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"Baciami, prima che me ne penta..."

"Ci vediamo presto Harry, promesso."
"Ti voglio bene Sirius, non ti preoccupare per me."
"Sei in gamba, proprio come James. Non farti mettere i piedi in testa da nessuno."
"Me la caverò alla grande. Promettimi che non farai cose azzardate."
"Tranquillo Harry, starò benone. Ti voglio bene. Porta questo con te, se avrai bisogno basta che tu mi chiami e saremo immediatamente in contatto."

Il treno scarlatto sferragliava in direzione di Hogwarts sorpassando colline, prati e montagne innevate, immergendosi sempre di più in un paesaggio selvaggio ed isolato. Tutta l'armata Weasley più Harry ed Hermione erano stati scortati da Thonks e Remus fino al binario 9 e 3/4, utilizzando il Notte tempo come mezzo di trasporto.

Dopo un veloce saluto tutti i ragazzi erano saliti a bordo del treno trascinandosi dietro gli enormi bauli e alla fine, si erano divisi in gruppi. Harry, Ron ed Hermione avevano occupato un vagone tutto per loro.Ginny era andata alla ricerca di alcune sue amiche del quarto anno e probabilmente del suo fidanzato e Fred e George, avevano raggiunto Lee Jordan in un altro scompartimento.

Quelle invece, erano state le ultime parole che si erano detti Harry e Sirius prima di salutarsi per chissà quanto tempo. Il ragazzo stava male sapendo che il padrino sarebbe rimasto solo. Non era certo che avrebbe avuto compagnia ogni giorno e la prospettiva di non poterlo nemmeno sentire lo deprimeva ulteriormente.

Non aveva voglia di tornare ad Hogwarts. Quella che per quattro anni era stata la sua casa, in quel momento gli era nemica per colpa di quella megera. Sapeva che appena tornati gli avrebbe dato filo da torcere, nella speranza di poterlo torturare per ore nel suo vomitevole ufficio rosa.

Ufficio. Il martedì gli sarebbe toccata anche la prima lezione con Piton e anche lì, si sarebbe dovuto rinchiudere in quel tetro ufficio gelido e pieno di oggetti viscidi e disgustosi e la prospettiva era a dir poco nauseante. Se la Umbridge lo tormentava e torturava, era certo che fosse niente in confronto a quello che gli avrebbe potuto fare o dire il professore.

Con questi pensieri cupi in testa appoggiò tristemente la fronte contro il finestrino gelido, osservando il paesaggio scorrere velocemente. Avevano parlato a lungo e adesso, si erano presi una piccola pausa. Ron come al solito ammazzava il tempo masticando dolciumi mentre Hermione, era immersa in uno dei suoi tanti libri.

In uno dei suoi tanti libri che però non stava leggendo e ciò era strano da parte sua. Ma se Harry era preoccupato all'idea di rivedere la Umbridge e Piton, lei era a dir poco terrorizzata alla prospettiva di rivedere Malfoy. Sapeva che era sul treno, da qualche parte, e ciò le faceva galoppare il cuore all'impazzata. L'aveva mollato sul treno, furiusa per la scoperta delle sue future vacanze con Pansy e solo adesso che era giunto il momento si rendeva conto che prima o poi si sarebbero dovuti vedere. Che fosse sul treno, in classe, durante una ronda o anche accidentalmente in mezzo al corridoio, prima o poi si sarebbero nuovamente incontrati.

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"Draco stai calmo." Sussurrò Blaise all'amico. Erano sul treno, sistemati in uno dei tanti scompartiment insieme agli altri compagni serpeverde che i due ragazzi non erano riusciti ad evitare.
"Facile parlare." Sputò il biondo tra i denti.

Come ben tornato si era ritrovato in uno scompartimento affollato, con le due persone che avrebbe voluto vedere il più tardi possibile. Pansy e Nott... e quei due gli stavano mandando il sangue al cervello. Pansy non faceva che cinguettargli nelle orecchia in modo fastidioso ed insistente e Nott, molto più saggiamente, stava zitto ed evitava il suo sguardo ma in ogni caso, la sua presenza lo irritava a dir poco.

