Perché ti amo...
"Eccola" Sussurrò Ginny, vedendo la figura snob di Pansy avvicinarsi. La riccia annuì decisa, con il cuore che le batteva forte.
"Bene, tu cammina facendo finta di niente, io mi disilludo e le lancio la fattura." Mormorò, senza toglierle gli occhi di dosso. La riccia non perse tempo, eseguendo la richiesta dell'amica. Quest'ultima invece si nascose velocemente dietro una colonna e in un batter baleno scomparve alla vista dell'amica.
Pansy parlottava con la sua migliore amica Daphne dandosi un sacco di arie e Ginny, che silenziosamente l'aveva seguita, storse il naso, disgustata da tanta frivolezza. Ma poi sogghignò perfida, sapendo che a breve si sarebbe data molte meno arie... Quando fu certa che ci fossero abbastanza studenti d'intorno per riuscire a non destare sospetti, lanciò la fattura. Sarebbe potuto essere chiunque il colpevole e lei, essendo invisibile, non l'avrebbero potuta scoprire.
Pansy strillò spaventata, guardando con terrore le improvvise bolle che avevano iniziato a ricoprirle la pelle. si guardò d'intorno nel panico più totale, non sapendo come fermare quel terribile sfogo cutaneo e che le stava ricoprendo tutto il corpo mentre Daphne, ancora al suo fianco, la guardava senza avere la più pallida idea di cosa fosse successo così all'improvviso.
"Fa qualcosa!" Strillò Pansy, rivolta a quest'ultima.
"Per Salazar Pansy, non so cosa fare, devo chiamare aiuto!" Le rispose l'amica, osservandola sconvolta. Parecchi studenti si erano riuniti intorno alla scena per scoprire cosa fosse quel trambusto, portandosi una mano alla bocca davanti a quello spettacolo orribile. Ginny storse il naso disgustata dal risultato ottenuto, ma al tempo stesso le spuntò anche un sorrisino soddisfatto. Aveva fatto proprio un buon lavoro... Per un bel po', quella strega subdola, sarebbe dovuta stare in infermeria, privando gli studenti della sua orribile e molesta presenza.
"Cosa sta succedendo qua?" Chiese una voce maschile, gelida come il ghiaccio. Gli studenti ammutolirono, lasciando nell'aria solamente i singhiozzi della serpeverde, per far passare il professor Piton. Hermione trattenne il fiato, sperando che Ginny si fosse già allontanata. Se il professore l'avesse scoperta, per l'amica sarebbero stati grossi guai, considerando il fatto che la Parkinson faceva parte della squadra d'inquisizione e quindi era una cocca della Umbridge, che sarebbe sicuramente intervenuta per punirla non appena avesse appreso la notizia.
"Come si è ridotta così, signorina Parkinson?" Chiese lentamente, arrivando davanti alla ragazza e osservandola con un labbro arricciato.
"N-non lo so professore... Faccia qualcosa, la prego..." Gemette, tra un singhiozzo e l'altro.
"Si tratta sicuramente di una fattura. Se scopro chi è stato, finirà in punizione da oggi stesso fino alla fine della scuola." Sibilò l'uomo, gelando gli studenti accalcati intorno a loro con una sola occhiata. Hermione sentì il cuore schizzarle fuori dal petto, continuando a sperare che l'amica si fosse allontanata. Piton non era mai stato in vena di scherzare, soprattutto riguardo alle punizioni, bisognava non prenderlo sottogamba in quanto sarebbe assolutamente stato in grado di punire uno studente per settimane e settimane e volendo, far riprendere la punizione anche l'anno successivo.
"Signorina Greengress, la porti in infermeria. Madama Chips saprà curarla e dirle in quanto tempo si rimetterà completamente anche se vedendola, credo che le serviranno minimo dieci giorni." Rispose indifferente, facendo nuovamente scoppiare a piangere la ragazza.
"Professore, lei avrebbe dovuto fare le ronde insieme a Malfoy..." Si affrettò a dire Daphne, facendo piangere ancora di più l'amica. Hermione sogghignò soddisfatta, contenta che stesse lontana dal ragazzo. Quella piovra piùse ne stava nel suo, meglio era per tutti. Piton scrutò la folla, fino a soffermarsi sulla figura di Hermione con i suoi impenetrabili occhi neri come il carbone. La guardò con una piccola smorfia e rispose, maligno
"Sono certo che la signorina Granger non si opporrà alla mia richiesta di sostituirla." La riccia dentro di sé provò un profondo moto di soddisfazione ma come facciata esterna, dovette fingersi irritata da tale richiesta, in quanto le sarebbe toccato un turno extra con un serpeverde.
"Come desidera, professore." Rispose rigidamente, facendo vedere a Daphne e Pansy una faccia disgustata. Pansy le lanciò un'occhiataccia e Daphne si limitò a guardarla brevemente, aggrottando le sopracciglia.
"Molto bene... Signorina Greengress, quando tornerà in sala comune avverta Draco di questo cambiamento. Tornate nelle vostre sale comuni,non c'è niente da vedere, tra poco scatterà il coprifuoco."Aggiunse freddamente, allontanandosi a grandi passi in direzione del suo ufficio. Gli studenti iniziarono a dileguarsi, parlottando su di loro e insieme. si allontanarono anche le due ragazze. La prima piangendo, la seconda cercando di consolarla.
"Piaciuto il risultato?" Sussurrò una voce, facendo trasalire la riccia, che si portò una mano sul cuore. Si guardò attorno preoccupata, vedendo che non c'era più nessuno nei paraggi.
"Ginny, torna visibile..."Sussurrò in risposta. Sentì dei leggeri passi e dopo alcuni secondi vide l'amica uscire da dietro la colonna di prima.
"Eccomi...Sono particolarmente soddisfatta." Sogghignò.
"Cielo Ginny, non credi di aver esagerato?" Chiese preoccupata Hermione, mordendosi il labbro nervosamente.
"Se l'è meritato... E' odiosa, così per un po' si darà una calmata." Le rispose, con una scrollata di spalle.
"Si ma... Se non dovesse più tornare come prima? Non credi che la fattura sia stata troppo potente?" Insistette la riccia.
"Dai Hermione, quanti problemi che ti fai. Tanto era già brutta, se non dovesse tornare come prima, nessuno se ne accorgerebbe inoltre,non è detto che sarebbe un peggioramento. Magari potrei averle fatto un favore." Ginny storse il naso scettica, continuando a salire le scale con indifferenza. La riccia però si morse nuovamente il labbro preoccupata, non si riconosceva davvero più. La vera e forse ormai, vecchia Hermione, non avrebbe mai permesso alla sua migliore amica di infrangere le regole della scuola e soprattutto, non l'avrebbe aiutata a farlo. Ma doveva abituarsi al fatto che in quell'anno era profondamente cambiata, Draco l'aveva cambiata e alla fin fine non le dispiaceva quel suo aspetto un po' più ribelle.
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"Malfoy, stasera sei con la Granger a fare le ronde." Daphne era appena rientrata nella sala comune dei serpeverde, immersa nella penombra verdastra e pervasa da un leggero brusio di sottofondo. Niente a che vedere con il chiasso e il vociare allegro della sala comune dei grifondoro. Draco, seduto su una poltrona accanto a quella di Blaise, alzò lo sguardo sorpreso.
"Perché con lei? Dov'è Pansy?" Chiese il ragazzo, fingendosi disinteressato ma scambiandosi una veloce occhiata con il suo migliore amico. Daphne fece una smorfia irritata, lanciandogli un'occhiata indagatrice che ai due ragazzi non piacque affatto.
"Qualcuno le ha lanciato una fattura orticante, subito dopo cena. L'ho dovuta portare d'urgenza da Madama Chips che ha detto che per guarire del tutto le serviranno circa quindici giorni. E' sconvolta, potresti almeno mostrare interesse." Gli rispose freddamente, scambiando un'occhiata truce sia a lui che a Blaise. Il suo sesto senso femminile le diceva che negli ultimi tempi stava accadendo qualcosa di strano, ma non riusciva a capire cosa. Draco storse il naso, guardandola veramente sorpreso così come Blaise. Va bene che non erano particolarmente amati dal resto della scolaresca, soprattutto ora che facevano parte della squadra d'inquisizione, ma chi poteva essere stato a lanciarle una simile fattura? Così potente oltre tutto? Una lampadina nel cervello gli suggerì che doveva sicuramente essere stato un grifondoro. Qualcuno della loro casa, non avrebbe avuto senso. Un tassorosso, impossibile... Troppo buoni. Un corvonero, altrettanto impossibili... Troppo perfettini e devoti allo studio per compiere un simile atto mentre un Grifondoro.... L'odio tra le due rispettive case era ben noto e chi, meglio di uno di loro, avrebbe potuto scagliare l'incantesimo? Per lo più, era quasi certo che si trattasse di uno scherzo fatto o dai gemelli Weasley o... Da Ginny. Qualcosa gli suggeriva che doveva essere stato qualcuno di loro.
"Oh... Mi dispiace, spero si rimetta." Riuscì a dire. In realtà non gli dispiaceva affatto anzi, quell'episodio gli faceva assai ridere, ma si trattenne.
"Certo, come no...Immagino che ti dispiaccia infinitamente dover fare le ronde con la Granger, questa sera." Sibilò acida, guardandolo con puro astio. Blaise, accanto all'amico si irrigidì il quale, a sua volta, ridusse gli occhi a due fessure.
"Cosa vorresti dire Daphne? vuoi che mi inchini al suo capezzale? Mi dispiace che qualcuno l'abbia affatturata, ma non mi vedrai correre da lei piangendo disperato. Inoltre, per Salazar, cosa diavolo c'entra il discorso che hai fatto a proposito della Granger?" Sibilò freddamente, a tal punto da incrinare leggermente la maschera risoluta e fredda della ragazza.
"Sei cambiato Malfoy, sei strano sei più...Umano, non so se capisci. Da quando non dai più il tormento ai ragazzini e non fai il gradasso per i corridoi? Da quando non insulti più regolarmente lo sfregiato e lenticchia da quando, non insulti e prendi più di mira la mezzosangue?" Sibilò perfida. Draco la fissò inespressivo, senza trasmettere alcuna emozione. Allora lo avevano davvero considerato, per tutti quegli anni, una specie di essere fatto di pietra, insensibile e vuoto, in grado solamente di dare il tormento alle vite altrui? Di nuovo quell'aggettivo... Mezzosangue. Ormai gli sembrava così sbagliato, così assurdo e insensato... Ma doveva mentire, ancora e ancora e forse per sempre... A volte si chiedeva se mai qualcosa sarebbe cambiato, se un giorno avrebbe potuto frequentare Hermione Granger alla luce del giorno, se avrebbe potuto smettere di aver paura di provare dei sentimenti, sempre che fosse in grado di trasmettere dei sentimenti pensò, a quel punto.
"Sono cresciuto, ti dice niente? Non m'interessa più sprecare le mie giornate ad insultarli. Non mi fanno né caldo né freddo, mi sono indifferenti. Dopo farò la mia ronda con la Granger e chi si è visto si è visto. Lei per la sua strada e io per la mia." Rispose con un ghigno, mettendola in difficoltà. Non avrebbe potuto dire bugia più grande. Daphne sbuffò contrariata.
"Non ti credo Malfoy, non ti credo affatto." Soffiò velenosa, allontanandosi da loro per tornare dagli altri serpeverde.
Draco sbuffò pesantemente, guardando Blaise che era profondamente preoccupato.
"Draco, dobbiamo parlare." Mormorò quest'ultimo. Draco annuì, alzandosi dalla poltrona e scambiando uno sguardo d'intesa con l'amico.
"Vado a prepararmi Blaise. Prima si inizia, prima si finisce." Commentò, aggiustandosi una piega della divisa e aspettando che l'amico reggesse il gioco.
"Io invece vado a letto, sono distrutto. Oggi ho studiato quanto un matto gli appunti della McGranitt. Quella donna è completamente pazza a darci così tante cose da studiare." Brontolò Blaise, alzandosi e seguendo l'amico. Daphne, qualche tavolo più avanti, gli lanciò un'occhiataccia che i due ragazzi ignorarono. Quando però si furono chiusi la porta del dormitorio maschile alle spalle, Blaise guardò Draco preoccupato.
"Qua non si mette bene Draco...Ci sono già troppe persone che iniziano ad avere dei sospetti." Mormorò, riferendosi a Daphne, Nott e sotto sotto ne era quasi certo, anche Pansy stessa e forse... Anche Potter. Il biondo sbuffò pensieroso, insonorizzando la stanza per non correre ulteriori rischi.
"Lo so, dannazione. Ma cosa devo fare? Non voglio tornare come ai vecchi tempi per fingere questo teatrino assurdo." Gli rispose, ormai con i nervi a fior di pelle. Avrebbe desiderato distruggere mezzo dormitorio dal nervoso, ma si trattenne. Doveva mantenere la sua lucidità.
"Hai ragione, ma devi parlarne con lei. Così correte entrambi dei grossi rischi...già con Nott ve la siete scampata per miracolo...Se quei tre dovessero coalizzarsi insieme, sarebbe un vero problema." Gli rispose Blaise, davvero preoccupato per l'amico. Draco sbuffò pesantemente, chiedendosi perché la sua vita dovesse essere un tale disastro, perché non potesse essere libero di godersi la sua spensieratezza vivendo le sue esperienze adolescenziali come un qualsiasi ragazzo ancora quindicenne.
Semplice. Non poteva perché apparteneva a una ricca e potente famiglia purosangue immersa fino al collo nella arti oscure e fedeli seguaci del signore oscuro. Era quella la sua fine se non fossero riusciti a sconfiggerlo? Sarebbe diventato schiavo di quel pazzo e si sarebbe prostrato ai suoi piedi eseguendo i suoi folli ordini? Magari fino allo scorso anno aveva condiviso le idee del padre ma poi...Era cambiato, Hermione Granger l'aveva cambiato e in cuor suo voleva davvero cambiare, voleva averla al suo fianco... A quel pensiero gli vibrò il cuore...Non conosceva l'amore ma quel sentimento che provava nei suoi confronti, non sapeva come altro descriverlo...
"Draco...?" Chiese Blaise, incerto, osservando l'espressione persa nel vuoto del suo migliore amico.
"Maledizione..." Sussurrò quest'ultimo...
"Draco, credo di non capire..." Gli rispose confuso, seriamente preoccupato da tutta quella storia...
"Credo di essermi...Di essermi innamorato..."Aveva gli occhi sgranati e un'espressione agitata e sconvolta dipinta in faccia tant'è vero che anche Blaise, a sua volta, lo guardò shoccato.
"Ma è una cosa bella invece... Non capisco cosa..." Iniziò a dire sorpreso
"Una cosa bella? Una cosa bella? No che non lo è! La farò soffrire più di quello che io non abbia già fatto. Che futuro potrebbe mai avere con me? Sono circondato da magia nera e mangiamorte e lei... E' dalla parte giusta, da quella che lotta per vincere questa guerra malata. Lei è... è una nata babbana... E su questo non ci si può fare niente come purtroppo, non si può impedire che corra dei pericoli. Con me non potrà mai avere una relazione felice. Cosa ho da offrirle? Sono ricco e non mi manca niente, ma a lei non potrei offrire una vita degna di essere definita tale, almeno finché al mondo c'è il signore oscuro. " Sibilò furioso con sé stesso, con Voldemort, con la sua famiglia e con il mondo stesso. Si era cacciato in grosso guaio e il brutto... Era che era troppo egoista per lasciarla andare, per decidere di troncare tutto, tornare come prima, e permetterle di essere felice.
"E' dura Draco, ma comunque pensa che abbiamo ancora due anni di scuola. Per questi due anni possiamo ancora stare abbastanza tranquilli. Certo... Non potrete purtroppo vivere la vostra relazione alla luce del giorno, ma almeno potrete vedervi e cercare una soluzione insieme. In questi due anni potrebbero succedere molte cose..." Cercò di rassicurarlo Blaise, anche se abbastanza invano. L'amico sospirò profondamente e finì di cambiarsi.
"Non lo so Blaise, non so più nulla ormai... Devo andare, prima di fare tardi e le parlerò. Dobbiamo chiarire diverse cose." Il moro annuì, lasciando che Draco uscisse dalla stanza in silenzio.
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"Miseriaccia, sei davvero finita a fare le ronde con Malfoy? Mi dispiace per te." Hermione si trovava in sala comune e come tutte le sere, era seduta sulla sua poltrona preferita accanto ad Harry e Ron e quella sera anche Ginny.
"Ho sentito che alla Parkynson è stata lanciata una brutta fattura che la terrà per un bel po' in infermeria." Commentò Harry.
"Ma che peccato, poverina." Commentò Ginny, arricciando il naso per evitare di mettersi a ridere.
"Già, ho dovuto prendere il suo posto di ronda... A breve andiamo?" Chiese distrattamente al rosso che, anche se sbuffando malcontento, annuì poco dopo. La riccia si sentiva terribilmente scombussolata... Non sapeva come affrontare l'argomento con Draco. Sarebbe potuta succedere qualsiasi cosa, sia positiva che negativa e quel pensiero la spaventava terribilmente. Ma doveva dare una svolta a quella storia, non potevano continuare così in eterno, aveva bisogno di sapere cos'erano loro due, se poteva considerarlo il suo ragazzo oppure no, le servivano certezze per non rischiare di impazzire.
"Dobbiamo andare, anche se non vedo l'ora di tornare." Si lamentò Ron, alzandosi di malavoglia dalla soffice poltrona. Ginny prese immediatamente il suo posto, osservando brevemente Harry. L'indomani avrebbe parlato con i gemelli cercando una soluzione per permettere al ragazzo di parlare con Sirius senza che la Umbridge lo scoprisse...
"Ma se ancora non abbiamo iniziato..." Ridacchiò Hermione, scuotendo leggermente il capo.
"Appunto, cederei volentieri il posto a Harry se potessi, non capisco questi stupidi scambi di coppia. La Habbot dorme in piedi e a te tocca Malfoy... Non so chi è messo peggio." Brontolò il ragazzo. Nonostante tutto, a Hermione spuntò un sorrisino furbo. Gli avrebbe tanto voluto dire che quello messo peggio era sicuramente lui, ma si trattenne.
"Non ci pensare Ron, faremo presto. Malfoy lo ignorerò, come sempre." Commentò velocemente, prima di far salire dei sospetti ad Harry che, molto attentamente, aveva ascoltato le sue parole con aria pensierosa.
"E va bene, andiamo in contro al nostro destino allora." Le disse Ron, facendo ridacchiare i presenti, Hermione compresa. Un giorno gli avrebbe tanto voluto dire la verità, sarebbe stato tutto molto più semplice...
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Draco arrivò in breve tempo, osservando le scale per vedere se i suoi compagni fossero già arrivati. Sentiva un miscuglio strano di emozioni alla bocca dello stomaco quando pensava a Hermione. Le avrebbe dovuto parlare quella sera stessa, al diavolo le ronde. Non fece in tempo a concludere quel pensiero mentalmente che sentì delle voci avvicinarsi nel mentre che battibeccavano per qualcosa.
"No Ron, scordatelo! Non ti farò copiare il tema di incantesimi. A breve abbiamo gli esami, devi imparare a farti i compiti da solo." Lo stava rimproverando Hermione. Draco inarcò un sopracciglio, non potendo fare a meno di sentire quel battibecco già di prima serata.
"Dai Hermion, ti prego, non riesco a farlo." Piagnucolò in risposta il ragazzo, facendo sbuffare l'amica.
"Non è che non riesci a farlo, Ron. Molto semplicemente, non ne hai voglia. Vitious ha assegnato il tema dieci giorni fa, hai avuto tutto il tempo di scriverlo ma non l'hai fatto e adesso, ritrovandoti a doverlo fare all'ultimo minuto, non trovi le informazioni necessarie." Continuò a rimproverarlo.
"Lo so Hermione, hai ragione, ma non lo farò più. Prometto che dal prossimo anno imparerò a farmi i compiti da solo." Piagnucolò Ron, disperato. Hermione sbuffò esasperata, lanciandogli un'occhiataccia che Draco non vide.
"Ti aiuterò, o per meglio dire, vi aiuterò, visto che presumo che anche Harry non sia messo meglio. Ma lo faccio solamente perché se doveste bocciare ai G.U.F.O mi sentirei in colpa, anche se ve lo meritereste. Sappiate però che dal prossimo anno non vi aiuterò veramente. " Sbottò scocciata, entrando nel campo visivo di Draco.
"Grazie Hermione, se l'amica migliore di questo mondo" Le rispose Ron, al settimo cielo.
Draco restò al suo posto, appoggiato elegantemente alla stessa colonna dove poche ore prima si era nascosta Ginny, a guardare i nuovi arrivati con sufficienza. Gli costò una gran fatica non andare dalla ragazza e trascinarla via con sé per stare qualche ora, o tutta la notte, indisturbati lontani da tutto e da tutti. Ma non poteva farlo, doveva fingere. Fece una smorfia a Ron, che gli lanciò un'occhiataccia, e arricciò il naso guardando Hermione, fingendo un'espressione infastidita. Della Habbott di tassorosso ancora non c'era traccia.
"Malfoy." Salutò Hermione, fingendo indifferenza. Ron la guardò meravigliato per tanta gentilezza nei confronti del serpeverde e guardò in direzione di quest'ultimo per osservare la sua reazione.
"Granger." Le rispose freddamente, senza degnarla di uno sguardo. Tra loro tre calò un imbarazzante silenzio, anche se Hermine e Draco si lanciarono di sfuggita un'occhiatina intenditrice.
"Insomma? La vostra amichetta ha intenzione di venire o non riesce a trovare la strada?" Chiese a un tratto Draco, con tono strascicato. Un po' lo disse per sembrare il solito Malfoy molesto, ma per il resto, lo disse perché era impaziente di parlare con la ragazza e non voleva perdere inutilmente altro tempo.
"Se hai furia te ne puoi anche andare." Gli rispose Ron, acido. Hermione alzò gli occhi al cielo, consapevole che a breve avrebbero iniziato a dirsene di tutte e di più, se solo l'altra ragazza non fosse arrivata di lì a poco.
"Inizia tu, con l'andare al diavolo." Ghignò in tutta risposta, facendo arrossire Ron come un peperone.
"Malfoy" Lo ammonì Hermione, lanciandogli un'occhiata ammonitrice. Le faceva una strana sensazione rivolgersi a lui chiamandolo per cognome, adesso che era abituata a chiamarlo Draco. Il biondo per finzione le avrebbe dovuto rivolgere una battutaccia simile, ma non ce la fece.
"Un tempo credevo che la più fastidiosa fossi tu,ma mi sono dovuto ricredere." Le rispose, facendole inarcare le sopracciglia.
"Te invece non ti batte nessuno." Gli rispose Ron, ancora arrabbiato e rosso in faccia. Draco roteò gli occhi irritato e tremendamente annoiato. Sperava che quella stupida tassorosso arrivasse in fretta, o Weasley avrebbe fatto le ronde da solo.
"Tieni a cuccio il tuo cane, Granger. Non ho voglia di ascoltare le sue inutili lamentele." Rispose alla ragazza, ignorando Ron senza troppi problemi.
"E tu tieni a bada quella lingua." Gli rispose aspra la riccia, arrossendo leggermente quando Draco le rivolse un sorrisino furbo che Ron, scambiò per un ghigno derisorio.
"Ragazzi scusatemi, ho avuto un contrattempo!" Una voce femminile e affannata richiamò la loro attenzione e Draco tirò un sospiro di sollievo, finalmente era arrivata.
"Era l'ora, non ho tutta la notte da perdere dietro a voi. Facciamo come l'altra volta. Voi due controllate il primo, secondo e terzo piano, più le segrete e i sotterranei, mentre io e la Granger controlleremo quelli restanti. Muoviti Granger, se non vuoi che ti lasci qua." Comandò freddamente, senza nemmeno dare il tempo agli altri di ribattere.
"Credo che sia fattibile, quando ognuno avrà finito tornerà direttamente al suo dormitorio." Sospirò la riccia, onde evitare altri battibecchi. Hanna annuì intimorita, mentre Ron sembrò che stesse per ribattere anche se alla fine richiuse la bocca e annuì, lanciando a Draco un'occhiata truce.
Il piccolo gruppetto si divise e sia Draco che Hermione stettero in silenzio finché non furono sicuri di essere fuori portata d'orecchi indiscreti.
"Ti devo parlare." Sussurrarono insieme, guardandosi poi sorpresi.
"Dopo le ronde?" Chiese la riccia, sperando di finire presto il giro. Draco le sorrise furbamente.
"Al diavolo le ronde, ci vorrebbe troppo tempo. Andiamo nella stanza delle necessità, subito. Non se ne accorgerà nessuno." Le rispose con un sorrisino che lasciò la riccia con il fiato corto. Gli avrebbe voluto dare ascolto, ma avevano un compito da svolgere, anche se ciò che aveva da dirgli era di gran lunga più importante delle ronde e per lo più, moriva dalla voglia di scoprire cosa le volesse dire Draco così urgentemente.
"Ma potrebbero esserci degli studenti fuori dai dormitori." protestò debolmente la riccia, guardandosi attorno circospetta. I corridoi, fiocamente illuminati dalla torce appese agli spessi muri in pietra, risultavano deserti.
"In tal caso, che ci restino pure per questa sera." Le rispose deciso, prendendola per mano e iniziando a trascinarla verso il settimo piano. Hermione, dopo le ultime deboli proteste, si arresa alla sua stretta e si lasciò condurre fino alla stanza delle necessità, anche se diede ugualmente un'occhiatina veloce nei d'intorni.
Dopo una decina di minuti i due ragazzi si trovarono davanti allo spesso muro di pietra e fu Draco a camminare davanti a quest'ultimo per tre volte. Ben presto, una bella porta intagliata apparve nella pietra prima liscia e dopo una breve occhiata nei d'intorni, i due ragazzi entrarono in quello che si rivelò essere un accogliente salottino.
"Eccoci, finalmente." Sospirò la riccia, sedendosi su una soffice poltroncina e guardandosi attorno deliziata. Quel posto era davvero accogliente, Draco aveva un gusto innato, non lo si poteva negare.
"Finalmente insieme, da soli." Le sorrise il biondo, facendole battere il cuore un po' più forte. Le sembrava di essere in uno di quei film babbani, dove tutto è perfetto, e il ragazzo si dichiara romanticamente. Si ricordò però di non sognare ad occhi aperti, visto che non c'era ancora stata nessuna dichiarazione d'amore.
"Non immagini quanto ne sia felice." Gli sorrise a sua volte la ragazza, sentendosi immediatamente più rilassata.La stanza delle necessità era sicuramente la sua stanza preferita, dopo la biblioteca e tralasciando la sala comune dei Grifondoro. Quel posto rispecchiava al cento per cento la vera essenza della magia... Un luogo che puoi trasformare in ciò che vuoi come e quando vuoi senza che nessuno, a meno che non sia tu a volerlo, lo scopra. Non potevano desiderare di meglio in quel caso.
Draco si sedette davanti a Hermione, assumendo un'aria pensierosa che fece immediatamente preoccupare la riccia. Come di consueto mille paranoie le affollarono la mente, temendo subito il peggio.
"Hermione... Salazar solo sa quanto vorrei passare la sera qua, con te, da soli, lontani da tutti e da tutto. Ma dobbiamo parlare di cose importanti." Le disse serio, scrutando quelle due pozze ambrate che preoccupate, lo stavano osservando. Vide la riccia rilassarsi e comprese che doveva aver pensato a qualcosa di ben peggiore,ma preferì al momento non indagare.
"Pure io vorrei dirti delle cose...Ma prima parla tu." Arrossì lievemente a quelle parole e Draco la guardò inarcando le sopracciglia. Si sentiva stranamente agitato... Forse perché voleva confessarle sentimenti a lui fin'ora sconosciuti. Ma prima doveva dirle le cose più preoccupanti e tra virgolette più importanti... Per le confessioni d'amore avrebbe dovuto aspettare.
"Non vorrei essere così brusco, ma se te lo dico subito è meglio... Alcune persone iniziano a farsi delle domande, Hermione. Sospettano di noi... Tra questi ci sono Nott, anche se per fortuna il mio incantesimo sembra aver funzionato a dovere, molto probabilmente Pansy e sicura, al cento per cento, Daphne. Di Nott e Pansy non mi preoccupo granché, sono molto stupidi e di loro iniziativa non farebbero niente. A preoccuparmi invece è Daphne, lei oltre ad essere scaltra è molto furba e attenta ai particolari. Non mi sopporta, come del resto io non sopporto lei, ma questo potrebbe essere un problema in più. Se le venisse la brillante idea di mettersi ad indagare più a fondo, non si metterebbe bene, soprattutto perché coinvolgerebbe sicuramente Nott e Pansy e insieme, a quel punto, ci potrebbero creare delle grane. " Le spiegò, quasi senza prendere respiro. Odiava trovarsi in quella situazione, odiava non poter vivere la sua vita ma soprattutto, odiava non poter amare alla luce del sole la ragazza che gli aveva rubato il cuore. Si sentiva strano anche solo ad ammettere, mentalmente, quei sentimenti...Però in cuor suo si sentiva felice, felice come non mai nella vita.
Ma purtroppo per lui non poteva essere tutto rose e fiori. Se solamente suo padre non fosse stato uno stupido mangiamorte, probabilmente non si sarebbe trovato a dover incontrare la ragazza che voleva al suo fianco in una stanza segreta del castello e con la paura di essere scoperti da un momento all'altro. La riccia, a sua volta, impallidì leggermente ma non si sentì particolarmente sorpresa. Purtroppo se lo immaginava già da un po' e seppur fosse una situazione sgradevole e per entrambi rischiosa, sentiva che non gliene fregava. L'avrebbe affrontata, insieme a Draco, se l'avesse voluta al suo fianco perché ormai l'aveva capito...Si era innamorata di lui.
"Purtroppo me lo immaginavo già da un po', Draco. Temo che anche Harry abbia dei sospetti, ma non mi ha ancora detto niente. E' un bel problema questo, effettivamente." Sospirò amareggiata. A sua volta si sentiva impotente davanti a quella situazione intrica di ostacoli e pericoli. Da bambina non avrebbe mai immaginato che l'amore fosse così complicato,ma poi non sapeva nemmeno dire se fosse l'amore ad essere complicato, o le persone a renderlo tale.
"Dannazione! Perché?" Urlò tutto d'un tratto Draco, facendo trasalire la riccia.
"Draco, calmati...Se lo vorrai, affronteremo questa situazione, insieme." Mormorò la riccia, sentendo il cuore batterle forte. Il biondo si congelò sul posto, guardandola incredulo. Davvero lei voleva restare con lui, nonostante tutto il male che le aveva fatto durante quegli anni e nonostante quell'attuale situazione fosse per lei pericolosa? Non voleva farle altro male, non se lo meritava... Ma non riusciva, perché non voleva, nemmeno allontanarsi da lei. Era diventata il suo faro in mezzo a quella tempesta infinita.
"Perché?" Le chiese, sedendosi sfinito davanti a lei. Non erano ancora entrati nel vivo del discorso eppure, gli sembrava di aver già parlato per ore. Hermione si morse il labbro, osservandolo attentamente. Non voleva essere troppo diretta, ma non voleva girarci nemmeno troppo intorno, visto che stava avendo la possibilità di confessare i suoi sentimenti una volta per tutte. Il cuore le batteva contro le costole come un uccellino in gabbia, ma lo ignorò, cercando le parole giuste.
"Perché tu sei buono Draco, non abbiamo mai avuto l'opportunità di conoscerci come abbiamo invece fatto in questi ultimi mesi ed è un peccato, perché forse le cose sarebbero potute andare diversamente già molto tempo fa ma ormai, ciò che è fatto è fatto. Il passato non tornerà mai più, ma abbiamo il futuro a nostra disposizione e adesso che ho scoperto chi sei veramente, non voglio lasciarti, qualsiasi cosa accada. Insieme a te sto bene." Gli rispose decisa, guardandolo negli occhi e dando voce a una minuscola parte dei suoi sentimenti. Draco ascoltò meravigliato le sue parole, così delicate, così dolci... Era la prima volta che qualcuno gli diceva cose tanto belle e sincere. Gli si strinse il cuore, l'avrebbero fatta soffrire, era troppo buona e pura per un'anima dannata come la sua...
"Hermione... è pericoloso..." Mormorò, avvicinandosi a lei, come attratto da una calamita. Voleva sentirla più vicina, la sua presenza lo rassicurava, gli faceva bene. Non avrebbe potuto rinunciare a lei, anche se sarebbe stato più giusto nei suoi confronti. Lasciarle vivere, per quanto possibile, una vita serena.
"Non m'importa..." Mormorò a sua volta la riccia, perdendosi in quelle pozze azzurre che la stavano osservando intensamente.
"Passeresti la vita a nasconderti, non merito una ragazza come te..." Draco strinse i denti, se avesse cambiato idea gli avrebbe fatto male, tanto, ma sarebbe stato più giusto per lei.
"Finché ci sarà Voldemort, poi le cose cambieranno." Gli rispose, mordendosi nuovamente il labbro. Draco la guardò stupito da tanta audacia e sicurezza. Credeva e forse c'era davvero la possibilità che quel folle venisse sconfitto? Era soltanto illusione, oppure era lui ormai abituato a vivere nel pessimismo?
"E se ciò non accadesse? E se anche, invece, venisse sconfitto, hai pensato alla mia famiglia? Mio padre non accetterebbe mai. Sarei soltanto una rovina per te... Hermione, ti stai condannando da sola." Quelle parole gli costavano fatica, ma era giusto che fosse sincero con lei. Non poteva pensare solamente al suo egoismo e tenerla legata a sé girando intorno alla verità. Non voleva perderla, ma non voleva nemmeno condannarla a una vita da reietta. Se Voldemort fosse caduto le cose sarebbe sicuramente migliorate, ma i pregiudizi di suo padre? Il signore oscuro era scomparso per ben quattordici anni e nonostante ciò, in quegli anni suo padre l'aveva cresciuto con l'ossessione della razza pura e del fatto che quest'ultima fosse superiore a chiunque altro. Anche se in quegli anni non era più stato un mangiamorte attivo, i suoi ideali non erano cambiati. Perché sarebbero dovuti cambiare nel caso Voldemort fosse definitivamente morto? La ragazza lo stava ancora guardando, assimilando quelle parole. Si, certo, ci aveva pensato e la rattristava il fatto di dover essere giudicata per il suo stato di sangue. Non aveva alcun senso, ma ormai ci si era abituata ed era dell'idea che com'era cambiato Draco, magari sarebbe potuto cambiare anche Lucius... Perché no? Perché voler essere a tutti i costi negativi?
"Draco, non m'interessa. Si vedrà nel tempo... Non voglio lasciarti andare." Le faceva paura ammettere quelle parole, perché temeva la sua reazione. Era così vicino a lei e lo sentiva così spaventato, così fragile. Le si stringeva il cuore a vederlo così... Era forse preoccupato per lei?
"Ma perché?" Le chiese, guardandola nuovamente negli occhi, con così tanta disperazione che Hermione si sentì impotente. Sentì gli occhi pizzicarle e il desiderio di piangere e al tempo stesso baciarlo talmente forte che si sentì mancare il respiro.
"Perché ti amo..." La voce all'ultimo le tremò e quando vide la reazione di Draco, non riuscì a non lasciarsi sfuggire alcune lacrime che le rigarono lentamente le guance arrossate per l'emozione. Draco si irrigidì, sentendo il cuore balzargli in gola... Ci aveva sentito bene oppure aveva immaginato tutto? Hermione gli aveva davvero detto di amarlo? La stanza attorno a lui scomparve, lasciando solamente l'immagine della riccia, davanti a lui, che lo stava osservando con le lacrime agli occhi e Salazar solo sapeva per cosa stesse piangendo.
"Puoi ripetere?" Le chiese piano. Aveva bisogno di sentirselo ripetere, all'infinito se necessario, per credere che qualcuno potesse davvero amarlo e che soprattutto lei, potesse amarlo. Fino a quel momento aveva conosciuto solamente l'affetto di sua madre e di Blaise... Ma quello era un altro tipo di amore. Chi si sarebbe mai potuto innamorare sinceramente, incondizionatamente e non a scopo proficuo di lui?
"Ti amo Draco, ti amo e dovevo dirtelo, perché non ce la facevo più ad andare avanti così. Sono giorni, settimane, che questa consapevolezza mi corrode e non potevo sopportare oltre. Io voglio stare con te, voglio sapere che sei mio, e di nessun'altra. Così come voglio essere consapevole di essere la tua ragazza. Non voglio più restare nel limbo, senza sapere cosa siamo... Tra poche settimane finirà la scuola e io non posso e non voglio salutarti senza avere una risposta. Non supererei l'estate...Non pretendo che tu mi risponda adesso, ma volevo che tu sapessi la verità, ti chiedo solamente di pensarci." Ormai stava piangendo e non sapeva nemmeno spiegarsi il perché. Forse per l'emozione di essersi confessata, forse per la paura di dover affrontare un futuro tortuoso senza sapere a cosa andava incontro, soprattutto se questo futuro lo voleva condividere con Draco. Ma in ogni caso, Draco nel suo futuro ce lo voleva, a patto che a sua volta lui la volesse nella sua. La risposta la spaventava terribilmente...
"Hermione..." Mormorò Draco, osservandola seriamente. La riccia abbassò il capo delusa, distogliendo lo sguardo.
"Ho capito, non c'è bisogno che tu aggiunga altro..." Sussurrò la riccia, alzandosi dalla poltroncina sulla quale era stata seduta per tutto il tempo. Draco inarcò le sopracciglia, osservandola senza capire.
"Hermione..." Provò a richiamarla nuovamente
"Davvero Draco, ho capito..." Sussurrò senza guardarlo negli occhi. Draco alzò gli occhi al cielo, comprendendo che la ragazza si era fatta un'idea totalmente sbagliata.
"Granger, ti vuoi girare?" La richiamò, provocandola con un piccolo ghigno. La ragazza, talmente sorpresa dal sentirsi richiamare per cognome, si voltò di scatto a guardarlo.
"Adesso che mi hai degnato della tua attenzione... Volevo dirti che pure io ti amo, per tua informazione." Le disse, con un sorriso sghembo. Era rimasto comodamente seduto sulla poltrona che aveva occupato e stranamente, quelle parole gli erano venute più spontanee di quello che si era immaginato. Aveva semplicemente ammesso la verità... La ragazza strabuzzò gli occhi, sentendo il cuore fermarsi e poi ripartire alla velocità della luce dopo pochi secondi.
"C-come?" Sussurrò, osservandolo come se fosse la prima volta che lo vedeva davvero. Draco le fece segno di avvicinarsi e le sorrise più gentilmente, cercando di rassicurarla.
"Ti ho detto che ti amo e adesso, vorrei anche dirti che ti voglio come ragazza e che in più, vorrei anche un bacio, se non ti dispiace." Mormorò piano, rivolgendole un sorrisetto furbo. La riccia sorrise radiosa, percorrendo in fretta quei pochi metri che la separavano da lui per poi saltargli in braccio e baciarlo, baciarlo fino allo sfinimento. Quella sera non le importava di altro, se non di Draco, i suoi baci ardenti e l'euforia di sapere che finalmente era diventato il suo ragazzo a tutti gli effetti. Non gliene fregava se dovevano mantenere segreta la loro relazione o se avrebbero incontrato degli ostacoli durante il loro cammino, l'importante era finalmente sapere di appartenergli e di poterlo considerare suo a tutti gli effetti. Il suo ragazzo, suo e di nessun'altro...Da quella sera in poi sarebbe stato tutto in salita, se lo sentiva. Avrebbe dovuto ringraziare e aiutare Ginny fino allo sfinimento...
- Perdonatemi, perdonatemi umilmente e infinitamente, ma il 21 mi inizia la maturità e devo studiare, studiare, studiareeee! Il 5 giugno ho dovuto fare un compito di storia su 250 pagine e ho avuto pochissimo tempo per studiare e gli altri giorni, stessa zuppa per le altre materie. Quindi scusatemi davvero tanto se ho tempi di attesa così lunghi, sappiate che in ogni caso non vi abbandono, tranquilli :D! Spero di poter aggiornare in tempi decenti e che soprattutto, la storia vi piaccia... In questo capitolo finalmente Hermione e Draco si sono ufficialmente dichiarati. Cosa accadrà prossimamente? Chi lo...A prestooo, fatemi sapere. Bacioni enormi a tutti e ancora tantissime scuse, cercherò di farmi perdonare <3 <3 <3.-
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