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capitolo 9 il cliché della ballerina classica

Respirare piano con il naso e serrare i denti per lo sforzo.
I muscoli che bruciano e nelle orecchie solo il ronzio di mille pensieri che finiscono contro il sacco.
Il resto è polvere, non vale l'attenzione né tanto meno la preoccupazione, solo lui e il sacco da box.
È così che si sente Dominic ogni volta che sale sul ring.

La vista è leggermente annebbiata e le gocce di sudore scivolo dalla nuca su tutta la colonna vertebrale, eppure qualcosa dentro lo spinge a non fermarsi, mandando a segno ogni colpo con le nocche che scioccato sulla pelle del sacco.
Non è solo fatica fisica e qualcosa che si muove dentro dentro lui, fin dentro l'anima.

Al suono del fischietto si ferma lasciando ondeggiare il sacco per l'ultimo colpo subito.
Piegato sulle ginocchia il respiro all'improvviso gli rimbomba nel petto e i muscoli tremano per l'allenamento che dura da più di un'ora.

Thomas gli si para davanti facendogli segno di riposarsi per mezz'ora, per poi passargli una bottiglietta, l'asciugamano e andarsene senza aggiungere altro.
Sinceramente quando Oliver gli ha detto che lo avrebbe allenato Thomas, suo cognato, non si aspettava di trovarsi davanti un sordo muto.
È inutile essere ipocriti, chiunque anche se lo nega sarebbe rimasto sorpreso e anche dubbioso, Thomas ha sicuramente dei limiti importanti eppure non sembra volerli mostrare.

È stata Camilla a fare le presentazioni e ha spiegare la situazione allo zio, per poi lasciarlo lì dicendo "spero tu abbia dei buoni polmoni, ne avrai bisogno" ed ora ne comprende il significato.

Appena sono rimasti soli, Thomas gli ha passato un foglio con le istruzioni.
Non avendo la voce,  comunica con il suono del fischietto a intervalli diversi in base all'ordine.
Colpire, guardia oppure riposo.

Senza fiatare Dominic ha iniziato l'allenamento seguendo il ritmo del suo allenatore, il trucco glielo ha insegnato Thomas scritto su quel foglietto, concentrarsi solo sulla fatica e sui comandi.
Ottimo lavoro anche se adesso ha una scarica di adrenalina assurda se gli serra la gola è gli batte sul petto, ma si sente bene perché ad ogni respiro affannato è sempre più vicino al suo scopo.

Deve fare i complimenti a Thomas, nonostante sia la prima lezione sa il fatto suo.
Ora capisce perché Oliver lo ha mandato da lui, Thomas ha molta pazienza e la sua "disabilita" gli permette di notare ogni dettaglio, per esempio a metà allenamento gli ha corretto la respirazione troppo veloce o quando gli addominali è stato attento che mantenesse sempre le braccia nella posizione giusta.
È bravo, anche se il corpo di Dominic avrebbe da lamentarsi.

Una volta ripreso un respiro regola, da un lungo sorso alla bottiglia nonostante te la sensazione dolorosa che gli provoca  poggiando l'asciugamano sul collo, sospirando di sollievo per il freddo della stoffa contro la pelle bollente.
Avendo un pi di tempo a disposizione, decide di fare un giro per curiosare un po.

Quando si sono salutati, non ha visto Camilla andare via, ma incamminarsi per il corridoio che ora anche lui segue.
Supera diverse aule, questa palestra si occupa di molte attivata tra cui anche yoga e zumba.
Ma Camilla non è in nessuna di queste, fino ad arriva all'ultima porta notando un singolare cartoncino attaccato alla maniglia.

Dovrebbe essere simile a quelli che si usano negli alberghi con la scritta "non disturbare", con la differenza che questa recita.

"Fatti i cazzi tuoi e torna indietro."

Qualcosa gli dice che dietro questa porta nasconde qualcosa di interessante e non essendoci divieti di ingresso a parte la scritta dal tono colorato, decide di entrare in silenzio e, facendo piano, scopre di aver fatto bingo.
Nella stanza c'è lei ed è da sola.

