Immagina Jimin pt.1
Sei innamorata della Corea da anni ma quando hai deciso di volerci andare, eri troppo piccola e ai tuoi genitori non interessava minimamente spendere soldi per andare in un posto in cui ti saresti divertita solo e soltanto tu.
Finalmente convinci i tuoi genitori.
Neanche tu sai come hai fatto ma sei al settimo cielo.
Dopo il viaggio sei stanca morta, non viaggi spesso e non sei mai andata così lontano prima.
Dato che Seoul è scontata, decidi che la prima tappa sarà Daegu.
Arrivata a destinazione, ti riposi, poi decidi di andare in un bar per fare colazione, dato che non avevi cibo.
A soli due minuti dall'hotel, c'è un graziosissimo bar, piccolo e colorato.
Il nome del bar scritto sull'insegna è 설탕 cioè zucchero.
Entri, prendi un cornetto e un cappuccino e ti siedi a uno dei numerosi tavoli.
Quando alzi lo sguardo, vedi un ragazzo seduto da solo.
All'inizio l'idea di andarti a mettere vicino a lui ti balena in testa ma poi pensi sono una ragazza italiana a Daegu e non so parlare bene coreano... Ma che mi presento a fare...
Ogni tanto lo sorprendi a guardarti... Se qualcuno ti avesse chiesto come fosse fatto questo "misterioso ragazzo" tu non avresti potuto rispondere, perché indossa la mascherina nera e gli occhiali da sole... L'unica cosa che si contraddistingue è il colore dei capelli, un insolito rosa che si vede spuntare dal cappuccio.
Lo vedi guardare l'orologio e alzarsi.
Quando esce ti senti un po' sola.
Finisci di fare colazione ed esci.
Comincia la vacanza!
Fai tutto quello che avevi in programma e ti godi Daegu.
Torni a casa e cerchi di dormire, anche se quasi sicuramente non ci riuscirai perché non sei abituata a dormire in un letto che non sia il tuo.
Passi la notte a pensare a quel ragazzo e a cosa avresti fatto se l'avessi rivisto.
Il giorno dopo vai allo stesso bar, e, seduto allo stesso tavolo del giorno prima, c'è lui...
Vuoi provare a conoscerlo, a parlarci ma sei troppo timida...
Proprio come aveva già fatto, guarda l'orologio ed esce.
Guardi l'ora, sono le 9:30.
Era sempre attento a non ritardare a qualsiasi cosa dovesse fare, sempre le 9:30, non un minuto prima e non un minuto dopo.
Quando finalmente ti decidi a parlargli, lui non c'è.
Aspetti per due ore, poi capisci che non verrà.
Perché... Perché non è venuto?...
Non lo vedi più per qualche giorno.
Poi un giorno, vai verso quel bar ma hai gli occhi attaccati al cellulare e vai a sbattere contro qualcuno.
Tu: ehy! Guarda dove v- oh...
X: ciao anche a te...
Si alza e ti porge la mano per aiutarti.
X: comunque scusa, anche se eri tu quella con la faccia nel cellulare.
Tu: già... Scusa.
X: Tranquilla, non fa niente... Comunque, come ti chiami?
Tu: Y/n, tu?
X: Mi chiamo Jimin
Tu: Awww che tenero! È il nome più carino che abbia mai sentito.
Jm: oh, beh... Grazie...
Tu: Posso farti una domanda? Anzi due...
Jm: Certo ma io non ti garantisco una risposta.
Tu: ok. Perché indossi sempre la mascherina e gli occhiali da sole?
Jm: beh... Perché c'è il sole e... Ho il raffreddore.
Tu: mh... Ok.
Jm: e... Qual è l'altra domanda?
Tu: Perché al bar mi fissavi?
Lo vedi diventare rosso anche se indossa la mascherina.
Jm: ehm.. beh... Io, insomma.. si cioè... Penso che tu sia molto carina.
Tu: Oh beh... Grazie... Vorrei poter dire lo stesso ma sai, l'unica cosa che si intravede sotto a tutti quei vestiti è una ciocca di capelli rosa.
Jm: Ehm, si scusami io... OH MIO DIO QUANTO È TARDI!
Tu: ...Te ne vai per caso?
Jm: Si, ma tu vieni con me.
Ti prende per un braccio e ti trascina correndo.
Tu: A-aspetta!... Vienire dove?!
Jm: Lo vedrai presto!
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