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Capitolo 5

Pov's Remus

Dolore.

I muscoli bruciano, le articolazioni scricchiolano dolorosamente mentre cerco faticosamente di muovere i miei arti. Sono stremato, rannicchiato sporco e ferito alle radici di una grande quercia secolare. Il sangue secco ricopre le ferite che mi sono procurato. Ma non fanno male, o per lo meno non tanto quanto il mio cuore dilaniato dal dolore e dalla rabbia feroce che mi corrode le viscere.

Voglio vendetta.

Voglio giustizia, quella fatta a modo mio. Perché sarebbe potuto andare diversamente se solamente Carramell e buona parte del mondo magico avessero avuto il coraggio di affrontare la realtà dei fatti piuttosto che nascondersi come dei codardi, condannando chi cercava di urlare al mondo la verità.

Il mio istinto animale sta prendendo il sopravvento sul mio lato umano e io sono stanco di reprimerlo, sono stanco di seguire dei piani e degli schemi infruttuosi che continuano a far morire gli innocenti.

Ho sete di sangue, adesso più che mai. Sirius è morto, non c'è più, ucciso dalla follia di Bellatrix e adesso mi ritrovo completamente solo, accecato dalla rabbia e dal dolore, costretto a convivere con i miei demoni, quelli più oscuri e spaventosi che si annidano in me stesso fin da quel maledetto giorno di ormai tanti anni fa quando sono diventato un lupo mannaro, quando la mia vita è stata macchiata e rovinata irreparabilmente. Quando sono diventato un mostro, una maledetta bestia infetta ed assetata di sangue umano.

Ripenso con amarezza al passato, ai migliori anni della mia vita, al fianco di James e Sirius, i malandrini. E anche al fianco di quel traditore di Peter. Al tempo era nostro amico, eravamo una squadra, una famiglia che si sosteneva sempre, nel bene e nel male. Ma lui ha distrutto tutto, ha tradito la nostra famiglia, ha venduto James e Lily a Voldemort e da quel trentuno ottobre del 1991 ogni cosa ha perso senso di esistere. Ho convissuto nel dolore per la loro perdita, convinto che Sirius fosse un traditore e che Peter fosse un'altra delle tante ed ingiuste vittime. Ho passato tredici anni nella solitudine e nel dolore, nella povertà e nella miseria finché non sono tornato ad Hogwarts, finché non ho scoperto la verità ritrovando felpato. Una scintilla, un barlume di speranza si era riaccesa in me, ma è durato tutto troppo poco. E mi odio per aver dubitato di Sirius, della sua fedeltà e della sua amicizia. L'ho abbandonato a sé stesso, ai dissennatori, costretto a vivere nel dolore e nel rimorso per la perdita del suo migliore amico, di suo fratello. Lui non l'avrebbe mai tradito...Avrebbe sacrificato la sua stessa vita pur di sapere al sicuro quella di James e della sua famiglia. E io mi sono macchiato dell'imperdonabile colpa di non avergli creduto. L'ho tradito, abbandonandolo a sé stesso quando avrebbe avuto più bisogno che mai di un sostegno, di qualcuno che gli credesse e che lo aiutasse. E quel qualcuno sarei dovuto essere io, l'unica persona che gli era rimasta. Ma non ci sono stato e forse questa è la punizione che mi spetta e che merito. Essermi illuso di poter avere una seconda possibilità per poi perderla di nuovo, questa volta per sempre.

Ma anche se me lo meritassi, giustizia deve essere fatta e d'ora in avanti agirò a modo mio. Non ho intenzione di sottostare a piani inutili. Non mi interessa più della mia vita, succeda quello che succeda, io devo agire. Ma prima, devo capire cos'è realmente successo. Devo scoprire dove si trova Sirius, il suo corpo, la sua anima, qualsiasi cosa esso sia diventato. Non può essere scomparso nel nulla, non voglio arrendermi all'idea che di lui non sia rimasto più niente. Lo devo a lui, ma lo devo anche a Lily e James e, soprattutto, lo devo ad Harry.

Sirius merita una sepoltura per far si che possa riposare in pace. James mi crucerebbe con le sue stesse mani se sapesse che non ho fatto il possibile e anche l'impossibile per seppellire suo fratello e a questo pensiero sorrido amaramente, chiedendomi improvvisamente se si saranno ritrovati, se finalmente felpato e ramoso sono realmente tornati a correre insieme. I loro volti mi tornano in mente, il cuore mi batte più velocemente e, con estrema malinconia, mi trovo ad assaporare l'idea di poterli raggiungere. Vorrei poterli rivedere e abbracciare almeno un'ultima volta, dirgli quanto gli voglio bene e quanto io gli sia grato per non avermi lasciato solo quando stavo per crollare. Quando nessun altro mi avrebbe mai voluto al suo fianco. E quanto mi dispiaccia non essere stato in grado di fare di più, per non essere stato un buon amico tanto quanto loro. Ma vorrei anche dirgli che voglio provare almeno in parte a riscattarmi, vendicando le loro morti e vegliando su chi è rimasto e sta combattendo da quando è nato.

Per questo non posso arrendermi proprio adesso...Perché una ragione per combattere ancora ce l'ho, ed è Harry. Io non sarò mai James né tanto meno Sirius, ma lui è tutto ciò che mi resta su questa terra che mi colleghi a loro e il mio compito d'ora in avanti sarà quello di proteggerlo. Lo devo ai miei migliori amici, a lui e anche a me stesso perché voglio davvero bene a quel ragazzo. Merita la verità e merita di poter dare giustizia ai suoi genitori e al suo padrino.

Giustizia. È tutto ciò che desidero. Sono disposto a portare sulle spalle la mia condanna, il mio dolore, finché avrò vita e il fuoco della sete di vendetta e giustizia sarà ciò che mi spingerà ad andare avanti. E il primo passo sarà quello di vedere Bellatrix Lastrange morta. Non so come, non so quando, ma quello deve essere il primo dei tanti passi che ho in mente di fare. E sarò io ad ucciderla...Costi quello che costi. 

I miei migliori amici non vorrebbero sapermi un assassino, e nemmeno Harry sicuramente, lo so. Ma devo aggrapparmi a degli obiettivi per andare avanti...E la vendetta e la sete di giustizia sono i punti di forza ideali.

Per James e Lily.

Per Sirius.

Per Harry.

Mi si chiudono gli occhi, sono stanco, debole e provato. Adesso non sono più un  pericolo...Mi posso lasciare andare all'incoscienza ancora per un po'. Le fronde degli alberi e l'odore acre della terra umida sono le ultime cose che vedo e che sento prima di cadere nell'oblio.

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"Remus, mio caro ragazzo. Ti stai lasciando divorare dalla rabbia e dall'odio." Sospira Albus tristemente, guardandomi con il suo penetrante sguardo azzurro. E mi sembra di essere tornato ai tempi della scuola, quando ancora ero uno studente felice e spensierato. Ma purtroppo quei tempi sono scomparsi da tempo ormai, anche se Silente sembra non essere cambiato di una virgola. Eppure sembra più stanco, più vecchio e più fragile. Accigliato noto una strana ferita ricoprirgli la mano sinistra, ma non faccio in tempo ad osservarla meglio che prontamente la nasconde sotto la manica.

"È tutto ciò che mi resta Albus. Ho perso tutto...L'odio e la rabbia sono ciò che mi spingono ad andare avanti. Combatterò finché non avrò dato giustizia ai miei amici. E se sono qua è perché voglio intanto capire cos'è successo a Sirius." Mormoro prontamente, cercando di non farmi distrarre dallo sguardo penetrante del mio ex preside. Non voglio che mi convinca in qualche modo a demordere, a lasciar perdere, a cambiare idea. Adesso io voglio solamente agire ma prima di farlo, ho bisogno di capire.

"Remus, siamo tutti profondamente provati ed addolorati per la morte di Sirius. Ma dobbiamo reagire, perché ormai siamo in guerra aperta, Harry avrà bisogno del sostegno dell'ordine e tu sei l'unica figura adulta che gli resta che gli possa indicare la strada. Non è saggio agire di testa tua." La voce grave di Silente mi fa corrugare le sopracciglia marcate da profonde cicatrici.

"Cosa significa Albus? Nessuno meglio di te può dare delle dritte ad Harry. Io non potrò mai sostituire la figura di James e Sirius...E tanto meno la tua. Voglio che sia al sicuro ovviamente, ma voglio combattere proprio per potergli dare delle risposte e per rendere giustizia a James e Lily, a Sirius, a Frank e Alice, a Marlene e alla sua famiglia, così come a Mary e a tutti i membri dell'ordine caduti in battaglia e agli innocenti uccisi in giro per il mondo da quei criminali. Ho seppellito tutte le persone alle quali volevo più bene, Albus. Sono rimasto solo, senza niente. E questa adesso è la mia battaglia. Io voglio sapere cos'è successo a Sirius, devo scoprire che fine abbia fatto il suo corpo perché, se possibile, voglio almeno dargli una degna sepoltura...Magari vicino a James e Lily." La mia voce era partita battagliera, forte e sicura di sé, ma il peso delle parole l'hanno ridotta ad un sussurro, mentre il groppo che porto in gola si è ingigantito al punto di soffocarmi. Il preside mi guarda in silenzio, compassionevole. E mi sento patetico, terribilmente patetico e più solo che mai. I miei amici sono morti da eroi e io sto piagnucolando, cercando quella giustizia che in realtà non sarebbe altro che la mia vendetta personale.

"La guerra ci ha tolto tanto, mio caro ragazzo. Ma dovremmo affrontare il dolore stringendoci con cura a ciò che ci è rimasto.  Adesso più che mai dobbiamo restare uniti.Tormentarci con il passato non è una scelta saggia. Ma è anche vero che adesso sei un uomo adulto, non più un mio studente e se vuoi rivedere ciò che è successo nell'ufficio misteri non te lo posso e non te lo voglio impedire. È un tuo diritto...Puoi tenere il pensatoio per quanto tempo ti sarà necessario. Anche se ti chiedo gentilmente di averne cura, visto che mi è molto caro. Inoltre quest'anno mi sarà utile, quindi se ti sarà possibile cerca di farmelo riavere per l'inizio dell'anno scolastico." Mi risponde Silente, con voce pacata, mentre il mio cuore perde un battito.

"Grazie Albus, grazie di cuore! Tu sai niente riguardo all'arco in cui è scomparso Sirius?" Mi affretto a ringraziarlo, mentre sento il cuore tornare a battere per l'emozione. Sarà doloroso rivedere quella scena atroce, ma non tutto è perduto e forse c'è ancora qualcosa che posso fare. Questa volta devo essere io l'eroe, quello forte e coraggioso.

"L'ufficio misteri nasconde un'infinità di segreti Remus. Ho sentito dire che è un portale che collega i due mondi. Quello dei vivi a quello dei morti. Dietro quel velo si nascondono, in uno spazio a noi sconosciuto, le anime dei defunti. Ma loro non possono tornare e un vivo non vi può accedere. Per questo, Remus, ti sto chiedendo di non crearti false illusioni. Devi accettare che Sirius se n'è andato. Prima lo farai, prima riuscirai ad elaborare il lutto."  Ma il mio cervello ha iniziato a lavorare febbrilmente e ho assolutamente bisogno di trovare più informazioni. Anche Silente potrebbe sbagliare, nemmeno lui può avere la pretesa di conoscere ogni cosa. Forse è possibile entrare e salvare un'anima...Forse Sirius vi è solamente caduto dentro e vi è rimasto intrappolato. Al pensiero mi si stringe dolorosamente il petto. Se così fosse, cosa gli sarà successo? Sono passate settimane e se non lo avesse ucciso Bellatrix, potrebbe nel frattempo essere morto per mancanza di cibo, acqua, ossigeno o chissà cos'altro. Non ho idea di cosa possa nascondere il regno delle anime ma devo scoprirlo e, soprattutto, prima devo capire e analizzare cosa gli è successo. È stato tutto troppo veloce. Ho sentito la maledizione mentre ero girato di spalle, ho visto il bagliore verde e, quando mi sono girato, ho fatto in tempo a vedere Sirius che attraversava il velo. Ma non ho avuto modo di vedere se la maledizione l'ha affettivamente colpito. Subito dopo ho dovuto fare il possibile per trattenere Harry.

"Per il primo settembre il pensatoio tornerà a te, Albus. Adesso devo proprio andare...Ho bisogno di concentrarmi. Posso chiederti un ultimo favore?" Gli chiedo con il cuore in gola, mentre silente mi guarda con uno sguardo profondo e penetrante.

"Tutto ciò che vuoi, Remus." Mi risponde dolcemente, comprensivo forse?

"Se mi potesse essere utile, mi concederesti il permesso di sfruttare la biblioteca? Adesso che siamo in estate e gli studenti non ci sono sarebbe più facile per me entrare e uscire indisturbato." La biblioteca di Hogwarts è così vasta e aggiornata che non basterebbe una vita per entrare a conoscenza di tutte le preziose informazioni che potrebbe fornire a un singolo essere umano. Se scoprissi qualcosa di particolare sono quasi certo che potrei trovare delle informazioni utili al mio caso.

"Ma certo, Remus. Hogwarts è anche casa tua e a proposito...Perché non torni? Harry ne sarebbe felicissimo e una protezione in più gli farebbe bene." La sua proposta mi lascia profondamente colpito. L'idea di tornare non mi dispiacerebbe, ovviamente. Riuscire a guadagnare un buono stipendio ogni mese mi sarebbe molto comodo, visto che i miei risparmi sono pochi e trovare lavoro altrove, soprattutto di questi tempi, non mi è facile. Ma poi ripenso al terzo anno e scuoto il capo, desolato.

"Grazie Albus, ma dopo che tutti hanno scoperto la mia vera natura, non posso tornare. Tanti sarebbero spaventati da me e tanti altri genitori non sarebbero d'accordo. Purtroppo le persone non dimenticano e comunque...Quello che è successo quella notte, ha dimostrato che potrei essere un grave pericolo per gli studenti del castello." Mormoro piano, abbassando lo sguardo. Quella è un'altra di quelle notti che non dimenticherò mai. La prima volta che ho rivisto Sirius, il momento in cui ho scoperto la verità ma, purtroppo, anche la mia trasformazione improvvisa. Senza la pozione antilupo sono un mostro a tutti gli effetti. Da solo non sono in grado di prepararla e ovviamente Severus non è più benevolo nei miei confronti da venirmi a cercare a casa ogni mese per portarmela.

"È stato un incidente che fortunatamente si è risolto nel migliore dei modi. Inutile incolpare te stesso Remus. Non è colpa tua." Mi giustifica con affetto, facendomi sentire un bambino in cerca di conforto. Non voglio suscitare la compassione delle persone.

"Ho quasi sbranato i ragazzi e ucciso Sirius, Albus. Non è il caso che torni qua. Sono più utile all'ordine come spia, che al castello come professore." Rispondo deciso della mia scelta. Albus annuisce piano, sospirando profondamente.

"Immaginavo che avresti risposto così. Così come sapevo che saresti arrivato e che sarebbe servito a ben poco provare a dissuaderti. Ma almeno ci ho provato. Ma siccome voglio renderti le cose più facili, insieme al pensatoio voglio darti una scorta di pozione anti lupo preparata con le mie stesse mani. Non penso che ci sia bisogno di spiegarti come utilizzarla. Sappi, che se vuoi, l'offerta resta sempre valida." Mi risponde con un sorriso gioviale, mentre appella il grande bacile in pietra insieme a un cofanetto di legno dall'aspetto parecchio pesante.

"Albus...Io...Grazie. È molto più di quanto potessi anche solo desiderare." Gli rispondo con la voce rotta per l'emozione e al tempo stesso gratitudine. Silente ha un gran cuore e io mi sento veramente in debito nei suoi confronti.

"È il minimo che posso fare per te, in realtà. Cerca di avere cura di te stesso e non esitare a venire qua se hai bisogno per qualsiasi cosa." Mi risponde con fare paterno, mentre io annuisco mestamente. So che le mie intenzioni vanno contro il buon animo del mio ex preside, del mio mentore, dell'uomo più saggio e meraviglioso che abbia mai conosciuto in vita mia. E so che probabilmente dovrei dargli ascolto, perché sarebbe la cosa più giusta da fare. Ma questa volta non posso, perché il mio istinto mi suggerisce di seguire un'altra strada e per una volta voglio arrivare fino in fondo.

Dieci minuti dopo cammino lentamente per i corridoi del castello, con il cuore stretto in una morsa dolorosa. Quando tornai qua, ad insegnare, fu l'anno più felice e al tempo stesso più doloroso della mia vita. Ero così felice di essere tornato tra queste antiche mura così sicure e confortanti che erano state la mia casa per tutta la mia adolescenza, il periodo più felice e spensierato della mia misera esistenza. Ma al tempo stesso era stata una tortura convivere ogni giorno con i ricordi del passato. Ogni angolo di questo castello mi fa tornare in mente tutti i momenti più belli vissuti con i malandrini. Tutti i piani più spericolati che abbiamo escogitato per le bravate più pazze. I nostri nascondigli preferiti, le voci di James e Sirius che battibeccavano già di prima mattina. Queste mura sono intrise di ricordi e se potessero rispondere alle mie domande, sono certo che mi farebbero rivivere ogni istante come se fossi tornato indietro di vent'anni. Ma con un profondo brivido che mi scuote la spina dorsale mi ricordo immediatamente del pensatoio che Silente mi ha gentilmente dato in prestito. Con questo antico e magico cimelio posso rivivere ogni ricordo che preferisco...Ma se mi addentrassi nei ricordi, poi sarei in grado di uscirne?

L'umile dimora dove vivo è tutta l'eredità che mi ha lasciato mio padre. Una stanza di medie dimensioni che utilizzo come cucina e piccolo salotto, due camere da letto una delle quali adesso utilizzo come studio e ripostiglio e un piccolo bagnetto con l'indispensabile. La mobilia è quale e tale a quella che c'era fin da quando ero bambino. Ogni angolo mi ricorda la mia infanzia, quanto meno quella a seguito della mia trasformazione. Prima che venissi morso eravamo una famiglia rispettabile, non ricca ma comunque in grado di poterci permettere un buon tenore di vita. Avevamo una bella casetta, bei vestiti, per me sempre nuovi giocattoli e diversi amici che ci facevano regolarmente visita e viceversa. Ma quando fui morso, tutta la nostra vita cambiò, ricordo con profonda tristezza. La voce si sparse velocemente, la gente aveva paura di noi, mio padre perse il lavoro e noi fummo costretti a cercare casa altrove, possibilmente nelle campagne isolate o su per i monti, dove io sarei potuto restare nascosto e non sarei stato un pericolo per nessuno. I miei genitori mi amavano anche se ero diventato un mostro, ma fui ugualmente costretto a vivere in solitudine perché quando ci spostammo i miei genitori decisero di non rivelare che ero un lupo mannaro. Mio padre non avrebbe nuovamente trovato lavoro per i pregiudizi delle persone e noi saremmo stati costretti a vivere di elemosina, visto che mio padre dovette accontentarsi di umili lavori per poter portare a casa lo stretto necessario. Crebbi senza poter frequentare gli altri bambini, per evitare di correre il rischio che mi sfuggisse la mia vera identità e quando si avvicinò l'età di andare ad Hogwarts, nessuno, nemmeno io credevo che avrei mai potuto frequentare la scuola. Finché, ancora una volta, non fu Silente a presentarsi alla nostra porta e a trovare una soluzione per me. 

Gli devo tutto, penso con affetto mentre stancamente mi siedo sul vecchio e logoro divano. Forse non lo sto gratificando con i piani che ho in mente, ma questa volta devo staccarmi dal buon cuore di Albus. Purtroppo non sempre l'amore e la speranza sono la soluzione ad ogni problema. Forse anche Silente a volte può sbagliare. Dopo tutto, nemmeno lui è invincibile. Pur quanto sia il mago più potente che abbia mai conosciuto, negli anni l'ho visto invecchiare parecchio e anche se tremo al solo pensiero, mi chiedo per quanto ancora potrà vivere. Nessuno è immortale...A meno che non si faccia ricorso alla magia oscura. Con un colpo di bacchetta faccio tornare il pensatoio a dimensioni normali e lo faccio lievitare in mezzo alla stanza. Un bagliore argenteo si sprigiona dall'interno del bacile, attirandomi come le api sul miele. Ma la stanchezza è così feroce da farmi desiderare di riposare i miei arti stanchi ancora per qualche ora. Ogni trasformazione è debilitante e mi devo ancora rimettere in sesto e devo essere in forma per affrontare quello che ho in mente di fare. Mi lascio quindi cadere sul divano senza nemmeno togliere le scarpe ormai logore e nell'arco di pochi minuti crollo tra le braccia di Morfeo. 

Quando mi risveglio ricordo che i miei sogni sono stati agitati, popolati da forme e luci indistinte che si scontravano tra di loro, mentre voci che non riuscivo a distinguere mi rimbombavano nella testa, rendendomi consapevole che dovrò prendere un po' di pozione soporifera prima di andare a letto, se voglio evitare di stare come uno straccio e riuscire a star dietro ai miei piani e a quelli dell'ordine. Adesso che il mondo magico ha dovuto riconoscere il ritorno di Voldemort, molte cose sono cambiate. Con un sospiro tetro mi chiedo come andrà a finire questa storia, quante perdite avremo questa volta, se potrò essere io una delle prossime vittime. Del primo ordine della fenice è rimasto ben poco adesso che anche Sirius...Scaccio il pensiero, stringendo forte i pugni mentre sento le unghie conficcarsi nella carne. Non ci devo pensare, sono andato alla ricerca del pensatoio proprio per questo, per capire cos'è successo e se c'è ancora qualcosa che posso fare. Stiracchiandomi lentamente mi alzo, deciso a farmi una doccia rigenerante prima di mangiare un boccone veloce. Ho perso tempo prezioso e la mia impazienza inizia ad essere scalpitante.

Nudo, di fronte allo specchio del bagno, faccio una smorfia di disgusto di fronte al mio aspetto devastato. Lividi e ferite varie ricoprono ancora ampi spazi del mio corpo magro e segnato dalle innumerevoli e dolorose trasformazioni. Il mio volto è pallido, stanco e a sua volta segnato dall'ultimo scontro che ho avuto con me stesso. La fortuna vuole che non veda Molly da prima della luna piena e sarà meglio che ancora per qualche giorno eviti di farle visita. Non sopporta di vedermi in questo stato pietoso e sciupato, ma onestamente l'aspetto fisico è l'ultimo dei miei problemi. L'acqua calda e il sapone portano via lo sporco e il sangue incrostato, ridandomi un po' di vitalità. In un angolo del bagno, grazie alla magia, i miei abiti si stanno lavando per essere pronti ad essere indossati il prima possibile e quando esco, con un colpo di bacchetta lasciata appoggiata sopra il lavandino, li asciugo velocemente. Saranno anche vecchi e logori in più punti, ma quanto meno adesso profumano di pulito. Pima di rivestirmi, con una smorfia di dolore recupero una boccetta di essenza di dittamo dal mobiletto e con delle garze pulite lo passo sopra le ferite più profonde per aiutare la guarigione. Nonostante sia uno dei miei fedeli alleati dopo le trasformazioni, non mi sono ancora abituato all'intenso bruciore che mi infiamma la pelle in ogni millimetro martoriato e penso che a questo punto non mi abituerò mai. Ma d'altronde è il metodo più veloce per rimettermi in sesto insieme ad altre pozioni ricostituenti che tengo nel mio studio. Con un altro moto di gratitudine ripenso alla scorta di pozione antilupo che mi ha fornito Albus e so che in questo modo i prossimi mesi saranno per me molto più sopportabili.

Dopo aver mangiato il piatto di zuppa sono finalmente pronto ad affrontare il mio tomento più grande. Ammetto che adesso ho paura, una paura che non ho mai provato prima. Non so cosa mi aspetti di trovare in quel ricordo, ma penso di poter associare la mia paura al dolore della delusione. Forse desidero solamente sentirmi utile, avere una missione mia da portare avanti per affrontare il dolore. Ma se dovessi vedere Sirius morire davvero e attraversare quel maledetto arco? Se mi rendessi conto che è realmente tutto finito? Non riesco ad accettare di aver perso anche lui, mi sto stupidamente convincendo che forse Sirius non è morto, ma se anche ci fosse una possibilità su un milione, non avrei nemmeno uno straccio di piano da cui iniziare ad agire. Chiudo gli occhi, mi concentro intensamente e dopo aver puntato la bacchetta alla mia tempia ne estraggo un lungo filo argenteo che lascio cadere all'interno del bacile. La sostanza al suo interno vortica velocemente e io deglutisco una grossa quantità di saliva mentre rivoli di sudore freddo mi scendono lungo la schiena.

"Sono pronto..." Sussurro a me stesso, senza esserne del tutto convinto. Mi avvicino sempre di più al bordo del bacile finché con la punta del naso non tocco la superficie argentea e con un forte strappo all'ombelico mi sento trascinare verso il fondo. Cado nel nulla mentre scorci di ricordi mi appaiono davanti agli occhi finché, malamente, non cado nella cucina di Grimmald place.

"IO TI AMMAZZO LURIDO TRADITORE, DIMMI DOV'E'!" Sta urlando Sirius fuori di sé rivolto a Kreacher compiaciuto e al tempo stesso combattuto, mentre noi membri dell'ordine siamo tutti stipati nella cucina, estremamente preoccupati, dopo il richiamo urgente di Sirius. In realtà ci ha prima contattati Piton, che a sua volta aveva rintracciato Albus che a quel punto si era messo in contatto con Sirius che per concludere aveva convocato me e gli altri membri ancora ignari di tutto.

"Andato." Sputa a fatica l'elfo, grugnendo disgustato. Sta palesemente cercando di opporsi alla richiesta di Sirius, ma essendo il suo padrone ufficiale non gli è possibile.

"ANDATO DOVE?" Ulula Sirius, afferrandolo per la veste straccia e scuotendolo con forza. Ha gli occhi iniettati di rosso e l'espressione stravolta e terrorizzata allo stesso tempo. In quel preciso istante sembrava davvero un folle, come se la follia dovuta alla reclusione ad Azkaban stesse salendo a galla a scoppio ritardato.

"Ufficio misteri." Sibila l'elfo rancoroso, guardando con odio e disprezzo il padrone, che ringhia ferocemente, mentre tutti noi sbarriamo gli occhi, increduli.

"PERCHE'? TI CONVIENE PARLARE, O GIURO CHE TI STACCO LA TESTA CON LE MIE STESSE MANI, CENTIMETRO PER CENTIMETRO, FINCHE' NON PARLI. LURIDO BASTARDO, TI AVREI DOVUTO UCCIDERE UNA VOLTA RIMESSO PIEDE QUA DENTRO." Gli urla contro con tanta ferocia da farlo tremare, nonostante il palese disgusto.

"Lo sciocco ragazzo e i suoi sciocchi amici sono convinti che lui ti abbia preso per convincere il ragazzo a raggiungerlo dove si nasconde ciò che l'oscuro signore desidera. Ma in realtà è tutta una trappola. E' stato facile ingannare quello sciocco, quando è apparso qua con la metropolvere. Era talmente preoccupato per la tua sorte che è bastato poco per fargli credere che tu fossi stato realmente rapito. Non è intelligente come voi credete." Risponde con voce atona, mentre Sirius impallidisce per l'ira e l'incredulità.

"Maledetto figlio di..." Sussurra in preda a uno spasmo di collera feroce, mentre dalla sua bacchetta partono scintille rosse.

"Felpato, non c'è tempo da perdere! Il ragazzo questa volta l'ha combinata grossa!" Ringhia Moody, facendoci sobbalzare tutti quanti.

"La padroncina buona non sarà affatto felice...Ma Kreacher non aveva scelta. Kreacher lo odia, ma non poteva fare altrimenti." Piagnucola tra sé e sé.

"Di chi stai parlando..." Sussurra Sirius atterrito, guardando Kreacher come se fosse la più disgustosa delle creature. E per la prima volta ammetto di provare orrore pure io. Com'è possibile che un elfo domestico, solitamente docile e ubbidente al padrone a costo della vita, abbia trovato una scappatoia per tradirlo in modo tanto subdolo senza nemmeno punirsi?

"Di Bellatrix." Mormora a denti stretti, mentre tutti noi sussultiamo. Rabbrividisco al ricordo di quella donna orribile e mi tornano in mente con angoscia i volti di Frank e Alice e di ciò a cui li ha condannati per il resto della loro misera vita. Per non parlare di tutti gli altri scempi che ha commesso a sangue freddo e penso che a livello di follia e crudeltà sia alla pari di Voldemort stesso e temo che dopo la lunga reclusione ad Azkaban la sua indole folle e la sua sete di sangue si siano acuiti ancora di più.

"Giuro che se succede qualcosa ad Harry, ti faccio a brandelli pezzo per pezzo finché non mi implorerai di ucciderti e a quel punto ti lascerò crepare di stenti. Sempre che non decida di farlo ugualmente." Sussurra Sirius con odio, tirando un poderoso calcio nello stomaco all'elfo che vola dall'altra parte della stanza cozzando malamente contro il camino.

"Dobbiamo andare, presto! Non c'è un secondo da perdere. Harry a quest'ora sarà già là, loro potrebbero essere già là!" Grida in preda al panico.

"Aspetta Sirius, tu non puoi correre il rischio di farti vedere! Se ti catturano tornerai ad Azkban e verrai sottoposto al bacio dei dissennatori." Vedo me stesso afferrarlo saldamente per un braccio, con la fronte aggrottata per l'ansia e imperlata di sudore freddo. A quella scena mi si contorce lo stomaco dolorosamente. Mi sarei dovuto opporre ad ogni costo, ignorare le sue parole. Non partecipava ad un duello da troppo tempo inoltre era troppo emotivamente coinvolto...Se solo non mi fossi arreso così facilmente forse Sirius sarebbe ancora vivo.

"MEGLIO QUELLA FINE CHE LASCIARE CHE IL MIO FIGLIOCCIO RISCHI LA VITA PER ME, DA SOLO! E' TUTTA COLPA MIA SE SI TROVA IN QUEL MALEDETTO POSTO! FORSE SPAVENTATO, FORSE FERITO O ANCORA PEGGIO!" Mi grida contro, liberandosi con uno strattone.

"Dannazione, vediamo di muoverci. Sei grande adulto e vaccinato, Black. Fai come meglio credi, dobbiamo andare a recuperare quegli screanzati." Tuona Malocchio, mentre guardo me stesso arrendermi miseramente. Perché non l'ho schiantato pur di non farlo partecipare? Perché nessuno ha preso le mie parti? Adesso sarebbe ancora qua! Non riesco a smettere di ripetermelo, mentre mi maledico secondo dopo secondo. 

Il ricordo cambia, ci troviamo direttamente nell'atrio principale del ministero della magia, tutti raggruppati vicini e bacchette pronte alla mano.

"Allora, teste dure, vediamo di collaborare senza agire in modo impulsivo. Serve vigilanza costante! Ci siamo intesi?" Ringhia Malocchio, lanciando uno sguardo penetrante a Sirius.

"Vogliamo andare?" Sbotta proprio felpato, fremendo per l'ansia e l'impazienza. Il me del passato lo guarda preoccupato, aggrottando le sopracciglia.

"Ti prego Sir', fai attenzione. Non partecipi a un duello da tanto tempo." Gli dico ansioso, mentre sento tutt'ora lo stomaco contrarsi. Come vorrei fosse possibile afferrarlo per un braccio, adesso, e portarlo via da lì vivo e vegeto.

"Adiamo moony, non fare la vecchia mamma chioccia! Sono arrugginito, ma per salvare Harry e i ragazzi potrei battermi anche con Voldemort. Se qualcuno ha torto anche un solo capello al ragazzo, lo ammazzo a mani nude." Mi ribatte scocciato. Dietro la paura per la sorte di Harry leggo l'antica eccitazione per il desiderio di mettersi in gioco, di dare il meglio di sé. Ma questa volta, purtroppo, il destino è stato cattivo e la sorte gli si è ritorta contro. Anche se io sono qua come spettatore esterno per cercare di ricostruire quanto accaduto e forse cambiare il passato.

"Siamo sicuri che i ragazzi si trovino nell'ufficio misteri? l'elfo potrebbe aver mentito." Puntualizza Thonks, poco più avanti rispetto a me mentre corriamo come dei forsennati verso la nostra destinazione.

"Il piccolo sacco di pulci risponde ancora a Sirius. Non può mentire al suo padrone ufficiale, che gli piaccia oppure no. Se i ragazzi si trovano ancora al ministero, è là dentro che li dobbiamo cercare." Ringhia Alastor in risposta.

"C'è il rischio che se ne possano essere andati o che li abbiano...Li abbiano rapiti?" Chiede Sirius, mentre un lampo di terrore gli attraversa lo sguardo. Maledetto me...C'erano tutti i segnali. Sirius non sarebbe dovuto venire, non avrebbe dovuto combattere. Era troppo preoccupato per Harry per potersi concentrare anche sulla battaglia, sulla sua vita.

"No, conoscendo quelle teste calde, sono ancora tutti là dentro. Probabilmente staranno già combattendo." Brontola Alastor, mentre l'occhio magico si muove come una trottola impazzita osservando in ogni direzione.

"Santo cielo, sono solamente dei ragazzi. Riusciranno a tenergli testa? Dobbiamo muoverci." Sussurra Thonks preoccupata.

"Ah, quei pivelli sono tosti e Potter ha una fortuna sfacciata. Non mi meraviglierei se trovassimo i mangiamorte già legati come dei salami l'uno con l'altro." Le risponde burbero, mentre finalmente arriviamo agli ascensori e ci catapultiamo dentro nel vero senso della parola.

"Quel posto è un labirinto." Mormora Thonks, mentre sfrecciamo velocemente verso il basso.

"Diciamo che questo occhiaccio la sua utilità ce l'ha." Le risponde severo, mentre scendiamo in silenzio, con i cuori che ci martellano nel petto e le bacchette pronte all'azione. Continuo a guardare la scena, mentre sento gli occhi pizzicare per la rabbia, la frustrazione e soprattutto l'impotenza. Devo informarmi a riguardo...Chissà che non sia realmente possibile poter cambiare il passato attraverso i ricordi. So che spero troppo nella fortuna e se Albus lo sapesse perché mai non me lo avrebbe detto? Perché non avrebbe pensato lui stesso ad intervenire? E se fosse possibile... Allora...Allora sarebbe possibile tornare molto più indietro e salvare anche....James e LIly. Il cuore mi esplode nel petto, ma prendo un respiro profondo perché mi rendo conto che adesso sto farneticando fin troppo. James e Lily sono morti...E su questo non ci si può fare niente. Mentre Sirius non lo so...Forse non tutto è perduto. Non c'è un corpo, non c'è una prova reale della sua morte. Devo essere razionale, non mi posso allargare troppo ed illudermi più di quanto forse non stia già facendo. So che le mie sono tutte supposizioni, niente mi garantisce che ci sia una speranza per Sirius eppure mi ci sto aggrappando con tutte le mie ultime forze, perché il mio istinto forse da lupo, forse da malandrino, forse entrambi, mi suggerisce di andare fino in fondo, di non arrendermi. E chi sono io per non dare ascolto all'istinto?

"Tu Lupin tieni in allerta i tuoi sensi da lupo, potrebbero esserci utili." Mi intima Alastor del passato.

"Deve fiutarli?" Chiede Thonks perplessa, mentre vedo me stesso rivolgerle un mezzo sorriso divertito e affettuoso al tempo stesso. È una ragazza molto carina, sicuramente interessante e ho notato da parte sua un interesse particolare. Ma mentre vedo il me stesso del passato scuotere la testa, la scuoto anche adesso. Non ho tempo per pensare a queste cose e inoltre, Thonks è poco più che una ragazzina. Io sono troppo vecchio, povero e pericoloso per inoltrarmi in sentimenti che non devo nemmeno prendere in considerazione. Come posso pretendere di condannare una donna a una vita di miseria ed esclusione? Quale donna sana di mente amerebbe una bestia come me a tal punto da sacrificare la sua intera esistenza? Nessuna. Figuriamoci quindi una ragazza giovane, bella e con una vita davanti come Thonks.

"Non avere queste uscite stupide, Ninfadora." La rimbecca Alastor.

"Quante volte ti ho detto di non chiamarmi Ninfadora?" Abbaia lei di rimando, mentre i capelli biondi le si tingono di rosso come la lava di un vulcano.

"Avete finito di fare salotto? Oppure desiderate latte e biscotti per accompagnare? No, sapete, nel caso ve ne foste dimenticati ci sono dei ragazzini in pericolo di vita!" Ulula Sirius dal canto suo.

"Muoviamoci allora, camminare. Si entra da quella porta là un fondo." Borbotta l'ex auror, mentre ci sbrighiamo a raggiungerla. Entriamo tutti quanti, ritrovandoci in una stanza circolare semibuia. Le uniche fonti di luce sono delle fiammelle azzurre e delle grosse x rosse incise su alcune delle porte che ci circondano, nonché una dozzina. Adesso, ritrovandomi di nuovo qua, mi perdo maggiormente nei dettagli.

"Bingo! Ci scommetto l'occhio magico che questa é una delle trovate della Granger per non perdersi. " Borbotta ancora Alastor, guardandosi attorno attentamente mentre con uno scossone il pavimento sotto ai nostri piedi inizia a girare.

"E quindi noi come li troviamo?" Chiede Thonks, bacchetta alla mano e sguardo vigile. E' la più giovane e la meno esperta, ma devo riconoscerle che se la cava bene e da quando fa parte dell'ordine è cresciuta molto, maturando sia nella pratica che mentalmente.

"La Granger ha lasciato degli indizi, dobbiamo andare a tentativi e entrare in quelle già segnate. Non dividiamoci, se li troviamo è bene essere tutti insieme. A breve arriveranno anche gli altri." Ci guida Alastor, mentre io sento il cuore che inizia a battere molto più velocemente. Entro insieme al me stesso del passato, ma sono distratto, non sto attento a ripercorrere ogni passaggio perché so qual è la stanza nella quale siamo diretti, quella dove dovrò stare attento ad ogni singolo passaggio, senza perdermi nemmeno un singolo spostamento di Sirius. Ed eccoci, dopo vari tentativi andati a vuoto, le imprecazioni di Sirius e Malocchio, alla fine ci ritroviamo nella stanza con l'arco...La stanza della morte. E i ragazzi sono tutti lì, insieme ai mangiamorte e stanno combattendo. Un brivido di terrore e apprensione mi scorre nuovamente lungo la schiena. Sono stati degli incoscienti, sarebbero potuti morire tutti quanti. Le loro abilità magiche non sono nemmeno lontanamente vicine a quelle dei mangiamorte, a quelle di...Bellatrix. Risento l'ululato di rabbia di Sirius e immediatamente lo seguo.

"Giù le mani dal mio figlioccio, bastarda!" Ringhia furibondo, mentre lancia uno schiantesimo così potente che, mancando di poco Bellatrix, manda in frantumi buona parte di una gradinata alle sue spalle. L'effetto sorpresa ha avuto decisamente effetto, i mangiamorte sono rimasti spiazzati e questo ci ha fatto guadagnare secondi preziosi. Ma, non appena si sono ripresi, la battaglia ha ripreso più ferocemente di prima. Io seguo Sirius che, ansiosamente, continuando a lanciare incantesimi di protezione, sta correndo verso Harry.

"SIRIUS!" Grida Harry non appena lo vede. Leggo nel suo sguardo smeraldo il sollievo ma al tempo stesso il senso di colpa e la paura nel vedere Sirius lì e provo una gran pena per lui. La paura e l'inesperienza sono ciò che l'ha fregato. Compreso il suo carattere impulsivo ovviamente. Se solamente avesse avuto più sangue freddo e la pazienza di inviare un messaggio a me, sono certa che Hermione sappia far parlare i patronus, avrei trovato una soluzione nell'arco di brevissimo tempo e tutto ciò non sarebbe accaduto. Non voglio incolpare lui, ovviamente. Ma se davvero è il prescelto, deve imparare a lavorare prima su sé stesso. Non può sperare di battere Voldemort agendo sempre e comunque d'impulso. Deve imparare a ragionare. Ma adesso non ho tempo di pensare a questo.

"Ascolta Harry, raggruppa i ragazzi e andate via! Dovete tornare immediatamente ad Hogwarts, qua siete in pericolo e adesso ci pensiamo noi. Poi riparleremo anche di questo." Gli dice Sirius serio, lanciando uno schiantesimo che va a cozzare con un altro incantesimo nemico.

"E' tutta colpa mia Sirius, ti ho visto qua, torturato. Ero convinto che ti avesse preso e adesso ti sei messo in pericolo per colpa mia." Gli risponde terrorizzato, lanciando a sua volta un veloce schiantesimo, meno potente rispetto a quello di Sirius.

"Harry, va tutto bene. Purtroppo sei stato ingannato, siamo stati tutti ingannati. Ma provvederemo quando tutto questo sarà finito. Adesso raggruppa gli altri e tornate a scuola.Presto!" Gli intima Sirius ansioso, guardandosi attorno per accertarsi che Harry non sia esposto a pericoli. Sono vicinissimi all'arco e io so che a breve, dopo aver duellato contro Lucius, dovrò rivedere una delle scene più strazianti della mia vita e capire al tempo stesso cos'è realmente accaduto.

"No, io non ti lascio. Resto qua con te." Sbotta subito Harry, mentre Sirius gli rivolge un mezzo sorriso.

"Proprio come tuo padre...Proprio come James. Sempre al mio fianco, sempre noi due. Sarebbe così orgoglioso di te." Mormora, mentre sento un altro groppo doloroso stringermi il petto. Questi ricordi fanno così male che per un istante vedo tutto annebbiato, come se stessi per svenire sotto il peso di questo dolore bruciante. Non sono pronto a tutto questo, ma non ho alternative. Devo essere forte come lo è stato James a suo tempo, come lo è stato Sirius poche settimane fa, per il quale forse posso ancora fare qualcosa. 

"Attento Sir', c'è Malfoy!" Lo avvisa Harry, mentre perdo un battito. Il cuore mi batte sempre più velocemente, fino a farmi male. Tra poco accadrà, lo so e sono terrorizzato da ciò che vedrò. E se mi fossi sbagliato? Se in verità per Sirius ormai fosse troppo tardi e io mi fossi solamente illuso? Accecato dal dolore per la sua scomparsa, per l'ennesima perdita, per essere di nuovo solo, senza nessuno?

Ma per scoprirlo devo essere coraggioso e guardare la scena fino in fondo ed eccoci, ci siamo. Il tempo sembra fermarsi, il lampo di luce verde è sempre più vicino e Sirius non se ne accorge. Sta continuando a combattere al fianco di Harry, con ferocia, per difenderlo con le unghie e con i denti. Ma all'improvviso il lampo di luce verde lo raggiunge solo che è una frazione di secondo, invisibile ad occhio nudo. Il fascio di luce, di una potenza inspiegabile, gli sfiora di mezzo millimetro il gomito, ma non lo prende direttamente. Però la sua potenza è tale da fargli perdere l'equilibrio, sbilanciandolo indietro, verso l'arco. E Sirius cade, sgranando gli occhi per la sorpresa, sotto lo sguardo atterrito di Harry, attratto dalla forza invisibile dell'arco, non in grado di contrastare la sua forza magica e poi scompare, in un mondo a me sconosciuto, mentre io resto inerme, sconvolto, a guardare il me del passato afferrare Harry per cercare di placare le sue grida strazianti che mi spezzano di nuovo il cuore.

Ma Sirius non è...Morto. La maledizione non l'ha colpito! Quindi una speranza c'è, ragiono esaltato, mentre mi sento risucchiare verso l'alto. Atterro di nuovo nel mio vecchio salotto ed eccitato inizio a camminare avanti e indietro per la stanza, ragionando furiosamente.

"La maledizione sicuramente non l'ha ucciso. Però Sirius è stato ugualmente risucchiato all'interno dell'arco, che non ho la più pallida idea di che cosa sia." Dico ad alta voce, corrugando le sopracciglia. In realtà ripenso alle parole di Silente e un brivido mi scorre lungo la schiena. Ha detto che l'arco è un portale che collega i due mondi. Ma come funziona? È magia bianca?  È magia oscura? Un vivo può accedervi ed uscirne? Ne dubito...Perché altrimenti Sirius avrebbe trovato il modo di tornare indietro, se fosse ancora vivo.

"Collega i due mondi...Ma cos'è nello specifico? Potrebbe essere un limbo come una macchina del tempo che ti porta da qualche parte, forse avanti o forse indietro. Qualsiasi cosa. E Sirius potrebbe essere chissà dove. Ma soprattutto...Non è detto che l'aver attraversato l'arco non l'abbia ucciso. Potrebbe essere magia oscura. E io non ho nessuna informazione a riguardo." Mormoro ancora, sforzando le mie meningi per cercare di fare il punto della situazione.

"Anche se scoprissi nel dettaglio cos'è e come funziona...Poi come potrei raggiungerlo? Ho bisogno dell'aiuto di una mente brillante e meno arrugginita della mia. Ma non è il caso di coinvolgere Harry...Per il momento." Ragiono tra me e me. Certo, sono elettrizzato perché forse Sirius è ancora vivo e posso salvarlo. Ma questo Harry non lo sa e quel povero ragazzo ha già sofferto e sta soffrendo abbastanza. Non potrei essere così crudele da illuderlo che ci sia una speranza per Sirius che potrebbe rivelarsi fallimentare. Mi serve l'aiuto di una persona fidata ed intelligente...Qualcuno che farebbe qualsiasi cosa per aiutare Harry e che a sua volta conosceva Sirius.

"Hermione...Ma certo. Chi, se non lei?!" Grido infine, mentre sento un sorriso enorme allargarsi sul mio volto prematuramente segnato. Lei è la candidata perfetta, per la sua giovane età è la strega più brillante ed abile che abbia mai conosciuto. È intelligente, affidabile, potrebbe tranquillamente fare ricerche nella biblioteca di Hogwarts e inviare a sua volta dei manuali a me, in modo che io potrei aiutarla a distanza e insieme potremmo ricavare informazioni preziose. So che sarà impegnata con gli studi e non posso pretendere che la mia battaglia diventi la sua. Ma se fosse disposta ad aiutarmi, il suo sarebbe un aiuto prezioso. Devo quanto meno scriverle e parlarle da solo il quanto prima possibile.

Con il cuore che batte nuovamente ricolmo di speranza, recupero immediatamente con un colpo di bacchetta il calamaio e mi siedo al vecchio tavolo per scriverle una lettera. Non so cosa penserà e proverà quando le racconterò ciò che ho in mente. Mi crederà? Penserà che io sia diventato pazzo e proverà compassione per me? Manterrà il segreto? Non posso saperlo con certezza, ma adesso buona parte delle mie speranze sono riposte in lei. Devo quanto meno provare...

- Ecco a voi il nuovo capitolo, questa volta dal punto di vista di Remus 😍! Anche lui sarà un personaggio molto importante, come potrete aver capito da questo capitolo! Cosa ne pensate? Cosa accadrà? Idee? Fatemi sapere giù nei commenti 😎. Nel frattempo vi ringrazio di cuore e mi scuso per le lunghe attese, ma è stato un periodo molto caotico per me. Fatevi sentire giù nei commenti ❤-

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