²My Hero Academia
Goufubu
Axel sentì le gambe diventare molli, mentre sullo schermo apparivano un po' alla volta gli scontri che sarebbero avvenuti da lì ad un quarto d'ora. Sperò con tutto sé stesso di non trovarsi contro nessuno della B, voleva misurarsi con la classe A, ma più di tutti non voleva scontrarsi contro il ghiaccio di Shawn. Al suo fianco, il ragazzo pensava la stessa cosa. Quando apparve il suo nome al settimo turno, Axel si rese conto che il suo secondo nome era senz'altro Sfiga.
«Che fosse accaduto al terzo turno o al ventesimo lo sapevamo che poteva accadere, Ax! Partecipiamo per dimostrare il nostro valore, lo sai!»
«Si, Shawn, lo so! Ma, cazzo, noi siamo nati per combattere uno al fianco dell'altro, non contro!»
Axel continuava a girare avanti e indietro per il corridoio, mentre Shawn lo guardava mogio mogio dal suo angolino, con la schiena contro il muro e lo sguardo basso. Nessuno dei due voleva affrontare quel combattimento, ma l'ansia l'aveva Axel lo rendeva ancora più timoroso. Sapeva che il fatto che suo padre avrebbe assistito era motivo di rabbia per Axel, ma sapeva anche che avrebbe tanto voluto fargli vedere che era adatto a diventare un Hero, e non uno scienziato. Insomma, con la sua unicità sarebbe servito solo a scaldare le ampolle, no? E invece no, almeno secondo al signor Blaze.
«Abbiamo avuto fortuna il primo anno, e anche il secondo. Era ovvio che all'ultimo anno volessero vederci uno contro l'altro. Vedere come affrontiamo la cosa...»
Provò a dire Shawn, stringendosi nelle spalle. Era inutile negare la paura che lo attanagliava, ma non poteva permettersi di perdere senza combattere, anche se si trattava di combattere con di lui. Axel strinse i pugni e si fermò davanti a lui, mentre un'insegnate segnava la fine del primo turno.
«No no no, non ci sto! Senti, congelami subito, così non ci sarà alcun combattimento.»
Shawn si congelò sul posto (metaforicamente parlando) e alzò lo sguardo, incontrando quello di Axel: la sua espressione lasciava intendere tutta la sua rabbia e rassegnazione:
«Ma, Ax, tuo padre...»
«Shawn, non mi importa.»
La calma con la quale lo interruppe lo fece sciogliere un po', Axel addolcì l'espressione del suo viso ma Shawn non mi smise di fissarlo con sguardo indecifrabile:
«Ma-»
«Lo sai bene che quando i nostri Quirk si scontrano qualcuno finisce male.»
Axel gli strinse la mano e Shawn abbassò lo sguardo, appoggiandosi al suo torace e lasciando che la mano libera del biondo gli stringesse il busto.
«Nel caso prevalga il ghiaccio sarà facile per me scioglierlo terminato il turno» continuò Axel, in un sussurrò «ma se il fuoco dovesse prevalere... Non sai ancora controllare il tuo ghiaccio Shawn.»
Axel lo costrinse ad alzare lo sguardo e Axel lo baciò con delicatezza, mentre il segnale acustico avvisava la fine del secondo turno.
«Non ho intenzione di rischiare.»
Shawn scosse la testa e gli lasciò la mano:
«Non permetterò che tu te ne vada, Ax. Sarà un combattimento reale, con un vero vincitore. Tu.»
«Sh-»
«"Shawn" niente, Ax! Se vinco io tuo padre ti manda a studiare in Europa! Se vinci tu nessuno mi vorrà tra i piedi come aspirante Hero, ma se devo scegliere allora preferisco che sia tu a diventare un Hero.»
I passi affrettati di quella che doveva essere Celia, venuta a chiamarli, non permise ad Axel di ribatterez poiché furono costretti a seguirla per il corridoio in silenzio.
Nel frattempo, con le mani ancora intrecciate, sperarono che ci fosse un modo per far saltare tutto. Qualunque cosa sarebbe andata bene.
E così fu.
-
«Classe Terza B, corso per Eroi! Con il Quirk Fuoco, Axel Blaze!»
Axel si fece avanti sulla pedana, anche da così lontano riusciva a scorgere il volto severo di suo padre.
«Classe Terza B, corso per Eroi. Quirk, oh, ma guarda un po', ghiaccio, Shawn Frost!»
Anche in quello scroscio di applausi e urla, Axel sentiva lontani tutti suoi che lo circondavano, troppo preso dal ragazzo davanti a lui, con il quale avrebbe dovuto combattere.
Vide Shawn deglutire distrutto e aprire i palmi delle mani, voltate verso l'alto, dal quale già volavano fuori diversi fiocchi di neve. Axel strinse i pugni, allargò le braccia per non incendiare i vestiti e si chinò in avanti, in attesa del conto alla rovescia:
3
Nello stadio non si udiva un suono, tutta la terza B tratteneva il fiato, timorosa di ciò che sarebbe successo.
2
Qualcuno entrò nell'aula Radio per avvertita il professor Hillman di qualcosa che sembrava importante.
1
«Tutti i civili e tutte le classi devono dirigersi entro gli spalti e assicurarsi che almeno un Hero sia nelle vicinanze: è un attacco dei Villan!»
Axel si lasciò sfuggire un sorriso, mentre gli insegnati li conducevano all'interno dell'edificio, di nuovo l'uno al fianco dell'altro.
«Shawn.»
«Mh?»
«Cosa hai detto a Celia, quando ti ha accompagnato alla pedana?»
Shawn si grattò la nuca:
«Ha solo avuto un sovraccarico e allarmato il sistema di sicurezza, non è mica stata colpa sua!»
Gli rispose, con un sorriso. Axel rise e lo baciò.
Sono tornata.
Non ci speravate più, eh?
È stato un anno duro per me, pieno di scoperte e di errori, e non è ancora finito, purtroppo...
Sono tornata con una nuova shot (che non mi piace più di tanto, ma volevo farvi una sorpresa), ma ovviamente non riprenderò Mai a pubblicare regolarmente. Magari un po' più spesso, ma nulla di più.
Mi mancava questa raccolta, anche a voi?
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro