E se tu ti innamorassi...?
Era passata più di una settimana dall'incontro decisivo tra Hermione e Draco nel bagno dei prefetti ed entrambi, avevano fatto il resoconto agli amici. Ginny aveva bombardato Hermione di domande e ancora, non aveva finito. Blaise era stato più pacato, ma comunque pure lui non aveva sentito storie e si era fatto raccontare tutto nei minimi dettagli. Non era stato semplice fare il resoconto completo, soprattutto con gli amici che trattenevano il fiato rumorosamente ad ogni affermazione che a loro detta, era estremamente significativa.
"Smettila Ginny, non è successo niente di speciale per il momento." aveva sbuffato Hermione esasperata.
"Niente di speciale? Scherzi vero! Ti rendi conto dell'enorme cambiamento che è avvenuto? Non posso crederci è... WOW." Aveva strillato Ginny con gli occhi scintillanti.
Hermione aveva nuovamente sospirato, arrendendosi all'eccitazione dell'amica. Aveva ragione, era stato... Wow, ma comunque non voleva illudersi in qualcosa che era molto più grande di lei. Era ancora tutto molto incerto, tra di loro non c'era niente di concreto e si era resa perfettamente conto di non conoscere niente di quel ragazzo biondo dagli occhi color tempesta. L'aveva sempre ritenuto l'arrogante purosangue, ricco e viziato ragazzo di rispettabile stirpe che si divertiva ad insultare i nati babbani come lei, ma non si era mai posta la domanda se in realtà ci fosse molto di più dietro quella facciata di ghiaccio.
Quella domanda che le aleggiava nella mente la spaventava, perché sentiva nuovamente ogni sua certezza vacillare. E se Malfoy fosse stato diverso? Se in realtà in lui ci fosse stato qualcosa di buono, di puro al punto da renderlo in realtà una persona molto migliore di quella che voleva mostrare?
"E' stato sorprendente, lo ammetto. Ma in ogni caso non voglio fare passi più lunghi del dovuto. E' pur sempre Malfoy e non posso fidarmi di lui, c'è troppo in ballo. L'abbiamo detto entrambi che ciò che stiamo facendo è molto rischioso e non possiamo permetterci errori, nemmeno il più piccolo e insignificante." Aveva detto la riccia. Su quello non ci pioveva.
"Quindi i vostri incontri, uscite o come vuoi per il momento chiamarli, si baseranno su segreti e bugie?" Aveva chiesto Ginny dubbiosa. Hermione si era mordicchiata il labbro a disagio.
"Non dico che gli mentirò, se potrò evitarlo... Ma sicuramente dovrò mantenergli molti segreti. Non è bello, ma non ho altra scelta. Te l'ho già detto, è molto rischioso e non posso assolutamente rivelargli notizie importanti. Non posso di certo parlargli dell'ordine, dell'Es, dei segreti di Harry, di felpato e di tutte quelle cose che non riguardano me personalmente. Se simili notizie arrivassero a orecchie indiscrete sarebbe la fine. Non so quanto mi possa fidare di lui e non mi sembra proprio il caso di rischiare così tanto. Inoltre c'è sempre la questione Harry e Ron... Se ciò che sto facendo verrà alla luce sarà la fine, non me lo perdonerebbero mai e questo lo sai anche tu." Aveva sospirato Hermione.
Ginny aveva ragione... Avrebbe dovuto omettere un sacco di cose con Malfoy, ma di scelte ne aveva poche a disposizione anzi, punte. Se voleva avere a che fare con lui, doveva mantenere il massimo riserbo per il suo bene e quello degli altri. Doveva ricordarsi che Draco aveva pur sempre a che fare con una famiglia di mangiamorte e Voldemort in persona e quel pensiero le metteva i brividi... In che casino si stava immischiando? Inoltre era anche vero il solito discorso sui suoi migliori amici. L'avrebbero sicuramente presa per pazza e non le avrebbero mai perdonato simili gesta, a meno che non fossero arrivati a pensare che Malfoy l'avesse stregata o obbligata.
"Hermione sii sincera e rispondi a questa domanda..." Aveva detto Ginny seriamente, guardando l'amica negli occhi. La riccia l'aveva osservata ansiosa, sentendo l'agitazione salirle nel petto. Non sapeva perchè, ma era certa che l'amica stesse per chiederle qualcosa di spinoso.
"Ti ascolto." Aveva mormorato dopo quello che le parve un silenzio infinito. Ginny dopo aver preso un lungo respiro le chiese...
"E se tu ti innamorassi di lui? a quel punto cosa faresti.?"
Hermione sgranò gli occhi, sentendo un enorme macigno scivolarle sul petto e il cuore perdere qualche battito. Amore...Un sentimento così grande e devastante, in grado di portare alla follia, addirittura alla morte. Si sarebbe mai potuta innamorare di lui? Di Malfoy... Il suo eterno rivale? no, impossibile.
Non poteva innamorarsi di lui, non poteva e basta. Il loro odio come si sarebbe mai potuto trasformare un giorno in amore? Non ci doveva e poteva nemmeno pensare, anche perchè era letteralmente impossibile. Si odiavano e basta, se l'erano esplicitamente detto. Quei baci non facevano la differenza, tra di loro non era cambiato niente.
Aver praticanente ammesso di piacersi fisicamente non significava oltrepassare quella spessa linea che li separava fin dalla prima volta che si erano visti e parlati.
" No... no, è impossibile. Non accadrà mai, non dovrà mai accadere. Tra noi non cambierà mai niente, lo sappiamo benissimo entrambi. Io non mi aspetto niente da lui come lui, non si aspetta niente da me." Aveva esclamato sconvolta, sentendo il colore abbandonarle il volto. Quella domanda l'aveva seriamente destabilizzata ma Ginny in quel momento non si era decisa a demordere.
"L'amore è cieco, lo sai vero? Tra voi due qualcosa è già cambiato, in modo radicale... Altrimenti non sareste qua. Pensaci bene." Hermione scosse la testa energicamente. No, non sarebbe mai accaduto. Sarebbe stata una follia e non si sarebbe dovuta lasciar infettare da quella prospettiva assurda. Inoltre il suo sarebbe stato un amore a senso unico, in quanto Malfoy non l'avrebbe mai ricambiata. Non poteva lasciarsi incantare da lui, Ginny aveva fatto bene alla fin fine a farle quella domanda. Non si sarebbe dovuta mai e poi mai innamorare di lui, per nessuna ragione al mondo. Innamorarsi di Malfoy avrebbe significato soltanto una cosa: scegliere.
Scegliere di amare Malfoy e lottare al suo fianco, qualsiasi cosa questa comportasse oppure, voltargli le spalle una volta per sempre e lottare contro di lui, al fianco dei suoi amici.
Se si fosse innamorata e si fosse ritrovata davanti a quei due bivi, sarebbe stata la sua fine. Non poteva permetterselo.
"Non potrà mai accadere Ginny. Non ci sopportiamo, seriamente. Inoltre sarebbe una follia, come pensi che potremmo amarci? Siamo schierati su due fronti avversari." Aveva risposto Hermione con voce tremula. Non sapeva perché, ma in quel momento avrebbe tanto voluto che Malfoy fosse dalla parte dei buoni, magari sempre non sopportandosi a vicenda, ma per lo meno saperlo alleato.
"Potresti provare a cambiarlo. Tu sei buona, bella e intelligente. Forse pure Malfoy ha una speranza, forse anche in lui c'è qualcosa di buono da poter salvare. Magari ha ancora una possibilitá per poter abbandonare il lato oscuro." Le aveva detto Ginny, lasciando la riccia di stucco.