"Non fare idiozie!" Gli sibilò in risposta il ragazzo facendo sbuffare Draco che borbottò in risposta
"Non sono idiota come credi."
"Non l'ho mai detto."
"Ma l'hai pensato."
Andarono avanti con questo battibecco per qualche minuto finché Pansy, per l'ennesima volta, tormentò Draco con la sua odiosa vocetta acuta.

"Draco, perché non andiamo a controllare i corridoi, insieme?" Il biondo le lanciò un'occhiata incredula. Sperava davvero che lui accettasse?
"Non ne ho voglia, vacci da sola." Borbottò annoiato. La ragazza lo guardò intestardita
"Potremmo stare un po' insieme, da soli." Soffiò, lanciando un'occhiataccia a Blaise. Quest'ultimo la guardò in modo gelido. Quella stupida gallina era a dir poco un essere inutile.

"Sto bene qua." Ribattè il biondo, ancora più svogliato.
"O ma certo! Preferisci la presenza di Blaise alla mia!" Strillò furiosa, arrossendo per la rabbia. Sia Blaise che Draco inarcarono un sopracciglio
"Blaise è il mio migliore amico." Rispose Draco gelido, sentendo però un fiotto di calore invadergli il petto. Blaise gli fece un sorriso grato e Pansy, Tiger e Goyle, e addirittura Nott li guardarono basiti.

Nessuno aveva mai sentito dire da Draco Malfoy che qualcuno era suo amico, figurarsi migliore amico.
"E da quando sei così sentimentale?" Sputò Pansy tra i denti .
"Ho detto la verità e in ogni caso, non ti riguarda." Rispose irritato. Sentiva gli sguardi perplessi degli altri sulla nuca e la cosa lo infastidiva da morire.

"E io cosa sarei allora? Dopo tutto quello che ho fatto per te, dopo tutto quello che c'è stato e c'è tra di noi!" Strepitò la ragazza indignata.
" Sei una rottura di palle, Pansy."

Tutti restarono in silenzio, compresa la ragazza e cinque paia di occhi si voltarono in direzione di colui che aveva parlato che, incredibilmente, non era stato Draco ma bensì, Blaise...

"Come scusa?" Farfugliò Pansy.
"Hai capito benissimo." Rispose Blaise tranquillamente, fissando la ragazza negli occhi, che arrossì ancora di più per la rabbia e la vergogna.
"Ma cosa ne sai tu di me, cosa ne sai tu di NOI! Tu non sai niente di Draco, niente!" Strillò la ragazza con fare isterico.

Tutti i presenti se ne stavano in silenzio, Draco compreso. L'unico rumore udibile era lo sferragliare del treno e lo scambio di battute tra i due ragazzi.
"Ne sei così convinta? Io direi che è l'incontrario. Tu, non sai niente di Draco. L'unica cosa che sai fare è stargli tra i piedi e tartassarlo con le tue avances non richieste. Ti sei mai sforzata per comprendere le sue emozioni, i suoi stati d'animo? Sei mai rimasta quando ha cercato di allontanarti brutalmente, invece di andartene via come una bambinetta viziata? Hai mai cercato di superare la barriera che si è costruito intorno a sé? Conosci i suoi problemi, le sue preoccupazioni più profonde? Certo che no! Perché sai soltanto tormentarlo per cercare di soddisfare i tuoi capricci. Ma Draco non è un oggetto per soddisfare i fabbisogni di qualcun'altro, non è soltanto Malfoy. È Draco, e merita molto meglio di una rottura di palle come te." Disse Blaise, scandendo parola per parola e lasciando l'amico ancora più a bocca aperta.

Davvero Blaise pensava quelle cose di lui? Era davvero disposto ad affrontare l'isterismo di Pansy per dimostrargli quanto potesse volergli bene? Nessuno aveva mai fatto una simile cosa per lui e ciò, non gli dispiaceva. Lo faceva sentire un po' di più... Un essere umano e come aveva appena detto Blaise, non un oggetto.

Pansy restò immobile, assorbendo le dure parole del compagno una per una finché con voce bassa ed incolore rispose
"Fottiti, Zabini." Detto questo uscì a testa bassa dallo scompartimento senza voltarsi indietro.

