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trzynaście

"Continua a spalare, non finiremo mai così sennò!" Disse una voce molto grave con tono minaccioso.
La pala conficcata nella neve tintinnava ed il suono echeggiava per tutta la foresta.
I guanti ad i miseri stracci che aveva indosso non bastavano a riscaldare quel debole corpo ridotto all'osso per la fame e lo sforzo.
Era un ometto molto carino, basso per gli standard svedesi ma questo lo faceva sembrare soltanto più dolce.
Poteva avere si e no 16 anni, come Sune.

"È il momento di fermarci, il sole sta calando ed i lupi escono dalle loro tane in cerca di prede" disse di nuovo quell'uomo feroce.
Al ragazzo spaventava di più l'idea di essere malmenato che di essere sbranato da qualche misero lupo.

I lupi.. che figure difficili da capire. La loro somiglianza ai cani è notevole o forse è il contrario. Però il loro crearsi un branco li differenzia da uno stupido cane da casa.
Loro creano i loro gruppi, un po' come succede nella vita di tutti i giorni.
Con una grossa differenza: la lealtà.
I lupi sono animali leali, che non abbandonerebbero il loro branco per nessun motivo, sacrificando la propria vita.
Che animali splendidi i lupi.
Oltre la loro lealtà e bellezza, ci sono anche credenze popolari.
L'intera storia di Roma è basata su un lupo, come anche tutti i libri sui lupi mannari.
L'eccitazione del bambino nel vedere i suoi animali preferiti era notevole ma soffusa. Se quel cretino che chiama padre lo scoprisse..

Dei piccoli gemiti si sentirono nella foresta, facendo drizzare le orecchie ad il ragazzino.
Il padre non sembrava essersene minimamente accorto, ma quegli ansimi in cerca di aria erano ben noti dal bambino.
Tutte le volte che venivano picchiati poi i polmoni reclamavano aria, provocando anche non poco dolore.
Prese a cercare la provenienza di quel suono, senza molto successo.
Finché camminando non toccò qualcosa con il piede.
Fu colto di sorpresa e balzò per aria, quasi tentato di scappare.
Ma qualche cosa lo frenava, quasi avesse il bisogno di scoprire cosa ci fosse lì.
Coraggiosamente spostò la neve con la sua pala, trovando un ragazzo della sua stessa età quasi viola per il freddo.

Si coprì la bocca per non urlare e voleva scappare. Certo che lo voleva, aveva un cadavere davanti!
Però quel corpo defunto mosse un dito.
Il panico si fece spazio nella testa del ragazzo che pensò prima di tutto ad un'orda zombie.
Poi però si diede uno schiaffo. Non esistono queste cose.. è soltanto un ragazzo bisognoso di aiuto ed in fretta.
Lo sollevò, trovandolo veramente molto leggero, e corse dal "padre" che rimase sbalordito.
"E lui chi è?"
"L'ho trovato nella neve.. aiutiamolo ti prego, sta congelando!"
Quell'uomo senza dignità guardò il corpo del ragazzino meglio, cercando di trovarci delle potenzialità.. che trovò. Era un bel ragazzo da usare.

Corsero nuovamente con le loro pale in mano.
Lo aiutarono a scaldarsi, mentre i bambini gironzolavano vicino al ragazzo addormentato.
Era un miracolo che fosse vivo e lo sapevano tutti.
Forse non proprio tutti, anche perché i piccoli credevano fosse uno zombie..
Dopotutto è la prima cosa che ti viene in mente vedendolo in quello stato.. no?

Passarono alcuni giorni dal ritrovamento di quel corpo violaceo.
Non apriva gli occhi, non faceva altro che dormire.
E quel ragazzo non voleva mollarlo, sentiva un attaccamento particolare verso Sune.
Il destino ha permesso che tutto ciò accadesse, quindi non voleva proprio fuggire da una nuova prosperità.
Ma non era quello che provava Sune in quel momento.
Anzi, nella sua testa, nel suo "sogno" c'era tutt'altro che felicità e pace.
Non riusciva a scappare dalla angoscia del buio.
Le tenebre lo avvolgevano ed ogni cosa che faceva non aveva nessun effetto.
Voleva uscire da quello stato ed i suoi occhi cominciarono a pizzicare.
Le lacrime presero a scendere copiosamente, non capendo proprio come frenarle.
Voleva aprire gli occhi, uscire da quell'incubo. Voleva tornare a camminare verso il suo futuro, verso una meta migliore.
Non voleva fermarsi in quel modo.
Battè i pugni contro il pavimento nero urlando.
Nessuno poteva sentirlo e lo sconforto lo fece accasciare a terra.
Era di nuovo solo, al buio, spaventato e soprattutto arreso.
Si, si era arreso. Non c'era niente che funzionasse. Nulla. Proprio nulla. Ma era una cosa che si sapeva, non era buono in niente neanche prima.

L'unica cosa di cui avesse ricordi positivi erano i suoi fogli.
Erano sempre pieni di parole, pieni di testi, di inchiostro nero.
C'era solo quello nella sua vita.. una penna ed un foglio.
Non potevano tradire la sua fiducia, essendo essere inanimati.
Ah come avrebbe voluto una penna in quel momento, per dare vivacità, anche con il nero, a quei fogli pallidi.
Ma prima doveva riuscire ad uscire da lì e liberarsi. E come? I ricordi riaffioravano alla mente, come se tutto quel colore cupo desse soltanto inizio a tragici momenti.
Ed è vero. Il buio non è mai una cosa buona.
Il buio ti permette di riflettere senza essere visto e quindi di poter piangere.
Però il buio ti uccide lentamente, non potendo più vedere le cose che ti rendevano felice.
E Sune, in quella stanza, stava impazzendo. Era da poco lì, 4 ore massimo e già non riusciva a leggerlo più. Senti una scossa sul petto. Una. Due. Tre. E la luce fu accecante.

Dal cupo, alla luce.
Luce bianca, candida, come le pareti.
Odore pungente di pulito. Ma non quel pulito profumato.. di disinfettante.
Dolore al braccio costante, precisamente nei polsi.
Voci stanche ma contente, piene di gioia.

Immaginava già dove fosse e pianse lacrime di felicità. Non era più in quell'incubo, senza speranza. Era riuscito ad uscire. I dottori gli chiesero se avesse dolore da qualche parte impanicati dalle lacrime.
Sune negò con la testa, ancora incapace di emettere suoni compiuti e non singhiozzi.

Ora che ha temuto la morte, non voleva finirci più in quel mondo. Ha toccato il fondo della sua anima, sgretolandola ogni momento di più in quel buio.

La morte spaventa più di qualunque altra cosa, ma è quella che va accettata. In sé non ha niente di pauroso, la vita ha un inizio ed una fine, come ogni cosa deve essere. Spaventa cosa ci sia dopo e se c'è qualcosa.

E per chi come Sune si trova a pensare che non esiste posto per lui... soltanto perché la chiesa afferma che i gay sono malati. La chiesa ha commesso troppi errori e questo ne è un altro.. e lo capirà prima o poi.

Ma per ora l'ansia dei poveri ragazzi che credono nell'amore più di tutti è dove andranno. E Sune ne fa parte. Non vuole tornare in quel mondo vuoto, senza nessuno che lo ami.
Ma non aveva capito che, lì accanto, ci fosse una persona importantissima per il suo viaggio a cui doveva veramente tutto.

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