Nuovi guai in vista
"Hermione, è pericoloso. Qualsiasi cosa stiate facendo, interrompetela." Stava ripetendo Draco per l'ennesima volta. Erano riusciti a ritagliarsi quei brevi momenti insieme e il ragazzo stava cercando di metterla in guardia, cosa al quanto difficile.
"Draco, tu non capisci...È importante. Non possiamo interrompere tutto adesso, sono coinvolte troppe persone." Gli rispose stancamente la ragazza. Si trovavano nella stanza delle necessità, ancora una volta trasformata in un salottino intimo e accogliente, questa volta sulle tonalità di un color panna e caffellatte.
"E allora questo dovrebbe essere una ragione in più per bloccare questa follia! Almeno dimmi di cosa si tratta, perché vale così tanto la pena rischiare l'espulsione per ciò che state facendo." Hermione a quelle parole trasalì e Draco la guardò soddisfatto per tale reazione. Doveva farle capire che la Umbridge e il ministero non scherzavano e che loro, un piccolo gruppo di studenti allo sbaraglio, potevano far ben poco contro di loro, se non rischiare seriamente l'espulsione. Nemmeno la sua mente brillante e media impeccabile l'avrebbero salvata, se l'avessero scoperta a complottare contro il ministero della magia.
"Senti...State prendendo il ministero fin troppo sotto gamba. Caramell sarà pure stupido, ma Dolores Umbridge no, credimi...E metterseli contro è terribilmente pericoloso." Continuò il biondo, poggiando il palmo della mano sulla spalla della riccia, che sospirò ancora, socchiudendo gli occhi a quel leggero contatto.
"Draco...Abbiamo lottato tanto per ottenere ciò che siamo riusciti a creare e né vogliamo né tanto meno possiamo mollare tutto quanto, proprio adesso, per paura. Abbiamo fondato un gruppo di difesa contro le arti oscure...Dove Harry ne è a capo e credimi, è davvero di aiuto a tante persone. Molti hanno fatto miglioramenti strepitosi, quindi non possiamo abbandonarli proprio adesso, non sarebbe giusto. Non dobbiamo darla vinta a loro e mostrarci deboli." Draco sbarrò gli occhi, ricordando che gli aveva già accennato qualcosa a riguardo ma sentirselo ridire, gli suonava ancora di più come una vera e propria missione folle e suicida.
"Per Salazar Hermione, sei impazzita? Potter è la persona più impulsiva ed egocentrica che possa esistere... Farvi capeggiare da lui è una pessima idea. E poi, anche se tante persone, come dici te, sono migliorate... Cosa pensate di fare? Credete di poter sconfiggere il ministero con qualche stupeficium ed expelliarmus? Credevo si trattasse di qualcosa di più consistente, non di... Una banda di studenti che si allena illegalmente con qualche incantesimo di difesa. Non vale la pena essere espulsi per una simile sciocchezza. Potter ha già rischiato grosso, l'ha salvato per un soffio Silente, altrimenti a quest'ora gli avrebbero già spezzato la bacchetta magica, sarebbe stato bandito dal mondo magico e adesso sarebbe recluso a casa di quei suoi parenti babbani. A quanto pare la lezione non gli è bastata." Sbottò il biondo, allontanandosi da Hermione e iniziando a camminare avanti e indietro, ragionando febbrilmente. Stava seriamente, in qualche modo, parando il deretano pure a Potter, il suo peggior nemico? A quanto pareva si. Grugnì disgustato, evitando però commenti a riguardo.
"Ma quello è un altro discorso Draco! Harry si è dovuto difendere e al tempo stesso ha dovuto salvare la vita di suo cugino, che non è morto per miracolo! Sono stati aggrediti da due dissennatori che a quanto pare sono sfuggiti al controllo del ministero. Devi credermi, e devi aiutarmi... La situazione è peggiore del previsto. Si presume che Voldemort voglia reclutare i dissennatori, i giganti e... I lupi mannari." la riccia deglutì a vuoto, rabbrividendo di fronte a quelle prospettive. Anche il loro ex professore era un lupo mannaro, ma lui era una persona buona e gentile, purtroppo condannata a quella maledizione per il resto della sua vita. Ma non tutti erano come lui, anzi... I più erano assassini spietati e bramosi di carne umana. Per non parlare dei giganti, creature sanguinarie e a loro volta malvagie.
Le era bastato il racconto di Hagrid per capire quanto potessero essere crudeli e pericolosi. Simili creature sotto il controllo di Voldemort, che gli avrebbe concesso ogni tipo di orrore, avrebbero distrutto il mondo magico e disseminato terrore ovunque nell'arco di pochissimo tempo. Per non parlare dei dissennatori, le creature più disgustose esistenti sulla faccia della terra. Se si fossero ribellate al ministero e fossero passate anch'esse solo il comando del signore oscuro, sarebbe stato terribile, un vero e proprio incubo. Avere creature magiche a piede libero che disseminano disperazione, risucchiano alle persone ogni ricordo felice e sono in grado di prosciugargli l'anima, sarebbe stata una vera e propria catastrofe.
Per non parlare dei lupi mannari...Non sapeva molto di loro, se non che in pochissimi vivevano mescolati tra la popolazione magica. I più vivevano in branchi isolati, ai margini del mondo magico e il più lontano possibile dalla comunità. Troppo pericolosi e ormai incapaci di convivere nella civiltà. Sicuramente dentro di loro covavano rabbia e desiderio di vendetta per essere stati emarginati e confinati al margine della civiltà, costretti a vivere in modo definitivo come bestie e Voldemort, gli avrebbe potuto concedere la vendetta che tanto desideravano. Se branchi di lupi mannari avessero iniziato a brancolare per le città, infettando altre persone in massa e uccidendone altrettante, voldemort avrebbe già avuto la vittoria in pugno. Il ministero sarebbe crollato in breve tempo, sotto il comando di Caramell, troppo ottuso per comprendere la verità che gli veniva posta sotto il naso e troppo incapace per mobilitare il ministero in modo da innalzare una buona difesa.
Draco, se possibile, impallidì ancora di più e la sua pelle diafana si colorò di una tonalità grigiastra. Hermione lo guardò preoccupata, temendo che potesse seriamente svenirle davanti. Si rendeva conto che per lui doveva essere particolarmente difficile venire a conoscenza di simili orrori e comprendere che suo padre contribuiva al tentativo di realizzare tutto ciò. Ma era giusto che sapesse. Il ragazzo andò a sedersi su una poltroncina e guardò la riccia con aria smarrita, per un momento gli si era davvero appannata la vista, provocandogli una sensazione di vomito e disgusto.
"Giganti...Dissennatori...L-lupi mannari? Ma che senso ha...Il Signore oscuro vuole conquistare il potere, così finirebbe per distruggere il mondo magico..." Gracchiò, lasciando la frase incompleta. Hermione lo guardò dispiaciuta, andandosi a sedere vicino a lui. Gli sembrava così fragile in quel momento...
"Non sappiamo Granché dei suoi piani, almeno noi ragazzi, e di quel poco che so non posso dirti molto, è troppo pericoloso. Gli adulti non ci dicono niente, sappiamo che stanno indagando e che sanno qualcosa di importante che non ci vogliono dire, infatti non lasciano trapelare nulla. Ma andando a supposizioni...Credo, crediamo, che stiano studiando i movimenti di Voldemort, per quello che gli è possibile e noi, crediamo che quest'ultimo abbia un'idea tutta sua riguardo al mondo magico. Supponiamo che voglia instaurare una specie di dittatura basata sul terrore dove lui ovviamente ne sarebbe a capo e lascerebbe fare il lavoro sporco ai suoi mangiamorte. Le famiglie più ricche e purosangue sarebbero quelle più privilegiate e intoccabili, i mezzosangue invece dovrebbero sottostare agli ordini di quest'ultimi e i così detti traditori del proprio sangue e i nati babbani beh...Non credo ci sia bisogno di dirlo. Puoi benissimo immaginartelo." Rispose amaramente, evitando il contatto visivo. Se mai Voldemort fosse riuscito nella sua impresa, sapeva quale sarebbe stato il suo destino, se solo i mangiamorte fossero riusciti a metterle le mani addosso. Non c'era bisogno di starlo a specificare.
Il biondo deglutì a vuoto, sentendo una voragine nel petto. Si sentiva un mostro, perché apparteneva a una famiglia di mostri, che gli avevano inculcato in testa ideali mostruosi e malati fin da bambino e in più si prostravano ai piedi di un folle, pensando che i suoi ideali fossero giusti. Dei folli sadici e spietati...ecco cos'erano. Deglutì ancora, pensando a suo padre, e rabbrividì visibilmente. Quello era davvero colui che l'aveva messo al mondo e cresciuto? Anche lui era così? Un criminale, un assassino, seguace di un pazzo? E davvero desiderava che lui, il suo unico figlio, diventasse come lui? E sua madre, quante cose doveva subire e sopportare per amor suo? Tutte quelle domande gli frullavano in testa provocandogli la nausea.
Ma la domanda più importante era...
"Quanto male ti ho fatto In questi anni?" Chiese duramente, alzando lo sguardo verso Hermione. Ghiaccio e ambra si scontrarono e la ragazza dilatò le pupille sorpresa.
"Draco io..." mormorò
"Voglio saperlo, voglio che tu me lo dica in faccia...Ogni sensazione che hai provato, ogni parola che più ti ha ferita. Voglio che tu me lo dica. Urlami addosso, piangi, picchiami se lo reputi necessario...Ma parla." Continuò ostinato, guardandola negli occhi.
Hermione deglutì, restando in silenzio per quelli che parvero secoli.
"Tanto...Mi hai fatto tanto male. Piangevo quando mi guardavi sprezzante e mi chiamavi sporca mezzosangue umiliandomi davanti a tutti. In quei momenti mi sentivo davvero una nullità.
Piangevo perché sentivo il disprezzo, l'odio e il disgusto nella tua voce quando ti rivolgevi a me, come se fossi stata un qualcosa di infetto e putrido. Sentivo un peso nel petto ogni volta che passavi, perché sapevo che per noi, passatempo o abitudine, mi avresti insultata e derisa per la prima cosa che ti sarebbe potuta venire in mente in quel momento. Poi mi sono abituata e ho iniziato a reagire,ma quella sensazione non se ne è mai andata del tutto e soprattutto... le domande sono rimaste ad affollarmi la mente. Sono davvero così diversa, così spregevole, rispetto a te o a un qualsiasi altro purosangue? Conta davvero così tanto il sangue di una persona?"Gli rispose e al tempo stesso chiese con voce spezzata e a un tratto stridula.
Draco si sentì uno schifo, un vero e proprio mostro. Come aveva potuto essere così malvagio e crudele con quella ragazza? Era colpa di suo padre, che fin da bambino gli aveva inculcato certe idee in testa che poi, crescendo, aveva reputato come normali e sensate. D'altronde, se fin da quando hai la capacità di intendere, parlare e camminare iniziano a darti una determinata educazione, poi difficilmente imparerai a pensarla diversamente... Ma negli ultimi tempi si era dovuto ricredere e adesso, tutti gli insegnamenti di suo padre stavano crollando come un castello di carte. Doveva distaccarsi da quegli ideali marci...Doveva liberarsene prima che questi lo inghiottissero definitivamente e se i sensi di colpa e il rimorso erano il prezzo da pagare, non si sarebbe lamentato. Era ciò che si meritava.
"No... Non hai niente di diverso, e l'ho capito solamente adesso.." Mormorò, sentendo un peso sollevarsi dal suo stomaco.
"Potrai mai perdonarmi?" Le chiese poi pacato, osservandola attentamente mentre sgranava gli occhi sorpresa. Forse non si sarebbe mai aspettata una simile confessione da parte sua. Lo guardò incerta, mordendosi il labbro inferiore nervosamente, mentre il biondo continuava a guardarla adesso in silenzio. Non poteva pretendere che lei gli gettasse le braccia al collo, riempiendolo di baci e dicendogli che sì, non avrebbe esitato un secondo a perdonarlo.