"Ma dimmi... Non ero io quello che non doveva fare mosse azzardate?" Chiese Draco dopo qualche minuto di shock.
"Andiamo amico... Quando ci vuole, ci vuole. Non la sopportavo più." Sbuffò Blaise tra il divertito e l'esasperato. Finalmente si era tolto un bel peso. Uno a zero per lui.

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Il treno fischiava e sbuffava, rallentando sempre di più i giri del motore finché la locomotiva non si arrestò definitivamente. Erano appena arrivati alla stazione di Hogsmeade e centinaia di studenti iniziarono a scalpitare per cercare di scendere per primi dal treno e accaparrarsi le carrozze migliori che li avrebbe condotti al castello.

"Dovete controllare il treno?" Chiese Harry, stiracchiandosi le braccia.
"Magari un giro veloce, giusto Ron?" Chiese Hermione spiccia, cercando di mascherare l'agitazione. Non era ancora pronta ad affrontarlo. E non era certa che lo sarebbe mai stata.
"Dobbiamo proprio? Io ho una fame da lupi." Si lagnò il rosso
" Oh Ron, hai mangiato fin'ora!" Sospirò la riccia esasperata.
"Sono un ragazzo d'appetito." Si difese il rosso
"Non è una scusa per mancare ai tuoi doveri di prefetto!" Lo rimbeccò la riccia.

Harry sghignazzò divertito nel suo angolo, beccandosi l'occhiata da cane bastonato del suo migliore amico.
"Ci tieni il posto Harry?" Chiese quest'ultimo immusonito.
"Ci provo." Gli rispose quest'ultimo, trascinando il baule giù dalla reticella e sistemandosi meglio la bacchetta nella tasca del mantello.
" Non preoccuparti per noi, al massimo ci vediamo al castello." Gli sorrise Hemione, trascinandosi dietro Ron che ormai arreso, la seguì imbronciato.

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"Questi fottuti marmocchi." Sputò Draco tra i denti, spintonando da parte alcuni ragazzini dei primi anni che intimoriti si fecero da parte.
" Sei un prefetto no, falli uscire dalle scatole." Sbuffò Blaise affaticato dal trascinare il pesante baule.
Draco inarcò un sopracciglio scettico.
"Non sei tu quello che di solito non vuole trasgredire le regole? L'anno nuovo ti sta dando alla testa?" Sghignazzò il biondo.

"O ma che sciocchezze!" Lo rimbeccò Blaise fermandosi davanti ad una carrozza completamente libera.
"Dai muoviamoci, ho una fame pazzesca." Gli rispose Draco, issando senza troppi sforzi il suo baule sulla carrozza, seguito a ruota dall'amico.

Decine e decine di carrozze si mossero in direzione del castello, addentrandosi tra il percorso tortuoso e immerso nella notte, che li avrebbe condotti al cancellone principale.

"Quindi le carrozze sono trainate da bestie invisibili?" Commentò a un tratto Draco
"A quanto pare si... Solo chi ha visto la morte può essere in grado di vederle... Potter le vede." Rispose pensieroso Blaise, facendo sbuffare l'amico.
"E figuriamoci se San Potter non è pure in grado di vedere delle bestie strambe invisibili al 90% della scolaresca." Bofonchiò acido.
"Credo che preferirebbe non vederle, Draco." Mormorò l'amico, lasciando il ragazzo spiazzato...

Restarono in silenzio per il resto del viaggio, finché la carrozza non si fermò davanti all'immenso parco del castello. Una decina di carrozze indietro pure Harry aspettava di scendere, giusto per liberarsi anche di Luna che continuava a parlare di cose strambe che a suo parere nemmeno esistevano, da circa quindici minuti.

Aveva aspettato dieci minuti buoni per vedere se Ron ed Hermione stessero arrivando, ma alla fine si era arreso alla prospettiva di vederli a cena e aveva accettato l'invito di Neville per salire sulla carrozza insieme a loro. Avevano discusso per un po' per le future riunioni dell'ES e alla fine erano rimasti d'accordo per stipularne una a breve termine.

Harry sapeva di dover discutere di cose ancora più importanti con i suoi migliori amici. I diari che avevano trovato. Dovevano capirci qualcosa, e tutto ciò gli metteva i brividi. Poi giustamente doveva pensare all'ES e infine, doveva pensare anche a Cho. Cosa aveva significato quel bacio? Ci aveva pensato qualche volta, durante le vacanze, ma aveva presto abbandonato l'argomento per concentrarsi su cose più importanti.

