1.
Solita storia,mi alzo e scaravento la sveglia a terra finché non si zittisce.
Mi dirigo verso il bagno a passo di lumaca, sembro uno zombie. Faccio una doccia fredda per svegliarmi, cercando di rendermi presentabile per il primo giorno di scuola. Finita la doccia vado in camera, indosso velocemente la divisa scolastica, che siamo obbligati a portare è piuttosto anonima: una polo bianca, una gonna a pieghe nera e una giacca altrettanto nera con le iniziali della scuola in corsivo bianco.
Lascio il mio viso e i miei occhi blu al naturale e ravvivo i miei lunghi capelli biondi, prima di uscire dalla cameretta raccatto velocemente i libri che mi servono per le lezioni di oggi. Fuori trovo ad aspettarmi quella che ormai considero mia sorella nonchè mia coinquilina con sguardo intimidatorio.
"Seira dannazione! Possibile che tu sia sempre in ritardo?!"
"Ilia lo sai che ci metto tutta la mia buona volontà!! E' colpa della sveglia!"
"Immagino! Dai andiamo se no chi la sente quella pazza di storia, se facciamo tardi già dal primo giorno"
Sconsolata la seguo.
Io ed Ilia ci conosciamo da sempre, avevo pochi giorni quando i suoi genitori mi hanno trovata abbandonata sulla loro soglia di casa in una culletta. Mi hanno cresciuta e trattata come una figlia, non mi hanno mai nascosto la verità, quando provavo a chiedere dei miei veri genitori sconsolati mi dicevano di non saper nulla.
Ilia nonostante tutto mi è sempre stata vicina, la considero davvero come una sorella, anche se nelle nostre vene non scorre lo stesso sangue.
il suo nome significa "selvaggia" e non c'è parola più adatta per descriverla. Ha una chioma ribelle di colore rosso , occhi verde smeraldo. E' una ragazza molto determinata, vivace e piena di gioia.
"Siera attenta!!"
Prima che potessi capire mi ritrovo già con il sedere a terra.
"Ahi! che botta!"
"Sempre con la testa fra le nuvole" mi dice sogghignando.
"Piantala di sogghignare e aiutami!!"
Ecco arrivate al Macalester college. La struttura è davvero molto regale, ai lati ci sono due imponenti edifici che sono i dormitori, divisi per sesso, offrono l'alloggio agli studenti che vengono da fuori. Io ed Ilia dovevamo alloggiare dentro la struttura, ma abbiamo preferito prenderci un mini appartamento poco lontano. Nella struttura centrale ci sono: ai piani inferiori le diverse aule e la mensa, mentre ai piani superiori c'è la segreteria e l'ufficio del preside.
Percorrendo il corridoio per raggiungere l'aula sentiamo un gran chiasso, mi giro ed eccola colei che sta sempre al centro dell'attenzione : Jenny Coleaman , la ragazza più bella, aggraziata e popolare del college.
"Bella" e "aggraziata" quanto stronza ed egocentrica penso subito dopo. Sfila per il lungo corridoio atteggiandosi a reginetta, scuotendo le lunghe onde scure dei suoi capelli e ammaliando tutti i ragazzi con il suo sguardo da seduttrice.
Il fascino di Jenny colpiva ragazze e ragazzi, quante vittime aveva stregato con il suo sguardo, quando cadevi in mano sua diventavi il suo giocattolo personale fino a quando non le servivi più, una volta diventato inutile ti schiacciava come il peggior scarafaggio.
"Preparati arriva la serpe"
"Piantala Ilia " le dico ridendo.
"Buongiorno ragazze!" la voce squillante di Jenny mi fa girare nella sua direzione e la trovo a fissarci con un sorriso falsissimo.
Questa ragazza poteva far invidia a Giuda da quanto è falsa pensoall'istante.
"Ciao Jenny."
Il suono della campanella ci riporta alla realtà e tutti ci dirigiamo nelle nostre rispettive classi. Come sempre io e Ilia ci sediamo al solito posto: quarta fila vicino alla finestra e ovviamente il posto dalla finestra è mio!!
Mi piace osservare i boschi sul quale è affacciato l'edificio oppure perdermi ad osservare il cielo, mi da una piacevole sensazione, come se ne facessi parte.
"Allora su! Fate silenzio che già non vi reggo!" Urla l'insegnate di storia.
La signora Monroe, non ho mai capito quanti anni ha, si dice che insegni in questo istituto da tantissimo tempo e che esteticamente non sia mai cambiata di una virgola. Strano.
"Quest'anno c'è una novità, abbiamo un nuovo iscritto. Vi presento Erick."
Il brusio di sottofondo cessa all'improvviso e tutti gli occhi sono puntati sul ragazzo che è appena entrato in classe.
Si avvicina alla cattedra con passo sicuro e felino. E' alto e snello, ma allo stesso tempo vigoroso; indossa dei jeans neri stretti, una t-shirt nera che evidenzia il petto scolpito ed una felpa anch'essa nera. Quando finalmente punta lo sguardo su di noi non considerando più la professoressa la classe rimane sconcertata, non un fiato. Tutti troppo impegnati a contemplarlo.
Il suo viso sembrava scolpito da Michelangelo in persona, tratti duri e armoniosi facevano da sfondo a due occhi limpidi come il ghiaccio che sembravano capaci di leggerti l'anima, belli quanto pericolosi, messi ancor più in evidenza dalla sua carnagione olivastra e dai capelli scuri... quasi neri.
Ci osservava come una preda osserva la propria vittima, fino a puntare il suo sguardo freddo nel mio. Una sensazione di inquietudine si fa largo nel mio stomaco sento l'aria venir a meno, non riuscendo più a sostenere.... abbasso lo sguardo.
"Piacere di conoscervi, sono sicuro che passeremo un bell'anno insieme." La sua voce è melodiosa nel contempo graffiante.
"Vai pure a sederti dove preferisci che iniziamo la lezione "
"Vieni vieni ! Siediti pure vicino a me" eh figurati se Jenny non lo prendeva subito nelle sue grinfie.
Una volta richiamata l'attenzione della classe la signora Monroe inizia la lezione, illustrandoci ciò che saremmo andati a trattare durante l'anno. Sento ancora il suo sguardo su di me, la brutta sensazione ritorna, tutto di quel ragazzo si può esprimere in una sola parola : pericolo.
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