Tanto è concentrata che non si accorge di lui che apre completamente la porta, entra e poi la chiude alle sue spalle.
Rimane silenzioso osservando l'energia che lei emana mentre balla con gli occhi chiusi e il respiro in affanno.

Al posto della divisa una tuta semplice  e al posto del suo solito sorriso strafottente una espressione seria e sofferente.
La musica rimbomba ad alto volume, il suo corpo che ne segue il ritmo e il suo dolore in ogni movimento che compie.

Non si è mai interessato alla danza, sopratutto mai alla danza classica anzi la sempre ritenuta noiosa e invece ora sente che non ha mai capito un cazzo.
È come se stesse combattendo contro qualcosa che è invisibile, eppure con un eleganza e una leggiadria sconvolgente.
Camilla Johnson è tante cose, ma sicuramente mai scontata o noiosa.

Dominc ha sempre dato una specifica definizione ad ogni cosa.
Ha sempre immaginato le ballerine classiche come dolci e fragile ragazza sempre perfette e con un fisico paragonabile a quello di uno stuzzicadenti.
Cigni dalle movenze delicate e dall'espressione inafettive e neutre.

Ma Milly, va contro ogni preconcetto, è furiosa nel girare in una piroetta, il suo intero corpo è forza allo stato puro e il suo viso è contratto in una espressione sofferente ma anche felice come se le due emozioni non avessero una linea, un confine.
È davvero sconvolgente poterla guardare.

Appena la musica cessa, lei sembra essere pronta a ricominciare con la prossima canzone, nonostante il respiro visibilmente stanco e la pelle imperlata di sudore.
Quasi sicuramente sta ballando da quando sono arrivati eppure non sembra essere intenzionata a fermarsi.

Camilla, ancora ignara di non essere più sola, fa un lungo respiro godendosi l'attimo di riposo tra una canzone all'altra, litigando con il proprio corpo che vuole riposare  e l'anima che è già pronta a lottare ancora.
Le prime note risuonano nella stanza ma un applauso interrompe l'atmosfera attirando il suo sguardo.

"Complimenti Milly, non pensavo che sapessi fare qualcosa di diverso dallo sbuffare e dal guardarmi male."

Giusto per non contraddirlo, sbuffa guardandolo male, facendolo ridacchiare divertito.
Insomma la loro solita scenetta la hanno fatta.

Capendo che ormai la magia è stata uccisa dal bel ragazzo immobile e sudato appoggiato al muro, spegne lo stereo abbandonando il centro della sala e lo specchio davanti a lei.
È sempre così, quando inizia a ballare tutto il resto scompare lasciando solo l'energia che scorre tra lei e la musica, ma ora che lui l'ha riportata alla realtà i muscoli possono gridare pietà e l'anima si sente violata nella sua intima relazione con la danza.

"Non ti hanno mai detto che dovresti farti i cazzi tuoi?
O non sai leggere?"

Fa riferimento alla scritta sulla porta che, dato che lui è qui, non ha letto.
Si chiede cosa ci sia di difficile da capire nella frase farsi i cazzi propri, eppure questo ragazzo non sembra essere stupido.

Dominic nonostante il benvenuto continua a sorridere passandole la bottiglietta d'acqua posata sul tavolino vicino all'entrata.
Entrambi sono stanchi e sudati, eppure mentre Camilla sente di puzzare come un lottatore di sumo, appena si avvicina a lui si sorprende del suo odore forte ma piacevole.
L'unico difetto di questo ragazzo è la sua strafottenza.

"Ancora mi chiedo perché non fai la cheerleders o perché non parteci allo spettacolo di fine anno per beneficenza."

Ora ci si mette anche lui con questa storia, non bastano le decine di persone che da giorni la tartassano con questa storia dello spettacolo di fine anno, meglio conosciuta come ipocrisia del cazzo.