"Ronald ed Hermione sono una strana coppia, vero?" Chiese Luna con voce soave. Harry e Neville la guardarono a disagio. Ecco che la ragazza inizava con i suoi discorsi capaci di metterti in difficoltà nell'arco di pochi minuti, se non secondi.
"Ehm forse un po'." borbottò Neville.
"Lei così brillante, lui così goffo." Commentò tranquillamente, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

"Ron non è così maldestro!" Disse Harry, andando in difesa del suo migliore amico e guardando Neville esasperato.
"No, certo che no. Ma non starebbe bene insieme ad Hermione." Aggiunse la ragazza pacifica.
"Non sono fidanzati" rispose Neville incerto, cercando l'approvazione di Harry con lo sguardo, che annuì deciso.

"E mai lo saranno. Hermione ha bisogno di un ragazzo che le tenga testa." Cantinelò, osservando fuori dal finestrino con aria sognante. I due ragazzi si guardarono dubbiosi.
"E chi sarebbe il ragazzo giusto per Hermione?" Chiese Harry tra il curioso e l'esasperato.

Luna si voltò in direzione del ragazzo, posando i suoi grandi occhioni cerulei in quelli verdi brillanti del moro e dopo averlo guardato per qualche istante, disse convinta
"Draco Malfoy. È lui quello giusto per Hermione."

Neville quasi si strozzò ed Harry sgranò gli occhi fino ad averli quasi della stessa grandezza di quelli di Luna.
"Luna non dire sciocchezze. È di Malfoy che stiamo parlando, del nostro peggior nemico. Hermione lo odia, come noi del resto, e Malfoy odia noi." Gracchiò Harry sconvolto. L'una doveva essere impazzita.

"O no, c'è alchimia tra di loro, ne sono certa." Rispose sognante la ragazza, tornando a guardare fuori dal finestrino come se niente fosse. Harry e Neville si guardarono nuovamente... Quella ragazza era pazza, sul serio.

Hermione Granger e Draco Malfoy insieme, assurdo. Non si sarebbero mai innamorati l'un dell'altro e questo era una dato di fatto, era una supposizione troppo assurda. Malfoy era il nemico e Hermione lo odiava, inoltre lui odiava Hermione, visto che la insultava con gusto ogni qualvolta ne aveva l'occasione... O forse no.

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La sala comune era incredibilmente affollata, ed Harry aveva raggiunto con fatica il suo solito posto alla tavola dei grifondoro, dove per fortuna aveva trovato Ron ed Hermione ad aspettarli.
"Non vi ho visto da punte parti e alla fine sono salito con Neville e Luna." Spiegò brevemente.

" Scusaci Harry, ma abbiamo dovuto interrompere una lite tra un gruppo di ragazzini del terzo anno di corvonero e un gruppo del quarto di tassorosso. Abbiamo perso un sacco di tempo e alla fine abbiamo trovato dei posti liberi per miracolo insieme ad alcuni corvonero del settimo anno." Spiegò velocemente la riccia.
" Sei davvero salito sulla carrozza insieme a lunatica?" Sghignazzò Ron, ricevendo un'occhiata furiosa da parte di Hermione, che lo mise a tacere. Harry la fissò cupo, sarebbe stato molto curioso
di vedere la reazione di Hermione se le avesse raccontato ciò che aveva detto la giovane corvonero sulla carrozza. Probabilmente avrebbe riso pure lei.

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Dopo il solito monologo del preside finalmente gli studenti avevano iniziato a mangiare, con somma soddisfazione anche di Draco che seduto accanto a Blaise, mangiava con gusto una fetta di torta alla melassa. Pansy era seduta in un angolo a parlottare con la sua amica, lanciando occhiate velenose in direzione dei due ragazzi che molto tranquillamente le ignorarono come se niente fosse.

Il biondo aveva scrutato per tutta la durata della cena la tavola rosso oro, in cerca di una testa riccia, ma con scarsi risultati. La sala era così affollata che non riusciva a distinguere nessuno. Forse era la sua impressione, ma gli sembrava che gli studenti si fossero moltiplicati.