"Non potrò dimenticare, Draco. Non così velocemente per lo meno, ma posso perdonarti, lo sto già facendo, ci sto provando. Mi stai dimostrando di poter essere diverso, migliore. So con quali ideali sei cresciuto e anche se fa male...Capisco che nemmeno per te sia semplice. Ma abbiamo tempo per lavorarci e far incastrare al posto giusto ogni pezzo del puzzle." Sospirò la riccia, cercando di sorridere debolmente. Draco sentì un fiotto di calore invadergli il petto...Quella ragazza doveva per forza essere un angelo dal cuore d'oro. Era indubbiamente testarda, la classica so-tutto-io che ti fa saltare il sistema nervoso, il prefetto perfetto e tanti altri piccoli dettagli fastidiosi ma esclusi quelli...Non si poteva dire che non fosse una persona, una ragazza speciale e dal cuore nobile. Forse lei avrebbe seriamente potuto farlo rinascere...
"Grazie..." Mormorò il biondo, poggiando le sue labbra su quelle della riccia che sorpresa, ma felice, ricambiò quel bacio in quel momento così dolce e delicato. Il biondo sorrise appagato, stringendola maggiormente a sé. Gli sarebbe piaciuto fare l'amore con lei, sentirla completamente sua, ma non voleva rovinare quel momento così intimo e delicato. Non voleva metterle fretta, perché Hermione aveva ragione, avevano tutto il tempo per far combaciare tutti i pezzi del puzzle ed era sicuro che prima o poi sarebbe arrivato anche il loro momento.
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Erano passati diversi giorni dall'ultimo incontro con Draco e quel giorno, un venerdì sera, Hermione si trovava nuovamente nella stanza delle necessità ma quella volta, era circondata da un'altra ventina di persone e stava osservando, con affetto, il suo patronus argenteo a forma di lontra scorrazzare per la stanza. Harry aveva da poco iniziato a spiegare i patronus e orgoglioso, passava da tutti quanti, uno ad uno, per complimentarsi o aiutarli a migliorarsi. La riccia sorrise al suo migliore amico, in quel momento impegnato con Cho. Era molto orgogliosa di lui, nonostante fosse dell'idea che in campo ragazze, dovesse assolutamente cambiare gusti.
Ma osservando i suoi compagni, così felici e soddisfatti, tornò con la mente al dialogo con Draco, capendo che non era affatto d'accordo con lui sul fatto che l'ES fosse inutile. Certo, le conoscenze di Harry non erano quelle di un professore o di un auror al momento, però era già molto bravo e in poco tempo aveva fatto migliorare moltissimo la maggior parte di loro, Neville per primo che da sempre, era quello un po' più maldestro rispetto agli altri.
Sembrava quindi che tutto stesse andando bene, tutti sembravano felici ed entusiasti ma allora perché Hermione aveva un brutto presentimento? Il suo unico pensiero era Draco e tutto ciò che era accaduto tra di loro in quei pochi mesi e nonostante tutto ciò la rendesse assurdamente felice, un costante sentimento di colpa le attanagliava lo stomaco. Si sentiva in colpa quando si sedeva in sala grande con Harry e Ron e insieme discutevano delle questioni importanti che si trovavano ad affrontare negli ultimi tempi. Si sentiva in colpa quando li guardava negli occhi e si rendeva conto di quante cose gli stesse nascondendo. Si sentiva in colpa perché aveva la sensazione di star trascurando i suoi migliori amici, coloro che l'avevano accettata per quella che era e poteva considerare la sua seconda famiglia. Si sentiva in colpa perché li stava escludendo dalla sua vita, nascondendogli le cose più importanti... Lasciandoli all'oscuro di Draco, delle importanti rivelazioni che gli stava riferendo quest'ultimo e dei vari movimenti della Umbridge. Ma soprattutto, si sentiva in colpa per aver raccontato alcuni dei loro segreti più importanti al giovane serpeverde senza il loro consenso. Se l'avessero scoperta, non l'avrebbero mai perdonata e se lo sarebbe meritato. La sua unica confidente era Ginny che quasi tutte le sere, dopo cena, la raggiungeva nelle sue stanze dove fino a tardi parlavano del più e del meno, soprattutto di tutto ciò che stava accadendo. Purtroppo Ginny non riusciva a darle una risposta certa e la riccia si trovava perciò in una specie di limbo, dal quale non sapeva come uscire. Si sentiva assopita, come se tutta la sua intelligenza e razionalità avesse deciso di andare in letargo e ciò, non andava affatto bene. Avere una media impeccabile non le bastava più, in quanto non si sentiva pienamente appagata. Qualcosa le sfuggiva e quella sera, quella spiacevole sensazione alla bocca dello stomaco non la voleva abbandonare... Ma perché?
