Capitolo 6
Dalle ampie finestre entrava la luce del sole,caldo,estivo. Mancava poco alla fine della scuola, la bella stagione stava arrivando.La cucina era circondata da candidi colori, avori e rosa tenui. Tutto in quella stanza comunicava calma,pace. Dafne era seria e molto contegnosa,nei suoi occhi c'era una tristezza e una disperazione che mi ricordavano quando ci arrivò molti anni prima la lettera dall'esercito sulla scomparsa dei miei. Ricordo di essere scoppiata a piangere,la nonna che mi accarezzava i capelli... Il signor Coradin ci offrì dei biscotti appena sfornati dalla cameriera e un vassoio colmo di delizie. Tennaz era serena e spensierata. Mancavano quattro giorni all'inizio delle vacanze e come ci aveva proposto la madre di Tennaz, Martina, quel giorno avremmo saltato le lezioni per stare con Dafne e aiutarla a non pensare troppo all'accaduto o perlomeno ad accettarlo e pian piano riprendere la sua vita. E poi a breve ci sarebbero stati i funerali di Paloma. Era una donna conosciuta in tutto il paese,tutti le volevano bene. La sua scomparsa avrebbe sicuramente portato dolore nel cuore di tutti. Essendo stata nel consiglio nel periodo dell'ultima guerra mi chiesi se non avrebbe ricevuto onoranze funebri direttamente dalla corte e dai nuovi consiglieri. La regina non era presente ma sicuramente il principe non avrebbe trascurato una tale questione. Mi domandavo chi fosse quell'uomo. Che era lo stesso che cercava Dafne si era capito,ma perchè? Cosa voleva da loro. Insomma,aveva cercato di avvelenarla con la "POLVERE DI ZOLFO",che tutti sanno è nociva per le fate. Forse voleva rapirla o peggio ucciderla. A questo quesito non sapevo rispondere e mi auguravo di tutto cuore che la polizia trovasse una spiegazione all'accaduto. In quel clima calmo e un po' malinconico si udì suonare il telefono. La cameriera prese la cornetta in cucina e poi si rivolse ai presenti:" Conoscete una certa Alice signori?".
"E' mia sorella,vuole parlare con me". Mi affrettai a dire. La donna mi porse la cornetta:"Hey Alice come vanno le cose?"
"Ciao,tutto bene qui. I nonni si sono svegliati e stanno benone,voi invece? E Dafne come sta?".
"Ah".Feci io:"Qui è tutto sotto controllo e...".In quel momento entrò silenzioso nella stanza Alex,mi passò davanti lasciando una leggera brezza che profumava di qualcosa di dolce,attraente,forse un profumo perchè nessuno ha un odore naturale così intenso. I nostri sguardi si incrociarono per un millesimo di secondo prima che proseguissi con Alice:"Si,cioè tutto ok".
"Ah bene,senti tu resti li per quanto? Tra un po' il dottore passa per una visita e il tipo la,il giardiniere, si è assicurato che tutto fosse in ordine alla casa di Dafne per portare via il corpo della povera Paloma. Secondo le autorità l'uomo avrebbe usato un incantesimo del silenzio e l'avrebbe presa di sorpresa. Quindi è certo che sia uno stregone,ecco".
" Oh".Non avevo parole,stavamo discutendo di un omicidio:"Io credevo che sarei rimasta qui con Dafne e Tennaz per un po'".
"Daccordo allora ci sentiamo".
"Ciao Alice". Riattaccò la cornetta. Mi risedetti al mio posto. Tennaz mi chiese:" E' tutto a posto?"
"Oh si, i nonni stanno bene". Presi un biscotto,Alex stava consumando la sua colazione senza dire una parola. Lo osservai per un lungo secondo. Gli occhi scurissimi,i capelli ramati,il volto delicato. E quell'espressione spenta,assente.
"Hey Dafne,dopo noi andiamo a fare un pic nic nel bosco,a te va?".
"Daccordo". Si sforzò di sorridere lei. La mattina passò lentamente. Finita la colazione Alex prese la cartella,salutò tutti di malavoglia e uscì di casa.Non mi aveva nemmeno salutata,che arrogante. Sia Dafne che Tennaz amavano dipingere e si misero con delle tele all'aperto,sotto la luce del sole,entramebe con un obiettivo diverso. Tennaz ammirava il bosco e Dafne un piccolo salice del giardino. Io me ne stavo si un'amaca a leggere un libro che avevo trovato nella libreria dei Coradin con permesso loro. Faceva proprio caldo quel giorno. Poco più tardi vidi arrivare Alex di ritorno da scuola. Oltrepassò il vialetto e il giardino,fece un cenno leggero alla sorella ed entrò dentro casa. Lo vidi uscire con un grande cesto da pic-nic e i genitori al seguito. "Ragazze".Ci chiamò Martina. Le due artiste posarono i pennelli osservando per un momento i loro capolavori e dirigendosi verso di loro. Posai il mio libro e le seguii. La camminata non fu particolarmente lunga. Arrivammo nei pressi di un lago limpido e circondato dal verde dei boschi. Li sistemammo una coperta e il cibo.
"Ti va di fare il bagno?". Chiese Tennaz a Dafne.
"Ma ti pare? Ahahah mi stai prendendo in giro?".
"Perchè?"
"Detesto le ali bagnate e non ho il costume".
Tennaz cadde dalle nuvole:"Potrei tornare indietro e prestarti uno dei miei e poi dopo le ali si asciugano":
"No non mi va,chiedi a Carol,io al massimo bagno i piedi". Rispose Dafne un po' annoiata. Tennaz mi guardò e io precedetti la sua richiesta:"Mi piacerebbe ma non so se entro in uno dei tuoi costumi".
"Come? Ma si se mai ti do quelli che usavo l'anno scorso che mi sono piccoli".
"Non era questo che intendevo". Risposi con un certo imbarazzo.
"Oh no tesoro non dirmi che ti vedi grassa!!!".Tennaz strabuzzò gli occhi.
"Beh ho messo su qualche kilo dall'anno scorso". La cosa mi stava mettendo a disagio.
Tennaz alzò il tono,ma mantenendo un certo contegno:" Dall'anno scorso sei cresciuta di almeno 5cm e stai benissimo così,è normale mettere su peso se si cresce".
Annuii abbassando lo sguardo. Dafne intervenne:"E scusa Carol,tu stai benissimo,sei bella sia fisicamente ma anche dentro di te. L'unica cosa che ti è di difetto è il fatto che ti demoralizzi facilmente,troppo facilmente".
Tennaz aggiunse:" E poi tu sei forse più magra di me,perchè anche più bassa".
"Quanto sei alta tesoro?". Mi chiese Martina che era stata in silenzio ad ascoltare.
"1,65 credo". Risposi io.
"Tennaz è 1,69". Mi disse la signora.
"Ecco". Sbuffò Dafne."Voi fate le spilungone e io me la devo cavare con il mio metro e cinquanta".
"E tu Alex?". Dafne si rivolse al ragazzo che non ci badava minimamente e fu preso alla sprovvista:" Ha importanza?". Rispose.
"Si".
" Daccordo sono 1,80 contenta?".
"Contentissima". Sorrise Dafne. Stavo trattenendo una risatina divertita.
"Dato che nessuno vuole fare il bagno che ne dite di mangiare?".Propose il signor Coradin.
"Ottima idea". Si leccò i baffi Tennaz(NON AVEVA REALMENTE I BAFFI;SIA CHIARO). Alex partecipò abbastanza al pic-nic,della serie,fece sentire che la sua presenza c'era e si degnava di rispondere quando interpellato. Il Tempo passò. Nel pomeriggio Tennaz mi convinse a fare il bagno. Mi prestò uno dei suoi costumi dopo essere tornata a casa a prenderli. Me ne diede uno a due pezzi,verde smeraldo e molto,molto carino. lei ne mise uno blu notte con tanti brillantini che facevano pensare alle stelle del cielo.Dafne restò per un po' sulla riva a bagnarsi i piedi e poi decise di sorvolare il lago. Fece una cosa che solo le fate potevano fare. Si librò in aria,volando sulle acque e toccando con i piedi il lago. Pareva camminare sulle acque e la cosa fu davvero stupefacente. Non le lo avevo mai visto fare. Più tardi arrivò anche Alex ma mantenne certe distanze da noi. Dovevo ammettere che aveva un corpo mozzafiato. Nuotò per i fatti suoi senza degnarci. Più tardi uscimmo e la mamma Coradin ci porse degli asciugamani. Ormai il pomeriggio stava finendo.
Ad un certo punto Alex fece:" Per che ora torniamo?". Fu il padre a rispondere:" Io e tua madre pensavamo di farci un giro in serata,magari in paese ci prendiamo un gelato insieme,che ne dici?". Notavo che cercava di essere disinvolto con quel figlio che non dimostrava entusiasmo in niente. "Si,dai".Rispose lui con voce neutra. " Vi divertirete un sacco".
"Tu vieni con noi Alex d'accordo?Non credo tu abbia di meglio da fare".
"Forse invece si,papà".
"E dai Alex,da quanto è che non passiamo una serata tutti insieme?":
" Da un po' in effetti ma stasera ho altri progetti". Il suo sguardo oscuro e tetro mi fece per un momento rabbrividire. Poi mi ricordai come un flash la sera prima,il ragazzo che avevo visto non poteva essere davvero lui. Poi un barlume di vita comparve improvvisamente nei suoi occhi,leggero e quasi impercettibile.Il sole stava tramontando mentre pronunciava quelle parole:" Papà stasera devo uscire con Carol". Tennaz e Dafne in sincronia si girarono e spalancarono la bocca incredule. I loro sguardi si spostavano da me a lui ed erano pieni di domande. Credetti di arrossire. Che imbarazzo.
"Ti va ancora quella passeggiata principessa?". Disse Alex con un tono semiumano e mi fece l'occhiolino. Risposi un po' incerta:"Si certo,emmm....adesso?". Ok,nella mia voce c'era un po' di nervosismo.
"Certo". Disse lui e mi prese il braccio. Mi lasciai letteralmente trascinare da lui mentre ci allontanavamo dagli altri che penso ci tenessero gli occhi addosso. Non mi voltai a guardare,tanto ero agitata. Camminammo per un po' in silenzio,in mezzo al bosco,poi d'un tratto si fermò e mi guardò:" Forse è un po' lontano il bosco Silente. Va bene se ci fermiamo qui?. Siamo abbastanza lontani".
"Si ok,ma io non capisco.Cosa vuoi da me?"
Sorrise."Ti sento sai. In questo momento sei curiosa,spaventata e attratta da me vero?".
"Ma che dici. No aspetta,non cambiare argomento. Adesso mi spieghi cos'è questa sceneggiata". Mi allontanai da lui di qualche passo:"Dimmi che ti succede".
Lui si fece serio,triste:" E' colpa tua se ieri sera sono ceduto,se stasera ti ho dato appuntamento. C'è qualcosa dentro di me che vuole dirti tutta la verità. Ma perchè a te? Forse perchè da quando ti ho conosciuta mi sei entrata nel cuore.Ho passato diverse notti,mesi a riflettere sulla tua persona.Tu sei così comprensiva,dolce,buona con tutti.Sei diversa dagli altri,è come se tu fossi la chiave di tutto,quella che sto cercando da tempo. E sai perchè? Perchè qualche giorno fa a scuola,vedendoti entrare e passarmi vicino ho sentito il tuo profumo. Ma non emanavi solo quello.C'era qualcos'altro in te. Qualcosa che mi ha fatto provare dopo tanto un barlume minimissimo di gioia. Tu forse puoi aiutarmi.Tu forse sei la chiave".
"La chiave per cosa Alex?". Mi feci improvvisamente molto dolce nei suoi confronti. Qualunque fosse il suo problema ero intenzionata ad aiutarlo,per quanto mi fosse possibile. In fin dei conti era un adolescente come me,non era così diverso dagli altri. Lui si avvicinò cauto a me come se fossi un animaletto pronto a scappare. Con una mano mi accarezzò una guancia."Ho così paura di metterti in pericolo,tu sei umana".
"E allora?Questo cosa significa?"
"Che sei una facile preda,non conosci tutti i pericoli del mondo".
"Alex,dimmi tutto,non importa i pericoli che corro,se hai un problema è bene che lo dici a qualcuno e di me ti puoi fidare. Non puoi tenerti tutto dentro. Avanti adesso parla. Sfogati.Io sono qui,SOLO PER TE". Non so da dove mi uscissero quelle parole,dal cuore,dal profondo del cuore.
Vidi i suoi occhi brillare di gioia.
"Carol,sono così tremendo durante il giorno?".
"Perchè mi chiedi questo? Sei strano,apatico,sembra che non ti interessi niente di nessuno ma come ti vedo adesso pari un altro".
"Lo sono Carol,adesso sono un altro".
"Una volta non eri come,come ora vero?Cosa ti è successo?".
"Chi te l'ha detto Carol". Lo vidi preoccupato.
Gli risposi con tutta la dolcezza che potevo:"Tennaz mi ha detto che una volta eri diverso,più solare,ma ora sei...diverso".
Lui mi guardò dritto negli occhi:"Devi promettermi che quello che ti sto per dire non uscirà dalla tua bocca per nessuna a ragione ad alcuno".
"Te lo prometto". Gli dissi io prendendogli una mano tra le mie. Mi invitò a sedermi su un sasso,un bel masso su cui stavamo entrambi.