"Andiamo in dormitorio Draco?" Chiese Blaise quando anche l'ultimo boccone fu consumato. Il biondo fece per annuire ma si bloccò non appena vide una folta chioma riccia superare un branco di ragazzini del primo anno. L'avrebbe riconosciuta ovunque, l'avrebbe riconosciuta tra mille. Era lei, la Granger.

"No, vai avanti tu. Arrivo tra un po'." Sussurrò il ragazzo, con il cuore che batteva a mille. Non voleva perderla, voleva parlarle. Blaise seguì il suo sguardo e quando capì la fonte della sua attenzione, annuì cauto.
"Vai... Ma sii prudente." Gli disse
"Non vado in guerra." Sbuffò Draco. Sotto sotto non ne era totalmente convinto. Affrontare la Granger era certo che non sarebbe stata una passeggiata.

Dopo un ultimo breve cenno all'amico si affrettò a seguirla, come un cacciatore che segue la sua preda, silenzioso e veloce. La ragazza non stava accompagnando gli studenti in sala comune e la cosa gli sembrò strana. Non ci voleva credere che stesse andando in biblioteca, sarebbe stato davvero il colmo.

Per fortuna a quell'ora i corridoi erano sgombri e quindi Draco si azzardò a seguirla più liberamente e con un sonoro sbuffo, comprese che stava andando seriamente in quel buco strapieno di libri. Ma ciò non sarebbe avvenuto perché, con passo felino, il ragazzo si avvicinò ad Hermione e senza troppe cerimonie la spinse in un'aula vuota.

La ragazza urlò spaventata, colta alla sprovvista da tale gesto.
"Cosa sta succedendo e ...Malfoy?" Ansimò, sbiancando come un cadavere. Il ragazzo la osservò attentamente, godendo di ogni piccolo dettaglio visibile. Era davvero bella, era inutile che continuasse a negarlo.
"Granger." Le rispose con voce roca.

Hermione lo guardò a bocca aperta, sentendo il cuore scoppiarle nel petto. Quella non se la sarebbe mai e poi mai aspettata. Sapeva che prima o poi l'avrebbe rivisto, ma aveva sperato in circostanze diverse e magari... più tranquille. Non poté però fare a meno di vederlo e come sempre, ultimamente, lo trovò bellissimo.

"Ma sei impazzito? Lasciami andare." Strillò, riprendendosi dallo shock iniziale. Draco strinse la mascella con rabbia, preparandosi a sigillare la porta per non lasciarla fuggire. Sapeva che non sarebbe stato facile, ma non avrebbe retto ai suoi eterni capricci.
"Sai Granger, pensavo che voi grifondoro foste più coraggiosi." Sbuffò, appoggiandosi mollemente a uno dei tanti banchi disposti ordinatamente lungo le pareti.

La riccia ridusse gli occhi a fessura, pronta a difendere a spada tratta la sua casa.
"Cosa vai blaterando, Malfoy?" Chiese, sapendo sotto sotto a cosa si riferisse.
"Mi stai evitando Granger, perché hai paura di affrontarmi." Le rispose strascicato, nascondendo ogni emozione. La ragazza boccheggiò, punta sul vivo e sull'orgoglio.

"Vorrei farti notare che siamo appena arrivati." Cercò di rispondere sembrando sicura di sé, anche se un po' la voce le tremava.
"E sul treno?" Sibilò Draco riducendo gli occhi a due fessure. Hermione lo fissò arrabbiata. Non ci poteva credere... Draco Malfoy le stava davvero facendo la predica?

"Oh, intendi quando la tua amichetta Pansy mi ha gentilmente chiesto di andarmene per poter parlare con te delle vostre future vacanze natalizie insieme? Spero vi siate divertiti." Sputò acida. Per un momento Draco si sentì in colpa, ma decise di ignorare quel sentimento.
"Ti ho già detto allora che né stiamo insieme, né tanto meno ero a conoscenza della sua visita al Manor." Sbuffò Draco, tornando per l'ennesima volta sull'argomento. Nel frattempo insonorizzò la stanza, senza che la riccia se ne accorgesse.

