Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 44

Camila's pov

«Non capisco perché fate così.» Anne biascicava per il troppo alcool e continuava a bere shot uno dopo l'altro. Eravamo sedute al bancone del bar e pure io mi stavo facendo prendere la mano dagli alcolici, quando ero triste non riuscivo a vedere il limite. «A chi lo dici...» brindammo con un piccolo bicchiere pieno di vodka e giù! Il liquido scendeva veloce e dava una sensazione di bruciore allo stomaco. Per quanto possa sembrare strano era confortante sentire bruciare. Scolammo un alto bicchierino ed eravamo già pronte al terzo di fila, quando le ragazze si unirono a noi e Amy tolse lo shot dalle mani di Anne, mentre Tanya si occupò del mio, non senza ricevere lamentele: «Non credo sia una buona idea ubriacarsi con la figlio del tuo futuro marito.» la rimproverò la sorella, dandole un bacio sulla guancia, ma restando dietro le sue spalle. Ridemmo complici. Sentii miracolosamente il telefono vibrare nella pochette e rispose alla chiamata ridendo. «Camila, sono Emily. Scusami se ti interrompo, ma pensavo tornassi prima...ma che cavolo è questo rumore?» domandò confusa. Coprii l'orecchio con la mano e girai le spalle alle donne, nella speranza di sentire meglio. Guardai l'ora segnata sullo schermo dello smartphone, erano le quattro passate, cazzo. «Non mi ero accorta dell'ora.» dissi urlando in maniera esagerata per sopraffare la musica. «Siamo in una specie di pub, Torno subito a casa Emily.» Anne mi girò velocemente afferendomi per le spalle e mi fissò negli occhi con quell'aria da alcolica mezza pazza che solo le mogli di mio padre avevano. «Non puoi andartene adesso! E' appena iniziata la festa.» per poco non si metteva a piangere. A quanto pare l'alcool scuoteva le sue emozioni. Mi scusai nuovamente e le assicurai che l'indomani sarei rimasta più a lungo al matrimonio, a quel punto si ricordò a cosa era realmente la serata e iniziò a dare di matto. Andai a prendere le mie cose, ringraziai tutte e dissi che sarei tornata a casa usando un taxi. «Non esiste! Una bella ragazza come te solo a quest'ora. Ti accompagno io a casa.» Maggie mi prese sotto il braccio, il sorriso che nascondeva sotto i baffi mi inquietava. La ringraziai cordialmente e rifiutai il passaggio, ma ovviamente non me la sarei cavata così facilmente come speravo. «Giuro che sarò brava...» mi rassicurò sfiorando il mio braccio con la sua mano e avvicinò le gambe alle mie sfiorandole appena il necessario per farmi ritirare indietro. «Levati di torno Maggie.» Lauren superò le altre e mi afferrò con forza per il polso, tirandomi verso di lei. «La porto io a casa.» aggiunse guardando la sua amica da una fessura rigida. «Non è giusto Lauren! Pensi sempre che le ragazzine siano tue, almeno una potresti lasciarmela.» disse arrabbiata. A quanto pare anche le sua amiche erano a conoscenza dell'identità di Lauren e a nessuno di loro sembrava qualcosa di così tanto scandaloso. Lauren fece un passo verso Maggie, mantenendo il mio polso in una stretta salda. «La porto io a casa.» scandì ogni parola, digrignando i denti in minacciosa. Sentendomi ferita per ciò che era successo prima, mi divincolai dalla presa della donna e mi avvicinai a Maggie incrociando le braccia al petto. «No grazie, vado con Mag a casa.» lo sguardo di Lauren diventò di fuoco, pensavo di poter bruciare come se fossi stata legna e lei fiamma: sarebbe rimasta di me solo la cenere. «Tu vieni con me e non si discute.» mi afferrò con forza il braccio, assicurandosi che stavolta non mi liberassi dalla sua presa e mi trascinò via senza salutare nessuna di loro. Lasciammo il locale seguite dalla risata di Anne.
