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21. Small Cities

Cammino a passo spedito lungo uno degli stretti marciapiedi di Holmes Chapel frugando nella mia borsa alla ricerca delle chiavi di casa. Il velo grigio sulla mia testa preannuncia l'imminente pioggia. Per evitare che le due ore dal parrucchiere si rivelino vane mi conviene entrare in casa il prima possibile.
-T/n, ehy T/n!! - mi guardo attorno cercando di capire da dove arriva la voce, che scopro provenire da dietro una staccionata, che nessuno si è mai preso la briga di verniciare.
Mi avvicino piano, preoccupata che i miei tacchi affondino nel terreno ancora fangoso dall'ultima pioggia.
- Mrs. Chesterfield che piacere vederla- l'allegra vecchietta mi rivolge un piccolo e palesemente finto sorriso. O magari le rughe mi ingannano.
- Mi dispiace così tanto, voglio farti le mie più sentite condoglianze- sbarello gli occhi e mi avvicino al palo di legno a cui si appoggia coi gomiti.
- Come scusi? - lei mi guarda saggia e continua.
- Quello che ti è successo è un dolore enorme, non devi nasconderlo. Sai, quando mio marito è morto anche io ero triste, quindi se vuoi piangere per Harry puoi farlo...- la fermo prima che si inventi altre assurdità.
- Harry? Cosa c'entra Harry con tutto questo? - appoggia un dito raggrinzito sulla sua guancia e si sporge per poggiare una mano sulla mia spalla.
- La negazione è la prima fase per accettare la perdita di una persona cara- mi allontano non volendo starle troppo vicino, soprattutto ora che mi racconta tutte queste sciocchezze.
- Ho letto la notizia sul giornale, famoso membro della boy band inglese One Direction muore in un tragico incidente aereo, e c'era la foto di quel tuo bel ragazzo accanto- so per certo che se non sapessi che Harry è a casa ad aspettarmi avrei un mancamento, ma sommiamo il fatto che non è su nessun aereo e che mi ha chiamata mezz'ora fa e otteniamo un fidanzato in ottima salute.
- Mrs. Chesterfield, Harry sta bene. L'ho sentito poco fa al telefono, non è morto- provo a ridacchiare per alleggerire la tensione, ma l'anziana davanti a me non è ancora convinta.
- I giornali si inventano un sacco di cose pur di vendere. Harry è ancora vivo e vegeto. - sorrido alla donna che mi fissa ancor meno convinta.
- Se fossi in te me ne accerterei- la vedo allontanarsi senza rivolgermi più parola e giuro che se avesse detto anche una parola in più, avrei già chiamato il 911 per accertarmi che avessero mandato un ambulanza sul luogo dello schianto.
Faccio due isolati a piedi e automaticamente entro nel solito supermercato dove mi fermo la sera per fare la spesa. Dopo aver afferrato un cestino mi dirigo verso il reparto frutta e verdura, con una piccola capatina per recuperare una scatola di assorbenti e una di preservativi.
Mentre soppeso l'idea di acquistare o meno dei pomodori vengo affiancata da Marilyn Nicholson, una venticinquenne del posto. Mi sorride mostrandomi anche i denti del giudizio e si volta verso le carote.
- Congratulazioni- credo di aver capito male, ma quando mi volto lei mi sta fissando insistentemente.
- Grazie, ma per cosa? - lei arrossisce e mi si avvicina.
- Per il bambino sciocca- mi allontano di scatto per guardarla negli occhi.
- Che?- domando stranita.
- Non devi fare finta, tutta la classe di aerobica ne parla e potrei aver sentito qualcosa a riguardo, anche dal macellaio- alterno lo sguardo dal mio ventre piatto agli occhi di Marilyn.
