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IL MOMENTO DELLA VERITA'

Dopo la visita degli ultimi nobili in visita, i rapporti tra Merlyn e Arthur si erano raffreddati leggermente, e persino Uther disapprovava il figlio per il comportamento tenuto verso la giovane ragazza.
Arthur, da canto suo, cercava in tutti i modi di fare ammenda per le azioni compiute mentre si trovava sotto l'influenza della Sidhe Sophia.
Morgana lo aveva avvertito di non fidarsi della nobile, ma sinceramente Arthur avrebbe preferito essere ucciso piuttosto che vedere lo sguardo ferito e vulnerabile che Merlyn gli rivolgeva quando lo incrociava nei corridoi.
La loro relazione si riprese quando due druidi furono arrestati.
Merlyn aveva visto trascinati i due druidi per i sotterranei, e aveva preso la strada verso la sala del trono, dove Uther discuteva della pena da dare ai due prigionieri.
"Merlyn! Sono contento che ti sei unita a noi. Geoffrey mi dice che sei diventata molto abile nelle leggi del nostro regno."
"Lo è, sire." Assicurò nuovamente Geoffrey.

Uther fece cenno alla ragazza di farsi avanti, dicendo. "Abbiamo catturato due druidi oggi a Camelot, e li abbiamo arrestati. Discutevamo della loro pena. Quali sono i tuoi pensieri al merito?" 

Merlyn riflettè, dicendo. "Per quale motivo erano a Camelot?"

"Erano venuti a rifornirsi di nutrimento." Rispose Geoffrey, osservando i record della giornata.

"Avevano intenti dannosi contro la città o i suoi abitanti?"

"Non sembra, no. Avrebbero lasciato la città lo stesso giorno."

Uther inclinò la testa. "Sono druidi, Merlyn."

"Sire, non tutti i druidi sono utenti magici. E secondo le leggi di Camelot è vietato praticare incantesimi o atti magici all'interno del regno. Loro non hanno compiuto magie, o l'hanno fatto?"

"No, non lo hanno fatto. Ma sono druidi."

"Essere druidi non li rende malvagi, anzi. Li rende innocui: i druidi non credono nella violenza o nella guerra, ma solo nella pace. Condannarli non sarebbe una giusta risposta per il crimine commesso, sire."
Uther riflettè. "E se lo prendessero come motivo per essere più audaci? Che vantaggio avrei nel non condannarli?"

"Se decidessero di cercare di attaccare Camelot, infrangerebbero le vostre leggi, e la pena sarà quella che riterrete migliore. Nel non condannarli, invece, dimostrereste di essere un re buono, oltre che giusto e forte."

"La paura serve bene per tenere in riga i sudditi."

"Finché hanno paura, sire, e se vengono oppressi troppo potrebbero ribellarsi. Invece, la bontà genera lealtà. La paura non è niente in confronto alla lealtà, sire."

Uther annuì.

Un nobile chiese. "Perchè sostieni la magia? Hai visto quanto corrompe!"

Merlyn scosse la testa. "La magia è un'arma che da troppo potere. Non è malvagia o buona, è solo così. Il male è solo nel cuore degli uomini, così come lo è il bene. I druidi sono un popolo pacifico. Hanno salvato molti bambini ad Ealdor che non avrebbero superato l'inverno, sire. So che sono stregoni, ma sono venuti qui perchè erano affamati. Dovevano morire di fame?"

Uther guardò le guardie. "Portate qui i prigionieri. Merlyn, vieni vicino a me."

Merlyn si avvicinò al re, sistemandosi però dietro di lui e di Arthur.

Uther approvò la posizione con un cenno, ma Arthur le sussurrò. "Ti metterai nei guai."

La serva non lo guardò. Era ancora arrabbiato per quello che aveva fatto sotto le influenze di Sophia. E non lo avrebbe dimenticato presto, purtroppo.

Le guardie entrarono con i druidi, che vennero fatti inchinare davanti ad Uther.
"Dichiarate il motivo per cui siete venuti a Camelot."

"Ci occorrevano delle provviste, sire. L'inverno è stato rigido, e non Vremmo potuto in alcun modo far fronte alla fame. Ci scusiamo per il disagio provocato."

Uther sembrò stupito.

Fece cenno alle guardie di portare i druidi fuori, dicendo loro di aspettare fuori dalla porta.
"Arthur, cosa ne pensi?"

Il principe lanciò uno sguardo nervoso alla porta, prima di riportare il proprio sguardo su Merlyn e infine al padre.

"Credo che in questa particolare circostanza, Merlyn abbia ragione. I druidi sono un popolo pacifico, che non hanno mai creato troppi problemi al nostro regno. Credo che sarebbe opportuno portare avanti un trattato di pace con loro, iniziando lasciando andare i due druidi. Non hanno cercato di danneggiare nessuno in questa stanza, e abbiamo già visto che quando si è determinati, si cerca di commettere anche l'atto più empio in punto di morte."

Uther annuì, facendo cenno di riaprire le porte.

"Per le leggi di Camelto dovreste essere condannati a morte. Avete da dire qualcosa prima della sentenza?"

