capitolo 12 il cliché lei la noia e l'ordine e lui il cause e l'imprevidibilita
Per fortuna questo sabato mattina non ha lezione, pensa Dominic ritirandosi tra le lenzuola per riprendere sonno dopo aver spento la sveglia che si era dimenticato di disattivare.
Riprende sonno nonostante l luce che entra tra le fessure della tapparella, cullato da un profumo di talco e fragole.
Sogna di correre sulla sua moto, senza limiti e nessuna macchina davanti ma solo il tramonto come traguardo.
Poi all'improvviso una presenza seduta sulla sella dietro di lui, le risate di Camilla e le sue braccia a stringerlo a se mentre la moto correva più veloce sull'asfalto nero.
Poi si trovano seduti in riva al mare, con i piedi bagnati dall'acqua e dalla schiuma delle piccole onde, lei gli racconta i suoi Sogni di diventare una ballerina per poi chiedergli cosa voglia fare da grande.
E all'improvviso è di nuovo bambino, con il mondo degli adulti a chiedergli cosa voglia diventare e che lavoro farà quando finirà la scuola.
Un sogno nel cassetto, un sogno, dimenticato e chiuso a chiave a doppia mandata.
All'orecchio un musichetta squillante lo strappa via da quello strano sogno, facendogli aprire leggermente gli occhi.
La prima cosa che vede è la piccola TV in camera accesa con i personaggi di un cartone che cantano su quanto sia bello giocare insieme.
Sbuffando si porta il cuscino sulla faccia quando la musichetta continua stonata e sdolcinata.
Allenta la presa solo quando le musica viene messa in muto, una testolina bionda si infila tra le sue braccia fino a spuntare davanti al suo viso.
"Scusa Nik, non volevo svegliarti."
La piccola Emily si stringe sul petto del fratello e lui la accoglie tra le sue braccia respirando a pieno il suo profumo di talco e fragole, lo stesso che ha sentito quando si è addormentato ed è facile dedurre che la piccola si è infilata nel suo letto quando la madre è andata a lavoro.
"Tranquilla Milly, dovevo comunque alzarmi.
Hai fame?"
La piccola annuisce senza però lasciare il posto sicuro sul suo petto.
Dominic sposta leggermente il cuscino per osservare l'orario al muro che segna già le undici e trenta, ha dormito davvero tanto.
Sospira, mettendosi seduto con la piccola ancora stretta a se, sente un leggero fastidio sul fianco a causa di un pugno ricevuto la sera prima sul ring, ma non importa è si solleva tenendo in braccio la sua piccola.
Con i suoi sette anni è ancora cossi minuta e piccola che neppure gli pesa.
La porta nella sua cameretta muro a muro con la sua camera facendola scendere giù.
"Ora cambiati e lava la faccia, io intanto preparo il pranzo."
La piccola annuisce facendo il saluto militare e correndo verso l'armadio alla ricerca sicuramente di un bel vestitino.
Dominic incrocia le braccia al petto osservandola per qualche minuto prima di andare via.
La cameretta rosa si intona perfettamente a lei, come anche i peluche a forma di unicorno e qualche gioco dimenticato per la stanza.
Vorrebbe regalarle più giocattoli e bei vestiti, la sua principessa si merita un castello e tutto ciò che potrebbe desiderare, ma pultroppo con il suo stipendio riesce solo a comprarle qualche piccolo regalo mentre lo stipendio della madre e i soldi di login finiscono a bollette, affitto e spesa.
"Riordina anche i giochini Milly, altrimenti l'orso golosone passerà di qui e se li mangerà tutti."
Se ne va, sapendo bene la faccia che sta facendo la sorella e che riordinera 8n fretta e furia tutto, ammettendo che la storia dell'orso goloso che mangia i giocattoli che vengono lasciati in giro funziona alla grande.
Arrivato nella piccola cucina, trova un bigliettino attaccato con una calamità al frigo da parte della madre.