"Non mi devi spiegazioni." Sbottò lei, anche se in realtà si sentiva leggermente più sollevata.
"Ma è ciò che vuoi." Puntualizzò Draco, guardandola con aria di sfida. Hermione sospirò.
"Perché mi hai rinchiusa qua dentro?" Chiese piano, cercando di non distogliere lo sguardo. In realtà credeva di saperlo, ma non era certa di essere pronta per sentirsi dire da Malfoy che era stato tutto uno sporco e stupido errore, che doveva dimenticarsene e che non sarebbe dovuto accadere mai più. Non le sarebbe dovuto importare, ma le importava eccome in realtà.

"Perché dobbiamo parlare di ciò che è successo." Le rispose asciutto, studiando ogni sua reazione. Le sembrava agitata e in soggezione, ma non ne capiva il perché. Lei alzò gli occhi, fino ad incrociare quelli color tempesta del ragazzo e sentì il cuore battere più forte. Non sapeva nemmeno da dove partire.

"Dimmi immediatamente quanto è stato orribile, quanto io ti faccia schifo e sia inferiore rispetto a te. Quanto tu ti sia pentito di avermi tolta dalle mani di Nott che mi ha quasi violentata. Dimmi subito che l'hai fatto per salvarti la pelle e salvarla ai tuoi amichetti visto che ho capito benissimo che avete fatto una festa illegale in sala comune. Dillo che hai qualcosa in mente, visto che è tutto l'anno che ti diverti a provocarmi e a farmi impazzire. Dimmelo subito e poi dividiamoci, una volta per tutte." Gli riversò ogni parola contro, con rabbia e frustrazione. Sapeva che sarebbe accaduto, ma aveva sperato di poter rimandare ancora un po'.

Draco la guardò incredulo. Non ci poteva credere che le avesse dette sul serio quelle parole. Quella ragazza era pazza.
"Granger, sei fuori di testa. Non volevo dirti nessuna delle stronzate che hai appena detto." Sibilò arrabbiato. Non sapeva bene il perché, ma quelle frasi gli facevano una rabbia pazzesca. Pensava davvero tutta quella merda?

Hermione si morse il labbro nervosamente, guardando Draco con diffidenza. Non ci stava capendo più nulla, quel ragazzo la stava facendo impazzire.
"So cosa pensi di me... Sono una mezzosangue." Gli rispose con voce tremula. Draco ispirò con le narici, prendendo aria per cercare di non riversarle contro tutta la sua frustrazione e rabbia.

"Sono un gran bastardo Granger, sotto molti punti di vista, e non lo nego. Ma pensi davvero che ti avrei lasciata violentare da quel porco di Nott? Non l'ho fatto né per me né per i miei amichetti. L'ho fatto per salvare te Granger, perché in quel momento era la cosa giusta da fare e l'ho fatto perché mi andava. Avrei potuto mollarti in mezzo al corridoio, minacciarti per comprare il tuo silenzio, ma non l'ho fatto Granger, perché volevo aiutarti. Fattene una ragione, e smettila di chiedermi ogni perché e per come." Sbottò. Gli stava costando davvero molto ammettere quelle parole, ma sentiva di doverlo fare.

Hermione lo guardò incerta, gli sembrava sincero... Ma era pur sempre Malfoy.
"E il bacio? Era voluto anche quello o era premeditato?" Chiese in un soffio. Draco la guardò gelido. Continuava a non fidarsi nemmeno un minimo delle sue parole, lo vedeva dal suo sguardo titubante, e ciò lo stava facendo impazzire.
"E successo Granger. Non avrei mai pensato che sarebbe mai potuto capitare." Rispose piatto. Hermione abbassò lo sguardo.

"È sbagliato... E sono confusa." Mormorò
"Lo so che è sbagliato." Le disse Draco, sentendo il cuore battere più forte.
"Noi...Non dovremmo essere qua, insieme." Sussurrò la riccia. Il biondo ridusse gli occhi a due fessure. Il suo stupido orgoglio la stava spingendo ad andarsene, ma lui non l'avrebbe permesso. Le avrebbe fatto ammettere la verità.

