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capitolo 17 il cliché delle guance rosse imbarazzo.


Maledetto Jek che la tenuta sveglia per tutta la notte per parlare del suo "grande amore", maledetto il ciclo che le ha trapanato le ovaie stanotte e maledetta sveglia che non ha suonato.
Si chiede com'è che quando ne avrebbe bisogno suo padre non la sveglia.

Così con un diavolo per capello, la camicia messa meno peggio e la gonna al contrario, salta in macchina pregando che il test con marmellata che tiene tra i denti non cada facendo più danni di quanti già non abbia.
Non solo ha saltato la prima ora ma se non muove il culo perdera anche la seconda ora cazzo.

Il suo telefono continua a suonare per diverse notifiche, ma lei non ha il tempo neppure di guardare nel riflesso del finestrino quanto sia messa male.
E nemmeno una volta arrivata in istituto guarda il telefono, lasciandolo nella borsa e correndo verso l'aula sette, appena un respiro prima che la campanella suoni.

"Johnson, fatta festa ieri sera?
Come si dice tra voi giovani, la sera da leoni e la mattina sono dolori."

A parte che "la mattina da coglioni", vorrebbe dirle che un detto che non ha età, che è lei che semplicemente pensa di essere moderna.
Ma siccome già è arrivata in ritardo e non è sicura di aver portato con sé il tema di filosofia, zitta zitta si mette al suo posto limitandosi a sorridere.

Purtroppo questo è un corso che non condivide con nessuno dei suoi amici, ma anche se fosse non avrebbe possibilità di parlarci.
La professoressa da quando è entrata non le toglie gli occhi di dosso, tante che ancora non ha guardato le notifiche sul telefono e con il passare dell'ora semplicemente se ne dimentica.

Finita l'ora, per fortuna vengono avvisati che ci sarà un ora buca, così Camilla fa un lungo sospiro di sollievo prendendosi un attimo per rendersi presentabile.
i capelli di restare buoni in una coda non ne vogliono sapere, così sbuffando si limita a sistemarli lasciandoli mossi sulla schiena.
Il trucco per fortuna è inesistente sul viso, altrimenti sembrerebbe un clown, si mette il suo amato burrocacao e per finire si sistema i vestiti.
Ora si che sembra un essere umano e non un personaggio dei cartoni mal disegnato.

Borsa in spalla e si incammina fuori dall'aula per raggiungere i suoi amici, solo ora prende il telefono.

"Camilla..."

Tristano le va in contro, ma lei non lo sente e non lo vede.
Legge la miriade di messaggi che proprio l'amico le ha mandato prima e forse non riesce a respirare.
Non può essere vero...

"Camilla..."

Lei alza lo sguardo, ma non lo vede ne lo sente, persino i gemelli dietro di lui sono invisibili.
I suoi occhi cercano lei, perché solo dalla sua bocca crederà a queste parole, solo lei può dirle che è solo uno scherzo, che è tutto una bugia.

Ma lei è poco lontano, lei ha il capo chino e lo sguardo spento, lei stringe la mano di lui e la lama la sente scendere lenta nel petto.
Credeva di averla salvata, di averla di nuovo con se, che ieri avesse significato qualcosa e invece no.

Maicol sorride guardando Camilla,  dando una giocosa sberla sul sedere ah Harley, mettendo in imbarazzo la biondina.

"Vai a prendermi una bibita baby."

Come se fosse la sua cameriera, un oggetto, lascia che gli altri la guardino dalla testa ai piedi nei suoi vestiti troppo aderenti per farla sentire bene con se stessa.
E Camilla può solo ingoiare il rospo e l'amaro di una scena già vista.

Lui cammina verso Camilla, guardando solo lei non calcolando Tristano, Mark e Daniel alle spalle di lei.
Faccia a facci, un sorriso egoista contro rabbia e dolore.

"Come vedi, ho vinto io."

Come se fosse un gioco, a questo è ridotta Harley, un bel osso di gomma da litigarsi tra cani.
A lui non frega nulla di Harley, non gli interessa dei suoi sentimenti, che possa soffrire, piagere, ridere o essere felice.
Per lui è solo un giocattolo da usare a suo piacimento.

Camilla non respira, la rabbia gli stringe un pugno sulla gola, una sensazione di impotenza che non ha mai provato prima.
E chi la che la guarda da lontano si avvicina vedendo il fuoco avampare nei suoi occhi.

"Non importa cosa io faccia.
Lei tornerà sempre come una brava cagna al suo padrone."

La davvero paragonata a un animale, a un cane o peggio a una cagna.
Camilla ripensa al motivo che ha spinto Harley a lasciarlo ieri e il fuoco diventa gelo nelle vene.
Lui le fa persino  l'occhiolino e chiaro che stanno pensando alla stessa cosa, i succhi gastrici salgono nell'esofago, Camilla vorrebbe solo vomitargli addosso.
E invece scatta verso di lui pronta a colpirlo, per la prima volta senza parole e solo voglia di fare male, di ferire la carne.

Qualcuno la ferma, parandosi davanti a lei e abbracciandola facendole da scudo alla risata sguaiata di Maicol.

"Fai il suo gioco Milly.
È questo quello che vuole."

Dominic la stringe a se, prendendosi colpi sul petto e calci sugli stinchi, come se stesse tenendo ferma una tigre a mani nude.
La trascina via dai corridoi, ascoltando i suoi insulti senza subirli, ha visto tutta la scena e può solo immaginare la tempesta dentro di lei.

Entrato in un'aula vuota lascia andare chiudendo la porta dietro di sé.

"Dovevi farti i cazzi tuoi.
Io a quello gli spacco la faccia, lo riduco a doversi nutrire da una cannuccia."

E strano vedere lei, sempre con una lingua tagliente combattere con la sua ironia velenosa, stringere i pugni fino a ferirsi i palmi con le unghie.
Lei non è questo, ma è giusto che sia anche questo.

Fa per superarlo, ma lui rimane immobile davanti alla porta ed è buffo vedere lei cercare di spostarlo spingendolo senza che lui faccia nemmeno un passo o una smorfia di fastidio.

"Vuole portarsela a letto, rubarle una cosa tanto importante per lei.
Non può farlo così, senza sentimento o pentimento, solo per farle male cazzo."

E torna a colpirlo, fa quasi ridere la scena perché Camilla non ha nessuna intenzione di fargli del male e il risultato è il cliché di qualsiasi cartone comico.
Una piccoletta che vorrebbe spostare una montagna.

I capelli sul viso mossi dal suo respiro accelerato e se ne frega dei ciuffi nella bocca e le lacrime a rigarle il viso.
Ed è ingiusto anche piangere, vuole solo essere arrabbiata e sfogarsi su quel pezzo di merda.

"Togliti Cooper o giuro che faccio nero anche te.
Stai dalla sua parte cazzo?
Pensi che non si merita un bel pugno su quella faccia da cazzo?"

Non è giusto cazzo, lei chiusa in questa aula a litigare per uscire da quella porta e quella merda libero di stringere la sua Harlwy, di ferirla finché non sanguinera.

"Non è così Johnson..."

Si avvicina a lei solo quando la vede stanca, affaticata, scarica da quella adrenalina che fino ad ora le scorreva dentro.
Le posa le mani sulle spalle, cercando le parole giuste da usare altrimenti dovrà tornare davanti alla porta e prendersi altra rabbia.

"Quello stronzo merita ogni tuo pugno e gliene darei un paio anche io, ma è una scena che abbiamo già visto.
Lo sai che vuole solo fare la vittima agli occhi di Harley."

Se ci pensa è vero, sa di essere tornata in quel bagno, con Maicol a terra e Harley a guardare lei come se fosse il nemico.
A quei tempi ha lasciato perdere, il brutto finale è stato un incidente a causa della istintivita di Tristano.
Ma questa volta è diverso.

"Se la porterà a letto solo per farmi un dispetto, lo capisci Nik?
E sarà colpa mia, del mio orgoglio per aver iniziato anche inconsapevolmente questo gioco.
Lo devo fermare ora, a costa di venire sospesa."

Fa per tornare all'attacco, ma Dominic le posa le mani sul volto cercando di farla concentrare solo su di lui, cercando di isolarla dalla rabbia che entrambi sanno essere inutili.
Vorrebbe dirle che Harley è grande e vaccinata, che ognuno è responsabile delle sue azioni e che non è colpa sua se quello stronzo ferira la biondina.

Perché anche lui ha una sorella e il solo pensare che, una volta adulta, Emily possa trovarsi in una relazione tanto tossica, sente le emozioni di Camilla entrargli dentro fino a sentire lo stesso fuoco di rabbia.
Quasi quasi vorrebbe esplodere anche lui, ma non può Perché come Camilla si prende le responsabilità di avere una amicizia.

"Tornerà da te.
Lo ha gia fatto una volta, lo rifarà, ora conosce la strada per tornare a casa.."

La rabbia scivola via, lascia dentro dolore e amarezza.
Appoggia la fronte sul petto di Dominic, chiudendo gli occhi per trattenere le lacrime.
Sarebbe facile colpire quel pezzo di merda e sperare così di riavere Harley, non sono in un libro o in un cartone animato vicino al lieto fine.

"Sai, le persone come te sono tanto forti.
Ma questa forza ha un peso, delle responsabilità."

