ACCADONO COSE
Merlyn non sopportava il dover essere la servitrice del principe ereditario solo per avergli salvato la vita.
La sera che era stata nominata tale, una voce nella sua mente le aveva impedito di dormire, ed era arrivata in ritardo e con una colazione leggermente fredda da Arthur, che aveva sospirato e aveva provveduto a fornirle un elenco interminabile di mansioni.
"Come te la cavi con la spada?" "Farò finta che non me lo abbiate chiesto, sire." Rispose subito la ragazza, abbassandosi ed evitando il calice che le era stato lanciato contro. "Non avete molte qualità da nobile, lo sapete? Colpire una fanciulla non è una cosa molto poco galante?" "Se sei tu la fanciulla, allora no." "Non siete nemmeno molto gentile, sire. Avete molte mancanze, ho notato." "Quindi, non sei capace di combattere con una spada?" "Ehm.. no." "Devo allenarmi per un torneo." "Avete i cavalieri." "Non devono conoscere la mia abilità, altrimenti perdo il vantaggio." "Non li addestrate voi stesso? Non la conoscono già?"
Essendo stata ignorata, Merlyn si ritrovò costretta a interpretare il bersaglio che però riusciva anche ad alzare la spada in qualche modo e a muoversi ingarbugliandosi nei propri piedi e cadendo il più delle volte da sola.
Alla fine di due ore di intenso allenamento, Arthur si ritenette soddisfatto e raccomandò alla giovane di imparare le regole per il torneo in avvicinamento.
Due settimane dopo, Merlyn, con l'aiuto continuo di Gwen e, in misura minore, di Morgana, aveva imparato tutte le regole per il torneo, come non inciampare mentre indossava l'armatura e come parare i colpi basilari di spada. Aveva imparato come si sistemava l'armatura, quali armi erano concesse e in quale ordine, come si fissava il mantello e come si porgevano i vari pezzi dell'armatura stessa. Aveva imparato come svolgere tutti i suoi compiti sia al servizio del principe sia come aiutante del medico di corte e aveva conosciuto altre persone nel castello, per lo più altri servitori, che erano stati ben contenti della nuova aggiunta allo staff, divertiti del modo in cui era stata assunta.
Durante il torneo, Merlyn venne incaricata di servire anche i nobili in visita, ed Uther le affidò personalmente il servizio del secondo migliore cavaliere della competizione, Valiant. L'uomo faceva venire i brividi alla schiena della ragazza, con quello sguardo freddo e calcolatore che non la convinceva per niente.
Inoltre, e la cosa la disturbava, il suo scudo la chiamava.
Quindi, una sera, dopo essersi congedata da Arthur e poi da Valiant, Merlyn era salita sul balconcino della stanza vicino, spiando le azioni del cavaliere. Quello, avvicinatosi allo scudo, lo aveva azionato con qualche parola chiaramente magica, e dei serpenti, gli stessi del disegno, erano fuoriusciti da esso, chiaramente vivi e letali.
Merlyn sobbalzò, perdendo l'equilibrio e correndo poi verso la sala del trono.
Vedendo il re impegnato in una conversazione con i suoi due figli, Merlyn si inchinò davanti ai tre, attendendo con il fiatone il permesso di parlare.
Uther annuendo, glielo concesse, avendo un occhio favorevole nei confronti della ragazza, responsabile della salvezza del figlio e, inoltre, anima gemella di entrambi i suoi figli, e quindi leale alla sua famiglia.
"Mio signore, io... ho visto il cavaliere Valiant fare uso di magia, mio signore. Il suo scudo... lui li ha resi vivi, i serpenti..." "Ne sei sicura?" Merlyn annuì, per poi dire. "Affronterà vostro figlio domani, sire. Quando si renderà conto di non poterlo battere lealmente, userà i serpenti. Sono... sono velenosi, sire..."
Uther inviò le guardie da Valiant, ma Morgana disse. "Servirà una prova. Posso suggerire di avvicinarci in silenzio ed osservarlo, prima?"
Uther rifletté, guardando poi la ragazza e chiedere. "Cosa daresti per aiutare mio figlio?" "Qualunque cosa, sire."
Arthur rivolse un mezzo sorriso alla ragazza, mentre Morgana guardava preoccupata il re, temendo e sapendo cosa sarebbe arrivato come prossimo ordine.
"Dovrai fargli perdere il controllo della propria pazienza, ragazza. Fargli evocare i serpenti davanti a molti testimoni nascosti. Valiant è un nobile, e le accuse di una serva, sebbene importante come anima gemella di mio figlio e della mia pupilla, non saranno sufficienti a convincere la mio corte."
Merlyn annuì, dicendo. "Andrò subito, sire." "Adesso?" Chiese Arthur, guardandola come se fosse impazzita. Merlyn annuì solamente, dicendo. "Penso che sia meglio prima che inizi la competizione contro di voi, principe Arthur. Non esiterà a colpirvi con quella magia."
Uther approvò, seguendo la ragazza insieme ai figli e a delle guardie.
Entrata nella stanza del cavaliere, Merlyn lo accusò di aver usato la magia, avvertendolo che lo avrebbe denunciato al re.
Quando il cavaliere, ridendo, affermò che non gli avrebbe dato retta, essendo lei una semplice serva, Merlyn rispose dicendo che suo zio era un medico al castello, e ne avrebbe parlato anche con lui. All'affermazione che poneva la situazione in una luce diversa, essendo Gaius un membro rispettato del consiglio, Valiant evocò i serpenti, facendoli uscire dallo scudo e inviandoli contro la ragazza.
All'azione, le guardie insieme ad Uther entrarono e lo arrestarono, mentre Uther lo condannava a morte, sul rogo per aver tentato di uccidere il figlio e per aver usato la magia a Camelot.
Arthur, nel frattempo, aveva immediatamente ucciso i tre serpenti che stavano per mordere la giovane serva, che Morgana aveva abbracciato per consolarla e per tranquillizzare se stessa del pericolo corso dalla propria anima gemella.
Mentre Valiant veniva trascinato via dalle guardie, Uther guardò Merlyn e le disse. "Ancora una volta hai salvato mio figlio da una magia pericolosa. Sei una valida alleata nella lotta contro la magia. Ti affido la sicurezza di mio figlio davanti ai pericoli della magia, ragazza."
Uther uscì, lasciando Merlyn estremamente confusa nell'essere stata descritta come un valido alleato nella lotta contro la magia, essendo lei stessa una maga.
Arthur la guardò, ringraziandola seriamente, uscendo per parlare con il padre.
Morgana, guardando la ragazza, le sussurrò all'orecchio. "Sei stata molto coraggiosa a condannare un altro mago, Merlyn."
Confondendo ancora di più la ragazza, che iniziava a temere che entrambi i figli del re avessero oramai compreso che era una strega.
Purtroppo, quello non fu l'ultimo episodio di magia dannosa che Merlyn si ritrovò a dover sistemare.
Pochissimo tempo dopo, molte persone iniziarono a morire di una strana malattia, con occhi bianchi e pelle bluastra.
Scoprendo che il padre di Gwen era stato colpito dalla malattia, e avendo visto in prima persona il forte dolore che la ragazza aveva provato, Merlyn decise di indagare personalmente nella fonte di acqua della cittadina, trovando in quel posto un bruttissimo mostro di argilla, terra sporca, che abitava la fonte stessa.
Spaventata corse via, e correndo finì, ovviamente, davanti a un enorme drago, che la informò che il suo destino sarebbe stato quello di riportare la magia a Camelot, riunire Albion insieme al Re una volta e per sempre che, guarda caso, era proprio Arthur.
Merlyn chiese come avrebbe potuto sconfiggere il mostro, e il drago, per dare una risposta chiara, le disse di controllare gli elementi e che aveva bisogno dell'altra faccia della medaglia.
Chiaramente, Merlyn non aveva capito niente e si era diretta subito da Gaius, che riconobbe il mostro come un Alfang, creatura di terra e acqua, due dei quattro elementi. Per sconfiggerlo sarebbero serviti gli altri due, aria e fuoco, e inoltre avrebbe dovuto avvertire Arthur.
Merlyn scelse quel momento per svenire, rivelando una ferita dovuta al mostro stesso, e quindi Gaius la informò che non le rimaneva molto tempo prima di soccombere alla malattia stessa.
Merlyn gli passò un frammento di uovo che aveva trovato nelle caverne sotterranee e Gaius la avvertì che lo avrebbe consegnato ad Uther come prova della maga responsabile, una Antica Sacerdotessa di nome Nimueh.
Merlyn era corsa a cercare Arthur, trovandolo con Morgana.
Vedendola piena di terra, e riconoscendo del sangue tra lo sporco, Arthur le aveva chiesto spaventato cosa fosse successo, e Merlyn non aveva risposto alla domanda diretta, preferendo dire che lei e Gaius avevano scoperto la causa dietro la malattia e, mentre Gaius informava il re dell'artefice, loro avrebbero dovuto combattere il mostro.
Arthur afferrò subito la propria spada, e Morgana li seguì, affermando che era per aiutare un'amica.
Nel tragitto, Merlyn continuava a perdere sangue, ma riuscì a tenere duro fino al ritrovamento del mostro e, incitando Arthur ad usare il fuoco della torcia, evocò una corrente d'aria che usò per colpire con le fiamme la bestia, che sparì.
I malati guarirono, e anche Merlyn smise di sanguinare.
Non appena il mostro era scomparso, però, la ragazza era svenuta e dopo aveva dovuto affrontare una discussione molto seria con i due nobili, riguardo la tolleranza al dolore e il confidare quando soffriva agli altri.
Lei si limitò ad annuire, senza offrire alcuna promessa e, appena distratti i due nobili, corse da Gwen.
La serva la teneva stretta, mentre Tom riprendeva conoscenza lentamente.
Merlyn scosse la testa davanti ai ringraziamenti continui della ragazza. "Gwen, sei mia amica. Non c'è niente che non farei per aiutarti."
Gwen sorrise, prima di chiedere come mai Morgana fosse stata così arrabbiata per le azioni di Merlyn, e la corvina, sorridendo con noncuranza, rispose. "Niente, è che mentre indagavo... sono stata ferita dal mostro e..." "Hai rischiato la tua vita per... me?"
Merlyn annuì, seriamente. "Gwen, io ci sarò sempre per te. E se dovessi morire mentre cerco di salvarti... sarebbe la morte migliore che io possa pensare per me stessa."
Gwen singhiozzò, rigettando le braccia attorno al collo dell'amica. "Mi hai fatto piangere, Merlyn!" "Lo so, sono fantastica."
Gwen, tirando su con il naso, le disse. "Per favore, non rischiare più la tua vita." "Prometto che farò attenzione, Gwen. Hai la mia parola."
Merlyn chiaramente non avrebbe dovuto sottovalutare né la quantità di persone rancorose nei confronti dei Pendragon né la sua particolare e unica fortuna, che colpiva nei momenti meno aspettati.
Qualche settimana dopo, il castello avrebbe ospitato il corteo proveniente da un regno precedentemente nemico per la firma di un'alleanza: Beyard.
Sebbene Merlyn fosse contenta della possibilità di partecipare ad una vera festa, scoprì che essere una serva equivaleva a sistemare la sala per il banchetto, occuparsi degli ospiti in viaggio e, nel frattempo, proseguire con i suoi altri compiti.
Gwen e Morgana avevano insistito per tenerla sotto controllo, e quindi riceveva spesso le visite a sorpresa delle due ragazze, con un iniziale divertimento che si era presto trasformato in insofferenza per lo stretto controllo e la mancanza di fiducia nelle sue abilità di sopravvivenza.
Una volta che le ebbe convinte della sua capacità di restare fuori dai guai fino alla ripartenza dei nobili in visita per la firma, Merlyn riuscì a svolgere più velocemente i propri doveri, lamentandosi quando poteva con Gaius della differenza di lunghezza delle sue braccia, che stavano crescendo a una velocità disarmante e, secondo il medico, anche impossibile.
Una di quelle giornate prima del banchetto, Merlyn incontrò una bellissima ragazza. Più che incontro, scontro sarebbe stato il termine più adatto, visto che le due serve si erano scontrate, facendo cadere le coperte che reggeva Merlyn e i cuscini che portava l'altra.
"Oh, scusami, non stavo guardando!" Merlyn si affrettò ad aiutare l'altra ragazza, che aveva dei bellissimi capelli neri e degli occhi chiari ancora più belli.
"No, è stata colpa mia. Sono Cara." "Merlyn, piacere!"
L'altra serva sorrise, riconoscendo il nome. "La serva del principe Arthur?" "Sì, esatto." "Dovrai faticare molto." "Beh, qualcuno deve portare avanti questo posto."
Cara sorrise, e Merlyn notò che aveva un qualcosa di veramente puro in quel sorriso.
Anche la serva di Camelot ricambiò il sorriso, ricominciando a correre alla chiamata per niente delicata del principe di Camelot.
"Il dovere chiama." "Certo, anche il mio. Buona giornata, Merlyn."
Le due si separarono, e Merlyn ricominciò il suo compito senza pensare troppo a lungo alla sensazione di aver trovato una gemella. Le loro frasi non si completavano, era evidente.
