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UN RIMEDIO PER CURARE TUTTI I MALI

Merlyn trascorse una bellissima settimana, soprattutto in compagnia del nuovo cavaliere: Lancelot attendeva il test necessario per ricevere il titolo legittimo di cavaliere, e Merlyn gli aveva offerto nel frattempo la propria stanza, accettando di condividere il letto dopo diverse discussioni, terminati dopo l'intervento di Gaius, che aveva minacciato di farli dormire entrambi nelle stalle.
Volendo evitare di riposare all'aperto e insieme, Merlyn e Lancelot avevano accettato di condividere il letto, ovviamente senza contatto fisico se non il braccio di Lancelot posato sul fianco coperto della ragazza. Dopo due giorni, l'uomo aveva stretto la ragazza più vicino, e Merlyn era felice dell'evoluzione.
Se Arthur avesse notato o meno l'umore più allegro della ragazza, non commentò, decidendo di non parlare ulteriormente della questione dell'uomo.
Uther, invece, aveva preso di buon occhio la passione e la dedizione con cui Merlyn aveva studiato il Codice dei Cavalieri, e, approvando la sua educazione in tal senso, incaricò Geoffrey di proseguire le sue lezioni, stupendosi quando entrambi scoprirono che non solo Merlyn sapeva leggere e scrivere la lingua parlata a Camelot fluentemente, ma era anche molto colta sulle lingue dei regni di Escetir, del regno di Nemeth e di Odin, e Uther era stupito ma anche orgoglioso dell'anima gemella dei propri figli.
Geoffrey, quindi, insegnava alla ragazza le leggi di Camelot, i trattati in atto e passati con gli altri regni, e Merlyn era sempre interessata di conoscere nuove cose.
Visto che aveva meno tempo da dedicare ad Arthur come sua serva, Merlyn aveva stretto un accordo con il servo dell'uomo, George: lei avrebbe svegliato il principe, gli avrebbe consegnato i pasti e si sarebbe occupata della sua armatura. Tutto il resto era sotto le cure di George, che era il servo più capace del regno e di cui Merlyn era segretamente soddisfatta: nessuno avrebbe potuto infilare un piede in quelle stanze, considerando l'attenzione con cui George le sistemava e poi conferiva con Merlyn per l'ordine e per le scoperte sospettose che aveva fatto.
In questo modo, Merlyn aveva trovato due veleni nelle lenzuola, e aveva consegnato le prove ad Uther per condannare un certo mercante di tradimento. Per una volta, a Merlyn non dispiacque vedere un uomo morire per aver cercato di uccidere il suo principe.
Uther, dopo l'esecuzione, aveva sospirato e aveva detto. "Merlyn tra poco diventerà più utile alla sicurezza di Camelot e del principe più dei cavalieri." Geoffrey aveva risposto, facendo sì che Merlyn sentisse. "Sinceramente, sire, diventerà anche più colta di molti nobili presenti a corte. Può leggere molti più trattati rispetto loro ed è motivata a conoscere la storia del nostro regno."
Uther rise, allontanandosi tranquillamente dal ripiano.
Gaius trascinò Merlyn lontano dal re, rimproverandola per la sua vicinanza con l'uomo e ricordandole cosa le sarebbe accaduto se lui avesse scoperto un suo segreto.

Mentre Merlyn veniva sommersa da sempre più doveri, con anche Gaius che aveva potenziato i suoi insegnamenti sulla medicina e sulle erbe con le loro proprietà curative, Arthur passava più tempo nella stanza della madre, con i racconti del padre sulla donna che aveva amato profondamente.
Un giorno di quelli, Uther disse. "Arthur, volevo discutere di una questione con te."
"Di cosa si trattava, padre?"
"Vedi, Gaius ha oramai una certa età, e sto riflettendo sul sostituirlo con un altro medico, magari più competente."
"Gaius è sempre stato un fedele suddito del regno, padre."
"Lo so, ma oramai ha una certa età, e potrebbe compiere un errore fatale. Ho inviato la missiva a un guaritore di un villaggio che ha curato una malattia molto pericolosa senza troppi problemi, e ho pensato che Gaius potrebbe controllare sintomi e cure scelte dal medico per valutarne l'adeguatezza."
"Perché me ne parlate, padre?"
"Dovresti comunicarlo alla tua anima gemella. Gaius è suo zio, e dubito seriamente che deciderà di restare dopo che scoprirà che verrà sostituito."
"Volete che eviti che Merlyn faccia delle storie?"
"Non vorrei turbarla eccessivamente. Lei si è dimostrata una serva leale e fedele."
"Vi siete affezionato a Merlyn, padre?"
"La reputo molto leale, ovviamente. E ha un qualcosa di familiare nei modi e negli atteggiamenti. Non riesco ancora a capire dove li ho già visti, però."