Il druido adulto scosse la testa. "Accettiamo i termini del re di Camelot."

Il bambino alzò lo sguardo nel momento di pausa, sussurrando nella mente di Merlyn. "Aiutaci Emrys."

La serva sussultò impercettibilmente, dicendo poi nello stesso modo. "Non temere. Non sarete danneggiati, non qui, non adesso e non per questo motivo. Perchè mi chiami Emrys? Io sono Merlyn."

"È il nome con cui i druidi ti chiamano."

La conversazione tra i due terminò quando Uther alzò lo sguardo dai fogli e disse.

"Dopo una lunga riflessione, sono giunto alla conclusione che la legge riguardante i druidi fosse sbagliata. Intendo cercare la pace con il vostro popolo. Inizierò lasciandovi tornare con le provviste necessarie al vostro accampamento. Inoltre, mio figlio verrà a trovarvi quando il primo abbozzo sarà ultimato. Spero che avremo una futura alleanza produttiva per entrambe le parti. Ricordatevi, però, che sebbene i druidi saranno i benvenuti qui, la magia non lo sarà. Astenetevi dall'usarla nel mio regno."

L'uomo adulto chinò il capo. "Vi ringrazio. Siete un uomo buono."

Uther li fece portare via dalle guardie, che tolsero loro le catene ed accompagnarono attraverso il mercato per garantirne la sicurezza.

Uther congedò la corte.

Arthur, afferrando il braccio di Merlyn, la portò nella propria stanza.

"Cosa ti è saltato in mente? Difendere in quel modo i druidi? Vuoi essere bruciata sul rogo, per caso?"

Merlyn si irritò. "Non sapevo che vi importasse, sire, visto che sono solo una misera serva, uno spreco di spazio!"

Arthur perse anch'egli la pazienza. "Non ero in me, ero sotto l'influsso di Sophia. Sai anche tu che non ti reputo nessuna delle due cose! Sei la persona più importante per me in questo castello. Non permetterò a qualcosa come un incanto di rovinare quello che abbiamo noi."

Merlyn sorrise al principe, dicendo. "Puoi fare di meglio, Arthur. Ma io non potevo rimanere con le mani in mano. Ma... se a te non importava del destino dei druidi... perchè proteggerli? Perchè il trattato?"

"È importante per te e quindi anche per me. Siamo insieme in tutto, Merlyn. Quello che volevo dire, è che non dovresti lasciare che la tua magia ti metta in pericolo. E sostenere maghi porterà a dei sospetti contro di te."

Merlyn fece un passo indietro. "Sai della mia magia?"

"Hai otto marchi, Merlyn. Oserei dire che anche Gwen, Morgana e Leon sanno che sei una strega. E anche Lancelot, così come lo saranno le altre anime gemelle."
Merlyn deglutì. "Non siete arrabbiato? Sapete che sono una strega e mi lasciate le stanze di vostra madre?"

"Mio padre mi ha raccontato cosa accadde. La magia ha preso mia madre. E mio padre ha risposto prendendo la magia."
"Deve aver sofferto molto." Osservò devastata Merlyn.
Arthur scosse la testa, abbracciando Merlyn. "Sei impossibile."

"A quanto pare, è per questo che mi adorate."


****

Nel frattempo, nelle stanze del medico, Uther guardava in volto Gaius. "Non mentirmi, amico mio. Sappiamo entrambi che sei stato tu a permettere la fuga di Balinor. Ora, dimmi. Dove lo hai fatto scappare?"
"Dalla sua anima gemella, sire."
"Tua sorella. La madre di Merlyn."
Gaius sollevò di scatto la testa, ma la mano impietosamente alzata di Uther ne fermò le parole. "Stai affermando che Merlyn è la figlia di un Signore dei Draghi, Gaius."

Il medico di corte cercò di cambiare la percezione del re, ma Uther disse. "Ho fermato Unith qui a Camelot, e ho ottenuto la descrizione del padre di Merlyn, Gaius. Corrispondeva ai miei ricordi su Balinor. Non devi cercare di nascondere altro da me, sono stato chiaro?"

Gaius si inchinò, spaventato per la figlia adottiva.

"Merlyn non ne è consapevole, sua madre me lo ha confermato. Ha subito un inganno dalla madre e dallo zio. Valuterò le sue azioni come cittadina di Camelot. Detto questo, dovrai dirmi dove trovare Balinor. E non accetterò delle menzogne."

Gaius annuì, chinando il capo sconfitto. "Certo, sire. Posso chiedere però cosa accadrà dopo?"

"Unith rimarrà a Camelot fino all'arrivo di Balinor, e poi valuterò come proseguire." 

"Sire, se..." 

"No. Arthur e i cavalieri Sir Leon e Sir Lancelot accompagneranno mio figlio nella spedizione e così Merlyn."

Uther uscì a grandi passi, con le informazioni con le quali trovare Balinor. 
Gaius chiuse gli occhi, sperando di non aver appena condannato la nipote ad un destino orrendo come il rogo.

Angolo autrice
Capitolo un po' breve, le cose però cominciano a cambiare da qui in avanti.
Alla prossima!
By rowhiteblack!

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