Al banchetto, Merlyn venne costretta a partecipare solo per servire il vino agli ospiti più importante, cosa che la rese sollevata dal non doversi vestire adeguatamente e triste per la mancata possibilità di vestirsi in maniera adeguata.
Riuscì ad evitare l'assoluta umiliazione per colpa di Arthur grazie all'aiuto di Morgana che aveva rimproverato Arthur e gli aveva impedito di rendere la serata difficile per la sua anima gemella.
Dopo una discussione tra i due, ovviamente vinta da Morgana, Merlyn aveva potuto evitare l'imbarazzo di indossare un cappello con delle piume sopra. Orrore assoluto.
Nella serata, Beyard iniziò un lungo e molto noioso discorso, e Merlyn capì la battuta di Arthur sul dover sopportare le chiacchiere infinite del sovrano. Se era così ad un banchetto, la serva non osava immaginarlo a una riunione del Consiglio.
Durante il discorso, il sovrano mostrò due bellissimi calici che offrì al re Uther e al principe Arthur (Merlyn si sentì offesa per conto di Morgana per essere stata ignorata completamente), e Cara prese da parte Merlyn per parlarle.
"Io... Merlyn non so a chi rivolgermi. Beyard, lui... non è qui per stringere un'alleanza con Camelot, lui... ho paura, potrebbe uccidermi."
"Woah, woah. Rallenta, Cara. Dimmi lentamente di chi hai paura e cosa hai visto." "Beyard, lui... mi ucciderà se scoprisse che ho parlato, ma non potevo fare altrimenti. Nel calice del principe Arthur, lui... ha messo qualcosa."
Una sensazione gelida invase la serva del principe, terrorizzata per la propria anima gemella.
"Cara... era del veleno?"
L'altra ragazza annuì, con gli occhi spalancati.
Con un frettoloso ringraziamento, Merlyn lasciò il corridoio secondario, per irrompere nella sala e fermare Arthur dal bere dal calice.
Nella sua fretta, aveva perso completamente il sorriso soddisfatto sul volto di Cara e la sua successiva scomparsa per i corridoi sotterranei.
Merlyn, nel frattempo, aveva dei problemi con i nobili.
Morgana e Gwen sembravano pronte a farle la pelle per essersi messa a rischio, Uther la fissava contemplativo, e Arthur cercava di distogliere l'attenzione del padre dalle accuse della serva, che però restava sicura davanti al re, dopo aver accusato l'altro nobile di aver avvelenato il calice del principe Arthur.
Uther guardò Beyard, dicendo. "La serva di mio figlio sembra sicura delle sue accuse e non posso ignorarne le parole." "Non ha prove e non porterà il testimone, è solamente scandaloso, Uther..."
La ragazza, ignorando gli sguardi estremamente arrabbiati delle tre anime gemelle e dello zio, disse. "Posso berlo. Se non è avvelenato, lascerò che re Beyard scelga il modo migliore di punirmi per la mia insolenza. Se lo è, il principe Arthur non verrà danneggiato dalle azioni di un re invidioso di Camelot e desideroso della guerra."
Uther accettò con un cenno del capo, e Merlyn bevve il contenuto del calice senza ulteriori indugi, avendo riconosciuto facilmente il tentativo di Arthur di toglierle il calice di mano.
Mentre il veleno le offuscava la vista, Merlyn soffocò nel proprio respiro, chiaramente poco contenta della situazione.
Dopo due giorni, Merlyn venne guarita dall'antidoto, e Gaius la sgridò per essere stata così poco attenta e poco rispettosa delle decisioni altrui.
Annuendo, Merlyn chiese cosa fosse successo, e Gaius la aggiornò sugli avvenimenti: essere una ragazza e l'anima gemella dei due figli del re aveva spinto Uther ad accettare l'idea di Arthur e consentire a lui e ad alcuni cavalieri di partire alla ricerca del fiore di Mortao, veleno usato per la tazza di Arthur. Gaius spiegò inoltre che il colpevole non era Beyard ma una strega di nome Nimueh, la stessa della maledizione dell'acqua. Merlyn comprese allora che quella Cara, la bella e dolce serva, era in realtà la strega colpevole di due attacchi al castello e, quando Gaius uscì per curare un paziente particolarmente grave, anche lei si avventurò fuori dal castello, andando a rassicurare Gwen e Morgana della sua recuperata salute, ringraziando profusamente Arthur per averle salvato la vita, e infine ringraziando Uther per aver concesso la partenza per salvarle la vita.
"Hai salvato mio figlio per la quarta volta, ragazza. Non ho fatto niente che un padre non farebbe."