Gli dice che oggi ha il doppio turno e che sul tavolo a lasciato i soldi e la lista della spesa da fare.
Niente di nuovo, ogni sabato è la stessa storia e la solita routine.
La madre lavora quasi dodici ore al giorno e spesso non si incontrano per giorni nonostante vivano nella stessa casa, sapendo della loro reciproca presenza solo grazie a questi bigliettini.
Aprendo il frigo tira fuori delle uova e della pancetta, optando per una colazione molto sostanziosa.
Si porta il telefono all'orecchio per chiedere alla loro vicina se si può occupare di Milly dato che oggi non ha scuola e anche lui deve lavorare, ma anche lei oggi lavora perciò senza preoccupazione decide che la porterà con sé.
Non è la prima volta che succede e il suo capo non ha mai creato problemi, anzi conoscendo la sua situazione lo ha sempre sostenuto e aiutato.
L'olio nella padella si riscalda e quando è alla giusta temperatura ci stende sopra la pancetta per poi mettere in forno qualche salsiccia di pollo, le preferite di sua sorella.
"Pronta e pofumata."
Fa il suo ingresso la piccola, girando su se stessa per mostrargli il suo bel vestito lilla e le ballerine nere con qualche strass consumato e perso nel passaggio da prima a seconda mano.
Anche il vestito viene da un mercatino dell'usato, ma l'amore con ago e filo e riuscita ad aggiungere qualche dettaglio che lo ha reso solo suo.
La piccola lo sa di indossare cose comprate al mercatino delle pulci, eppure sembra una principessa qualsiasi cosa indossi con quello splendido sorriso così simile a quello di sua madre.
"Lo vedo piccola e ora a tavola su, ho cucinato i tuoi piatti preferiti."
Leccandosi i baffi Emily esegue arrampicandosi sullo sgabello guardando con occhi a cuoricino il piatto posato sulla penisola della cucina.
Sono semplicemente due uova fritte, pancetta, una fetta di pane e tre salsicce di pollo, eppure Emily sembra avere davanti una mega torta al cioccolato.
Dominic la osserva sorridere ad ogni boccone, trovandola magnifica nella sua umiltà e chiedendosi se anche lui mangerebbe il tutto con tanto gusto.
Alzando gli occhi sull'orologio nota che è già tardi e che deve ancora pulire e farsi la doccia, perciò anche lui inizia a mangiare con il sotto fondo dei cartoni che Milly guarda ogni tanto incantandosi.
Mangia concentrato, pensando al sogno strano che ha fatto e ai tanti dubbi che gli ha acceso dentro.
Cosa vuole fare da grande?
In realtà non lo sa più.
Da piccoli è facile, tutti vogliono diventare astronauti, dottori o giocatori di football.
Quando si cresce, da ragazzini magari un po si cambia ma si ha anche un piccolo sogno nel cassetto, anche lui lo aveva ma ormai non lo ricorda più.
Ormai è caduto in una piccola routine dove i sogni non hanno posto.
Andate a scuola, allenarsi, occuparsi di Emily, combattere.
Ogni giorno è così, persino questo piccolo lavoro nei weekend, in una officina, è diventata una insolita abitudine.
Sospira, mettendo via i piatti nella lavastoviglie mentre la sorella sparecchia e gli passa le cose.
Pensa a cosa voglia fare nel futuro, quando questa routine finirà, chi vorrà essere ed è strano ma il suo pensiero va a Camilla Johnson.
Lei si che sembra avere le idee chiare, la sua passione per la filosofia forse la spingeranno a seguire i passi di sua madre, oppure come nel sogno tornerà alla danza e lui è sicuro che potrà avere successo.
Ma anche se così non fosse, se lei non sa ancora cosa voglia fare non rimane comunque immobile, non sembra essere incastrata in una routine scomoda.
O no, lei è tutt'altro che prevedibile e Dominic deve ancora capire se sono i guai a cercare lei o il contrario.
"Pecche sorridi così?"
La voce della piccola lo distrae dai suoi pensieri e solo ora si accorgeranno di star sorridendo.
Le sfila delle mani le ultime cose dalle mani mettendole in frigo dove la piccola non arriva.
"Stavo pensando alla faccia che farà Owen quando ti vedrà con il tuo bel vestito."
La piccola si lascia convincere facilmente da questa piccola bugia, sorridendo e girando su se stessa fiera del suo aspetto da principessa.
Le dice di guardare i cartoni mentre lui farà una doccia, fuggendo definitivamente dalla curiosità infantile della piccola.
La verità è che nella sua statica routine la Johnson da un tocco di colore, una distrazione dalla noia e dalla fatica, semplicemente con la presenza e il carattere ingombrante e particolare.
Ed ecco un magnifico cliché che in genere si legge al contrario, lui la noia e l'ordine e lei il cause e l'imprevidibilita.
Qualche ora dopo sono fuori casa, Dominic mette nel sotto sella lo zainetto con i giochi per poi mettere il casco di piccola misura sulla sorella poi a se stesso.
Non ama viaggiare con lei in moto e se può lo evita ma la madre oggi ha preso la macchina e non ci sono pullman per altre tre ore, perciò sbuffando non può fare diversamente.
Sale in sella per poi alzare la piccola e posizionarla davanti a sé, sapendo che sarebbero andati con la moto sono usciti da casa con molto anticipo, così da poter andare più piano possibile.
Appena mette in moto, la piccola urla felice ridacchiando per come vibra tutto sotto di lei.
Il pensiero va di nuovo a Camilla, al giro in moto che hanno fatto e a quella felicità quasi infantile così simile a quella che vede ora negli occhi della sorella.
Lui si sente così immobile, indifferente a tutto, non sentendo più passione per nulla se non per il piano per distruggere Logan, mentre lei ha così tante sfumature, un modo tutto suo di vivere la sua giornata sbuffando quando la chiamano con il suo cognome o ridendo quando è in compagnia con gli amici, senza mai essere scontata o ferma come invece si sente lui.
Le strade per fortuna sono deserte, un po per l'orario e un po in preparazione alla partita che ci sarà stasera in TV.
Quando arrivano in officina sono un po in anticipo, ma la saracinesca è già alzata e appena spengono la moto sente il rumore di chiavi e il compressore azionato.
Sorride, pensando che prima o poi Scarlett, sua moglie, lo lascerà se non diminuisce le ore di lavoro.
"Andiamo, forza."
Urla Emily, litigando con il laccetto del casco per fare in fretta.
Dominic parcheggia la moto per poi aiutarla è vederla correre dentro senza aspettarlo, come fa ogni volta che la porta con se qui.
Sospirando prende il suo zainetto e quando entra quasi scoppia a ridere, appena entrata Emily si è piazzata davanti ad Owen per farle vedere il suo bel vestito ma il meccanico mostrando le mani nere le ha detto che vuole abbracciarla forte ed ora, Emily corre per tutta l'officina gridando di non toccarla e Owen la ricorre imitando i versi del mostro pasticcione.
Meglio non fare altre domande.
La piccola si nasconde dietro le gambe del fratello facendo la linguaccia e evitando le sue mani sporche.
"Va bene principessa, ma voglio un bacio altrimenti non mi trasformero mai nel principe azzurro."
Emily sembra pensarci un p, posandosi un dito sotto al mento per poi fare un piccolo scatto in avanti baciando la guancia del l'uomo piegato alla sua altezza.
Da vera principessina afferra il suo zainetto e si incammina verso l'ufficio dove sa già troverà un bel foglio e dei colori con cui fare un bel disegno.
"Ti chiedo scusa, pultroppo mia madre lavora e non sapevo dove lasciarla."
Si scusa Dominic quando la piccola è fuori dalla portata di ascolto.
