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Diari nascosti

Il Natale era ormai passato,
E le giornate al quartier generale scivolavano via velocemente, in una corsa contro il tempo. Il signor Weasley era finalmente tornato a casa guarendo dai morsi del serpente e il suo ritorno aveva dato una nuova carica a tutti i membri della famiglia Weasley e non. Ma dopo alcuni giorni, un po' di quella felicità era scemata via.

Harry si era ripreso ma aveva dovuto affrontare un nuovo duro colpo. Due sere dopo Natale, la signora Weasley era andata a cercarlo in camera chiedendogli gentilmente di scendere in cucina, dove ad attenderlo ci sarebbe stato il proressor Piton.

Il moro, con suo estremo terrore, aveva lasciato gli amici per raggiungere il professore qualche piano sotto. Per tutto il tempo che aveva impiegato per scendere le scale, aveva avuto un terribile presentimento alla bocca dello stomaco e il suo unico conforto, era stata la presenza di Sirius al suo fianco.

L'incontro era stato molto teso e conflittuale al punto che, Sirius e Piton erano quasi arrivati allo scontro fisico, ma alla fine, l'entrata in cucina da parte degli altri membri dell'ordine, aveva messo fine alla semi lite in corso e il succo della questione, era che Harry avrebbe dovuto seguire lezioni supplementari di Occlumanzia con Piton. Una potente branchia della magia in grado di controllare la mente.

"Povero Harry, lezioni in più con Piton." Borbottò Ginny. Era il giorno dopo l'incontro e mancavano due giorni all'ultimo dell'anno e la tensione, si stava facendo sentire sempre di più. Le vacanze stavano per terminare, il primo gennaio sarebbero tornati ad Hogwarts e l'umore di tutti i presenti, non era dei migliori.

L'iniziale buon umore di Sirius si era volatizzato, lasciandolo cupo e solitario. E il suo cattivo umore aveva influenzato tutti gli abitanti della casa. Gli unici che cercavano di migliorare la convivenza erano i signori Weasley che, cercavano anche se con scarso risultato, di coinvolgere tutti quanti in qualche compito interessante, in modo da tenerli tutti occupati. Con sospetto di Harry, Creacher sembrava il più allegro ed ottimista di tutti.

Ginny in quel momento si trovava con Hermione, entrambe impegnate nel sistemare la soffitta del quartier generale. La riccia, alle parole dell'amica aveva strinto le labbra con preoccupazione.
"Questa cosa non mi piace per niente Ginny. Conoscendo Harry, darà di matto con Piton, facendosi punire fino alla fine dell'anno scolastico." mormorò, sbirciando l'interno di un vecchio scatolone muffito che conteneva vecchi abiti.

La rossa gemette, cercando di pulire con uno straccio un vecchio scatolone, giusto per riuscire a leggere nella penombra, ciò che c'era scritto sull'etichetta che gli avevano appiccicato sopra.
"Non mi ci far pensare Hermione. Harry è troppo una testa calda. Se non si calma, finirà in seri guai. Si è già fatto punire un sacco di volte dalla Umbridge." Mormorò, aggrottando le sopracciglia nel tentativo di comprendere la scrittura pomposa sul bordo dello scatolone.

"Lo so, e sono molto preoccupata. Se Piton e la Umbridge si alleassero insieme, Harry sarebbe spacciato." Sospirò Hermione tristemente, riconoscendo perfettamente il profondo astio nei confronti dell'amico da parte dei due professori. Odio più che ricambiato, d'altra parte.
"Non penso che Piton arriverebbe a tanto. Alla fine lui non ci guadagnerebbe niente." Rispose Ginny, cercando di convincersi delle sue stesse parole.

Hermione spostò altre vecchie cianfrusaglie, riconoscendo alcuni cimeli di famiglia che il vecchio elfo domestico era riuscito a salvare dalla grande pulizia estiva di Sirius.
"Credo che veder soffrire Harry, per lui sarebbe più che un guadagno. Sarebbe una vera e propria soddisfazione personale." Borbottò la riccia, facendo una smorfia quando uno sbuffo di polvere la colpì nel viso.

"Se almeno fosse ancora in squadra. È tutta colpa di quell'idiota di Malfoy e...." Ginny impallidì, guardando l'amica mortificata, che si era bloccata come se fosse appena stata pietrificata. La riccia al nome di Malfoy deglutì a vuoto, sentendo un profondo groppo in gola. Già, Malfoy. Anche lì era colpa sua.
"Hermione sul serio mi dispiace, io non volevo metterti in difficoltà..." farfugliò ancora la rossa, sentendosi profondamente in colpa.

"Ginny, è la pura verità. Malfoy è un idiota." Sospirò Hermione, chiudendo gli occhi con rammarico. Non ci poteva far niente, era così e basta e doveva accettarlo. Ma era un tale spreco, un tale dispiacere. Malfoy era bello e intelligente, ma stupidamente rovinato da una mentalità marcia alla base, che ormai l'aveva rovinato fin dentro le ossa ed Hermione, non credeva molto al fatto che un giorno, avrebbe potuto cambiare idea sui nati babbani e magari... Magari su di lei. Scacciò via quello stupido pensiero. Non aveva motivo per desiderare una cosa del genere, sapendo perfettamente che non sarebbe mai avvenuta.

"Non volevo metterti in difficoltà Hermione, davvero... Insomma tra voi due c'è pur sempre qualcosa, ed io devo sostenerti." Le disse Ginny timidamente, facendo fare alla riccia un salto di trenta centimetri. Quest'ultima la guardò, strabuzzando gli occhi; Cosa c'era tra lei e Malfoy?
"Ginny, Santo cielo! Scherzi vero? Tra noi due non c'è nulla, se non dell'odio. È stato tutto uno sbaglio e probabilmente, lui mi starà ancora prendendo in giro ed umiliando. Per non parlare del fatto che sta con quella vacca della Parkinson." Sibilò aspra, arrossendo furiosamente.

Giusto, chissà come se le stavano passando le vacanze i due piccioncini, pensò acida, provando al tempo stesso una fitta dolorosa. La odiava, Dio se la odiava. In realtà li odiava entrambi. Lei la odiava perché era una maledettissima stronza e lui, lui lo odiava perché era uno stronzo ma nonostante tutto, gli piaceva. Ed era sbagliato. Odiava quella situazione, davvero. Come diavolo aveva fatto a cacciarsi in quel guaio? Come aveva fatto a farsi piacere quello stupido imbecille che la disprezzava e faceva di tutto per ostacolare lei e i suoi amici? Non lo sapeva. Le sembrava surreale.

"Non credo che Malfoy stia con la Parkinson." Rispose Ginny pacata, continuando a fissare lo scatolone con sopracciglia aggrottate. Hermione si chiese cosa avesse di tanto interessante quello scatolone muffito, ma si risparmiò dal chiederglielo. Un piccolo briciolo di speranza si era stretto attorno al suo cuore.
"Dici che non stanno insieme?" Soffiò la riccia.

"Più che altro credo che non la sopporti." Sogghignò la rossa, cercando ancora una volta, di aprire la vecchia scatola.
"M-ma lo-loro hanno fatto..." balbettò la riccia a disagio, arrossendo fino alla punta dei capelli.
"Hermione, non bisogna essere per forza fidanzati, per avere rapporti con una persona." Le rispose Ginny compassionevole. Hermione era così ingenua, così pura. Era troppo facile, sotto questo punto di vista, soggiogarla. La riccia la guardò sconvolta, sentendo dentro di sé, qualcosa spezzarsi. Che sciocca, pensava veramente che Malfoy potesse amare qualcuno?
"Dai, lasciamo perdere Hermione... Guarda qua piuttosto, Regulus A. Black... Chi è?" Sussurrò, decifrando finalmente la scrittura. Hermione aggrottò le sopracciglia, interessata. Era sicura di averne già sentito parlare.
"Potrebbe essere..." mormorò
"Il fratello di Sirius?" Sussurrò Ginny allibita. Le due ragazze si guardarono, rabbrividendo entrambe. Sapevano che il fratello di Sirius era stato un mangiamorte, ed era stato ucciso, da Voldemort. Ma nessuno aveva mai saputo niente a riguardo.

"E se qua dentro ci fossero fatti importanti da scoprire? Dei segreti? Chissà cosa celano queste mura... Magari attraverso oggetti personali del fratello di Sirius, potremmo scoprire cose sul conto di Tu-sai-chi." Continuò Ginny eccitata, mantenendo un tono di voce basso per non rischiare di farsi sentire. Hermione la guardò dubbiosa.
"Non so quanto fosse vicino a Tu-sai-chi Regulus... E poi, non credo che avrebbe lasciato dati importanti su di lui qua in casa, dove tutti avrebbero potuto usufruirne."

"Non credo che questo fosse un problema per lui. Tutti sostenevano tu-sai-chi. Tutti, tranne Sirius, che ormai era già fuggito di casa." Continuò la ragazza. Hermione si mordicchiò il labbro inferiore. Come sempre, il suo cervello stava elaborando mille teorie diverse.
"Non lo so Ginny... Forse dovremmo dirlo agli altri." Disse la riccia, dubbiosa.
"Se per gli altri intendi gli adulti, non sono d'accordo Hermione. Prenderebbero tutto senza nemmeno ringraziarci e se trovassero qualcosa d'importante, non ci direbbero niente." Rispose Ginny testarda.

"Lo so ma... Potrebbe essere importante..." soffiò Hermione, guardando lo scatolone con colpevolezza.
"Ti fai troppi problemi Hermione e poi, non sappiamo nemmeno cosa c'è dentro." Borbottò la rossa, delusa dal poco entusiasmo dell'amica.
"Allora apriamolo." Mormorò Hermione. Ginny annuì, avvicinando a sé lo scatolone con mani tremanti. Era piuttosto peso ed ingombrante e quando lo aprirono, videro al suo interno quaderni e lettere. Le due ragazze trattennero il fiato.

"Sono tantissimi..." Mormorò la riccia, mangiando con gli occhi tutto quel ben di Dio che aveva davanti.
"Cosa potrebbe esserci scritto?" Chiese Ginny in un sussurro, sfiorando con le dita alcuni dei quaderni dalle copertine tutte rigide e nere.
"Non ne ho idea... Potrebbero essere vecchi quaderni scolastici, oppure dei diari."
"E cosa aspettiamo a leggerli?" Chiese la rossa elettrizzata, afferrando il primo quaderno a portata di mano.

Hermione la fermò con un gesto brusco, guardandola spaventata.
"Ginny, stai attenta! Potrebbe essere intriso di magia nera... Non devi essere così imprudente, su questo lato somigli proprio ad Harry. Oppure potrebbe averli protetti con degli incantesimi." Sibilò la riccia, lanciando un'occhiataccia all'amica, che arrossì furiosamente.
"Oh...Giusto. ma come facciamo a scoprirlo?" Chiese imbarazzata.
"Con la magia..." sospirò Hermione.
"Che non possiamo usare." Borbottò Ginny.
"Esatto." Esalò la riccia con una smorfia.

Le due ragazze si guardarono alcuni istanti in silenzio, pensando ad una soluzione.
"Ma certo! Fred e George. Loro ci aiuteranno volentieri... Ormai sono maggiorenni." Disse Ginny, nuovamente entusiasta. Hermione la guardò diffidente. Quando si trattava di mettere in mezzo Fred e George, accadeva sempre qualcosa di spiacevole. No che non fossero dei bravi ragazzi o amici, ma erano troppo... Troppo avventati e burloni.

"Ginny non credo che sia una buona idea e poi... Prima dovremmo sentire Harry e Ron voglio dire..." iniziò a dire Hermione, questa volta, sentendosi lei a disagio.
"Senti Hermione, lo so che non ti fidi granché di loro ma davvero, sanno mantenere i segreti quando si tratta di cose importanti. Loro sono esclusi quanto noi e sai perfettamente quanto vogliano sapere le cose che ci nascondono gli adulti e in più, sono gli unici che possono aiutarci." Spiegò immediatamente la rossa, guardando l'amica speranzosa.

La riccia si mordicchiò il labbro con fare nervoso. Le opzioni erano due: aprire i diari senza fare prima dei controlli con la magia, rischiando di essere maledette, o chiedere aiuto a Fred e George. Tra le due, forse era meglio la seconda
" E va bene, sentiamo quei. due..." borbottò, facendo ghignare divertita la rossa.
"Andiamo allora!" Disse quest'ultima, alzandosi immediatamente e sollevando un polverone, che fece tossicchiare l'amica.

"Ginny non possiamo portarli giù. In più dobbiamo prima spiegargli la situazione. Abbiamo bisogno di un piano e... Accidenti, nascondi la scatola." Soffiò la riccia allarmata. Ginny scansò in un secondo lo scatolone, nasconsendolo nell'ombra, giusto in tempo prima che sua madre, con fare circospetto, si affacciasse alla soglia della soffitta.
" Ragazze, cosa state facendo qua dentro?" Chiese Molly Weasley, scrutando nell'ombra.

"Niente mamma." Sorrise Ginny disinvolta.
" Siete qua dentro da ore." Rispose, guardandosi attorno con sospetto.
" Il tempo è passato in fretta." Le rispose vaga la figlia. Molly strinse gli occhi a fessura.
"Ginny, non avrai frugato tra questo ciarpame, vero? Merlino solo potrebbe sapere cosa diavolo c'è nascosto." Sbottò, vagando ancora una volta con lo sguardo per tutta la stanza. Hermione deglutì, mordendosi nervosamente il labbro.
"Ma certo che no!" Sbottò Ginny, fingendosi offesa. Hermione la guardo ammirata, seppur la cosa non le piacesse, doveva ammettere che l'amica era davvero una brava attrice, in caso di necessità. Vivere con sei fratelli più grandi, tutti maschi, doveva essere stata una motivazione più che valida per imparare a sopravvivere tra di loro.

"Beh va bene... Ma adesso scendete." Rispose, addolcendo leggermente il tono di voce. Mantenne però lo sguardo severo e le braccia incrociate al petto, nel tentativo di scoraggiare le due ragazze a fare qualsiasi cosa di pericoloso o sospetto.

