Paura
"La paura è un'amica pericolosa.
Devi imparare a controllarla, ad ascoltare quello che ti dice.
Se ci riesci ti aiuterà a fare bene il tuo dovere.
Se lasci che sia lei a dominarti, ti porterà alla fossa."
Ho preso questa frase da un libro chiamato "Le cronache del mondo emerso", l'ho trovata molto veritiera.
Riassume tutti i miei sforzi e i miei impegni di cinque mesi a questa parte.
- Assolutamente no, Bocciolo. -
Dissi vittoriosa gustandomi l'espressione dubbiosa del suo viso.
Intanto Pitch aveva finito di bendarmi e medicarmi le mani.
- Dove hai imparato l'arte della medicina? -
- È stato molto tempo fa.-
-Quanti anni hai?-
- Ti si è sciolta la lingua tutta insieme insieme, Bocciolo? -
- Dai, dimmi!!!-
Lui sorrise divertito dal mio comportamento.
Si, lo so, è strano, ma è una mia abitudine, ogni volta in cui ho il bisogno di distrarmi da qualsiasi cosa che possa essere il dolore o la paura resetto il mio cervello in modalità colloquiale.
È stupido, ma funziona e non posso farci niente.
- Non ci crederesti se te lo dicessi.-
Continuò lui facendo sparire i materiali che aveva utilizzato per curarmi.
-Um..non penso che ora come ora ci sia qualcosa in cui non sia disposta a credere.-
Pitch prese ad armeggiare con i bottoni dei miei pantaloncini mentre io sgranavo gli occhi e le mie guance si imporporarono visibilmente.
-HEY CHE DIAVOLO STAI FACENDO?!?- Sbraitai prendendo a smanettare per riuscirmi a liberare da lui.
- Almeno che tu non voglia dormire con chignon, pantaloncini e felpa o voglia levarteli da sola con quelli stracci di mani che ti sei conciata penso che debba pensarci qualcun altro. Vedi molte persone qui?- Ghignò lui.
-Sai che questo è la frase più lunga che hai pronunciato in due giorni?-
Lui sospirò seccato guardandomi incerto se fossi la stessa persona di una dozzina di ore prima.
La camicia da notte mi ricadde morbida sulle gambe sbucciate e graffiate finalmente libera dalla ruvida stoffa degli shorts.
-Posso farti una domanda?-
-Cambierebbe qualcosa avere il mio permesso o meno?-
-Beh, no, ma vorrei avere la certezza che tu mi rispondessi..-
-Dimmi- Disse lui dopo avermi levato la felpa guardandomi negli occhi.
-Perché mi chiami Bocciolo?-
-Altra domanda?-
-Dai avevi promesso!!!-
-Io non ho promesso proprio niente, ora, altra domanda?-
-Sei cattivo!!-
Lui sorrise trionfante.
-Lo so!!-
-Umpf...cosa sei?-
-...Hai delle ipotesi?-
-Un mago? Un vampiro? Un lupo mannaro?-
-Sei fuori strada.-
-Un indizio?-
- Terrorizzo adulti e bambini-
Disse lui prendendo a sciogliere il disordinato Chignon che mi ero fatta poco tempo prima.
- ...un dentista?-
Lui prese a ridacchiare, la sua risata era molto bella, profonda, spudorata, assolutamente divertita e menefreghista come se se ne fregasse del mondo intero delle sue regole e delle persone lo abitavano.
La trasmise anche a me.
Era bello ridere così.
-No, non credo proprio!-
-Non lo so, mi arrendo!-
-Un'altro indizio: la mia energia vitale sono le paure del mondo..-
-Um...l'uomo nero?-
-...-
-Scherzi, vero?-
-...-
-VERO?-
-...-
- Tu sei..è impossibile!!!-
-Perché dovrebbe esserlo?-
Mi sdraiai meglio sul letto guardando incuriosita e scettica Pitch.
- Perché L'uomo nero non esiste,non può...non è assolutamente possibile..-
Lui fece un gesto stizzito con la mano come per cancellare le parole che avevo appena pronunciato dalla sua memoria.
- Voi umani avete un concetto strano di "possibile" e di "esistenza".-
- Sarebbe?-
Chiesi sollevando un sopracciglio dubbiosa.
- Credete che tutto bene o male giri intorno a voi e alle vostre credenze.
Siete ciechi.
L'universo possiede così tante forme di vita che voi nemmeno immaginate, il vostro stesso pianeta fin dai suoi albori è stato popolato da creature che voi giudicate "fuori dal comune", diverse, e non ve ne siete nemmeno accorti.
Certo, c'erano umani con una visione più aperta degli altri che hanno scavato affondo nel così detto "sovrannaturale " e hanno trascritto le loro scoperte e i loro incontri " fuori dal comune", ma erano pur sempre una minoranza.
Vivete nell'ignoranza, come bestie allevate per il macello, vivete, andate avanti: nascete, crescete vi procreate e morite, punto.
Noi no.
Noi non finiamo, non moriamo, finché le nostre storie verranno conosciute e tramandate alle generazioni future.
Questo pianeta è così giovane, io l'ho visto nascere dalla pioggia di meteoriti che goccia per goccia creava mari, fiumi e laghi tempestosi, ho visto l'albori dei tonanti venti del nord, del sud, dell'est e dell'ovest, ho visto i fiumi di lava crearsi dalle esplosioni dei maestosi vulcani furenti e trasformarsi in impenetrabile terreno roccioso.
Ho visto le più impensabili creature in vita uscire dell'acqua e camminare sulla terra ferma fino a diventare giganteschi rettili guidati dalla fame e dalla propria ferocia, ho visto la nascita dell'uomo e l'ho visto evolversi, ho assistito alla nascita delle grandi civiltà, Egiziane, Greche e Romane, ho assistito alla loro sanguinosa caduta e l'uomo imparare dai propri errori e migliorare durante il cammino.
L'aereo, il cinema, l'elettricità, le macchine, i telefoni, i grattacieli, la bomba atomica e le grandi navi da guerra, fino alla conquista dello spazio!
Avete ancora molto da imparare e da vivere.
E i concetti del "possibile" e di "esistenza" rientrano nelle cose da imparare.-
Ero rimasta incantata ad ascoltare i racconti di quell'uomo misterioso, cavolo..
Si poteva vedere nei suoi occhi dorati la scia dei suoi ricordi che riaffioravano mentre il suo sguardo si perdeva nel vuoto.
Era a sedere su un lato del letto accanto a me con le braccia lasciate morbide sulle sue gambe, il viso sollevato e con i ciuffi di capelli nero corvino che gli cadevano sulla fronte spianata.
- Quanti diavolo di anni hai?!?-
Lui rise divertito ridestandosi dai suoi pensieri..
-Non pensare che sia così vecchio, anno più o anno meno ho novecentoquattro anni.-
-Novecentoquattro anni?!?? Non così vecchio?!?-
Lui mi guardò tra l'offeso e il divertito.
-Ti ho appena detto che ho visto il mondo nascere e tu ti scandalizzi per i miei novecentoquattro anni?!?-
-Aspetta, come diavolo hai fatto ha vedere nascere la terra se dici di avere novecentoquattro anni!?!
No, un attimo, tu sei nato nel 1111?!?- gridai sgranando gli occhi- sei un pezzo da museo!!!Em, senza offesa, eh..allora, come diavolo hai fatto a vedere nascere la terra?! Spero non su uno dei documentari di Voyager su YouTube!!!-
-Dovrai aspettare per saperlo, Bocciolo..-
Rispose lui allora spostandosi i capelli neri indietro e sorridendo scaltro.
-Non capisco la ragione di tutti questi segreti! Perché non dirmelo subito?!- sbuffai io.
Ad un certo punto vidi gli occhi dell'uomo passare un singolare luccichio che mi fece accapponare la pelle, mi allontanai gattonando a ritroso sul letto mentre lui si avvicinava sposandosi all'interno del del materasso e inchiodandomi alla spalliera del letto mentre i miei battiti andavano sempre ad aumentare e il respiro diventava affannato.
-Perché oggi sei stata una cattiva bambina Bocciolo..- Disse con voce roca avvicinando le sue labbra alle mie- e non dovrà mai mai più accadere..capito?- soffiò guardandomi con i suoi bei e profondi occhi dorati.
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