Beneficenza che alla fine è solo una lavata di coscienza.
L'istituto non fa nulla per nascondere la sua ricchezza, anzi è grande vanto mostrare unti figli di papà frequentano il maestoso liceo.
Cosi, per non essere definiti per quello che sono, ovvero ricconi del cazzo, organizzato queste favolose serate di beneficenza quando in realtà Camilla è sicura che nessuno degli studenti si sporcherebbe mai le mani direttamente.
Ma c'è del buono anche nell'ipocrisia, almeno i soldi arrivano davvero a delle associazioni umanitarie al contrario di altri istituti che invece si intascano tutti.

Alla fine anche Camilla è ipocrita, perché che lo voglia o no anche lei è una riccona del cazzo, con l'unica differenza che i suoi genitori le hanno sempre insegnato il sudore della fronte, faticando il doppio in ogni cosa che fa, la danza ne è un esempio.

Tornando alla discussione, non saprebbe da dove iniziare per rispondere.
Dovrebbe mostrargli le sue idee sull'ipocrisia, dirgli che ormai non balla più da anni oppure che non dovrebbe impicciarsi.

"Ed io ancora mi chiedo perché nessuno si faccia i cazzi suoi."

Ha optato per la terza opzione, colorandola giusto un po.
Afferra il borsone, lasciandolo li da solo e incamminandosi verso gli spoiatoi femminili sicura che almeno li non se lo troverà davanti.

Potrebbe fare mille pensieri maliziosi su loro due sotto la doccia a fare un allenamento a fine del piacere, ma ora ha solo tanta rabbia dentro.
Non doveva vederla ballare, nessuno può farlo cazzo, eppure quel ragazzo si impiccia sempre come se ne avesse il diritto.

Una volta da sola nel bagno, si spoglia e si infila sotto la doccia fredda.
Il nervoso non la lascia andare ed è stressante dato che è venuta in palestra proprio per rilassarsi.

Chiude gli occhi abbassando il capo sotto il getto dell'acqua, per quanto tempo la guardata ballare, cosa pensava per tutto il tempo e perché una strana sensazione gli innonda lo stomaco?
Da quando ha chiuso con la danza le ha sempre dato fastidio farsi guardare, persino dalla sua famiglia perché gli ricorda quando lei era sul palco e non nascosta in una sala da sola.
Ma il fatto che lui l'abbia guardata, non gli da fastidio quanto dovrebbe.

La doccia è inutile e se continua a pensare ai vecchi momenti le verrà una emicrania.
Ha bisogno di uscire e di bere qualcosa, l'orario sul telefono segna le 19 ottimo per un aperitivo, in più sullo schermo lampeggia un messaggio arrivato quando lei era sotto la doccia.

{Sono in giro, ti passo a prendere?}

Il tempismo di Alex è davvero strabiliante, adorabile quasi le legge nel pensiero.
Infondo è quello che le serve, un buon drink e magari se tutto andrà come deve anche un bel allenamento extra.

"Allora come è andato il tuo primo giorno di allenamento?"

Dominic sorride alla domanda di Oliver, perché entrambi sanno che Thomas non ci va leggero e perciò questa è solo una domanda retorica.
Prima che possa rispondere, Camilla gli passa davanti salutando il padre con un bacio sulla guancia mentre a lui dedica solo il medio alzato.
Deve essere ancora arrabbiata per la sua intrusione.

Tornati soli, Oliver lo guarda confuso dal cambiamento improvviso della figlia.
Infondo è stata lei ad averglielo presentato e ad aver garantito per lui, perciò credeva che i due fossero in buoni rapporti.

"Devi dirmi qualcosa?"

Chiede al giovane, incrociando le braccia al petto solo per gonfiare i muscoli e sembrare più minaccioso.
Sorprendente che il ragazzo non faccia una piega davanti alla sua espressione, anzi ridacchia grattando la nuca giusto un po a disagio per la situazione.

"Sono andato in giro a curiosare e per sbaglio lo guardata ballare."

Non c'è bisogno di dirgli che non era una giro per caso ma proprio per vedere lei, è pur sempre suo padre ed emeglio non sfidare la sorte.
Camilla sarà anche interessante, ma non vale la pena mandare i suoi piani a puttane.