"O mamma..." Pigolò Hermione, una volta che non sentirono più i passi della signora Weasley.
"Aspetta, non è finita qua. Mamma non è stupida, ha cresciuto sette figli e sa perfettamente, quando c'è qualcosa sotto che non quadra. Potrebbe essere in ascolto. Controllo un attimo." Sbuffò Ginny contrariata, muovendosi come un'ombra. Dopo pochi secondi diede il via libera. La madre era scesa.

"E adesso?" Chiese Hermione preoccupata, osservando la scatola cupamente. Ginny ci pensò qualche minuto e infine disse
"Stanotte. Dopo parleremo con gli altri e stanotte, verremo in soffitta a recuperare il materiale. Dovremmo controllare che non ci siano anche altre cose." "Stanotte? Ma non abbiamo un piano e poi..." disse Hermione debolmente.
"Dobbiamo agire subito Hermione, altrimenti mamma tornerà a controllare e probabilmente, farebbe sparire un sacco di cose che potrebbero essere importanti."

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"Blaise, in porta fai veramente schifo!" Ghignò Draco, provocando il moro che tutto sudato e ancora in sella alla sua scopa, sbuffò irritato.
"Te l'ho già detto, il quidditch non mi fa impazzire." Borbottò stizzito.
"Più che altro sei negato." Lo rimbeccò Draco, facendo un nuovo giro della morta sulla sua scopa. L'amico gli lanciò un'occhiataccia, ma senza dire altro, planò verso terra, seguito a breve distanza dal biondo.

I due ragazzi si stavano godendo gli ultimi giorni di vacanza divertendosi nel migliore dei modi e quando toccarono terra, Blaise sbuffò ancora irritato.
"Mi devi ancora dire cosa hai combinato l'altra notte, Draco." Gli disse aspro l'amico, incamminandosi verso il Manor. Il biondo fece una faccia colpevole, capendo immediatamente a cosa si riferisse. Quella era stata l'ultima sera che Pansy aveva passato al Manor, prima di tornare nella sua villa in aperta campagna per l'ultimo dell'anno, che avrebbe passato con i parenti. La ragazza aveva cercato di opporsi con tutte le sue forze, ma i genitori non avevano voluto sentire scuse.

"Lo sai che..." iniziò a dire
"Sei un idiota Draco." Gli rispose asciutto l'amico, lanciandogli un'occhiata in tralice. Draco trasalì, sentendosi maledettamente in colpa. Blaise aveva ragione e soprattutto, era sempre sincero con lui. Perché diavolo l'aveva fatto? Perché diavolo c'era cascato? Se ne era pentito subito dopo, ma ormai ciò che era fatto era fatto. Pansy aveva colpito ancora.

L'orgoglio di Draco però, lo spinse a ribattere inacidito
"E va bene ho sbagliato, ma non è la morte di nessuno Blaise." Il moro sbuffò irritato, rallentando l'andatura. I prati del Manor erano incredibilmente enormi da percorrere a piedi.
"Pensavo che ciò che è successo per la Vigilia, ti avesse aperto gli occhi." Sospirò rassegnato.

Draco sentì un groppo in gola. Ma certo, il bacio con la Granger... Non c'era giorno che quel ricordo non lo tormentasse e non sapeva se in negativo o positivo. Ma tanto si odiavano, e questo significava già abbastanza.
"Ci odiamo Blaise. Una volta tornati a scuola torneremo ad insultarci ed ignorarci. Non mi ha nemmeno dato modo di parlarle." Borbottò, evitando lo sguardo accusatore del suo migliore amico.

Il moro, esasperato, smise definitivamente di camminare e alla versione Molly Weasley, si posizionò davanti a Draco.
"Santo Salazar Draco! Era arrabbiata per ciò che aveva sentito dire da Pansy e ne aveva tutte le sue buone ragioni. Se Pansy fosse stata zitta, probabilmente avreste parlato, e magari vi sareste baciati nuovamente. Ma così peggiori solanto le cose."

"Blaise, non capisco dove vuoi arrivare. Noi due ci odiamo, è successo e basta. Probabilmente lei si starà crogiolando nei suoi sensi di colpa nei confronti di Potter e Weasley e starà cercando un piano per mettere tutto a tacere. Non ci dobbiamo di certo fidanzare, è assurda anche la sola idea, non accadrà mai." Borbottò Draco confusamente.
"Se vi siete baciati qualcosa è cambiato, e tu lo sai. Forse non vi odiate poi così profondamente, forse dovreste soltanto accettare la realtà dei fatti e provare ad abbassare l'ascia di guerra." Suggerì Blaise.

"E a quale scopo? Non sono sicuro di niente Blaise. Avremmo tutti contro. Un passo falso e sono morto, lo sai. Ho già fatto abbastanza cazzate." Grugnì esasperato. Blaise sospirò, sapendo che sarebbe stato inutile continuare ad insistere. Almeno per quel giorno.
" Ne riparleremo con calma dai, andiamo in casa amico, sta facendo buio." Mormorò, scrutando il cielo sempre più tenebroso all'avanzare dei minuti.

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" Quindi ci state dicendo che avete trovato uno scatolone pieno zeppo di diari, appartenuti al fratello di Sirius?" Chiese Ron eccitato.

Le due ragazze come deciso, avevano raccontato tutto ai ragazzi, radunandosi tutti quanti nella stanza di Harry e Ron e ognuno di loro, aveva reagito in modo diverso. Ma più o meno, erano tutti eccitati all'idea di poter scoprire dati importanti.
"Esatto, ma abbiamo bisogno di aiuto per recuperarli." Disse Ginny decisa.
"E qua entriamo in gioco noi, vero?" Sogghignò George.
"Esatto." Rispose ancora una volta la sorella.
" E noi cosa ci guadagniamo?" Chiese Fred con lo stesso ghigno del gemello.

Hermione inarcò un sopracciglio, provando una sensazione spiacevole.
" Cosa vorresti dire?" Sibilò, fulminando Fred con lo sguardo.
"Avete bisogno del nostro aiuto, giusto?" Disse George, scegliendo con cura le parole.
"E gli unici che possono usare la magia tra di noi, siamo proprio io e George." Ghignò Fred sfacciato. I ragazzi si guardarono.

"Dove volete arrivare?" Chiese nuovamente Hermione
"Mettimola così, se volete il nostro aiuto, dovete lasciarci svolgere i nostri affari indisturbati." Rispose Fred, incrociando le braccia con aria di sfida.
"COSA?" Abbaiò Hermione furiosa. Lo sapeva, non era stata affatto una buona idea chiedere aiuto ai gemelli.

"Hai capito bene Granger!" Le rispose Fred indispettito.
"Non vi lascerò vendere porcherie ai bambini dei primi anni." Sibilò furiosa
"Sono prodotti sicuri e testati prima su di noi. Non venderemmo mai cose pericolose agli studenti." Le disse George piccato.
"Ma sono illegali ad Hogwarts! Non potete venderli e basta." Sbottò la riccia. Gli altri presenti li guardavano preoccupati.

"E allora niente aiuto da parte nostra." Sentenziò Fred.
"Beh, troveremo un'altra soluzione." Sbottò Hermione.
"Praticherai magia illegalmente?" Chiese Fred beffardo
"Infrangendo le regole?" Continuò George. Hermione arrossì furiosamente. Quei due erano un incubo.

"Accidenti Hermione, fagli fare ciò che vogliono. Ci serve il loro aiuto." Sbuffò Ginny esasperata.
" Saggia scelta sorellina."
"Ma... Insomma... Siamo prefetti." Sibilò a disagio.
" Ti prego Hermione." Pigolò Ron. Tutti quanti la stavano guardando, aspettando una risposta da lei e in quel momento, si sentì davvero infastidita. Era stufa di dover sempre passare per quella rigida, per quella che metteva i bastoni tra le ruote alle persone e per quella cattiva e noiosa. Ma il loro aiuto gli serviva.
" Bene." Sibilò furiosa.
" Bene, ma se qualcuno si dovesse sentire male, non avrete più pace." Concluse la frase con rabbia.

I gemelli ghignarono soddisfatti e senza aggiungere nulla al riguardo dissero
" Abbiamo un piano?"
"Ho pensato che dovremmo farlo stanotte." Disse Ginny
"Stanotte?" Chiese Ron incerto.
"Dobbiamo agire subito, prima che mamma vada a ficcanasare." Rispose la rossa. I gemelli, conoscendo alla perfezione il modo di agire della madre, si scambiarono uno sguardo cupo.

"Ma dobbiamo stare attenti. Se ci beccano siamo fregati." Rispose Harry teso. Non voleva che Sirius lo beccasse a frugare tra i vecchi cimeli di famiglia, non l'avrebbe sopportato.
" Ho pensato a tutto." Continuò Ginny.
" illuminaci." Sogghignò Fred.

"Tu e George metterete degli incantesimi silenzianti su tutte le stanze, così saremo più tranquilli." Disse, indicando i gemelli, che annuirono.
" Dopo cena, gli adulti ci cacceranno come al solito e noi, fingeremo di fare un po' di protesta ma alla fine, ce ne andremo nelle nostre stanze come di consueto." Proseguì
" E fin qua ci siamo." Disse George. Hermione ascoltava in silenzio.