Il medico chiamato da Uther era un certo Edwin, che Gaius reputò perfettamente capace di servire come medico. Lì, Gaius scoprì di essere stato sostituito, e chiese il permesso di recarsi presso Ealdor per parlare con la sorella minore. Uther concesse il permesso, osservando il silenzio ostinato della giovane serva, che non guardò nemmeno Arthur per non aver dissuaso il re con parole forti.
Arthur aveva sospirato e aveva fatto notare che Uther era il re e non solo suo padre.
Morgana e Gwen approfittarono della lite momentanea per passare maggior tempo con Merlyn, che notò come Morgana dormisse sempre meno.
Gaius le aveva lasciato tutte le stanze per se stessa, e Uther aveva cercato di rabbonirla promettendole che Edwin non avrebbe messo piedi in quelle stanze. Merlyn non era sembrata colpita, accettando però il ramo d'ulivo offerto dal re, dopo aver sconsigliato solo una volta quella decisione, sostenendo l'assoluta lealtà di Gaius e la mancanza di informazioni sufficienti riguardo Edwin. Uther aveva sorriso delle frasi della ragazza, dicendo che ne apprezzava la cura.



Morgana si ammalò mentre Gaius era lontano, ed Edwin ne approfittò per mostrare le proprie abilità.
Vedendo la propria anima gemella salva, Merlyn decise di evitare di rimanere troppo sospettosa riguardo le azioni di Edwin, preferendo rimanere al fianco della ragazza per evitare altri avvelenamenti.
Quando però scoprì che Edwin aveva bisogno di aiuto, Merlyn decise di proporsi volontaria per recuperare le erbe necessarie a svolgere le sue mansioni come medico, sotto lo sguardo soddisfatto di Uther e Arthur.
Con qualche mormorio, inoltre, Merlyn si era scusata con Arthur, dicendo che le mancava solo Gaius e che le stanze erano davvero fredde quando tornava la sera, soprattutto adesso che era sola.
Arthur non disse altro, perdonando subito la ragazza ma rimanendo pensieroso per il resto della giornata.



Dopo qualche altro giorno, Merlyn entrò nelle stanze di Edwin, posando le erbe che aveva raccolto per l'uomo, leggermente stupita per la strana varietà. Nella stanza, il suo sguardo venne attirato da una scatola, che toccò e aprì, sorprendendosi quando gli scarafaggi al suo interno camminavano ordinatamente. 
"Non lo avrei mai detto. L'anima gemella del principe, una strega."
Merlyn sobbalzò, guardando Edwin terrorizzata. L'uomo sorrise, avanzò e guardò la scatola. Con un lampo dorato e un mormorio, gli scarafaggi si fermarono. "Io e te, Merlyn, siamo simili. Abbiamo un dono, dobbiamo usarlo per aiutare gli altri."
Merlyn annuì concorde, abbandonando in quel momento ogni sospetto verso il ragazzo.