"Stai scappando ancora Granger?" Chiese duramente. La ragazza alzò la testa di scatto, guardandolo con aria colpevole.
"Cosa vorresti dire?" Chiese, ritrovando un po' della sua aria da sfida.
"Dimmi che non ti è piaciuto Granger, dimmi che non vorresti mai più baciarmi. Dimmi che vuoi che me ne vada. Dai Granger, vediamo fin dove ti spinge il tuo orgoglio." Le disse beffardo, aspettando una sua reazione.

Hermione restò a guardarlo a bocca aperta, senza riuscire a parlare. Quelle parole gli rimbombavano nella testa come tante martellate.
"Io..." sussurrò con voce roca.
"Dai Granger, dillo. Non dovrebbe essere difficile, vero?" La beffeggiò il ragazzo, gustandosi la sua insicurezza. Sapeva che era combattuta, lo vedeva riflesso nei suoi grandi occhi color caramello, anche se sotto sotto temeva che lei volesse davvero mandarlo via per sempre.

Hermione continuava a guardarlo confusa. La sua vocina interiore le suggeriva di mentire, di dirgli che voleva che se ne andasse, per sempre. Che tra di loro non ci sarebbe mai più stato nulla ma qualcos'altro, la spingeva dalla parte opposta, le sussurrava di chiedere un bacio... uno solo, uno piccolo ed innocente. Draco si avvicinò lentamente e nuovamente, sembrarono preda e cacciatore, intrappolati in una piccola stanza buia e silenziosa.

"Malfoy..." sussurrò Hermione, sentendo le gambe molli. Un forte ed intenso aroma di muschio bianco le invase le narici, profondo e sensuale.
"Non puoi mentire a me Granger, so che lo vuoi ma te lo ripeto, dì che vuoi che me ne vada e tutto finirà, ma mentre lo fai, guardami negli occhi." Le chiese sogghignando.

La riccia rabbrividì, sentendo il cuore scoppiarle nel petto. Poteva mettere fine a tutto ciò. Sarebbe stata la scelta giusta, per il bene della sua sanità mentale e per il profondo affetto verso i suoi amici. Harry e Ron. Erano il suo chiodo fisso, non poteva non pensare al fatto che in qualche modo li stesse tradendo... Era Malfoy quello davanti a lei, il loro peggior nemico, quello che faceva di tutto per ostacolarli.

"Bene.. Come vuoi... Addio Granger." Disse Draco, facendo una smorfia delusa che arrivò ad Hermione come una pugnalata. La stava abbandonando in quella stanza? Doveva rispondergli, doveva dire qualcosa... Ne era consapevole.
"Il tuo fottuto orgoglio sarà la tua condanna Granger." Le disse amaramente, facendo per andarsene.

Hermione chiuse gli occhi disperata. Non poteva permetterlo, non sapeva perché, ma non l'avrebbe sopportato.
"Malfoy..." sussurrò. Draco si fermò davanti alla porta, con la mano già sospesa sulla maniglia.
"Cosa vuoi Granger?" Chiese con voce roca.
"Baciami, prima che me ne penta..." Sussurrò, sentendo il cuore batterle all'impazzata.

Non poteva vederlo in faccia, ma era certa che Draco avesse appena sorriso. Quel suo sorrisetto compiaciuto e beffardo che non sopportava, ma al tempo stesso le piaceva da impazzire. Lo odiava, e se ne sarebbe pentita amaramente, ne era certa, ma lo voleva.

Fu una sensazione divina risentire quelle morbide e calde labbra sulle sue. Le aveva bramate, sognate e desiderate fino allo stremo mentale e fisico ma finalmente le aveva ritrovate. Fu un bacio violento, quasi disperato, di chi si odia ma si desidera fino quasi a volersi consumare a vicenda e in quel momento, si sentirono bene, liberi di vivere. In quel momento non erano Malfoy e Granger, erano un ragazzo e una ragazza che si stavano baciando appassionatamente senza pensare al domani e senza preoccuparsi del mondo esterno alla loro bolla protetta e segreta...

-Il capitolo è finitooo ♡! Ci ho messo secoli, scusate, ma ho eliminato parte del capitolo perché non piaceva e l'ho riscritto quasi interamente e la cosa mi ha portato via parecchio tempo ma adesso sono molto più soddisfatta. Spero che vi piaccia, ovviamente ci sono dei cambiamenti 😘❤! A presto, e grazie a tuti, davvero.-

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