La frase fece sorridere leggermente Merlyn, che disse poi. "Sire, io... ero stata avvertita da una serva di Beyard, ma ho controllato la servitù adesso prima che partissero... quella donna era assente."
"A cosa alludi?" "Gaius mi ha detto che... il veleno era potenziato con la stregoneria, sire. E secondo lui il colpevole è una certa Nimueh?"
Uther respirò bruscamente. "Quella strega... non ci si può fidare di lei."
Poi il re guardò Merlyn, chiedendole. "Vieni dal regno di Essetir, non è vero?" Merlyn annuì, rispondendo. "Da Ealdor, sire. Un villaggio di confine, tra Essetir e Camelot." "E... la magia lì è permessa, non è così?"
Merlyn annuì, scegliendo con attenzione le parole successive. "Sire... il mio villaggio deve personalmente molto ad alcuni druidi, venivano a curare i bambini dalla morte precoce per congelamento. Sono grata a loro, ma solo perché li ho visti salvare delle vite. Gli stregoni che servono Cenred, loro... sono avidi, hanno il potere e ne vogliono ancora, uccidendo le persone con armi che non possono comprendere. Persone come questa Nimueh... quella donna che aveva perso il figlio e ha cercato di uccidere Arthur... non sono brave persone, con o senza magia. Condanno le loro azioni e sono eternamente grata che qui la magia non sia concessa." "Perché? Hai appena detto che hai visto compiere alla magia del bene." "Sono convinta che la magia sia solo un'arma, sire. Ma è un'arma troppo potente per essere compresa a pieno, non è come una spada o una lancia. Se non controlli un mezzo, quello controllerà te. E... credo che sia troppo facile cedere al potere e alla vendetta con mezzi come la magia."
"Capisco. Ti piacerebbe portarmi un esempio a sostegno di questa affermazione?" "Io... quella donna, quella persona che aveva sostituito Lady Elena. Aveva perso il figlio e non oso nemmeno immaginare quel dolore, sire. Deve essere stato terribile, un'emozione che spero di non vivere mai. Ma... aver provato quel dolore avrebbe dovuto motivarla a non farlo provare ad altri. Invece ha cercato di togliere un figlio ad un padre, un fratellastro ad una sorella, un principe ad un regno. E penso che, se non avesse conosciuto la magia, non avrebbe mai compiuto un atto del genere. Mi piacerebbe solo..." Si fermò, ma Uther le fece cenno di proseguire la frase, così Merlyn obbedì. "Mi piacerebbe solo vedere che la magia potesse essere usata per fare del bene, sire. Pensare a tutte le battaglie che verrebbero vinte senza spargimento di sangue... sarebbe un sollievo per molte madri e mogli, credo. Ma... ovviamente... non credo che nessuno arriverebbe ad imparare quel livello di stregoneria senza... perdersi."
Uther annuì, congedandola. Mentre Merlyn usciva, il re disse. "Ricordi molti Ygraine, Merlyn."
La serva lo guardò, riconoscendo il nome come la madre di Arthur. "Vi ringrazio, sire, ma penso di non valere un quarto della regina." "Non lo è più." "Se la amate ancora, lo è. Non importa se sia in vita o meno. Le persone che amiamo e ci hanno amato restano sempre con noi."
Uther la guardò sorpresa, e la serva, abbassando lo sguardo, disse. "Mia madre lo diceva parlando di mio padre. Purtroppo, è morto prima che lo potessi conoscere." "Ti parlava di lui?"
Merlyn scosse la testa, dicendo. "Non sapere è peggio, sire."
Uther annuì, dichiarando finita la seduta.
Merlyn uscì, sperando di non venire giustiziata per avere espresso i propri pensieri sulla magia. Pensieri che sfociavano nel tradimento, purtroppo.
Angolo autrice
Capitolo terminato!
Penso che nei capitoli dove non accade niente di diverso dalla serie, eviterò di scrivere dettagliatamente gli avvenimenti. Quando entrerà in gioco il canon divergence allora avremo capitoli più lunghi e diversi dalla serie.
Mi sono sempre chiesta perché Merlyn non ricevesse i crediti che meritava: okay, con la magia non doveva, ma quando ha aiutato Arthur con il mostro di argilla? O il calice? Uther poteva anche disturbarsi e dire al servitore del figlio "Bravo, hai riportato il figliol prodigo vivo! Applausi per me per averti assegnato quel posto!"
Lo sai, non costava niente.
Nel prossimo capitolo incontro con due altre anime gemelle!
By rowhiteblack
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