Aver scoperto un altro mago che, come lei, vedeva come un qualcosa di utile e positiva la magia, aveva sollevato il morale di Merlyn, ma solo per poco tempo.
Tornata nelle stanze appartenute a Gaius e ora sue, Merlyn si ricordò della promessa fatta al medico e proseguì nella sua erudizione sulle piante.
Aprendo il libro alla pagina cui era giunta, Merlyn lo svogliò, studiando le piante elencate. Mano mano che scorreva le pagine, le erbe raccolte quel giorno comparivano davanti ai suoi occhi, e la serva si spaventò quando lesse che tutte venivano usate per creare un veleno estremamente potente e mortale entro pochi minuti dall'assunzione.
Chi avrebbe voluto danneggiare Edwin?
La ragazza corse a leggere i rapporti sulle malattie che avevano colpito gli uomini del villaggio dove Edwin viveva, e scoprì che in tutti i casi la sua cura era stata perfettamente ricopiata da un manuale per medici, mentre Merlyn sapeva per esperienza che a volte i dosaggi erano da modificare.
Era impossibile che per trenta pazienti, la cura fosse stata identica.
Impossibile se non che Edwin fosse il responsabile.
Merlyn aveva letto le proprietà del veleno e, per ogni evenienza, iniziò la preparazione dell'antidoto ad esso.
Quando terminò, si rese conto che era ormai tempo di servire il principe, e si alzò andando a prelevare il vassoio dalle cucine e dirigendosi verso le stanze del principe.
"Merlyn, gentile presentarti."
Merlyn fece una riverenza leggera verso il principe, sorridendo poi verso Leon. "Le mie scuse, mio signore. Avevo perso la cognizione del tempo leggendo."
"Cosa stai leggendo adesso?" Chiese curioso Leon, e Merlyn rispose subito. "Il sistema delle tassazioni dall'inizio del regno di Uther ad oggi. Ho solo una domanda, in realtà."
Arthur annuì, incuriosito, e Merlyn chiese. "Come fate a tassare i mercanti che non commerciano con monete?"
"Mercanti che non commerciano le monete? E cosa guadagnano?"
"Nei villaggi più esterni, la moneta non è molto utilizzata e si preferisce usare il baratto. Ma non puoi pagare una tassa con del cibo e un bestiame, quindi cosa usano?"
"Questo non era mai stato analizzato prima. Vedrò di proporre la questione a mio padre."
Merlyn sorrise al principe, rivolgendosi a Leon e chiedendo se avrebbe voluto la cena, ma il cavaliere scosse la testa, dicendo che non sarebbe servito.
Arthur diede il permesso a Merlyn di partire, e la ragazza colse l'opportunità al volo, e se ne andò velocemente dalle stanze, sentendo dietro di sè le risate dei due nobili.