" Io... Mi occuperò di mettere alcune gocce di pozione soporifera nel cibo dell'elfo. Non mi convince e non possiamo rischiare di trovarcelo d'intorno." Continuò decisa
"Ma Ginny non puoi..." Disse Hermione oltraggiata.
" Hermione non vorrei farlo, davvero. Ma è più sicuro. Sai perfettamente che odia Sirius e tutti noi. Potrebbe darci dei grossi guai." Mormorò Ginny. Hermione non trovò argomenti per protestare. Ginny aveva ragione.

"Quando ci saremo assicurati che tutti dormano, andremo in soffitta. Fred e George si smaterializzeranno direttamente là e noi, useremo a turno il mantello di Harry, spostandoci in coppia." Concluse la rossa.
"Oppure potremmo disilludervi tutti quanti, per sicurezza. Sarebbe ancora più sicuro." Propose Fred.
" Ma è fantastico! Bella idea Fred." Esclamò Ginny raggiante.

Dopo aver fatto congetture per almeno un'altra ora, arrivò l'ora della cena e i giovani sentirono l'agitazione crescere. Ginny, in un momento di distrazione della madre, aveva aggiunto in una ciotola alcune gocce di pozione soporifera che aveva trovato tra le scorte dell'ordine, e ci aveva aggiunto del cibo per il vecchio elfo che era certa, a breve avrebbe mangiato.

"Harry, ho paura che non vada come previsto." Mormorò Hermione, prima di scendere in cucina.
"Abbiamo pensato a tutto, basta seguire il piano e andrà tutto bene." Le sorrise il moro incoraggiante, scacciando la sua stessa paura per fare forza all'amica spaventata. Pure lui era inquieto, solo Godric sapeva cosa si potesse nascondere tra quelle mura e l'idea che Sirius potesse scoprirlo, lo spaventava terribilmente. La riccia annuì, leggermente più tranquilla.

"Eccovi finalmente, dobbiamo sbrigarci, a breve arriveranno anche gli altri membri dell'ordine." Esclamò Molly affaccendata, quando i ragazzi si fecero largo nella stanza ingombra. Sirius fece un gran sorriso al figlioccio il quale, cercò di ricambiare nel migliore dei modi.
"Ci saranno anche Thonks e Malocchio?" Chiese Ginny, pronunciando con preoccupazione il nome dell'ex auror.
"Certo Ginny, ma non avremo tempo per le chiacchiere quindi, dopo cena ve ne andrete tutti a letto." Le rispose la madre. La ragazza indispettita, le lanciò un'occhiata truce.

"Accidenti... Malocchio è un problema in più..." Sussurrò Hermione preoccupata.
"Il suo occhio... può vedere attraverso le pareti, la stoffa e quant'altro." Mormorò Ginny allarmata.
"Andrà tutto bene, dobbiamo credere nel piano." Rispose Hermione, con voce leggerente tremante.
"O Santo cielo! Dove sono Fred e Goerge?" Sbottò Molly sospettosa, scrutando i figli uno ad uno.

I ragazzi sobbalzarono, guardandosi nervosamente e Sirius, li osservò con sguardo penetrante e pensieroso.
"A lanciare incantesimi per la casa."
Avrebbe voluto dire Ginny, ma ovviamente scrollò le spalle con fare indifferente e prima che qualcun'altro potesse aggiungere qualcosa, i gemelli si catapularono in cucina con un sorriso sgargiante stampato in faccia. Erano decisamente i più bravi a nascondere la tensione.

"Buonsalve bella gente!" Trillo George con un ghigno
"La cena è pronta, donna?" Chiese Fred alla madre con lo stesso ghigno del gemello
" O voi due, spicciatevi. Stasera ci sarà una riunione importante con l'ordine e dobbiamo fare presto." Li riprese Molly, affaccendandosi con le pentole. I due ragazzi si guardarono con un sorriso furbo stampato in faccia. Le danze avrebbero avuto inizio a breve.

La cena si svolse come di consueto, tra una risata e l'altra, anche se il gruppo di amici manifestava una certa inquietudine che non passò totalmente inosservata a Sirius il quale però, preferì non farlo pesare a nessuno dei ragazzi.
"Ma kreacher? È possibile che quell'elfo sparisca sempre?" Chiese la signora Weasley contrariata, scrutando in ogni angolo della stanza come se si aspettasse di vederlo apparire da un momento all'altro.
"Lascialo dov'è, magari è morto da qualche parte." Brontolò Sirius speranzoso.
"Dovresti controllarlo di più invece, conoscendo la sua indole." Lo sgridò Molly severamente.

I ragazzi si guardarono di soppiatto, senza osare fiatare anche se Hermione guardò felpato contrariata. Era molto sensibile all'argomento. Nel frattempo che Molly e Sirius battibeccavano, il campanello suonò e il ritratto della madre di Sirius iniziò a sbraitare.
"Ecco i membri dell'ordine." Sussurrò Ginny agli amici, nel trambusto della situazione.
"Prepariamoci alla sceneggiata." Sibilò Fred, cercando l'approvazione degli altri.

Dopo pochi minuti e dopo aver zittito il quadro urlante, fecero il loro ingresso in cucina Thonks, Moody, Lupin e Mundungus, con una smorfia contrariata della signora Weasley alla quale, non era mai piaciuto per la sua indole da ladruncolo da quattro soldi.
"Bene ragazzi, andate a letto." Disse Molly spiccia.
"Non è giusto mamma, vogliamo restare pure noi!" Iniziò Fred.

"Non iniziamo con questa sceneggiata." Si infervorò la madre
"Sempre la solita storia! Potremmo esservi d'aiuto e invece no, ci escludete sempre." Sbottò Ginny arrabbiata, alzandosi in piedi.
"Siete ancora piccoli e no, non potreste aiutarci! Ci sono troppe cose che non sapete." Ribattè Molly
"Non le sappiamo perché non ce le volete dire. Grazie." Sbuffò Ron
"Non siamo più dei bambini!" Aggiunse George indispettito.

"È PER LA VOSTRA SICUREZZA!" Urlò Molly arrabbiata e rossa in volto. I presenti guardavano la scena preoccupati
"SICUREZZA DI COSA? TENERCI ALL'OSCURO DELLE COSE PENSATE CHE MIGLIORI LA SITUZIONE? POTREMMO TROVARCI IN PERICOLO SENZA NEMMENO RENDERCENE CONTO, PER COLPA VOSTRA CHE CI TENETE ALL'OSCURO DI TUTTO." Urlò a sua volta Ginny, tenendo perfettamente testa alla madre.

"Ragazzi, per favore. Basta così." Disse il signor Weasley, ponendo fine alla lite in atto.
"Non è giusto." Disse Ginny, con voce spezzata.
"Sappiamo cosa stiamo facendo e vostra madre ha ragione, lo facciamo per il vostro bene e la vostra sicurezza. Statene fuori finché potete." Mormorò, mentre Molly annuiva stancamente.
"Peccato che ruoti tutto attorno a me." Rispose Harry piatto, facendo sussultare tuti i presenti.

"Harry..." Mormorò Sirius con voce roca
"Vorremmo soltanto esservi d'aiuto." Continuò Ginny Freddamente.
"Andiamo, tanto non lo capiranno mai." Borbottò Fred, lanciando un'ultima occhiata delusa ai membri dell'ordine. Uno ad uno, i ragazzi se ne andarono chiudendosi la porta alle spalle.

"E la prima parte del piano è andata." Borbottò Ginny, una volta raggiunta la stanza di Ron ed Harry. Nonostante facesse parte della loro strategia, quella piccola lite li aveva scossi tutti quanti. Pure Hermione aveva gli occhi lucidi, nonostante non fosse intervenuta.
"Già...Adesso dobbiamo pensare alla parte più rischiosa." Borbottò Ron.
"Credo sia meglio aspettare un po', si devono ancora calmare le acque." Mormorò Harry. Il tono di voce triste e dispiaciuto di Sirius gli aveva fatto terribilmente male, per non pensare al fatto che a breve avrebbero agito alle sue spalle. Ma non poteva fare altrimenti.

"Non abbiamo molto tempo, dobbiamo sbrigarci." Mormorò Hermione, cercando di prendere in mano la situzione.
"Mamma verrà a controllare?" Chiese George.
"Non ne ho idea, quindi sbrighiamoci. Dividetevi, io e George vi faremo l'incantesimo di disillusione." Disse Fred, estraendo la bacchetta dalla tasca posteriore dei Jeans.

Cinque minuti dopo, i ragazzi erano tutti pronti e invisibili e i gemelli, dopo un ultimo avvertimento, si erano smaterializzati direttamente in soffitta. Harry aprì piano la porta, sentendo il cuore battere freneticamente tra le costole ma lo ignorò e dopo essersi assicurato che il corridoio fosse libero, mormorò agli altri di seguirlo.

In silenzio come topi, i quattro ragazzi iniziarono a salire le scale che portavano in soffitta, evitando di fare anche il minimo fruscio per paura di essere sentiti. Dopo attimi interminabili raggiunsero la porticina malandata della stanza, già semi aperta, segno che i gemelli li stavano aspettando dentro.

"Finalmente, ci avete messo secoli." Sibilò George.
"Non volevamo fare confusione" borbottò Ginny.
"Ci sono incantesimi silenzianti ovunque." La rimbeccò Fred.
"Oh basta, sbrighiamoci. Abbiamo poco tempo." Sibilò Hermione, sentendosi a disagio in quella situzione assurda.

"Annullate questi incantesimi, mi sento strano." Brontolò Ron
"Ma nemmeno per idea. Dopo dovremmo rifarveli." Gli sibilò George.
"Vedrai che fatica." Gli rispose Ron acido.
"Credo che dovremmo vederci in faccia mentre facciamo questa cosa." Mormorò Hermione invisibile, in un punto vicino ad Harry.
"E va bene." Sbuffò George, annullando l'incantesimo con un colpo di bacchetta.

I ragazzi si guardarono tutti quanti in faccia, sentendo sia l'agitazione che l'eccitazione crescere nei loro petti.
"Bene...Credo che sia il momento." Disse Hermione con voce tremula.
"Accio scatolone." Disse Fred deciso, osservando volare al centro della stanza il pesante e ingombrante oggetto stracolmo di diari.

"È questo?" Chiese Harry piano, avvicinandosi per osservare meglio.
"Si..." Mormorò Hermione, controllando il nome sul bordo.
"Allora perfetto, controlliamo." Mormorò Fred.
Insieme al gemello eseguirono vari incantesimi, sotto lo sguardo vigile di Hermione, che si accurava che ogni passaggio fosse corretto. La scatola si illuminò varie volte, ma non diede nessun segno di pericolo.

"Sembra a posto." Mormorò la riccia, dando un'ultima occhiata.
"Pensavi di trovarci una bomba?" Chiese Ron pungente
"sarebbe potuta essere maledetta." Lo rimbeccò Hermione, lanciandogli un'occhiataccia.
"Oh dai, controlliamo. A te l'onore Harry." Mormorò Ginny, lasciando spazio al moro.

Il ragazzo aprì lo scatolone con mani tremanti e osservò i tanti quadernini al loro interno. Erano tutti impilati perfettamente, in modo minuzioso, quasi maniacale. Ne sfiorò le rigide copertine nere e forse fu la sua impressione, ma gli parve che al loro interno ci fosse una potente magia pronta a insinuarglisi nella pelle.
"Pensate che siano in ordine?" Chiese in un sussurro.
"Non saprei...Apri il primo e leggi ad alta voce" mormorò Hermione.

Il moro annuì, sollevando e rigirando tra le mani il primo libricino. Lo aprì e vide che le pagine erano ben conservate, anche se un po' ingiallite.

"Regulus.A. Black
Questo è il primo diario dove lascerò le mie memorie, dove racconterò le mie imprese, nella speranza che un giorno, qualcun'altro riesca a finire ciò che io sto per iniziare. Il tempo è agli sgoccioli e io devo agire, prima che sia troppo tardi, sempre che non lo sia già."

Fu questa la prima pagina che lesse Harry. Tutti lo guardarono con occhi sgranati.
"Oddio... Sono diari personali." Sussurrò Hermione
"Continua Harry." Lo incitò Ron.

Harry voltò pagina, preparandosi psicologicamente a leggere il seguito.

"Il Signore oscuro è sempre più forte, è sempre più crudele e spietato, fa sempre più paura. Il mondo magico trema al sentir pronunciare il suo nome, le persone si nascondono, nel vano e disperato tentativo di sfuggirli. Ma lui nasconde un grande segreto che sono riuscito a scoprire. Ho provato orrore quando l'ho saputo, disgusto quando mi sono reso conto di ciò che è disposto a fare della sua vita se la sua si può considerare tale. Il suo processo per diventare immortale è avviato, c'è vicino e io devo fermarlo. Probabilmente morirò prima di riuscirci, ma farò in modo che qualcun'altro al mio posto lo fermi. Altre vite innocenti moriranno... mentre lui, non morirà mai..."
20 ottobre 1950

Harry allontanò da sé il diario con un gesto brusco e il cuore martellante nel petto, fissando con lo sguardo pieno di orrore gli amici. Ginny si lasciò sfuggire un grido soffocato di paura. Fred e George sbiancarono come cadaveri.
" O Porco Godric..." ansimò Ron orripilato.
"Oddio Harry... è...è immortale?" Sussurrò Hermione terrorizzata...

- Capitolo finitooo! Ci ho messo secoli, lo so. Ma mi ha richiesto davvero tanto tempo. Voi penserete che sono pazza, visto che dal nulla mi sono messa a parlare di diari. Ma vedete, il mio cervellino sta già pensando a quando Harry, Ron, ed Hermione andranno a caccia dell'anima di Voldemort e sto ben pensando di cambiare la storia a modo mio, perché la Rowling non mi ha convinta molto con l'ultima parte e quindi, io la scriverò a modo mio, ma c'è ancora mooolta strada! Nel prossimo capitolo ci risaranno Draco ed Hermione. Chiariranno? Si scanneranno? Boh boh, vedremo. Bacioni a tutti ♡:D!-

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