In compenso Oliver capisce tutto senza aver bisogno di ulteriori spiegazioni.
Sua figlia è difficile da piegare o da innervosire, anche perché è difficile mantenere una discussione con la sua lingua di velluto, ma quando riguarda la danza mostra la sua fragilità più grande.

Strano che il ragazzo se la sia cavata solo con un gentile fan culo.

"Se non vuoi problemi con lei, meglio non rifarlo.
Da quando ha lasciato la danza, balla solo per se stessa e odia condividere quei momenti con gli altri, persino con me."

La cara Milly diventa sempre più interessante.
Dom si chiede perché ha lasciato la danza, perché ha rinunciato a ballare quando invece lo ha visto con j suoi occhi quanto la musica le brucia dentro.
Per quanto sia ignorante in materia è impossibile negare quanto sia brava, sarebbe perfetta sul palco a danzare su delle punte dorate incantando il pubblico come ha fatto con lui in pochi minuti.

Quanto può essere complessa quella ragazza all'apparenza così spensierata?

"Ma torniamo a noi.
Perché hai chiesto il mio aiuto?"

Era scontato che glielo avrebbe chiesto, nonostante fin da subito abbia accettato la sua richiesta.

Gli chiesto di allenarlo, come hanno fatto in tanti in questi anni, ma in lui ha visto qualcosa.
Il suo bisogno era essenziale, non per sport o hobby, ma come se ne dipendesse la sua vita.
Un po come è accaduto a lui in passato quando era lui il ragazzo bisognoso e Al l'allenatore.
Spera solo di averci visto male.

"Possiamo parlarne in privato?"

Si sente davvero troppo osservato e nonostante l'orario la palestra è piena di persone che gli passano di fianco e guardano soprattutto Oliver curiosi.
Non proprio il luogo adatto per quello che ha da raccontargli.

Anche il maggiore se ne rende conto, sopratutto vede il disagio che parlarne gli provoca, così gli fa segno di seguirlo nel suo ufficio.
Una stanza accogliente, con solo una scrivania e una libreria che conserva i registri e documenti.

Una volta comodo dietro alla scrivania, oliver tira fuori dal piccolo frigo sotto il mobile due birre, passandone una al ragazzo.

Lo schiocco del rapporto che salta, il silenzio in un sorso che scivola in gola e poi è il momento quello che più temeva il più giovane tra i due.

"Sono sicuro che conosci bene Logan Highes."

L'espressione di Oliver cambia completamente, le vene sul collo che si ing4ossano e j pugnj stretti fino a farsi male.
Quel nome è veleno nella stanza ,nei ricordi che affiorano nella sua mente Dominic può persino vederli prendere vita nei suoi occhi furiosi e leggermente dilatati per la rabbia.

Il ricatto, il primo incontro sul ring, la sua amata Emma li ad aiutarlo nonostante molto dopo abbia scoperto quanto le sia costato fatica.
Il sangue sulle nocche, gli allenamenti con Al, Emma messa di mezzo come premio trattata come un cazzo di oggetto.
L'ultimo incontro, lei sotto i ferri e lui a stringere i denti sul ring.

Ma Dominic non ha finito, ha giurato di essere sincero nonostante conosca il suo passato e sappia cosa voglia dire per Oliver.

"È mio padre."

Silenzio solo all'esterno perché dentro di sé Oliver ha l'inferno.
Osserva il ragazzo che ha davanti, ricoscendo quei piccoli dettagli del viso che lo rendono figlio di quel bastardo che ha cercato di rovinargli la vita.

"Devi andartene, non ti poco aiutare."

È suo figlio cazzo, il sangue di quel bastardo scorre nel corpo del ragazzo che ora lo guarda con dispiacere e sofferenza.
Sapeva che sarebbe accaduto, che lo avrebbe cacciato ma nonostante tutto ha voluto essere sincero e provarci.