La ragazza era corsa via, dirigendosi verso un'ala che non aveva mai frequentato prima, essendosi persa mentre pensava ad altro.
Lì, sentì la voce di Edwin parlare al re. "Non avreste dovuto, o grande Uther, uccidere i miei genitori. Gaius non è qui, e adesso anche tu presto morirai come sono morti i miei parenti."
Merlyn entrò di corsa, vedendo Edwin sorridere al re morente.
"Cosa stai facendo? Credevo che la pensassi come me!"
Edwin guardò con un sorriso più dolce la serva, dicendo. "Questa è un'azione buona, Merlyn, elimino il male da queste terre."
Merlyn scosse la testa, non volendo credere che tutti i maghi che incontrava erano dei mostri animati solo da odio e da vendetta.
Vedendo che il tempo stava per scadere, Merlyn afferrò un coltello, lanciandolo contro Edwin che lo deviò con un lampo d'occhi, ridendo per l'angoscia della ragazza.
Vedendo come la disprezzava, Merlyn potè avvicinarsi di più, prendendo infine la spada appoggiata sul tavolo e trapassando il finto medico da parte a parte.
Corse poi verso il re, vedendo che stava ancora respirando, urlò per un servo.
George apparve nel corridoio. "Merlyn?"
"Vieni qui, George. Tieni, idrata le sue labbra. Ho riconosciuto il veleno, devo prendere l'antidoto."
George annuì, ignorando il cadavere di Edwin sul pavimento e dirigendosi verso il re.
Merlyn corse fuori, andando verso le stanze di Gaius e maledicendosi per non aver preso l'antidoto con sé.
Andando quasi addosso a Gwen, Merlyn le disse. "Avvisa Arthur e Morgana: Edwin ha avvelenato il re."
Poi continuò a correre.
Quando, con l'antidoto in mano, era tornata nelle stanze del re, spostò George dal suo posto, non sorprendendosi per la presenza dei due reali, di Leon e di Lancelot nella stanza.
Versò poi l'antidoto nella bocca del re, aiutandolo a deglutire e osservando sollevata quando egli aprì gli occhi.
"Padre!"
Merlyn si spostò, lasciando il posto ai due figli del re, annuendo verso George per ringraziarlo del suo aiuto.
Uther venne aiutato da Leon e Lancelot per sollevarsi, e il re potè vedere il cadavere di Edwin per terra.
"Arthur sei arrivato in tempo per fermare l'assassino. Per l'antidoto come hai fatto?"
Arthur scosse la testa, dicendo. "Non sono stato io, padre. Sono venuto e Edwin era già morto."
Lo sguardo del re si spostò per la stanza, vedendo Merlyn in piedi, con il sangue sui vestiti. "Merlyn?"
"Mi dispiace, sire, avrei dovuto capire che Edwin voleva avvelenarvi, io..."
"Abbastanza. Hai ucciso Edwin?"
Merlyn annuì.
"L'antidoto?"
"Ho riconosciuto il veleno che aveva usato, sire. George è stato molto veloce nel venire, e vi ha tenuto idratato, rallentando la diffusione del veleno. Fortunatamente, Gaius mi aveva insegnato come fare l'antidoto, sire."
"E sei ricorsa qui in tempo per somministrarmelo."
La ragazza non rispose, e Uther disse. "Come posso ringraziarti?"
"Ehm... una cosa ci sarebbe sire."
"Parla pure."
"Reintegrare Gaius come medico di corte?"
Uther scoppiò a ridere, per la seconda volta in poco tempo. "Avevi ragione nel tuo disaccordo con la questione, riconosco adesso che è stato un errore. Gaius è un servo fedele e leale fin da quando ci siamo conosciuti, non avrei dovuto eliminarlo così facilmente."
Merlyn inchinò il capo, senza aggiungere niente.
Invece guardò con sguardo critico il re, vedendo infine un livido all'altezza della clavicola. "Sire cosa vi è successo alla clavicola?"
Uther indicò Edwin. "Mi ha bruciato con del ferro, perché?"
La ragazza corse alle medicazioni che Edwin aveva portato con sé, prendendo una pomata per le ustioni, che applicò subito al re, fasciando poi la ferita.
Quando vide che era fissata da tutti i presenti, Merlyn arrossì e disse. "Scusate, sire. Gaius ha detto che un ustione non curata può essere mortale. L'infezione di un'ustione è favorita dallo strato sottocutaneo di liquido che si accumula."
 "Poteva attendere. Ma ti ringrazio per la dedizione."
Uther alzò poi lo sguardo. "Gaius ti sta addestrando come guaritore?"
"Sì. Mia madre aveva già iniziato, ma mi ha mandato da Gaius quando non ha potuto aggiungere molto altro alla mia formazione. Ealdor è un villaggio piccolo, speravo di ritornare in futuro e offrire le mie cure ai miei compaesani."
"Non è più un tuo desiderio?"
Merlyn guardò Arthur, dicendo. "Ho qualcosa di diverso che non bisognerebbe mai ignorare."
Uther approvò la risposta con un cenno.
Poi sospirò e indicò Edwin. "Portate via il corpo."
George si inchinò, prendendo le gambe dell'uomo e guardando Merlyn, che si affrettò a prendere le braccia. 
I due servi portarono fuori dalla stanza del re l'uomo, portandolo poi nel cortile e guardandolo arrivati giù. "Cosa dovremmo farci?"
George guardò Merlyn con un sospiro trattenuto.
Leon ed Arthur, che li avevano seguiti, sospirarono. "Che c'è? Non smaltisco cadaveri il martedì sera!" 
Morgana rise, che era scesa con gli altri due, dicendo. "Si direbbe di sì. Ti sei messa nei guai."
"No, io ho solamente evitato un omicidio."
Lancelot indicò Edwin, inclinando la testa.
"Okay, lui è morto, ma non è stato un omicidio volontario."
"Sei inciampata e lo hai ucciso?"
"No, ho cercato di chiedergli di non uccidere Uther, non ha voluto, lo ho ucciso per non essere uccisa."