"Tutto è iniziato il capodanno della terza media. Viene spesso a trovarci un amico di famiglia,un certo Sean MacMiller.E' uno stregone. Quel giorno mi sono svegliato completamente apatico,senza emozioni. Sean era arrivato la sera prima. In realtà non ci ho fatto caso ma i miei vedevano che c'era qualcosa di strano in me. Quella sera ho sentito tutte le emozioni che tornavano in me,con tanta violenza. Tutto quello che non avevo potuto provare durante la giornata lo provavo ora. Ma non solo. Percepivo sulla pelle,dentro di me i sentimenti,le emozioni dei miei genitori e di mia sorella. Ed era tutto troppo forte per me. Mia sorella stava piangendo perchè il ragazzino che le piaceva aveva cambiato città a metà anno e non l'aveva salutata minimamente. Percepivo il suo dolore con una forza tremenda. Mi distruggeva l'animo,come se lo stessi provando io. I miei erano calmi,felici e sereni,ma tutti questi sentimenti contrastanti mi pesavano,troppo. E poi ho udito dell'altro.Ho udito della cattiveria e poi Sean ha bussato alla mia porta. Ho aperto in preda alle lacrime e lui è entrato chiudendosi la porta alle spalle. Mi ha detto di avermi inflitto una maledizione,che mi avrebbe impedito di provare emozioni durante il giorno,che lui le assorbiva per nutrirsi. Percepivo la sua gioia,la sua vitalità,tutto quello che mi aveva rubato durante il dì. Non disse perchè aveva scelto me ma mi minacciò che se lo avessi detto a qualcuno sarebbero stati guai seri per le persone che amavo.Mi rise in faccia con cattiveria mentre tutti quei sentimenti mi facevano piegare in due dal dolore.Ricordò di aver urlato,i miei genitori che accorrevano,lui che faceva finta di prendersi cura di me,io che stavo al suo gioco,la sua vicinanza che mi faceva solo male. Provai un po' di sollievo quando se ne andò e mi addormentai tra le lacrime.Il giorno dopo mi svegliai privo di emozioni".
"Alex". Lo abbracciai fortissimo. "Non sapevo questa cosa,troveremo una soluzione te lo prometto,troveremo un modo per liberarti,lui non può vincere".
"Mi credi,non avrei dovuto dirtelo".
"Ti credo e hai fatto bene,io non ho paura,i miei genitori erano guerrieri,sono morti lottando per una causa e io voglio essere come loro".
Lui aveva gli occhi un po' arrossati,tratteneva le lacrime. "Resta con me stanotte,per favore".
Era disperato,m'implorava.
"Si,non ti abbandonerò". Dissi con convinzione. Lo presi per mano e ci avviammo verso casa. Tennaz fu contenta di ospitarmi per un 'altra notte.Martina avertì i nonni,Dafne era andata dall'unica parente che le era rimasta,Zia Betty,che abitava in paese. Quante cose stavano succedendo e chissà quante ne sarebbero ancora capitate in futuro. Feci finta di andare a dormire nella camera di Tennaz ma quando ella si fu addormentata sgataiolai fuori per andare da Alex,che mi aspettava seduto sul suo letto. Restammo a parlare a lungo,avrei voluto continuare fino all'alba,avevo il timore che il dì lo avrebbe portato via con se,che avrebbe portato via ciò che era realmente. Alla fine anche lui cedette al sonno.Io rimasi li in una poltrona a fissarlo mentre dormiva beatamente,come un bambino. E crollai anche io. D'un tratto mi svegliai,lui mi scrollò. Lo guardai che sorrideva."Il sole sta per sorgere". Non afferrai subito il concetto ma ci misi un attimo a capire. E allora dissi:"No,non mi lasciare". Lo abbracciai,lui mi baciò sulla fronte,le braccia incatenate alle mie,il mio corpo al suo. Ed eccoli arrivare,i primi raggi."No ti prego". Le lacrime mi sgorgavano dagli occhi come un fiume."Resta con me". Gli sussurrai invano. "Stasera ci sarò,per te,ancora una volta". E questa fu l'ultima cosa che disse mentre il sole ci colpiva dall'ampia finestra. Lo colpì sulla pelle,sulle nostre pelli. E lo sentii irrigidirsi,combattere invano. Lo abbracciai più forte ma ad un certo punto fu lui a staccarsi da me,il volto ancora rigato dalle lacrime ma ora assente,apatico. "Alex".Sussurrai il suo nome. Ma i suoi occhi erano vuoti,di nuovo. Avrei aspettato la sera,per rivedere il vero Alex Coradin,ciò che gli era stato rubato.
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