"So quello che è successo e hai tutte le ragioni per odiarmi solo perché sono suo figlio.
Ma ti prego solo di ascoltarmi."

Gli chiede tanto lo sa, lo vede nei suoi occhi quanto solo sentirlo nominare gli faccia male e lo rende nervoso.
Ma ha bisogno di essere ascoltato, capito e forse aiutato.

Oliver nonostante la rabbia dentro, annuisce ma solo perché è amico di sua figlia ed è stato lei ha portarlo da lui.

"Sono suo figlio biologico è vero, ma non ho mai avuto a che fare con lui tanto che quando sono nato mia madre mi ha dato il suo cognome perché lui non voleva averne niente a che fare.
Sono cresciuto con mia madre, nonostante lei abbia continuato a vederlo ed è rimasta incinta di mia sorella Emily per poi vederlo scomparire di nuovo."

Non appartiene quell'uomo, non lo ha mai visto come un padre ma solo come un problema, ringraziando che la madre abbia trovato la forza di lasciarlo definitivamente dopo la nascita della sua piccola sorellina Milly.

Gli da fastidio doverlo considerare nella sua vita, dargli una importanza che non merita ma non può fare altrimenti.

"Non abbiamo mai avuto bisogno di lui, mia sorella non ne conosce nemmeno il volto.
Ma qualche anno fa mia madre ha perso il lavoro e nonostante ne abbia trovato subito un altro come cassiera, i soldi non bastavano e spesso è mancato persino un pezzo di pane sulla tavola."

Ricorda i crampi allo stomaco per la fame, la debolezza in corpo, i pianti di sua sorella e le lacrime della madre versate solo di notte nascosta nella sua camera.
Ricorda quanco li hanno sfrattati, le notti passate a dormire in macchina sui sedili scomodi e il riscaldamento assente.

Chi non ha provato la fame non potrà mai capire il sapore di un pezzo di pane.

"Volevo rinunciare alla borsa di studio e cercare un secondo lavoro oltre al partime in un locale notturno, ma mia madre mi ha vietato di lasciare gli studi preferendo chiedere aiuto a Logan.
Egoista da parte mia, lo so."

No, non è egoista e Oliver glielo vorebbe urlare in faccia se non fosse che gli è salito un nodo in gola per la storia del ragazzo.
Lui è nato con la camicia, non ha mai provato cosa voglia dire avere fame, non ha mai provato il freddo di non avere una casa dove tornare.
Tanto rispetto per il ragazzo e la donna che lo sta crescendo.

"Ci aiuta con degli alimenti, ma in cambio devo combattere per lui.
È da anni che mi faccio le rissa sul ring, ma non possono negarmi lo devo a mia madre che lavora diciotto ore al giorno e a mia sorella che ha diritto di avere un tetto sulla testa."

La rabbia aumenta questa volta in entrambi, Logan vive sulla pelle degli altri con ricatti e minaccia, un parassita che vive sulla disperazione degli altri, persino dei suoi stessi figli.

Pliver si alza, la sedia è diventata improvvisamente scomoda e deve davvero controllarsi dal distruggere ogni cosa.
Maledetto quel figlio di puttana che ha amici davvero in alto, altrimenti sarebbe già finito nel carcere più miserabile che esista.

"Ma ho un piano, so come fermarlo, come salvare la mia famiglia senza che abbia ripercussioni.
Ma per farlo, devo arrivare al campionato, devo arrivare all'ultimo incontro."

La storia si ripete, strano il destino che li ha fatti incontrare e che ora li mette uno davanti all'altro.
L'odio di Oliver è tanto e ha giurato a Emma e a se stessi che non sarebbe mai più entrato in quel mondo.

Ma ora, sente le mani legate, vede negli occhi di Dominic lo stesso bisogno di aiuto che aveva lui quando lo ha guardato la prima volta Al.

"Sono con te ragazzo, facciamo il culo a quel figlio di puttana."

Emma capira, lo sa che quando gli racconterà la sua storia la sua amata Emma capire.
Ma è comunque un cazzo di circolo vizioso che non ha fine...

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