Owen nega con il capo, asciugandosi le mani a una pezza vecchia quanto basta per poter prendere una birra in frigo senza colorare tutto di nero, anche perché l'ultima volta sua moglie gli ha fatto pulite tutto con uno spazzolino.
"Te lo gia detto, la piccola non crea nessun disturbo è così brava e silenziosa che a volte mi dimentico che ci sia."
Gli sorride passandogli la birra fresca, perfetta per le temperature calde dovute all'ora di punta nonostante sia metà ottobre.
È vero, Emily è ormai abituata a stare Co lui a lavoro fin da quando era molto piccola anche se è un po triste che ormai sia abituata a dover stare buona e silenziosa.
Decide di non volerci pensare, dando un sorso alla birra e girandosi intorno per vedere il da farsi.
Da quando partecipa agli incontri ha smesso di lavorare nel locale, perché non riusciva a gestire gli orari, ma non si lamenta perché quando combatte e vince guadagna lo stesso che se lavorasse.
Potrebbe anche smettere di lavorare da Owen, ma in realtà gli fa piacere aiutarlo nel weekand o quando ha molto lavoro da smaltire.
"Come va in palestra, Thomas è duro vero?"
Gli chiede Owen dando un altro sorso alla birra per poi posarla e tornare a lavoro.
Questo è uno dei motivi per cui continua a lavorare qui, è stato proprio lui a indirizzarlo verso Oliver.
Qualche tempo fa, quando hanno dovuto chiedere aiuto a Logan e sottostare al suo ricatto, era così furioso che non riusciva neppure ad avvitare un bullone.
Owen non ha dovuto insistere molto per sapere cosa avesse, appena gli ha posato la mano sulla spalla Dominic è esploso raccontandogli ogni cosa e sfogandosi come un ragazzino.
Owen lo ha ascoltato con attenzione per poi sospirare amareggiato alla fine del racconto e quando Dominic lo ha guardato confuso e curioso del perché non facesse strane domande a riguardo, gli ha risposto che aveva già avuto a che fare con Logan anche se indirettamente.
Gli ha raccontato di Oliver, di quello che aveva passato e di come anche lui fosse finito nel medesimo ricatto.
Gli parlo anche di Emma, ma soprattutto dell'ultimo incontro mentre lei era sotto i ferri.
Gli disse che dopo quell'incontro le ha giurato di non entrare più in quel mondo, ma che se avesse avuto bisogno avrebbe messo una buona parola per lui.
Ma Dominic aveva rifiutato, non poteva pretendere tanto e non voleva mettere un una posizione scomoda i due amici.
Così ha iniziato gli incontri e chiedendo in giro ha scoperto che Oliver Johnson era anxod al campione in carica e che il suo record di incontri vinti era strabiliante.
L'unico che è riuscito a sconfiggere la maligna rete di inganni e ricatti del padre.
Quando poi ha conosciuto Camilla, ha deciso di chiedere aiuto a Oliver senza mettere in mezzo Owen.
"Sempre più tenero di Camilla, è lei l'osso duro."
Il capo ridacchia completamente d'accordo.
Nell'ultima settimana ha fatto tre allenamenti con La dolce Milly ed è tornato a causa più esausto di quando si allena con Thomas.
Camilla non conosce riposo o freni quando sai trova in quella stanza, lui sinceramente le sta dietro per puro miracolo.
In compenso Thomas aveva completamente ragione, grazie al suo aiuto ora riesce a muoversi meglio sul ring, ha un controllo più profondo sul proprio corpo.
"Quella ragazza ha preso da entrambi i genitori, dovresti vedere quando litiga con il padre, partono i fuochi d'artificio.
Ma infondo ha la dolcezza della madre, anche se lo nasconde bene."
Molto bene vorrebbe aggiungere Dominic, ma si limita ad annuire passandogli una pinza e la chiave nove.
Infondo ha ragione, la vista distrutta quando ha litigato con l'amica, la vede amareggiata ogni volta che si trova a guardare Harley, la vista con i segni sul collo e soffrire ma solo per aver perso la sua migliore amica.