La macchina sfrecciava veloce sulla strada, dovetti concentrarmi sul paesaggio per non vomitare. «Dannazione!» imprecò battendo le mani contro il volante. Per un istante l'auto sbandò verso la destra, mi aggrappai alla porteria e trattenni il respiro per quei pochi istanti, poi Lauren riprese velocemente il controllo dell'auto e inspirò profondamente cercando di mantenere i nevi saldi. «Tu devi sempre farmi arrabbiare.» ammise ringhiando a bassa voce. Mi voltai verso di lei, con aria ironica, schiusi le labbra e la guardai in maniera leggermente sorpresa. «Io?! Scusami tanto se preferivo tornare a casa con qualcuno che non mi ha usata tutta la sera per scaricarmi di nuovo.» aprì la bocca per dire qualcosa, ma prontamente la fermai mostrandole l'indice e continuai a parlare rapidamente: «Fai sesso con me, ma poi corri da Marlene. Mi chiedi di partire per Londra e poi ti comporti da gelosa per tutta la sera. Dici di amarmi e poi vuoi restare con tua moglie. Prendi una cazzo di decisione! Io non posso vivere così, aspettandoti tutto il tempo.» dissi tutto d'un fiato andando ad alzare la voce sempre di più fino ad enfatizzare l'ultima frase con alquanta forza. Lei non disse niente, mantenne gli occhi fissi sulla strada, solo una semplice ombra oltrepassò il suo volto e scomparve sulle labbra andando a formare una linea aspra, che mi mise voglia di piangere. Catturai il labro inferiore con i denti, lo morsi così forte da rimandare le lacrime indietro. «Io ti amo.» ribadii sottovoce allungando la mano sulla sua gamba. Con un movimento repentino interruppe il contatto fra i nostri corpi e rimase impassibile. «Ti amo.» continuai a ripetere e più lo dicevo, più lei scuoteva con forza la testa. «Smettila Camila, smettila!» urlò stanca. Fermò l'auto di fronte casa mia, i fari si spensero lasciandoci immerse nel buio. Mi sganciai la cintura e feci per baciarla, ma la sua mani si intromise fermandomi. Sospirai affaticata e mi rilassai contro lo schienale del sedile alzando la testa verso l'alto. «Ci vediamo al matrimonio.» disse con freddezza, mantenendo una posizione rigida. Provai di nuovo ad avvicinarmi a lei, ma si scansò schiacciandosi contro il finestrino della macchina e in quel momento mi guardò. I suoi occhi erano lucidi, ma allo stesso tempo tempestati di gelo. Capii che mi stava chiedendo pietà. «Scendi.» sussurrò deglutendo quello che sembravano lacrime. Mi trattenni qualche secondo indecisa su cosa fare, dopodiché scesi dalla macchina ed entrai in casa chiudendo dietro di me la porta, lasciando fuori tutto quello che era successo quella sera. L'indomani mio padre si sarebbe sposato, per la terza volta, forse quarta, avevo perso il contro ormai. Ed io non riuscivo nemmeno ad avere una relazione stabile. Che ironia.
Salii al piano di sopra dove trovai Emily ad aspettarmi a letto, quando mi vide sorrise debolmente nel sonno. «Vi siete divertite?» domandò facendomi spazio nel letto. «Uhm-uhm.» mugolai girandomi di schiena per togliere il vestito. Infilai una maglia lunga ed entrai sotto le coperte, anche se non si prospettava una notte fatta per dormire. Morfeo stava ridendo di me. «Non vedo l'ora che sei domani. Tuo padre sarà così felice.» disse Emily prima di addormentarsi. Mi girai verso di lei quando aveva già ormai chiuso gli occhi. Mi ero dimenticata delle sua presenza alla cerimonia. Sarebbe stato un matrimonio, o un'apocalisse?

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro