O.MIO.DIO
"Draco, vai ad aprire la porta." Stava dicendo Lucius, nel mentre che finiva di aggiustarsi l'elegante completo nero che aveva indossato per l'occasione. Draco, con una faccia da funerale, annuì lentamente. Sapeva che quel vai ad aprire significava andare ad accogliere Pansy. Era il giorno di Natale e accanto al suo letto, aveva trovato come di consueto, la sua pila di regali, ma non se li era affatto goduti, sapendo che a breve avrebbe avuto quella piattola tra i piedi.
"Insomma Draco, muoviti. Non è buona educazione far aspettare gli ospiti." Lo rimproverò nuovamente Lucius. Il ragazzo sbuffò irritato, avviandosi il più lentamente possibile verso il portone di Malfoy Manor. Non aveva alcuna voglia di averla tra i piedi. Non la voleva a casa sua, avrebbe di gran lungo preferito passare un'intera giornata con Potter, piuttosto che con lei, ed era tutto da dire.
Sbloccò la porta e il cancello, lasciando che quest'ultimo lasciasse libero ingresso ai coniugi Parkinson e alla figlia, che era super eccitata alla prospettiva di avere in qualche modo, Draco tutto per sé. Il ragazzo deglutì, sentendo il desiderio impellente di rispedirla a casa sua. Sperava che almeno la presenza dei suoi, la tenesse a bada. Erano comunque una famiglia di un certo rango, e tenevano all'educazione della figlia.
"Forza Draco, vai incontro alla signorina Parkinson e aiutala a trasportare la valigia. Fatti vedere educato." Gli sibilò il padre in un orecchio, raggiungendolo sulla soglia di casa. Il ragazzo strinse i denti. Di male in peggio. Adesso avrebbe dovuto pure fare il facchino per miss rompi coglioni.
Senza però obiettare, andò incontro alla famiglia Parkinson. Suo padre l'avrebbe spellato vivo, se avesse fatto polemiche davanti agli ospiti.
"Signori Parkinson, Pansy." Salutò Draco cordialmente, stringendo la mano a marito e moglie.
"Oh Draco! Sono così felice di vederti! Buon Natale." Strillò la compagna, gettandogli le braccia al collo senza ritegno. La signora Parkinson si lasciò sfuggire un risolino e il marito, non sembrò particolarmente dispiaciuto da quelle effusioni pubbliche.
Draco invece, dovette trattenersi dal tirarla in mezzo al roseto e lasciarla lì fino alla fine delle vacanze.
"Si si, Buon Natale anche a te. Ti aiuto con la valigia." Borbottò il biondo, liberandosi del polpo, anche se con una certa difficoltà. La ragazza squittì deliziata, scambiando il suo gesto per un atto di galanteria.
Draco sbuffò irritato, sollevando di peso quella valigia che pesava quintali. Si domandò cosa diavolo ci avesse messo dentro la ragazza che in quel momento, gli stava blaterando nelle orecchia senza tregua. Non la sopportava già più.
"Draco mi stai ascoltando e wow..." sussurrò Pansy non appena varcò la soglia del Manor.
Esatto, wow. Il Manor era una meraviglia. Ogni anno i Malfoy addobbavano l'enorme villa con lusso e sfarzo. Neve finta pioveva dal soffitto, in ogni stanza era stato posizionato un enorme albero di Natale, decorato sfarzosamente. Piccole fate svolazzavano per il Manor, come piccole stelle luminose di vari colori. Ghirlande eleganti rivestivano i caminetti e statue di ghiaccio che non si scioglieva e di cristallo, abbellivano gli angoli della casa. Il tutto rendeva veramente l'effetto magico.
La ragazza si guardò attorno avidamente, meravigliata da così tanta ricchezza e magnificenza. Draco la guardò annoiato. Era abituato a simili reazioni e si sarebbe piuttosto meravigliato, se un'oca come Pansy, non fosse rimasta estasiata da tutto quel lusso. Nel frattempo gli adulti si erano riuniti in salotto per i convenevoli e Draco, propose di raggiungerli. Non che avesse voglia di sentire discorsi pallosi, ma non desiderava affatto restare da solo con la sanguisuga.