- Sappiamo che Harry è una celebrità e quindi è meglio tenere la cosa segreta. Ma con me puoi parlarne. Sono brava a mantenere i segreti, di quanti mesi sei? - la guardo indignata.
- Io non sono incinta- quasi come se volessi giustificarmi guardo il contenuto del mio cestino. Lei segue il mio sguardo e mi sorride complice.
- Ora puoi anche smettere di comprare quella roba, tutta la città sa del vostro frugoletto- senza dire una parola scappo, lasciando sia lei che la scatola di pomodori che avevo in mano.
Dopo aver pagato con furia cieca la mia spesa sotto l'amorevole sguardo della cassiera alla ricerca di un ventre rigonfio, scappo verso casa.
Quando arrivo davanti alla porta d'ingresso sospiro, felice di rivedere Harry ed evitare la pioggia. Ma dato che non ne ho ancora sentite abbastanza, sento un borbottio alle mie spalle che crollano stanche.
- Mrs. Brown, Mrs. Clark che piacere vedervi- esclamo sarcastica.
- Ciao cara, come stai? - domanda la Brown con la sua voce nasale.
- Tutto bene, posso esservi utile?- che faccia tosta che hanno. Entrambe mi sorridono e la Clark prende parola.
- Cosa ci fai qui? Dopo quello che è successo non so come facciate a guardarvi in faccia-
- Hai ragione Joanne, se io fossi in te tornerei da quel ragazzone e lascerei il povero Harry da solo- si guardano per un solo istante quasi malignamente.
- Oh Terry, io non direi poi così povero, anche lui ha fatto i suoi errori. Mi dispiace solo per il vostro bambino, due mamme e due papà. Ammesso che non sia stato solo un momento di svago-
- Ma come ti viene in mente Joanne, sono certa che, se dopo la vostra storia siete andati a cercare altrove, è perché ne siete certi, tra voi non potrà esserci più niente, purtroppo- nonostante stiano parlando di me e della mia, a quanto pare ex, relazione, mi sento di troppo.
- Forse Harry si sta già consolando con qualcuna dopo la tua avventura con quel suo amico, ottima scelta comunque, come si chiamava? Lenny?-
- Liam, Terry, Liam Payne. Uno dei migliori amici di Harry tra l'altro. Deve averti proprio fatta innervosire quella sua storia con quella modella francese- una goccia fredda cade sulla mia guancia, subito seguita da una seconda, e una terza. Alzo gli occhi al cielo e mi accorgo che ha incominciato a piovere.
Mi volto verso la porta di casa e senza nemmeno salutare quelle due streghe spara sentenze, mi chiudo dentro. Lascio le chiavi di casa sul mobiletto dell'ingresso ed il tintinnio contro la ciotola di metallo ha, inevitabilmente, attirato l'attenzione del ragazzo spaparanzato sul divano. Si sporge all'indietro per vedere chi è appena entrato, sorride e mi invita in salotto.
- Credevo non tornassi più- mormora sdraiandosi e rivolgendo il suo sguardo alla televisione sintonizzata su un documentario.
- Ho preso in considerazione l'idea di tornarmene a Londra, ma poi ho pensato che era meglio se venivo prima a recuperarti. Prepara la tua roba e andiamocene- dico ironica buttandomi su una delle sue poltrone ai lati del divano. Si tira su per fissarmi mentre mi massaggio le tempie e la fronte in contemporanea.
- Cos'è successo?- mi chiede divertito.
- Odio le piccole città, ecco cos'è successo- borbotto slacciandomi le scarpe e accantonandole al camino.
- Perché?- insiste.
- Perché tutti conoscono i fattacci di tutti, o ancora peggio se li inventano- faccio qualche passo in tondo sotto lo sguardo confuso di Harry.
- Ah non lo sapevi? A quanto pare ho una tresca con Liam, ma tranquillo ti sei già consolato con quella francesina bionda. Mi dispiace solo che dovrai sopportarmi per un po', almeno per i primi 18 anni del nostro bambino, sempre che il tuo aereo non si schianti lasciandomi sola in mezzo a questa città di serpi- urlo con voce strozzata al cielo.
- Ehy T/n, calmati. Che ne dici di sederti un attimo? Vado a prenderti un bicchiere d'acqua-
- Meglio un Brandy- mormoro cadendo sul divano, portandomi teatralmente una mano alla fronte.
- Come desidera la mia signora- ghigna, tornando poi con due bicchieri ghiacciati. Prendo un lungo sorso sotto lo sguardo attento di Harry, certo, per lui è una cosa normale. Ho imparato ad abituarmi alle foto, a nascondermi dai fan e, mio malgrado, a non tenerci per mano o baciarci. Ma quando su internet vedo notizie del genere mi sento sempre male.
- T/n, tesoro, lo so che è fastidioso, ma ormai dovresti esserci abituata-
- Dovrei, ma non lo sono. Mi sono abituata a molti aspetti della tua vita e tuoi. So che per esempio non ti piacciono le effusioni in pubblico, compreso tenersi per mano, e l'ho accettato. Ho accettato di indossare cappucci e occhiali da sole senza battere ciglio. Ho accettato che la mia faccia venisse spiaccicata sulle copertine delle riviste scandalistiche. Ma lo odio. È okay sentirselo dire da dei completi sconosciuti mentre stiamo scappando dai paparazzi nel centro di Londra, ma anche qui- ho parlato talmente tanto che i cubetti di ghiaccio si sono quasi completamente sciolti. Harry allunga la mano libera e mi accarezza un ginocchio.
- Tu non sai quanto ti sono grato, chiunque probabilmente mi avrebbe già mandato al diavolo, ma io non ci posso fare niente- dice sorridendo tristemente. Mugugno qualcosa ma non dico altro.
- Chi è stato a dirti quelle sciocchezze?-
- Mrs. Clark, Mrs. Brown, Mrs. Chesterfield e la quell'oca della Nicholson. Ma credo che tutti si siano preoccupati di condividere con i vicini queste stronzate- appoggio il bicchiere vuoto sul tavolino in legno e stringo la mano di Harry.
- Parlerò con loro, gli dirò di smetterla-
- Se lo farai poi mi vedranno come una bambina capricciosa che corre dal papi alla minima difficoltà. Meglio di no-
- Non sarebbe una cattiva idea, il tuo papino- ghigna prendendomi in giro.
- Eddai- sbuffo trattenendo malamente una risata.
- Amore, cosa posso farci allora?- domanda avvicinandosi e prendendo le mie mani tra le sue.
- Non lo so, vorrei solo andarmene, prendermi una vacanza dal mondo- sbotto tirandolo verso di me.
- Bè, non sarebbe una cattiva idea. Sai parlare francese?- scuoto la testa. Ma cosa c'entra?
- Potremmo andare in Costa Azzurra, siccome non sai parlare francese sarà come essere su un altro pianeta- ora è lui tirarmi sul divano dove è seduto. Mi appoggio alla sua spalla e mi godo il suo profumo e la sua pelle calda.
- Lo faresti sul serio? - borbotto contro il tessuto della sua maglietta.
- Tutto per la mamma di mio figlio- dice ironico facendomi ridere di gusto.
- Anche se sono andata a letto con Liam? - lo provoco alzando un sopracciglio.
- Se accetti di fare una cosa a tre con la mia di amante. L'ultimo desiderio di un uomo che potrebbe morire da un giorno all'altro, sai come sono gli aerei di oggi- alzo gli occhi al cielo ridendo sotto i baffi.
- Provaci solo e ti uccido con le mie stesse mani- borbotto baciandolo sulle sue dolci labbra.

Finalmente ho finito questo interminabile immagina. Vorrei scusarmi per il ritardo, ma è vacanza anche per me infondo. In questo periodo proverò a continuare con gli immagina ma non vi assicuro che pubblicherò qualcosa a breve.

Buon Ferragosto a tutti.

-Georgia Olivia Rose.

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