"Ottimo lavoro Hermione! Come sempre, non ti smentisci mai." La riccia trasalì, colta alla sprovvista. Harry le si era avvicinato sorridendo, osservando soddisfatto il suo patronus e Hermione, si maledì mentalmente per la sua ingiustificabile distrazione.
"Oh, grazie mille Harry! Questa è magia veramente avanzata, che non mi sarei mai immaginata di poter imparare a scuola. Sei un ottimo insegnante, devi riconoscerlo." Cercò di riprendersi, rispondendogli pochi secondi dopo. Nessuno prestava loro attenzione, in quanto tutti erano troppo impegnati con i propri patronus. Il moro la guardò titubante, cercando di capire cosa turbasse, negli ultimi periodi, la sua migliore amica.
"Hermione... So che non è il momento, ma ho bisogno di capire cosa ti sta succedendo. Ti vedo turbata, pensierosa. Sono preoccupato per te, anche Ron lo è. Ci siamo accorti che negli ultimi mesi sei più ansiosa e assorta nei tuoi pensieri. A volte dimentichi i tuoi doveri da prefetto e sparisci per ore. Forse stai studiando troppo per i G.U.F.O, una pausa non ti farebbe male..." Sussurrò il moro sotto voce, per evitare che qualcuno sentisse. La riccia sentì un brivido freddo scivolarle lungo la spina dorsale e attagliarle infine lo stomaco. Ecco ancora una volta i sensi di colpa...Era davvero così strana in quel periodo? Doveva mentire, ancora. Ma possibilmente, doveva ad ogni costo trovare una soluzione ai suoi problemi.
"Sto bene Harry è che...Tutto l'insieme mi sta facendo pensare molto. I G.U.F.O sono per me importantissimi, perché decreteranno buona parte del nostro futuro... Per non parlare dei problemi che stiamo affrontando e che vanno quindi ad aggiungersi allo studio, ai problemi interni di Hogwarts, alle preoccupazioni che ci dà la Umbridge insieme al ministero e infine... Stasera ho una pessima sensazione...Sento che c'è qualcosa che non va,ma non riesco a capire cosa, ed è frustrante." Sospirò la riccia, dicendo una mezza verità. Quella sera si sentiva davvero inquieta ed Harry, la guardò preoccupato, passandosi una mano tra i capelli corvini e perennemente in disordine. Se solo avesse potuto vedere suo padre da ragazzo, si sarebbe reso conto che era un comportamento identico a quello che faceva costantemente lui, gesto che per lo più lo caratterizzava. Se Hermione era inquieta per qualcosa non era mai un buon auspicio.
La riccia ripensò con orrore alla notte della vigilia e a quella terribile sensazione che aveva provato alla bocca dello stomaco per tutto il tempo per poi, infine, ritrovarsi faccia a faccia con Nott che l'aveva picchiata, insultata e quasi violentata... Se solo non fosse arrivato Draco appena in tempo, non voleva immaginare i dettagli di quello che le sarebbe potuto succedere. Rabbrividì, stringendosi nelle spalle. Cosa poteva mai accadere quella sera?
"Hermione cerca di stare tranquilla, va bene? E' una brutta situazione e dobbiamo trovare un modo per vincere la Umbridge e risolvere tutti i problemi che abbiamo, ma ci vorrà del tempo e tu hai bisogno di una pausa. Sei troppo stanca e stressata." Le rispose Harry seriamente. Non le piaceva vedere la sua migliore amica così preoccupata, senza la possibilità di aiutarla. C'era qualcosa che non andava, e prima o poi avrebbe capito cosa. Hermione annuì sospirando, lasciando così che Harry si allontanasse per continuare il suo giro.
Erano passati si e no pochi minuti quando un tonfo e uno scalpiccio veloce rimbombò nella stanza, facendo ammutolire tutti i presenti. La riccia si girò talmente in fretta che quasi le girò la testa ma quello, fu l'ultimo dei suoi pensieri, in quanto si rese conto che ad aver provocato tutto quel fracasso non era stato nient'altro che la figuretta di Dobby che al momento aveva rimbalzato contro le ginocchia di un incredulo Harry. Tutti i presenti spostavano lo sguardo, chi preoccupato e chi incuriosito, da Harry al piccolo elfo, che sembrava a dir poco terrorizzato.
"Dobby? Cosa ci fai qua?" Gli chiese Harry lentamente, osservando la porta con preoccupazione. Dobby tremò spaventato, osservando prima Harry e poi il punto da dove era apparso, con espressione spaventata o per meglio dire, terrorizzata.
"Harry Potter, signore, Dobby no deve, Dobby no deve essere qua." Squittì agitato, osservandosi attorno con i grandi occhioni verdi e sporgenti. Harry, comprendendo ciò che di lì a breve l'elfo avrebbe tentato di fare, lo fermò prima che provasse a farsi del male.
"Dobby cosa sta succedendo?" Gli chiese Harry, sempre più allarmato. I presenti guardavano la scena con preoccupazione crescente e il moro si scambiò uno sguardo eloquente con Hermione e Ron. C'era qualcosa che non andava, qualcosa di molto preoccupante, se Dobby era corso da loro e adesso era così spaventato.
"Lei...Lei....Harry Potter signore, Dobby non può dire, Dobby no deve parlare ma lei..." Ululò disperato, facendo scorrere un brivido freddo lungo la schiena del moro. La riccia deglutì, Ron sbarrò gli occhi spaventato, Ginny trattenne il fiato e tutti gli altri presenti si guardarono chi confuso e chi con un'espressione di terribile comprensione stampata sul volto. Quella lei poteva indicare solamente una persona, se Dobby stava reagendo in quel modo.
"La Umbridge?" Chiese Harry con il fiato mozzo in gola. Dobby annuì istericamente, dimenandosi tra le braccia di Harry che lo stava trattenendo, cercando in ogni modo di punirsi.
"Sta venendo qui? Adesso?" Chiese ancora, con il fiato mozzo in gola.
"Si padron Harry, lei sta venendo qua, lei no è sola, lei è accompagnata!" Ululò Dobby tra le lacrime.
"La squadra d'inquisizione..." Sussurrò Hermione agghiacciata. Draco l'aveva avvertita, era stata una stupida e adesso, erano nei guai, guai seri. Avrebbe dovuto prendere dei provvedimenti e parlarne con Harry, ma non aveva mosso un dito e adesso era anche colpa sua se la Umbridge stava per scoprirli tutti quanti. Non aveva fatto niente per tutelare i suoi amici ma una rabbia cocente, le invase il petto. Qualcuno li aveva traditi!
"Dannazione, correte, CORRETE! Cosa state aspettando?" Urlò Harry, incitando i compagni a scappare. Gli ultimi patronus rimasti nella stanza scomparvero, lasciando quest'ultima molto più tetra e poi, ci fu un immediato fuggi fuggi.
"Hermione, Ron, fuggite pure voi, vi raggiungo! E tu Dobby, scappa e non farti scoprire ma soprattutto, ti proibisco di farti del male!" Gridò il moro, mentre Dobby, tra le lacrime, scappava ringraziandolo.
La riccia, che era rimasta pietrificato alsuo posto, si affrettò a fuggire, cercando con lo sguardo i suoi amici e Ginny. Vide quest'ultima incitarla a raggiungerla mentre sentiva già delle grida provenire dal corridoio e le si strinse il cuore in una stretta dolorosa. Era colpa sua.
"Muoviti Hermione, cosa diavolo stai aspettando?" Gridò Ginny istericamente, mentre Hermione a fatica la raggiungeva nel corridoio. Diversi loro amici stavano correndo in direzioni opposte, mentre altri studenti, che riconobbe come i membri dell'inquisizione, stavano rincorrendo quest'ultimi, seguiti a ruota dalla Umbridge e Gazza.