Per Camilla è facile lottare e non perché è una Johnson, ma perché ha un grande cuore e un carattere forte e tagliente.
A volte la guarda da lontano e ammira come cammina sicura di sé sempre a testa alta e come affronti chiunque a volte anche in modo irresponsabile.
Ed ora vederla così, fa un po tremare le sue certezze, le poche che ha.

"Questa l'hai rubata a spiderman.
Ma lo zio la diceva meglio."

Alza il capo, con lo sguardo lucido ma un sorriso sulle labbra.
Il tremore scompare, Camilla può anche inciampare ma rimarrà sempre in piedi come una atleta.
E scoppiano a ridere allontanandosi da questo pseudo abbraccio, la ferita è ancora aperta ma è bello avere un amico pronto a tamponare le cicatrici.

"Grazie per avermi fermato, hai ragione, stavo per fare una cazzata.
E mi dispiace averti colpito più e più volte."

Peccato che stia sorridendo, perciò non sembra così dispiaciuta ma a Dominic va bene  così, perché preferisce vederla sorridere che spenta come qualche minuto fa.

"Sai, quando stavi affrontando Maicol sembravi quel personaggio dei cartoni che si illumina di giallo.
Com'è che si chiama?
A si goku."

Camilla arriccia il naso, di complimenti e insulti ne ha ricevuti tanti, ma sentirsi paragonata a quel cartone non sa davvero se offendersi o fare un inchino.
Nel dubbio meglio tutti e due.

Seduti su delle sedie, hanno chiacchierato per una buona mezz'ora, per lo più dei diversi incontri che ha gia affrontato e i prossimi che affronterà.

"Vorrei davvero vederti su quel ring, secondo me almeno li te la cavi, perché devo essere sincera, ai nostri allenamenti fai pietà.
Senza offesa bel manzo."

E gli palpeggia il braccio mettendoci come sempre molta passione per poi continuare a palpeggiarlo ancora un po.
Non è colpa sua se questo ragazzo è davvero sexy.

Da quando si allena con suo zio Tom, la sua muscolatura è cresciuta ma in modo elegante, nel senso che non sembra un mostro con la testa piccola e i muscoli tre o quattro volte i suoi muscoli.
Insomma è un bel ragazzo, no che lei l'abbia mai negato anzi glielo fa presente ad ogni occasione.
Il tutto, con questa divisa scolastica, la cravatta allentata e il primo bottone aperto, gli da un aspetto da uomo vissuto e bad boy.
È peccato che ancora non doni tanto ben di dio al genere femminile.

"Ti piacciono davvero tanto i miei muscoli e sono sicuro che stai facendo qualche pensiero osceno su di me."

E sorride per la sua reazione.
Che cosa si aspettava, ilsolito cliché della ragazza imbarazzata con le guance rosse?
O no, lei sorride con sguardo malizioso facendogli persino l'occhiolino ed è lui quello tentato di arrossire per l'imbarazzo.

Lei, senza pudore o libidine, non ha filtri e non ha mai paura del giudizio degli altri.
Se gli piace un ragazzo si fa avanti, non lo scrive in un diario segreto, non si nasconde dietro le regole delle buone maniere.

Dominic tossisce, cercando di togliersi da una situazione scomoda in cui lui stesso si è infilato.

"Comunque, non ti inviterò mai a un mio incontro.
Tuo padre mi ha raccontato cosa ha osato fare logan quella volta che ha partecipato tua madre.
Non posso permettere che faccia lo stesso con te e poi se fosse tuo padre mi spezzerebbe le gambe."

Camilla si limita ad annuire completamente d'accordo, conosce quella storia, conosce le reazioni del padre e sinceramente non ha nessuna voglia di vederlo sul ring.
Sua madre le racconta spesso delle emozioni forti che provava quando vedeva il suo amato combattere, lei invece non ha nessuna voglia di vedere un suo amico venir massacrato tra la gente che urla a festa.

"Ed io non verrò mai, mi basta vedere i tuoi lividi il giorno dopo.
A me non piacciono te lo dico sinceramente, ma posso dirti con certezza che molte ragazze quando ti vedono con lividi nuovi, sbavano dalla lumachina non so se sono chiara."

E fa un occhiolino malizioso sottolineando cosa intenda con lumachina.
Dominic si limita a ridere, senza approfondire l'argomento, cosa che incuriosisce molto Camilla.
Capisce che è vergine e non ha nessun commento a riguardo, ognuno deve sentirsi se stesso nel sesso, ma davvero si chiede come lui viva la sua sessualità.
Maledetta curiosità donna.

"Beh, ora che ti sei calmata, posso lasciarti andare senza la paura che tu commetta un omicidio.
Anche se, io sarei pronto con i sacchi neri e un bel posto dove seppellirlo."

Si alza dalla sedia, porgendole la mano, che come sempre lei rifiuta alzandosi da sola.
Ora che si è ripresa è ritornata la solita Camilla orgogliosa, quella che se le apri lo sportello lei salta sul sedile a fianco per aprirsi da sola dall'altro lato e non è un modo di dire.
Non è neppure femminismo, semplicemente è un modo naturale per ribellarsi alle solite regole sociali.

Fianco a fianco escono dall'aula vuota e la prima cosa che vede Camilla e Maicol a baciare Harley poco lontano.
Non è giusto che il destino le sbatti la rabbia addosso o forse è quel pezzo di merda che ci fa apposta.

Domani segue il suo sguardo e ci mette un secondo a capire la situazione.
Nonostante Camilla si convinca di essere abbastanza matura da reagire in modo giusto, basta vedere lo sguardo a disagio della amica per tornare una bambina capricciosa.
Le si para davanti, proteggendola da una lama che vuole affondare ancora nella ferita.

"Devo andare nell'aula della professoressa Fillen di francese, a consegnare un tema, perché non mi accompagni?
Prometto che se c'è la professoressa ci metterò una buona parola per te."

Lei sbuffa, perché non può dargli torto, per quanto sia brava in molte materie le lingue rimaranno sempre una spina nel fianco per lei.
Fingendo di dimenticare la rabbia e il dolore per Harley, annuisce seguendolo verso l'aula dieci, silenziosamente ringraziandolo.

Per distrarsi gli chiede come faccia a essere così bravi in francese e la sua risposta è alquanto crudele.

"Mia madre è francese e da quando ero piccolo la sua lingua e diventata la mia.
Perciò sono agevolato."

Lei sbuffa, sbattendo i piedi sul pavimento ripetendo in continuazione che non è giusto.
E normale che sia bravo, è così ingiusta come cosa dovrebbero negargli il corso e fargli fare quello di spagnolo.
Più giustizia per chi come lei di lingue capisce appena la sua o almeno togliere qualche punto a lui.

"Anche tua madre è un professoressa di filosofia e letteratura, eppure io non mi sono mai lamentato dei tuoi ottimi voti."

Si giustifica lui ridendo, aumentando quando la vede gonfiare le guance e diventare tutta rossa per il nervoso.
Cerca persino di colpirlo con uno schiaffo dietro la nuca, peccato che lei si debba alzare sulle punte per arrivarci e a lui basta fare un lungo passo in avanti per salvarsi.
Non è lei nana, è lui che è cazzo di gigante.

"Non è la stessa cosa, noi in casa parliamo come mangiamo.
E il fatto che io e mia madre ci ammazziamo di schifezze ogni pomeriggio è la risposta giusta.
Invece tu che parli francese tutto il giorno e mangi quel pane strano che fanno in Francia, è ingiusto."

E Dominic scoppia a ridere non sa se per la faccia fintamente arrabbiata di lei o per il famoso pane francese.
Di sicuro con Milly le mille emozioni sono assicurate.

Arrivati davanti alla porta, la trovano stranamente chiusa, Camilla si morde pensierosa il labbro perché anche lei ha urgenza di consegnare il tema con scadenza stamattina, cosa che non ha fatto dato che è arrivata in ritardo.

Sta quasi per arrendersi quando Dominic le fa segno di tacere, tirando fuori un mazzo di chiavi, sicuramente una copia di quelle della scuola.
Dovrebbe sorprendersi del fatto che le abbia?
No, ha letto delle sue marachelle blu corallo, era scontato che le avesse.

Camilla fa da palo guardandosi intorno mentre Dominic apre la serratura cercando di fare meno rumore possibili.
Che emozioni, Camilla si sente molto Bonnie di Bonnie e Clyde.

La porta viene aperta ed entrambi rimangono sconvolti.
Il timido e dolce Daniel, il ragazzo sempre silenzioso e nascosto nell'ombra del gemello, lui che sembrava un angioletto con quel ciuffo a nascondergli il viso, ora ha la pelle lucida e i capelli tirati all'indietro.

Daniel è in piedi, con il viso rivolto verso il cielo, mentre spinge con il bacino tra le cosce di una donna.
Lei geme, ignara dei due estranei nella stanza e Daniel stringe i denti trattenendo i gemiti, stringendo nelle mano le cosce spalancate della donna seduta sulla scrivania.

Insomma, sono due persone che stanno scopando, persino Dominic poco esperto non ha nulla da giudicare.
Il problema è decisamente un altro e nessuno dei due si sarebbe mai aspettato di trovare in una posizione del genere il loro timido e dolce amico Daniel.

Camilla con gli occhi spalancati e la mano davanti alla bocca, è completamente sotto shock e parla senza pensare.

"Professoressa Fillen."

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