Camilla ha un cuore grande, il problema sono gli altri che non sanno come entrarci.
Su questo in realtà sono molto simili.
"Sai, stamattina c'è stato quello con il golf, ogni volta è un litigio con quel tizio..."
Owen cambia completamente discorso mettendosi a raccontare dei casi umani che vengono in officina.
Tornano alla solita routine, anche se qualcosa si sta muovendo nella sua noia, un pizzico di non sa cosa che lo fa sorridere.
Finito di lavorare, avendo ancora la spesa da fare, Dominic lascia Emily dalla vicina di casa per poi andare nel negozio dove lavora la madre così da vederla dato che quando lei tornerà lui sarà uscito per andare a un incontro.
Il negozio è molto semplice e uguale a molti altri, con l'orario ventiquattr'ore su ventiquattro.
Appena entra l'odore di cibo e detersivi gli investe l'olfatto mentre le notizie della partita, che suonano da un computer dietro al bancone, Cazzano terribilmente con la musichetta che esce dalle casse distribuite nel negozio.
Seguendo la lista riempie il carrello, fino ad arrivare nel reparto frutta e verdura dove finalmente la vede.
I capelli biondi cenere che nascondono con cura qualche filo bianco, i lineamenti gentili sfiorati dalle rughe dell'età e il sorriso più bello del mondo ora rivolto a una anziana signora indecisa su quali pomodori prendere.
Eleonora Cooper, bellissima con il suo corpo maturo e lo sguardo verde smeraldo come il figlio.
Appoggiandosi al bancone la osserva con calma e pazienza aiutare la vecchietta nel suo inesistente problema, Dominic l'avrebbe già mandata a quel paese e invece la madre rimane calma a spiegarle forse per la decima volta che non c'è alcuna differenza tra un pomodoro e l'altro fino a convincerla.
"Devo ancora capire dove trovi tutta questa pazienza."
Eleonora sobbalza non avendo notato prima il figlio, con una mano sul petto per lo spavento si riprende in fretta andando incontro al suo bambino, abbracciandolo.
Non lo vede da giorni e gli è mancato terribilmente e la cosa è reciproca.
"Perdiamo tempo Eleonora, quelle mele non si sistemeranno da sole."
Dominic stringe i denti furioso a questa voce fastidiosa che fa tremare sua madre.
Il signor Brown, un vecchio di sessanta anni se non di più con l'occhio troppo lungo per i gusti di Dominic.
Eleonora si stacca dal figlio per tornare a lavoro, pregandolo con lo sguardo di non fare nulla.
Dominic la osserva mettete a posto le mele sul bancone e nota soprattutto la faccia da poco di Brown ogni volta che la madre si piega per alzare una cassetta.
Lo osserva avvicinarsi a lei per poi con l'anno far cadere una decine di mele a terra.
"Sei distratta Eleonora, muoviti a raccoglierle."
Dominic stringe ancora di più i denti osservando sua madre mettersi in ginocchio per raccogliere le mele mentre quel verme continua a guardarle il fondoschiena.
Non resiste più, ogni giorno è la stessa storia e solo dio sa quante cose deve sopportare la madre da quel pprco molestatore.
Ma prima che vada li a colpirlo, incrocia lo sguardo della madre che lo prega di non farlo.
L'ultima volta che ha provato a colpirlo, lui lo ha denunciato facendogli fare un notte in centrale, minacciandolo di licenziare sua madre se si fosse avvicinato a lui.
Figlio di puttana, lo sa il potere che ha in mano e lo nota da come lo guarda soddisfatto.
Loro hanno bisogno di questo lavoro, la madre non può permettersi di essere licenziata e lui non può avere un'altra denuncia sulla fedina penale.
Stringendo i pugni gli da le spalle, tornando a fare la spesa.
Cosa vuole fare da grande?
Ora lo sa, dare una vita diversa alla sua famiglia e uscire da questo Cliché tossica routine.
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