"Qualcuno ci ha traditi." Le disse, con il fiato mozzo in gola. Ginny la fulminò con lo sguardo, afferrandola per un braccio e iniziando a correre.
"Dannazione lo so, ma adesso corri!" Ringhiò la ragazza, prendendo la situazione in mano.
"Ginny nasconditi, stanno passando Tiger e Goyle!" Ansimò Hermione, cercando un posto dove nascondersi in fretta e furia. Ma prima che ci riuscisse, sentì una stretta possente trascinarla indietro, insieme a Ginny, fino a scomparire dentro uno stanzino minuscolo che non era certa di aver mai visto.
"LASCIAMI, LASCIAMI MALEDETTO O MALEDETTA, CHIUNQUE TU SIA!" Gridò furiosa. Dalla stretta le sembrava un ragazzo, ma non poteva esserne certa, in quanto non riusciva a vedere niente. Al suo fianco sentiva Ginny tremare come un foglia, mentre anche lei cercava di liberarsi dalla stretta ferrea. Doveva essere sicuramente un ragazzo, a quel punto ne era quasi certa.
"Dannazione state ferme e zitte, pazze squinternate, volete farvi scoprire?" Sibilò una voce furiosa, ponendo fine ai loro schiamazzi. Hermione e Ginny trasalirono, prese in contro piede.
"Draco?" Ansimò la riccia incredula. Cosa diavolo ci faceva lì dentro?
"Sono io, dannazione vi ho prese appena in tempo! Vi ho viste arrivare e mi sono nascosto qua dentro! Te l'avevo detto che la Umbridge sapeva qualcosa, perché diavolo non avete messo fine a questa follia? La Umbridge era fuori di sé!" Sibilò il biondo, preoccupato.
"Qualcuno ci ha traditi!" Disse Ginny, con voce spezzata. Chi poteva essere stato? Sperava caldamente che Michael non c'entrasse niente, perché a quel punto l'avrebbe seriamente ammazzato.
"Chi diavolo se ne frega al momento! Forse non avete compreso la gravità della cosa... La Umbridge ha contattato il ministro in persona, a breve sarà ad Hogwarts!" Sbottò, facendole trasalire nuovamente. Il panico balenò nei loro occhi, facendo capire loro quanto fosse realmente grave la situazione.
"Cosa ne sarà di Harry?" Chiese Ginny, terrorizzata. Il ragazzo essendo il leader del gruppo, avrebbe preso la stragrande maggioranza delle colpe, era scontato. Hermione non aveva la più pallida idea di come avrebbero fatto ad uscire da quel casino, sempre che che ciò fosse stato possibile.
"Non ne ho idea Weasley, ma non posso stare qua a lungo. Si accorgeranno della mia assenza se a breve non vado. Voi restate nascoste ancora per un po', o disilludetevi, se non volete essere scoperte." Sbuffò il biondo, maledicendo mentalmente tutti i maghi importanti che conosceva.
"È abbastanza inutile Draco. Avranno già trovato la lista molto probabilmente." Rispose Hermione piatta. Il ragazzo sentì il cuore schizzargli fuori dal petto. O aveva sentito male, o lo stava prendendo in giro. Doveva per forza essere così.
"Lista? Quale lista?" Chiese incredulo. Non potevano essere seriamente stati così idioti...Doveva essere un brutto scherzo per sdrammatizzare.
"La lista con i nomi di tutti i partecipanti." Rispose Hermione secca. Draco impallidì e Ginny restò in silenzio a fissare un punto indistinto del piccolo spazio in cui si trovavano.
"Voi siete completamente pazzi! In questo modo non avete scampo!" Ringhiò furioso. Stava cercando di aiutarli, ma così non collaboravano affatto, in quanto si stavano dimostrando degli idioti masochisti. Ci mancava solo lista!
"Malfoy è inutile urlare tanto, ormai è andata. Inoltre lista o no, non avremmo mai lasciato i nostri compagni, nascondendoci dietro una falsa maschera d'innocenza. Siamo tutti colpevoli, quindi affronteremo le conseguenze. Ma soprattutto... Scopriremo chi è stato a tradirci." Sibilò Ginny furiosa. Hermione, al suo fianco, annuì.
"Oh, stai tranquilla Ginny. Scopriremo molto facilmente chi è stato a tradirci e credimi, se ne pentirà amaramente..." Disse infine compiaciuta. Sia Draco che l'amica, nella penombra, la guardarono inarcando le sopracciglia e la riccia, capendo la loro confusione, aggiunse sogghignando
"La pergamena è maledetta."
Ginny la guardò shoccata e Draco, strabuzzò gli occhi incredulo. Quella ragazza a volte faceva veramente paura.
"Cosa intendi dire, con maledetta?" Chiese Ginny leggermente preoccupata. Non che le dispiacesse che il colpevole fosse stato maledetto, più che altro si preoccupava per la riccia, in base a quello che aveva potuto combinare.
"Diciamo che dal momento in cui quella persona ha fatto la spia alla Umbridge, il volto gli si è interamente ricoperto di orribili pustole che avranno formato proprio la parola spia. Non esiste antidoto o per lo meno, non basteranno gli incantesimi e pozioni di madama Chips per farle sparire. Prima o poi se ne andranno. ma ci vorrà parecchio tempo e credimi... Si pentirà per il resto dei suoi giorni di ciò che ha fatto." Spiegò soddisfatta.
"O cielo... Idea brillante Hermione, non c'è che dire, ma piuttosto agghiacciante." Squittì Ginny, tra l'ammirato e il raccapricciato. La riccia quella volta si era veramente superata, non si poteva dire il contrario... Draco invece deglutì preoccupato, rammentando di non mettersi mai più la ragazza contro. Non ci teneva a girare per i corridoi del castello con il volto completamente sfigurato da orribili pustole quasi indelebili. La riccia sogghignò, ancora compiaciuta.
"Draco, forse è meglio che tu vada. Noi ce la caveremo... Appena il primo di noi due saprà qualcosa, farà avere notizie all'altro." Aggiunse Hermione, questa volta rivolgendosi al biondo vicino a lei. Draco annuì lentamente, rendendosi conto che in effetti si era prolungato fin troppo. Doveva mettere da parte la preoccupazione e andare piuttosto a vedere se c'era qualcosa che poteva fare.
"Se vi fate espellere questa volta sarò io a maledervi, è chiaro?" Un po' gli costava dire quelle parole, soprattutto davanti alla Weasley, ma era la verità. Se si fosse fatta espellere per una simile idiozia, solo Merlino poteva minimamente immaginarsi come avrebbe reagito.
"Stai tranquillo, ce la caveremo. Non possono espellere più di venti studenti... In qualche modo riusciremo a salvarci da questa situazione." Furono le ultime parole di Hermione. In quel momento era davvero riconoscente a Draco. Aveva cercato di proteggerle, anche Ginny, nonostante con lei non fosse in buoni rapporti. Aveva percepito la sua preoccupazione e in quel momento... Comprese che forse lui si stava davvero affezionando a lei così come lei, d'altronde, si stava man mano legando sempre di più a lui.
"Dannazione... Adesso gliene devo due di favori." Borbottò Ginny, una volta che Draco fu uscito. Hermione inarcò un sopracciglio, distraendosi dai suoi pensieri e l'amica, notandola nella penombra le rispose
"Lascia perdere, lunga storia. In ogni caso usciamo da qui dentro. Sto iniziando a soffocare." Piagnucolò sconfitta. Dannato Malfoy, prima o poi si sarebbe arreso a chiederle aiuto per qualcosa. Odiava essere in debito con gli altri, con Malfoy in particolar modo.
- Capitolo finitooo, finalmente! Ho cercato di metterci il minor tempo possibile,ma ho troppi impegni e purtroppo, anche per questo motivo, non riesco a darmi una scadenza settimanale, perché so che probabilmente non riuscirei a rispettarla. In ogni caso cerco di scrivere il più possibile per non farvi aspettare troppo a lungo e vi ringrazio tantissimo per la pazienza, le visualizzazioni, i voti e i fantastici commenti che mi lasciate ❤❤❤. Un bacione immenso e grazie milleeee, a presto😙😙😍!-
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