"Draco, cosa mi racconti di Hogwarts? da quello che dice Pansy, sei un ragazzo molto intelligente." Chiese il Signor Parkinson, rivolgendosi al ragazzo dopo una lunga chiacchierata con Lucius e Narcissa.
"La ringrazio Signore. Ad Hogwarts procede tutto normalmente, mi reputo soddisfatto dei miei risultati, ma Pansy mi ha sopravvalutato." Rispose Draco cordialmente, sentendo lo sguardo di suo padre osservarlo attentamente. Non un passo falso.
"Sempre modesto mio figlio, forse fin troppo." Rispose strascicato Lucius. Draco non rispose, ma il signor Parkinson parve soddisfatto della risposta. Quando la signora Parkinson stava per parlare, il campanello suonò nuovamente e Draco, guardò i genitori con sguardo interrogativo.
"Vado io ad aprire." Disse immediatamente Narcissa.
"Vi accompagno, madre." Aggiunse Draco, alzandosi subito dopo di lei.
"Aspettiamo altri ospiti?" Chiese Draco, sperando che non fossero altri ospiti pallosi. La donna sorrise e annuì leggermente.
"Sono certa che ne sarai felice." Gli rispose allegramente.
" Se lo dici tu e... Blaise?" Strillò Draco.
Il moro gli rivolse un sorriso a trentadue denti e disse
"Sorpresa amico! Buon Natale... Spero tu sia felice di vedermi." Ghignò.
"Felice? Scherzi vero? Sono felicissimo, mi hai appena salvato la vita." Sussurrò Draco, facendo ridere l'amico. Narcissa alzò gli occhi al cielo, ma era anche lei divertita.
Tornarono in salotto e la faccia di Pansy quando vide Blaise, fu impagabile. Ovviamente aveva sperato di passare le vacanze da sola con Draco, non aveva minimamente pensato al fatto che ci potrebbero essere stati altri ospiti. Il ragazzo e Draco si guardarono, facendo un ghigno identico
"Ah, Blaise. È un piacere averti tra noi. Passerai le vacanze al Manor?" Chiese Lucius, alzandosi in piedi per stringere la mano al ragazzo.
Il moro ricambiò cordialmente, salutando educatamente i signori Parkinson e Pansy, che gli rivolse un saluto imbronciato.
"Sì, signor Malfoy. Sua moglie è stata così gentile da invitarmi a passare qualche giorno da voi, pensando che Draco ne sarebbe stato felice." Spiegò, sorridendo.
"Ne sono felice. E i tuoi genitori? Sarei stato onorato di parlare d'affari con tuo padre." Continuò Lucius.
"Si sarebbero sentiti di troppo, signore. Per questo hanno deciso di passare le vacanze da alcuni nostri parenti in Francia. Vi mandano però i loro più cari auguri." Spiegò il moro.
" Nessun disturbo ragazzo, digli che ci farebbe molto piacere riceverli al Manor per una cena." Gli rispose Lucius
"Glielo dirò sicuramente, vi ringrazio già da parte loro."
"Coraggio Lucius, lasciamo andare i ragazzi, sono certa che si siano scocciati dei nostri discorsi da adulti." Mise fine al discorso Narcissa, sorridendo ai giovani.
"Io dovrei sistemare i miei bagagli. Potrei sapere dove dormirò?" Cinguettò Pansy, guardando in direzione di Draco.
"Blaise dormirà nella mia stanza, tu puoi scegliere una delle stanze degli ospiti." Le rispose immediatamente Draco. La ragazza arrossì fino alla punta delle orecchia, guardando il ragazzo indignata. Non era ciò che si sarebbe aspettata.
"Signora Parkinson, Signor Parkinson, vi accompagno al piano superiore, potete scegliere la vostra stanza." Li incoraggiò Narcissa.
"Blaise, ti devo assolutamente parlare." Mormorò Draco. Il moro annuì, capendo perfettamente a cosa si riferisse.
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Dall'altra parte di Londra, al quartier generale, il Natale si stava svolgendo in tutt'altro modo. I Weasley stavano festeggiando il ritorno a casa del signor Weasley, che finalmente stava guarendo. E anche Harry ed Hermione si stavano godendo i festeggiamenti seppur la riccia, sapeva di dover confessare l'enorme segreto che si portava dentro, all'amica.
Ginny infatti, la guardava incuriosita, ma Hermione non se la sentiva ancora di dirle la verità, per paura della sua reazione. Come l'avrebbe presa? Si sarebbe infuriata? Avrebbe raccontato ad Harry e Ron ciò che aveva fatto, odiandola? No, non poteva e non doveva pensare quelle cose. Ginny avrebbe capito, l'avrebbe aiutata e consigliata.
"Hermione, ti ricordi di quella cosa che mi dovevi dire?" Le rinfrescò infatti la memoria la rossa, una volta che ebbero finito di mangiare. Hermione sussultò, guardandosi attorno preoccupata. Harry e Ron stavano parlando di Quidditch con Charlie, Bill e i gemelli, mentre gli adulti, parlavano tra di loro di questioni importanti dell'ordine.
"Io... Si ecco... ora non è il caso..." balbettò Hermione a disagio. La rossa inarcò un sopracciglio.
"Hermione, andiamo in camera." Disse Ginny, per niente convinta da quel comportamento.
La riccia si morse il labbro nervosamente, sapendo di non poter rimandare ulteriormente.
"E va bene." Pigolò. Salirono le scale silenziosamente, con Ginny che lanciava occhiate preoccupate all'amica e non appena raggiunsero la loro camera, Ginny si chiuse la porta alle spalle.
"Allora, mi spieghi perché sei così strana?" Chiese la rossa preoccupata. Hermione si sedette sul letto dell'amica, sospirando tristemente.
"Credo di aver fatto una cosa orribile..." sussurrò. Ginny inarcò le sopracciglia, guardandola scettica.
"Andiamo Hermione, cosa potrai aver mai fatto di così grave?"
"Io...io...oh Ginny, mi sento così in colpa..." balbettò la riccia, scoppiando in lacrime.
"HERMIONE!" Urlò Ginny sempre più preoccupata, precipitandosi accanto all'amica.
"Shhh Ginny, o verranno a controllare." Rispose con voce nasale.
"Per favore, dimmi cosa ti è successo! Ti hanno fatto del male? Sei nei guai? Parla Hermione." Strillò la rossa agitata, mordendosi il labbro per l'agitazione.
"Ginny, mi prometti che non lo dirai a nessuno e che non mi odierai?" Pigolò la riccia, guardandola supplichevole.
"Adesso mi stai veramente facendo preoccupare, vuoi vuotare il sacco? Comunque prometto, promesso." Hermione annuì piano.
"Ho baciato Malfoy..." Sussurrò, evitando lo sguardo dell'amica.
Ginny spalancò la bocca, assorbendo lo shock, e guardando l'amica con gli occhi fuori dalle orbite.
"C-cosa? Quando, come, perché?" Esalò shoccata.
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Nel frattempo anche al Manor stavano festeggiando il Natale e dopo il pranzo, i ragazzi si erano ritirati nella stanza di Draco per parlare, esclusa Pansy, che aveva optato per un bagno caldo nella sua stanza.
"Chiudi a chiave la porta Blaise, non voglio che si corra il rischio che quella gallina entri all'improvviso nella stanza." Borbottò Draco, mentre l'amico eseguiva la richiesta.
"Accidenti, non sembra molto felice della mia presenza. Siamo sicuri che non mi faccia secco di notte per togliermi dai piedi?" Chiese Blaise preoccupato.
"Come la fai tragica. In ogni caso è inviperita perché sperava di tenermi arpionato a lei per tutte le vacanze, dormendo con me come due fidanzatini. E tu le hai rovinato i piani." Ghignò Draco.
"Sei molto dispiaciuto immagino." Ghignò in risposta anche Blaise.
"Troppo." Finse Draco, facendo una buffa espressione drammatica. Blaise scoppiò a ridere e dopo poco disse
"A parte gli scherzi, dobbiamo parlare di cose serie."
"Giusto. Ma prima facciamo un incantesimo silenziante, sia mai che qualcuno senta." Rispose Draco serio.
"Ma non possiamo fare magie fuori dalla scuola." Rispose Blaise, nuovamente preoccupato.
"Non ti preoccupare, non se ne accorgerà nessuno. Al massimo, confonderanno l'incantesimo con la magia dei miei." Spiegò Draco, eseguendo l'incantesimo. Era certo che nessuno sarebbe mai venuto a cercarlo al Manor per una simile sciocchezza.
"Se lo dici tu... Comunque parliamo di cose serie. Non abbiamo più avuto modo di parlare di ciò che è successo..." Disse Blaise, scrutando attentamente l'amico. Draco si rabbuiò, ripensando alle gesta vili di Nott, che avrebbe volentieri ammazzato con le sue stesse mani.
"Cos'è successo quando hai portato via Nott?" Chiese.
"Era messo davvero male amico, ho fatto una gran fatica per riportarlo in sala comune. A Flint ho detto che l'abbiamo visto uscire e si è sentito male nel corridoio. Credo mi abbia creduto, ma si è arrabbiato parecchio e dopo un po', la festa è finita." Spiegò il moro.
"Che coglione." grugnì Draco.
"Lo so Draco, ieri mattina si è scusato in tutti i modi, ma gli ho ugualmente fatto giurare di non farne parola con nessuno."
"Sarà meglio che tenga chiusa quella fogna, o potrei spellarlo vivo. Lui e le sue patetiche scuse." Sibilò Draco. Blaise inarcò un sopracciglio.
"E tu invece? Cos'è successo con Hermione? Sei scomparso per ore, lei come sta?" Chiese. Draco sussultò
"Come l'hai chiamata?" Rantolò. Il moro sbuffò
"L'ho chiamata Hermione. Ha un nome, oltre al cognome, Draco." Gli rispose aspro, lanciandogli un'occhiataccia.
Il biondo strinse le labbra in una linea sottile. Gli faceva strano sentirla chiamare per nome, per lui era la Granger. La prospettiva di chiamarla diversamente gli sembrava assurda. Hermione. Non aveva mai provato a pronunciare il suo nome. Non appena aveva scoperto il suo essere mezzosangue, era automaticamente diventata la Granger. Solo e sempre Granger.
"Sputa il rospo Draco." Lo incitò Blaise, vedendo che l'amico era diventato taciturno. Draco sussultò, tornando a guardare l'amico con sguardo perso.
"Oh giusto... Come stava... Era sotto shock, non faceva che piangere e si è addirittura fatta aiutare da me, capisci?" Iniziò a spiegare. Blaise annuì
"E poi?" Chiese
"L'ho portata nel bagno dei prefetti, aveva bisogno di un bagno. Ho cercato di essere il più carino possibile con lei." Borbottò Draco, arrossendo leggermente.
Blaise strabuzzò gli occhi, guardando l'amico incredulo.
"L'hai portata a fare un bagno?" Chiese shoccato.
"Esatto... Ma la cosa sorprendente è che mi ha chiesto di restare con lei..." continuò Draco, ripensando alle immagini di quella sera.
"COSA?" Urlò Blaise, con gli occhi sgranati.
"Shh zitto Blaise! Meno male ho fatto l'incantesimo." L'apostrofò Draco, lanciandogli un'occhiataccia.
"Scusa amico, ma non si sente tutti i giorni una cosa del genere. Vai avanti." Lo incitò il moro, abbassando il tono di voce.
"Anche se incredulo, ho accettato di restare con lei, ovviamente. Non sapevo bene cosa fare, non volevo rischiare di spaventarla o altro, ma quando ho visto che da sola sarebbe andata poco lontana, ho capito che avrei dovuto aiutarla a spogliarsi, e così ho fatto." Aggiunse. Blaise ormai aveva gli occhi fuori dalle orbite.
"L'hai vista nuda?" Chiese Blaise ancora più shoccato.
"Accidenti Blaise, non sono un maniaco. Non l'ho spogliata completamente. In quello stato non mi sono permesso di esagerare. Già il fatto che mi abbia chiesto di restare, fa capire quanto fosse sconvolta." Borbottò Draco.
"Hai fatto la cosa giusta amico. Ma è finita così?" Chiese il moro un po' deluso.
"No certo che no, ecco... Non so nemmeno come sia successo... Ma insomma, era bellissima e mi è venuto spontaneo dirglielo e lei... Lei mi ha detto che pure io sono bello e poi... Ci siamo baciati." Sussurrò Draco.
" O.MIO.DIO!" Urlò Blaise esaltato.
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Ginny guardava Hermione a bocca spalancata e la riccia, si azzardò a lanciarle una timida occhiata. Non sembrava arrabbiata, più che altro, sconvolta dalla notizia.
" Sei arrabbiata?" Sussurrò la riccia, quasi spaventata.
" N..no, i..io... O cielo Hermione, com'è successo?" Chiese Ginny a bocca aperta. Hermione si morse il labbro. Era il caso di dirle di Nott? Avrebbe dato di matto... Ma doveva essere sincera con lei, se voleva che l'aiutasse.
"La sera delle ronde, il giorno prima delle vacanze. Sarei dovuta essere con Ron, ma per ciò che è successo a vostro padre, ero sola. Quel giorno ero strana, avevo un brutto presentimento, ho saltato anche le lezioni e sai perfettamente che io odio, saltare le lezioni, ma proprio non avrei retto senza Harry e Ron." Sussurrò. Ginny l'ascoltava senza osare fiatare.
"Ho deciso di andare in biblioteca e lì, mi sono accorta della presenza di Malfoy che stava cercando dei libri. Mi è subito sembrato sospetto, ma l'ho ignorato, non volevo litigare con lui, non il giorno prima delle vacanze e in quello stato. Stavo troppo male." Sussurrò. Ginny si beveva ogni parola in silenzio, sapendo che qualcosa di brutto era alle porte.
"Durante il giorno ho cercato in ogni modo di distrarmi, ma quella bruttissima sensazione non voleva abbandonarmi. Non riuscivo a capire cosa non andasse, ma era davvero una sensazione tremenda." Mormorò
"Malfoy ti ha fatto del male?" Sussurrò Ginny agghiacciata. Se così fosse stato, l'avrebbe ammazzato. La riccia scosse la testa energicamente.
"No, no aspetta, adesso ci arrivo."
Ginny si tranquillizzò un po'.
"Quella sera sono uscita dalla sala comune alla solita ora. Ho fatto tutto il giro, era tutto tranquillo, forse fin troppo. Ma quella sensazione di paura e angoscia non mi abbandonava. In quel momento, avrei tanto voluto la compagnia di Ron." Mormorò la riccia, sentendo di nuovo quella sensazione orribile che aveva provato quella sera.
"E poi cos'è successo? Cosa c'entra Malfoy?" Sussurrò Ginny. Hermione sentì la pelle d'oca percorrerle tutto il corpo.
"Quando sono arrivata ai sotterranei è lì, che ho capito che qualcosa non andava, che qualcosa di terribile sarebbe accaduto. Avevo davvero tanta paura, mi sentivo quasi svenire." Sussurrò. Ginny rabbrividì. Quel racconto la stava spaventando a morte, e nemmeno riguardava lei personalmente.
"Però mi sono fatta coraggio. Ho sceso tutte le scale, stando lo stesso in allerta e ho percorso qualche metro. A un certo punto però, ho sentito la voce di un ragazzo che stava delirando, era ubriaco." Mormorò Hermione, sentendosi gli occhi lucidi. Ginny deglutì a vuoto, adesso era lei, quella che sentiva una terribile sensazione alla bocca dello stomaco.
"Hermione, cos'è successo?" Chiese piano, sapendo che stava per ascoltare qualcosa di terribile.
"Mi sono come paralizzata. Era come se i miei peggiori incubi si stessero per realizzare. Quando mi è apparso davanti, ho cercato di mantenere il controllo della situazione, gli ho chiesto se stava bene, per prendere tempo. Non potevo lasciarlo in quello stato... Ma non sapevo cosa fare."
Ginny trattenne il fiato, immaginandosi la scena.
"Chi era? Cosa ti ha fatto?" Chiese, con voce spezzata.
"Nott...Era Nott..." sussurrò la riccia. Ginny divenne livida di rabbia.
"Cosa ti ha fatto quel bastardo?" Sibilò furiosa. Hermione sentì una lacrima salata solcarle il viso. Era così umiliante doverlo ripetere, ancora così più brutto. Si concentrò sulla stanza spoglia e un po' muffita che condivideva con l'amica, non riusciva a guardarla negli occhi.
"Ha iniziato a farmi discorsi strani, avevo tanta paura di lui, ma non volevo dargli la soddisfazione di capirlo. Era ubriaco, e non capiva ciò che stava facendo o per lo meno, non completamente." Spiegò. Stava prendendo tempo, lo sapeva. Le sarebbe bastato un attimo per dirle ciò che era successo, ma stava cercando di evitare il momento. Ginny la guardava, tremante di rabbia. Se le aveva fatto del male, l'avrebbe ammazzato con le sue mani e Malfoy dietro, se pure lui le avesse fatto qualcosa.
"Parla Hermione, dimmi cos'è successo, sono qua per aiutarti." Le disse Ginny dolcemente, trattenendo la sua rabbia. Se si fosse fatta vedere in quelle condizioni, Hermione non avrebbe mai parlato.
"Oh Ginny... Io...io, me lo sono ritrovato addosso all'improvviso, non riuscivo a difendermi, non riuscivo ad allontanarlo, era troppo più forte di me. Ha iniziato a baciarmi contro la mia volontà, voleva spigliarmi ed io ero terrorizzata. Non riuscivo ad arrivare alla bacchetta, ormai mi ritenevo spacciata ma poi, ho cercato di ribellarmi mordendolo. Per un attimo ha funzionato, ma quando si è ripreso, mi ha picchiata e mi ha chiamata... mi ha chiamata... S-sporca m-mezzosangue." Disse Hermione, piangendo a diritto.
Ginny si sentì quasi svenire. Non ci poteva credere che alla sua migliore amica fosse stata fatta una cosa così spregevole e un pensiero orribile, le attraversò la mente. Nott era riuscito nel suo intento?
"Hermione, vieni qua. Ci sono io adesso, ci sono io... Finisci di spiegarti..." sussurrò la rossa, con voce tremula, attirando l'amica tra le sue braccia.
"I..io... Non so nemmeno cosa sia successo di preciso, ma a un certo punto è arrivato Malfoy e lui..." balbettò la riccia, cercando di asciugarsi le lacrime.
"Ti ha fatto del male?" Chiese Ginny, terrorizzata.
"Lui...lui...Mi ha salvata." Sussurrò Hermione, guardando Ginny negli occhi.
"Oh..." sussurrò quest'ultima, guardando l'amica a bocca aperta.
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"Blaise, calmati!" Abbaiò il biondo, minacciando l'amico con la bacchetta. Se non l'avesse smessa, l'avrebbe schiantato, infrangendo davvero il decreto delle arti magiche.
"O mio Dio amico, ma ti rendi conto?" Chiese l'amico, esaltato, ignorando completamente la bacchetta sguainata.
"Sembri un pazzo! La smetti?" Sbottò Draco irritato
"Hai baciato Hermione Granger, amico!" Sussurró il moro. Draco sentì un peso sullo stomaco.
"Lo so... E forse ho fatto una cazzata..." borbottò.
"O andiamo, non riniziare con quelle stronzate." Lo rimbeccò il moro.
Draco gli lanciò un'occhiatacchia.
"Blaise, noi due ci odiamo e adesso, lei mi odierá ancora di più. A cosa mi è servito baciarla, se non ci sopportiamo e nemmeno dovremmo parlarci?" Chiese aspro. Sapeva che era così. La Granger era furibonda con lui, l'aveva capito sul treno, da come si era comportata. Non le era piaciuto il bacio, se n'era pentita, forse subito dopo che l'aveva riportata in sala comune. Pensò, con una smorfia. Non sapeva perché, ma quel pensiero lo deprimeva.
"A te è piaciuto?" Chiese Blaise serio.
"Cosa?" Sussultò Draco
"Il bacio."
"Oh...si... Mi è piaciuto." Borbottò, sentendosi accaldato. L'amico fece un sorrisetto compiaciuto.
"Beh...Devi parlarle allora." Gli disse. Draco lo guardò indignato.
"Ci ho provato! Sul treno... Ma non mi ha quasi dato modo di parlare." Sbottò
"Quella ragazza è un incubo! È intrattabile." Aggiunse, piccato.
Blaise inarcò un sopracciglio.
"È successo qualcosa che l'ha fatta arrabbiare? Sul treno, intendo." Chiese pratico
"No, cosa vuoi che sia.... Oh...credo di aver capito." Borbottò Draco, facendo una smorfia.
"Cosa hai combinato?" Chiese il moro, alzando gli occhi al soffitto
"Io nulla! È colpa di Pansy... Credo..." Rispose offeso. Insomma, non li faceva sempre lui i danni.
"Pansy?" Chiese Blaise confuso.
"Io e la Granger ci siamo incontrati davanti al vagone dei prefetti e lì, non mi sembrava arrabbiata, anzi. Poi è arrivata Pansy, che quando ci ha visti insieme ha iniziato a fare le sue solite sceneggiate e si è lasciata sfuggire, accidentalmente, che avrebbe passato le vacanze al Manor. Io nemmeno ne sapevo niente. Da lì non sono più riuscito a parlare con la Granger. Prima di scendere dal treno ho provato a parlarle in uno scompartimento vuoto, ma abbiamo finito con il litigare e mi ha augurato buone vacanze insieme a Pansy." Spiegò in fretta Draco.
"Ma certo, è gelosa." Disse Blaise, con un sorrisetto saputo.
"Gelosa? Di me? Sciocchezze." Chiese Draco incredulo.
"Fidati di me, quando una donna fa così è perché sotto sotto è gelosa." Spiegò pazientemente.
"Ma non ha motivo di essere gelosa di me." Disse il biondo, cadendo dalle nuvole.
"Ma non di te, di Pansy, stupido." Lo rimbeccò Blaise, beccandosi un'occhiataccia.
"Allora illuminami, esperto di ragazze. Io non ci arrivo." Lo apostrofò, facendolo ridacchiare.
"Tu l'hai baciata e lei si è sicuramente fatta mille domande, alle quali starà ancora cercando una risposta. Avete un rapporto piuttosto conflittuale e difficile, quindi non si fida, sarà sicuramente confusa e spaventata per ciò che è successo.
Probabilmente sperava di avere delle spiegazioni da te, ma è apparsa Pansy, spiattellando che sarebbe venuta al manor e lei, si è sentita usata e ferita, di nuovo.
Sa perfettamente che rapporto hai con Pansy e ha fatto due più due, per questo è arrabbiata con te. Al tempo stesso però è gelosa di Pansy, perché sa che starà con te per le vacanze e sotto sotto, anche se non lo vuole ammettere nemmeno a sé stessa, le piacerebbe essere al suo posto." Gli spiegò il moro.
"Dici? Sono davvero così complicate le donne?" Chiese Draco preoccupato.
"Dovrai parlarle Draco." Gli rispose serio l'amico.
"E una volta che le avrò parlato?" Chiese il biondo, in un sussurro.
"Dipenderà da te, da voi." Gli rispose piano Blaise.
"È un gran casino." Rispose dopo un po' Draco, osservando lontano, fuori dalla finestra, con un pensiero rivolto a quella ragazza così difficile che l'aveva stregato così tanto, seppur la persona più impensabile sulla faccia della terra.
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" Ti ha davvero salvata?" Sussurrò Ginny, con gli occhi sgranati per la sorpresa.
"Sì, strano vero? Non ha avuto un minimo di esitazione. Se non fosse stato per lui, Nott mi avrebbe violentata." Rispose Hermione, trattenendo un brivido.
"È stato... Un bel gesto da parte sua." Sussurrò Ginny.
"Lo so... E per questo, non potrò mai essergli abbastanza riconoscente." Mormorò Hermione.
"Ma non mi hai ancora detto del bacio. Com'è successo?" Chiese di nuovo la rossa, ormai desiderosa di sapere tutta la storia.
" Vedi...Quando mi ha salvata, ero in condizioni disastrose. Mi ha accompagnata al bagno dei prefetti, per fare un bagno caldo e io... Gli ho chiesto di restare con me." Borbottò Hermione, arrossendo come un pomodoro. Ginny strabuzzò ancora di più gli occhi.
"Avetre fatto il bagno insieme? Nudi?" Gracchiò la rossa. Hermione la guardò scandalizzata.
"Ginny! Avevamo l'intimo." Le rispose, ormai color mattone
"Resta il fatto che avete fatto il bagno insieme." Boccheggiò
"Lo so e Ginny... È stato bellissimo. Per una volta è stato così carino, così diverso... Era premuroso, sembrava preoccupato per me. A un certo punto mi ha detto che ero bellissima e non ho potuto resistere...Ci siamo baciati. In quel momento stavo così bene, non me ne sarei più voluta andare." Mormorò la riccia.
"Wow... È insomma, in conclusione?" Chiese Ginny, rapita.
"In conclusione sono completamente pazza e mi sento terribilmente in colpa. Non dovevo baciarlo, sento di aver tradito Harry e Ron, perché seppur sbagliato, quel bacio mi è piaciuto, l'ho desiderato troppo a lungo. Già da prima ero attratta da lui, l'ho capito settimane fa. Ma non posso Ginny, non deve accadere mai più, ci odiamo, sicuramente se n'è già pentito. Inoltre lui ha la Parkinson." Disse Hermione, disperata. Facendo una smorfia al nome di Pansy.
"Senti, adesso ti calmi. Non hai ucciso nessuno. Dovrai parlare con lui, hai capito? Non puoi evitarlo a vita, che ti piaccia oppure no. Andrà tutto bene." La incoraggiò Ginny.
"Tutto bene? Ti rendi conto di ciò che ho fatto? Se Ron ed Harry lo scoprissero mi odierebbero, giustamente. È come se Ron baciasse per esempio la Parkinson." Rispose Hermione debolmente.
"Harry e Ron non lo scopriranno mai e stai certa, che mio fratello e la Parkinson non si baceranno mai." Le rispose Ginny con una smorfia.
"Sono terrorizzata Ginny." Sussurrò Hermione.
"Lo so, ma si risolverà tutto. Ti aiuterò tutte le volte che vorrai." La incoraggiò l'amica.
"Quindi non sei arrabbiata con me?" Chiese Hermione meravigliata.
"Dovrei?" Chiese Ginny, inarcando un sopracciglio.
"Forse..." borbottò Hermione, perdendosi nei ricordi
" Non ti volterei mai le spalle." Le sorrise Ginny, felice di vederla più serena.
" È tutto un gran casino." Mormorò Hermione, rivolgendo un pensiero al biondo che, in pochi istanti, le aveva completamente stravolto ogni pensiero logico e razionale...
-Il capitolo è finitoo, record, dopo due giorni l'ho già scritto. Spero che vi piaccia! ♡. Ho eliminato la mia storia su Voldemort. Non mi piaceva più. Mi sono resa conto che non era interessante e quindi ho intenzione di scriverne un'altra sempre su Voldemort, ma cambiandola completamente. Vi dico solo che ho tipo cinque storie nelle Bozze, sempre su Harry Potter, che sto scrivendo e prima o poi pubblicherò. Ma adesso voglio concentrarmi su questa, che per me è una storia importantissima e c'è davvero tanta, tanta strada da fare xD. Sarà piuttosto lunga, molto lunga. Buon scervellamento. Grazie a tutti ❤ -
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