Quella sera Gaius era rientrato a Camelot e Uther lo riassunse come medico di corte e cittadino libero di Camelot.
Merlyn rimase tutto il tempo insieme a lui, contenta del suo ritorno e delle notizie riguardanti la salute di sua madre.
Gaius, da parte sua, rimase orgoglioso della notizia del pronto intervento della nipote, asserendo che aveva imparato molto in poco tempo.
Uther, durante il banchetto della serata cui Merlyn non era più costretta a partecipare come serva non essendolo più agli occhi del castello, prese parola.
"Ho commesso un errore che è stato quasi fatale per la mia vita: assumendo Edwin, ho portato un vecchio uomo rancoroso che, desideroso di vendetta, ha danneggiato i propri compaesani e poi me stesso."
I nobili presenti cominciarono a denigrare Edwin, il defunto ragazzo che aveva cercato di uccidere il re, ma che non avrebbe avuto alcuna possibilità di successo.
"Ma, sono ancora vivo, e solo grazie a una persona che ha fermato in tempo l'assassino, sporcandosi le mani del suo sangue, che ha fermato l'avanzare del veleno nel mio corpo e che, infine, ha preparato l'antidoto per curarmi e salvarmi la vita."
I nobili guardarono confusi sia il principe, che però non aveva niente che indicasse la propria responsabilità, sia Gaius, che però non era presente in quel momento, essendo tornato scortato dai cavalieri alcuni giorni dopo.
"Sto parlando di Merlyn. Vieni avanti, ragazza."
Merlyn si inchinò davanti al re, evitando lo sguardo del proprio zio, consapevole che non sarebbe stato affatto contento del suo attirare ancora l'attenzione della corte.
"Qualche tempo fa mi chiedevo dove avessi già visto il tuo comportamento, così leale, così gentile, coraggioso e premuroso. Ho capito adesso. Le tue azioni mi ricordano sempre di più quelle di Ygraine, regina di Camelot. Accetterò quindi il consiglio di mio figlio. Da oggi in poi, le stanze appartenute a lei saranno tue, Merlyn, come anima gemella di mio figlio e come fedele serva del regno di Camelot. Inoltre, da oggi in avanti, sarai l'apprendista ufficiale di Gaius, e lo sostituirai, se lo desideri, come medico di corte quando l'età lo richiederà."
Merlyn spalancò gli occhi, guardando Uther. "Sire, le stanze di vostra moglie? Della regina? Non posso accettarle, non valgo quanto valeva lei e sarebbe offensivo da parte mia presumere di farlo. Offensivo ed arrogante."
"Non conoscevi Ygraine." Fece notare Uther.
Merlyn guardò Arthur, dicendo. "Conosco suo figlio e la sua anima gemella, sire. Non può essere meno che una persona meravigliosa ed incredibile. E non vorrei mai mancare di rispetto."

Uther approvò. "Se avevo dei dubbi prima, adesso non ne ho nessuno rimasto. Se qualcuno merita di usare quelle stanze, sei tu, Merlyn. Da stasera ti trasferirai nelle stanze di Ygraine."

Merlyn si inchinò, dicendo. "Se lo volete davvero, posso solo dire che è un grande onore e vi ringrazio, sire."
Uther sorrise, facendole cenno di tornare vicino a Gaius.
La ragazza lo fece, dicendo poi in un sussurro. "Ma è normale?"
Gaius scosse la testa, leggermente confuso.
"Arthur mi ha detto che gli parla della madre, ne è molto felice."
"Cosa hai fatto a questo regno, mia cara ragazza?"
"Io?"
La fronte aggrottata di Merlyn divertì il vecchio medico: sua nipote era un qualcosa di incredibilmente raro, Uther aveva ragione su quello. E non era la sua magia a renderla così speciale


Angolo autrice
Che ve ne pare?
Il prossimo capitolo cambierà incredibilmente l'episodio della serie!
By rowhiteblack

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