa signora di mezz'età che mi sorride gentile.
"Il principe ha scelto un vestito favoloso per te" afferma calorosa.

Brontolo e lascio fare tutto alle sue mani esperte. Mi acconcia i capelli meravigliosamente, li raccoglie in modo principesco. Poggiandoci sopra una bellissima tiara, adornata da zaffiri blu, in tono con gli orecchini.
Il trucco è definito, ma leggero.
Affila i miei lineamenti, ma senza esagerare.
Finito di acconciarmi mi porta il vestito.
Non posso far a meno di rimaner a bocca aperta.
Anch'esso blu, come e gli orecchini.

La parte superiore è ricamata in pizzo, lasciandomi un po' di schiena scoperta.
La gonna in tulle è ricoperta da piccoli diamantini, sembra un bellissimo cielo stellato.
Una volta indossato, mi giro verso lo specchio.

Non sembro io.
Mentre contemplo la mia immagine allo specchio, noto Erick, grazie ad esso.

"Sei bellissima" dice, con l'ardore negli occhi.

"Grazie" balbetto arrossendo.

"Sei pronta?"

Annuisco.
Mi prende per il braccetto e andiamo.
Siamo in cima alle scale, che portano alla sala da ballo.
L'ansia mi contorce lo stomaco, la sala è già piena.
Sono ancora attaccata al braccio di Erick.
Scendiamo il primo gradino, e come se fossero stati richiamati; tutti gli occhi stupiti sono su di noi.

Sospiro, iniziamo bene.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro