ALTA SACERDOTESSA DELL'ANTICA RELIGIONE
Riassunto del capitolo precedente
Tom: Posso parlarti?
Merlyn: Certamente!
Tom: Taurin vuole il mio aiuto.
Merlyn, guardando Uther: Uccide tutte le persone che pronunciano la parola 'magia' e tu vuoi aiutare uno stregone? Perché?
Tom: Soldi?
Merlyn: Chiederò semplicemente al principe di dartene molti.
***
Merlyn: *cerca di uscire dal castello la notte*
George: vai da qualche parte?
Merlyn: Ad uccidere un uomo?
George: Verrò con te.
Merlyn: No, non ho bisogno del tuo aiuto.
George: Arthur non ha mai avuto bisogno del tuo, eppure...
Merlyn: Wow, mi hai preso lì.
***
Merlyn: *uccide un uomo*
Merlyn: *inciampa nei suoi stessi piedi*
***
Merlyn, guardando Taurin che colpisce la testa: Avrà molto dolore.
George, guardando Merlyn che ha appena ucciso Taurin: Penso che starà bene, visto che l'hai già ucciso.
Merlyn: Sì, probabilmente è una buona osservazione.
***
Arthur: Puoi avere più attenzione verso la tua vita?
Merlyn: No.
Arthur: Perché?
***
Merlyn: Voglio vivere davvero.
Arthur: E mettersi in situazioni pericolose è vivere?
Merlyn: Sì. Perché sono ancora vivo.
Arthur: E quando qualcuno tenterà di ucciderti?
Merlyn: Rifiuterò educatamente.
Arthur: *si fa beffe*
Merlyn: Scusami?
Arthur: Niente, solo... educatamente.
Merlyn aveva seguito Arthur durante una caccia, insieme a Lancelot e Leon.
"Perché continui a venire con noi, esattamente?" Arthur le chiese, guardandola stancamente dopo che la ragazza aveva spaventato l'ennesima preda.
"Per salvare il vostro regale posteriore, sire." Fu la risposta impertinente che ricevette in cambio.
"Fai scappare tutte le prede." Arthur le fece notare, sperando, forse inutilmente, che la ragazza smettesse di fare rumore ogni volta che ne incontravano una.
"Mi sento così in colpa per il vostro dolore, sire. Ma forse siete solo voi incapace di cacciare. Avete mai pensato a questa possibilità?"
"Sto pensando alla possibilità di gettarti alla gogna, Merlyn."
"Il che sarebbe estremamente scortese da parte vostra, ma non mi sorprenderebbe, vista la vostra ineleganza." Merlyn rispose, senza sembrare minimamente imbarazzata.
"Merlyn!"
"State spaventando le vostre prede, sire." Merlyn gli fece notare, rivolgendogli un sorriso innocente.
Lancelot e Leon ridacchiarono, ma improvvisamente, Merlyn si distrasse, dicendo. "Lo avete sentito?"
"Cosa, Merlyn?" Chiese Lancelot, fidandosi dei sentimenti divertenti della ragazza.
"C'è qualcuno qui..."
"Ne sei sicura?" Essendo consapevole della sua magia, Arthur aveva iniziato a tenere in grande considerazione i sentimenti della ragazza, avendo sperimentato cosa equivaleva ignorarne le supposizioni (l'incidente con l'unicorno lo faceva ancora rabbrividire e il silenzio della ragazza lo aveva ferito moltissimo).
Merlyn annuì semplicemente, controllando la zona circostante con uno sguardo teso. La sua postura si era irrigidita, chiaramente pronta ad affrontare un pericolo.
"State pure tranquilli, vengo con intenti amichevoli."
Merlyn aveva guardato la donna che aveva parlato: quella persona che si era presentata a lei come Cara, una semplice serva, adesso indossava con orgoglio un intricato ed elegante vestito rosso fuoco, ergendosi fiera davanti ai tre cavalieri e alla nobile ritrovata.
"Tu..." Arthur aveva ringhiato, in procinto di prendere la propria spada.
La donna alzò semplicemente la mano, gli occhi brillanti d'oro. "Desidero proporre un semplice accordo con Merlyn. Ti ho osservata, dopo che hai scoperto l'Anfanc nei sotterranei di Camelot e dopo che hai bevuto il veleno destinato ad Arthur."
"Se avessi avuto intenzione di uccidere Arthur, non mi avresti avvertito, non è così, Cara? O preferisci essere chiamata Nimueh?"
La donna rise, deliziata. "Scommetto che Balinor ti ha raccontato del patto che ho stretto con Uther? Per far nascere la tua anima gemella, niente di meno."
"Hai scelto la vita da prendere, Nimueh." Merlyn le ringhiò contro. Suo padre le aveva spiegato che esisteva un equilibrio. Ma la strega poteva scegliere quale vita prendere in cambio.
"Ma le ragioni di Uther erano meritevoli della mia decisione. E le sue azioni successive? Ha condannato coloro che, come me, come te, hanno un dono. Ha dato la caccia a coloro che amavo, Merlyn, e li ha uccisi, uno ad uno." Nimueh rispose in cambio, i suoi occhi brillanti di rabbia e rancore.
"Una reazione dovuta alla rabbia e al dolore." Merlyn rispose. Aveva visto uno scorcio del vecchio Uther, del re che era una volta, dalle sue interazioni con suo padre. Aveva liberato Kilgharrah. Non aveva ucciso nessuno stregone da molto tempo, arrivando persino a fare pace con i druidi.
"Hai detto tu stessa che rabbia e dolore nelle mani dei potenti sono sentimenti pericolosi. Valeva per Mary Collins, ma non per Uther Pendragon? Lo stesso uomo che ti getterebbe sul rogo, senza esitare, se sapesse dei tuoi doni? Del tuo potere?" Nimueh le rivolse un sorriso indulgente, quello che si dava ai bambini che si fingevano grandi.
"Non ho mai detto che apprezzo vedere innocenti essere uccisi solo perché diversi. Ho solo detto che le sue azioni erano dovute al dolore, e non si può odiare qualcuno che prova dolore."
Nimueh sorrise. "Sei giovane. E potente, anche. Hai resistito molto al mio veleno, chiunque altro sarebbe stato ucciso in pochissimo tempo."
"La tua nota è stata presa. Adesso volevi qualcosa, o ci lascerai in pace?" Merlyn le rispose, avanzando e proteggendo i cavalieri e il principe dalla strega.
"Volevo proporti un accordo, credevo di averlo già menzionato."
"Va avanti, allora."
"Unisciti a me. Cosa devi ad Uther Pendragon? Diventa la mia apprendista e poi una Sacerdotessa dell'Antica Religione. Abbattendo i Pendragon, la magia tornerà a Camelot senza ulteriori indugi. Freme, vuole essere libera, non vuoi essere libera di essere te stessa, Merlyn? Di avere riconosciuto il tuo valore?"
"E uccidere due miei anime gemelle e o il loro padre come potrebbe farlo? Diventerei solo un'assassina priva di morale alcuna, e non è quello che voglio per me stessa. Camelot appartiene al suo re. E io ho già deciso di servire Arthur fino alla mia morte. Quindi, vattene, Nimueh. E non tornare qui." Merlyn la avvertì, i suoi occhi che brillavano per un momento d'oro.
"Sarai anche potente, Emrys, ma il tuo potere non può equivalere i miei."
Merlyn si limitò a guardarla, prima di dire. "Possiamo anche vedere se hai ragione, Nimueh."
"Io e te, Merlyn, siamo la stessa cosa. Quando lo capirai, vieni all'Isola dei Beati."
La strega scomparve in un nubolo di polvere e fumo.
Merlyn guardò Arthur, vedendolo serio ma orgoglioso nel suo sguardo.
"Sei una strega?" Leon guardò Merlyn, sorpreso.
"Maga. Sono nata con la magia."
Il cavaliere annuì. Poi disse. "Tuo padre aveva ragione, hai un desiderio di morte."
"Perchè?" Merlyn aggrottò le sopracciglia.
"Sei a Camelot." Leon sospirò stancamente.
"Dove altro dovrei essere?"
"Al sicuro, forse?"
Merlyn annuì alle parole di Leon, dicendo. "So che sembra folle, ma sono felice a Camelot. Davvero, Leon. So che devo nascondere chi sono, ma lo facevo anche ad Ealdor, o ovunque. La magia non è possibile da nessuna parte. Sarei stata imprigionata, tenuta come schiava, venduta. Io non lo so, ma comunque... Io..."
Leon annuì, dicendo. "Capisco, lo faccio. E, per quel che vale, sei molto coraggiosa a restare in un regno dove saresti uccisa per come sei nata."
"Ho qualcosa che vale la pena."
Leon, Lancelot ed Arthur sorrisero alle parole della ragazza, che però si voltò a guardare dove prima si ergeva orgogliosa Nimueh.
"Se non andrò da lei, verrà lei qui."
"Lo sappiamo. Saremo preparati per l'eventualità." Arthur disse, sentendosi sicuro delle sue parole.
Merlyn annuì sollevata alla promessa del principe, sorridendo. "Volete proseguire nella vostra caccia, sire?"
"Certo. Se fai rumore, ti lascio qui."
"Se continuate a ripeterlo, potrei anche crederci." Dopo un momento di pausa, Merlyn aggiunse. "Sire."
***
Tornata dalla caccia, dopo aver lasciato i cavalli nella abili mani di George, Merlyn aveva intercettato il padre e Gaius impegnati in una discussione sulla guarigione, quando entrò nelle stanze del medico di corte.
"Scusate l'intromissione. Padre, mi chiedevo se potevo... parlarvi un momento."
"Certo, Merlyn. Gaius, riprenderemo dopo questo dibattito interessante. Magari avrai ulteriori motivazioni che potrò felicemente confutare."
Balinor seguì Merlyn fuori, e la ragazza camminò fino a un giardino secondario, poco frequentato, mostratole da Morgana quando lei e Gwen volevano passare del tempo sole con Merlyn.
"Merlyn?" Balinor le chiese, vedendo il modo in cui la figlia si agitava.
"Padre, riguarda Nimueh." Merlyn decise di ammettere, torturandosi il labbro inferiore con i denti.
"E cosa riguardo lei? Gaius mi ha detto che avete avuto delle piccole divergenze, in passato."
"Piccole divergenze? Gaius ha detto così?" Merlyn sbatté le palpebre, confusa e vagamente offesa. Era stata messa in punizione e tenuta sotto controllo, e Gaius le definiva piccole divergenze?
"No, ha detto che era come avresti descritto tu una maledizione che ti poteva uccidere e un veleno altamente mortale." Suo padre le disse seccamente.
Aveva più senso. E Merlyn non poteva davvero negarlo. Era esattamente quello che aveva detto a Gwaine, dopotutto. "Ah... Ecco, con il veleno deve aver capito che sono forte, magicamente parlando."
"E, con questo?"
"L'ho incontrata, prima, con Arthur, Leon e Lancelot. Mi ha detto di unirmi a lei, e di andare all'Isola dei Beati quando capirò che Arthur ed Uther sono fatti della stessa sostanza. Che Arthur mi tradirà quando sarà maggiormente conveniente." Merlyn disse.
Balinor annuì, assimilando l'informazione. Poi, parlando tranquillamente, chiese. "E tu ci credi?"
Merlyn non riuscì a trattene uno sbuffo. "Certo che no, ma ho avuto la netta impressione che Nimueh attaccherà presto Camelot. E se non mi unisco a lei, lo farà subito."
"Capisco."
Balinor rimase in silenzio, prima di dire. "Avvertire Uther del pericolo non porterebbe a niente di positivo, ne sono sicuro. Arthur ha intenzione di riferire al padre dell'avvenimento?"
Merlyn scosse la testa. "No, non lo farà. Perché dovrebbe spiegare perché Nimueh è ancora viva, o perché noi lo siamo. Verrebbe fuori che ho la magia, padre."
"Capisco. Allora nemmeno noi avvertiremo il re. Sebbene forse... ti procurerò dei libri sulla magia, Merlyn. Dirò ad Uther che ti sto istruendo sull'arte dei signori dei draghi, che non è più illegale." Balinor annuì.
Merlyn non era del tutto sicura della soluzione. "E mi renderebbe capace di affrontare Nimueh?"
Balinor sospirò. "Non ne posso essere sicuro. Ma sicuramente permetterebbe alle persone di portare ulteriore aiuto."
"O di andarsene." Aggiunse Merlyn, annuendo.
"Oppure, certamente." Balinor annuì.
Merlyn sorrise al padre. "Grazie, padre. Spero che sappiate che sono molto grata di avervi qui. Voi e mia madre."
Balinor le sorrise, avvicinandosi alla figlia e lasciandole un bacio sulla fronte. "Ne sono sicuro, Merlyn. Hai un cuore buono, e così grande. Adesso, vai. Non preoccuparti, adesso. Non ce n'è alcun motivo."
****
Merlyn aveva passato una settimana, alternando i momenti di studio di incantesimi magici e momenti trascorsi con tutte le sue anime gemelle.
In questi momenti aveva preso la decisione di informarli della sua magia, ricevendo solo complimenti e rassicurazioni di lealtà infinita.
Il sentimento di inquietudine era sempre presente, e un giorno, la ragazza parlò con la madre della sensazione.
"Madre, io... non so come spiegarvi cosa sento, ma..."
Hunith le si mise davanti, un sorriso rassicurante sul viso. "Hai paura, piccola mia?"
Merlyn annuì. "Sono... inquieta, forse. So che Nimueh progetta qualcosa, madre, ma non posso dimostrarlo! E non so come fermarla."
"La cosa potrebbe non essere un tuo problema, figlia mia." Hunith le disse, confortandola.
"Certo che lo è. Non solo sono l'unica che può affrontarla, avendo la magia, ma sono anche responsabile per le persone che si sono fidate di me qui, delle mie anime gemelle. Molte di loro non sarebbero nemmeno qui se io non le avessi convinte a restare, mettendole quindi in pericolo." Merlyn negò. Era colpa sua. La sua magia e il suo potere avevano attirato Nimueh.
Hunith sorrise, passando una mano dolcemente sulla guancia della figlia. "A volte ti guardo e vedo la ragazza che ho incoraggiato a partire da Ealdor, non cambiata affatto. E altre volte vedo una giovane donna, ormai adulta, che ha affrontato molto e che è pronta a rifarlo per le persone che ama. Che fine ha fatto la mia piccola e dolce bambina?"
Merlyn sbuffò, sentendo un rossore salirle sulle guance. "Sono cresciuta madre. Capisco la necessità di compiere sacrifici quando si ama qualcuno, e sono pronta a farne in prima persona. Non mi nasconderò mai."
Hunith sospirò. "Se Uther dovesse scoprire chi sei davvero..."
"Se la scelta fosse tra vivere e non rivelare chi sono, oppure salvare una vita... Non ci sarebbe alcuna scelta madre."
Hunith sorrise, le lacrime agli occhi. "Sei cresciuta e sei diventata una bellissima e coraggiosa donna, Merlyn. Sono fiera di essere tua madre."
"Ho preso da voi, madre. Siete stata voi a insegnarmi questi valori. Io li sto solo onorando come voi avete fatto per tutta la vita."
"Non ti ho reso le cose facili." Hunith mormorò, il senso di colpa forte nella sua voce.
"Non avevate scelta. Non nutro rancori verso di voi, o verso mio padre per le scelte che ha fatto. Posso capire sia le sue motivazioni sia le vostre." Merlyn rassicurò la persona che l'aveva ispirata per tutta la sua vita.
"Ma tu ne hai sofferto."
"Come avete fatto voi e mio padre, madre."
Hunith diede un bacio sulla testa della figlia. "Allora posso solo dirti di non avere paura, figlia mia, perché il tuo cuore è nel giusto. Seguilo e non dovrai temere niente."
****
Le parole della madre avevano riempito i pensieri, e al momento in cui dovette scegliere, Merlyn fece proprio come suggeritole dalla madre: seguì il proprio cuore.
In quell'occasione, era nella sala del Consiglio, seduta al fianco del padre mentre Uther illustrava una mappa dove erano segnati i confini verso il regno di Carleon, per discutere una possibile trattativa che avrebbe giovato alle loro terre.
Chiamata una pausa dalla riunione, nella sala del trono rimasero solo Merlyn, che non aveva altri impegni, e Uther, che attendeva il ritorno degli altri nobili.
La ragazza stava guardando la porta, in attesa del rientro dei dignitari.
Quando loro tornarono, però, anche un'altra persona arrivò, comparendo con un fumo nero e denso.
"Nimueh." Il nome pronunciato dal re Uther aveva una sfumatura amare, di rimpianto ed odio mescolati insieme.
"Uther, è passato molto tempo. Balinor, sempre un piacere."
Merlyn guardò la donna davanti a lei, e comprese che il suo momento, di rivelarsi al re di Camelot, era probabilmente giunto.
Ma prima, avrebbe lasciato che la strega parlasse.
"Sono venuta adesso, e non prima, perché credevo che avrei avuto l'aiuto del mio simile qui. Ma non è stato così, lei non si è unita a me. Una magia così potente come la sua, mischiata alla mia educazione ed erudizione... Avremmo potuto regnare bene a Camelot, insieme. Ma, purtroppo, dovrò agire da sola. Se resta indietro, non ucciderò le persone a cui tiene e le proporrò di unirsi a me nel mio regno, che sorgerà dalle ceneri del tuo, Uther Pendragon."
Merlyn capì: Nimueh sapeva che lei non avrebbe mai ucciso nessuno, e contava sul suo odio per un assassino per non intervenire. Non intervenire avrebbe fatto tornare la magia a Camelot, e Merlyn sarebbe stata libera, come suo padre e molti altri innocenti, di vivere a Camelot.
Magari anche ricoprendo un ruolo di potere nel frattempo.
Ma, Nimueh non aveva mai compreso che a Merlyn non importava il potere, lo disprezzava e rifuggiva, volendo vedere Camelot sotto la guida dei legittimi sovrani.
Non era troppo codarda per prendere una vita, era troppo coraggiosa per lasciare che una vita venisse presa.
E, adesso, era giunto il momento di mettere a frutto la sua magia.
Gli occhi di Nimueh, dorati, fecero comparire una palla di fuoco nel palmo della sua mano, lanciata poi contro Uther.
Merlyn, senza pensare, senza riflettere, si mise in mezzo, una mano alzata, gli occhi dorati.
La palla di fuoco si disperse nell'aria.
"Credevo che avresti accolto la mia offerta, giovane strega." Nimueh sembrava delusa.
"Non c'è onore o coraggio nell'uccidere innocenti." Merlyn le rispose.
"Camelot sarebbe un posto migliore, senza di lui."
"Camelot appartiene ai Pendragon. Così è, e così sarà. E non ti lascerò rovinare un regno per la tua avidità."
"Si tratta di giustizia."
"No, si tratta di vendetta. E non credo sia il giusto modo di governare. Non che, comunque, sia un tuo problema, Nimueh." Merlyn aggiunse alla fine, sorridendo leggermente verso la strega.
La strega sorrise, dicendo. "La tua magia è forte, ragazza. Ma io ho più conoscenza. Non metterti tra me e il mio desiderio. Potrei darti tutto: potere, ricchezza, rango, conoscenza. Avresti tutto quello che vuoi e non vivresti nella paura di un tiranno."
"Ho già quello che voglio."
La ragazza lanciò un incantesimo contro Nimueh, bloccato facilmente dalla strega.
"Vedi, sto solo giocando con te, piccola ragazza. Stupida, aggiungerei. Non sei nessuno, alla fine dei conti. Ultima possibilità. Unisciti a me e vivi per vedere il nuovo giorno. O combatti e muori senza altra occasione."
"Bene, sei stata convincente."
Merlyn le lanciò un altro incantesimo, e questa volta il fuoco lanciato colpì Nimueh, che aveva preso le sue parole come una decisione di un'alleanza.
La strega colpì forte una delle colonne, e cadde a terra con il fiato sospeso, troppo debole per guarire.
Gaius confermò questo, mentre Merlyn le si avvicinava guardigna.
"Sei molto più potente di quanto... credevo."
"Non volevo arrivare a questo. Te lo avevo chiesto, di lasciare stare Camelot. Perché hai dovuto farlo?" Merlyn le chiese, accovacciandosi al fianco della donna.
"Era... la cosa migliore... per la nostra specie..." Nimueh sospirò, chiudendo gli occhi. "Ti ucciderà, lo sai? Hai... acceso il fuoco della... tua pira."
"Allora così sarà. Non metterò in dubbio la decisione del re. E morirò sapendo di essere rimasta me stessa." Merlyn le rispose di rimando.
"Sei... saggia. Molto... considerando la... tua giovane età."
Merlyn sussurrò una benedizione dell'Antica Religione, sentendo poi il ringraziamento di Nimueh.
La strega spirò lì, sparendo poi nel nulla.
Merlyn prese un respiro profondo.
I volti delle sue anime gemelle le comparvero davanti agli occhi, prima che si alzasse e, aprendo gli occhi, guardasse Uther Pendragon dritto negli occhi.
"Ve lo avevo detto, sire."
"Cosa, strega?"
"Che non valgo quanto vostra moglie."
Uther fece un cenno alle guardie, che presero la ragazza per le braccia, gettandola poi ai piedi del re.
"Inizia oggi il processo a Merlyn, figlia di Balinor Ambrosius, per alto tradimento e uso di incantesimi e stregoneria."
Merlyn deglutì, sapendo che da lì a poco non avrebbe avuto più il proprio respiro.
Le parole di Nimueh si erano rivelate, alla fine, corrette.
Angolo autrice
Questo è probabilmente il penultimo o forse terzultimo capitolo.
Alla prossima!
By rowhiteblack
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