Davvero Malfoy sarebbe potuto cambiare per opera sua? Ce l'avrebbe mai fatta a farlo uscire dalle tenebre per renderlo una persona migliore? Ma poi alla fine perché avrebbe dovuto farlo? Quelle domande l'avevano assillata per tutta la settimana. Durante le pause pranzo, la sera prima di addormentarsi, a volte durante le lezioni, addirittura durante la riunione dell'Es e anche e soprattutto durante i rapidi incontri con il ragazzo dagli occhi color tempesta.
Si erano incontrati di soppiatto alcune volte, per scambiarsi qualche rapido bacio, ma non avevano ancora riavuto un vero e proprio appuntamento ed Hermione si era ritrovata a desiderarne uno al più presto, sopprimendo i sensi di colpa per i suoi migliori amici. Troppe domande le assillavano la mente e desiderava troppo ricevere risposta ad almeno buona parte di esse. Voleva sapere di più su Malfoy, sentiva che era importante... Ma al tempo stesso non voleva irritarlo, conoscendo il suo carattere suscettibile e poco incline al dialogo.
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"Hermione mi consideri?" Sibilò Ginny, dando una spintarella all'amica. Erano appena uscite dall'ultima ora di lezione. Hermione da incantesimi con i corvonero e Ginny da difesa contro le arti oscure con i serpeverde del quarto anno. Come di consueto si erano ritrovate per percorrere insieme l'ultimo tratto prima di arrivare alla sala grande per cena ma quella sera la riccia era poco collaborativa.
"Scusa Ginny, ero distratta." Sussultò Hermione imbarazzata. Un'altra volta si era persa nelle miriadi di domande che avrebbe voluto rivolgere a Malfoy.
"Ho notato, stavo cercando di parlarti di quella cosa segreta." Sbuffò l'amica esasperata. Hermione tornò immediatamente sugli attenti e rivolse tutta la sua attenzione all'amica. Sapeva che per quella cosa segreta intendeva i diari che in quel caso avevano la priorità su tutto, anche su Malfoy.
"Certo, dimmi." Le rispose vigile, stando attenta a non avere orecchie indiscrete nei paraggi.
"Ho sentito i gemelli e hanno detto che domani sera sarebbero disposti a ritrovarsi insieme a noi nella stanza delle necessità, per analizzare i tu-sai-cosa. Quindi non prendere impegni." Le disse Ginny allusiva, sussurrando in modo che solo la riccia potesse sentirla.
"Va bene, è perfetto e..." sussurrò in risposta Hermione.
"Sta attenta mezzosangue!" Sbottò una voce femminile piuttosto acida. Hermione sussultò, presa alla sprovvista. Confusa si guardò attorno, finché non individuò la fonte di provenienza. Ma certo, chi poteva essere, se non l'amabile Pansy Parkinson. La fulminò con lo sguardo, mentre Ginny arrossì per la rabbia.
"Già nervosa Parkinson?" Le chiese freddamente. La serpeverde, accompagnata dalla sua amica Daphne, la guardò con sufficienza.
"stai attenta a dove cammini. Quel cespuglio che hai in testa ti impedisce di vedere?" Le chiese velenosa.
"Sta zitta Parkinson." Sibilò Ginny arrabbiata, fermandosi insieme ad Hermione in mezzo al corridoio. La ragazza interpellata fece una smorfia in direzione della ragazza e con una risatina sprezzante disse.
"Una mezzosangue e una stracciona innamorata dello sfregiato e per lo più traditrice del suo sangue. Patetiche, davvero bella accoppiata."
Hermione sentì il sangue ribollirle nelle vene. La odiava dal profondo del cuore, e anche se la odiava. In confronto Malfoy era un angelo sceso dal paradiso. Poteva insultare lei se voleva, ma non i suoi amici.
"Non una parola su Harry e i miei amici Parkinson." Sibilò tremante di rabbia.
"Intendi il pazzo visionario e la tua combriccola di poveracci?" Cantilenò sempre sprezzante la giovane serpeverde, gustandosi la scena.
"Pazzo visionario, dici? Perché non chiedi a tuo padre la conferma della sua presenza nel cimitero quando Voldemort è tornato?" Sussurrò furente. In quel momento l'avrebbe potuta fare in mille briciole, non se ne sarebbe mai pentita.
Pansy impallidì, facendo prima una faccia spaventata al sentir pronunciare il nome del Signore oscuro e poi furibonda nel sentire accusare il padre. Anche Daphne e Ginny avevano trattenuto il fiato e la rossina, seppur furibonda, aveva compreso che era il caso di battere in ritirata prima che le cose si mettessero male.
"Stai attenta a quello che dici, Granger. Tu e la tua mania di fare la saputella arrogante farete una brutta fine e quel giorno, che prima o poi arriverá, me lo gusterò fino all'ultimo secondo." Le sputò contro Pansy, guardandola con disprezzo.
Hermione ridusse gli occhi a due fessure, non lasciandosi intimorire e pronta a ribattere, ma Ginny la prese per un braccio e con uno strattone la costrinse a camminare.
"Non perdere tempo con lei Hermione, lasciala bollire nel suo veleno." Ribattè gelida, scoccando un'occhiata di puro odio alle due serpi.
La riccia dopo un secondo di esitazione si decise a seguire l'amica, guardando un'ultima volta con aria di sfida la sua rivale.
"Patetiche." Sibilò ancora una volta Pansy, scoccando un'occhiata di superiorità alle due ragazze. Ginny si affrettò ad allungare il passo, trascinandosi dietro Hermione, ben decisa a mettere fine a quella lite.
"Ginny posso camminare da sola." Sbuffò Hermione qualche minuto dopo, quando finalmente si furono allontanate dal luogo del misfatto. L'amica la guardò arrabbiata, portandosi le mani sui fianchi al perfetto stile Molly Weasley.
"Cosa cavolo ti è preso Hermione?" Chiese. La riccia la guardò confusa... Perché mai doveva prendersela con lei adesso?
"Stavo difendendo Harry e tutti voi. Me la sarei cavata alla grande." Le rispose la riccia. Ormai mancava poco alla sala grande e aveva davvero voglia di mangiare e poi rifugiarsi sotto le calde coperte del suo morbido letto. "Non devi provocarla così Hermione, quella può farti passare grossi guai." Le rispose Ginny preoccupata. La serpeverde era del tutto imprevedibile e Ginny era certa che potesse essere veramente cattiva, se provocata troppo sul personale.
"È soltanto la Parkinson Ginny, niente di nuovo." Rispose Hermione stancamente, con una leggera scrollata di spalle.
"Di solito la testa calda è Harry. Basta lui a mettersi nei guai, non iniziare pure tu. Potrebbe essere molto cattiva e ricordati che con lei non hai stipulato nessuna tregua. Pure io la odio e non sopporto che insulti voi e la mia famiglia, ma provocarla ulteriormente non serve a niente, se non a inviperirla ancora di più." Mormorò la rossina, seriamente preoccupata.
Hermione si mordicchiò il labbro, osservando Ginny cupamente. La odiava da morire e non gliel'avrebbe fatta passare liscia alla Parkinson. Era stufa di sentir passare Harry da pazzo visionario, soprattutto da coloro che sapevano la verità e ne erano coinvolti alla grande. Si sarebbe vendicata in qualche modo, avrebbe fatto di tutto per far sapere la verità dei fatti e far capire alla gente che Harry era sincero. Doveva soltanto elaborare un piano. Per il momento avrebbe dato ascolto al consiglio dell'amica.
"Va bene... Ma non la passerà liscia." Borbottò Hermione.
- Capitolo finitoooo, ho fatto abbastanza in fretta a pubblicare questa volta ♡! È un capitolo abbastanza semplice, ma spero che vi piaccia. Ancora grazie mille e un bacione grande a tutti ❤❤❤ ! -
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