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Sei.

Scrittrice.

Il gruppetto si trovava nel lungo corridoio, in attesa dei genitori, e, d'un tratto, Hiccup le restituì il cellulare che aveva lasciato a lui prima dell'incidente. -" Ho voluto darti tutti i nostri numeri, sai, in caso d'emergenza o solo per sentirci. Abbiamo creato pure un gruppo con dentro noi sei. "- Elsa sorrise riprendendosi il cellulare. Lungo il corridoio, una voce stritolante, e sempre più forte, rimbombò nelle orecchie di tutti quanti. Non appena Elsa si girò, aveva già fra le braccia Anna che gli era saltata letteralmente addosso. La rossa gli strinse le guance per assicurarsi che fosse viva.
-" È stato quel pervertito?! Quel cadavere ti ha fatto la bua! "- Gridò la bambina indicando minacciosamente Jack. -" È?! Io non l'ho toccata! E cadavere sarai tu! "- Rispose Jack su tutte le furie. Dietro alla bambina, si trovava una giovane donna dai capelli bruni. Alta, e dal viso candido. I suoi occhi erano uguali identici a quelli di Elsa, solo, leggermente più piccoli.
Prese le mani di Elsa assicurandosi che stesse bene. -" Meno male, non ti sei rotta niente? "- La ragazza ridette.
-" Mamma tranquilla, sto bene. Devo ringraziare sopratutto una persona che mi è venuta ad aiutare. "- La ragazza prese la manica di Jack mostrandolo alla madre. -" Io sono la madre di Elsa, Idun. Tu dovresti essere... Jack Frost? "-
[ Si chiama veramente così "'(۾)¬"' quindi no comment ]
Il ragazzo annuì. -" Elsa parla spesso di voi a tavola. "- Elsa prese Anna in braccio avvicinandosi alla madre.
-" Potresti evitare di parlare di queste cose davanti a loro?! "-
Idun ridette dando una leggera pacca sulla spalla del ragazzo. -" Grazie. "-

— Dopo una settimana in classe...

Il volto di Elsa era incollato alla finestra, stava osservando la pioggia che scendeva violentemente. Il suo sguardo era calmo, serio e molto annoiato. Quella era un'altra ora buca, la professoressa era ammalata. Hiccup, vedendola, si sedette sulla sedia davanti a lei appoggiando i gomiti sul suo tavolo. -" Qualcosa non va? "-
-" Hiccup non fare il tonto. Ho visto ieri Hans che ti ha sbattuto sul muro per prenderti i soldi. "- Hiccup sorride inarcando un sopracciglio.
-" Non ti sfugge niente, ne? "-

-" Ma chi si crede di essere? Per colpa sua ho passato dei giorni d'inferno! "-
Hiccup, non capendo, si grattò la testa confuso. -" È? "-

-" Ti sei mai domandato il perché io mi sia trasferita? "- Hiccup spalancò gli occhi. In quel momento, un fulmine illuminò il volto della ragazza.

Hiccup correva per il corridoio. Era stanco, ma doveva correre per raggiungere Jack, che in quel momento si trovava in bagno. -" Jack! "- Urlò lui sperando che lo sentisse.

" Te lo sai mai chiesto? "
Dei piccoli flashback riaffioravano nella sua mente. Rischiò di inciampare varie volte, per fortuna, non cadde.

" Vedi, nella vecchia scuola... "
Un fulmine illuminò l'intero corridoio.

[ Random  (◡≦) ]

" ... Vi era un bullo. Mi picchiava regolarmente... Fino a quando non perse il controllo. Per colpa sua, finì in ospedale, si, mi ruppe una gamba. I dettagli? Magari più avanti. "

-" Jack! "- Gridò ancor più forte.

" I miei genitori ed io ci siamo trasferiti in questo paese. Loro mi volevano inscrivere in una scuola privata e degna dello studio, ma rinunciai. Pregai a loro di riscrivermi in una scuola pubblica e gli promisi che non ci sarebbero stati più bulli. "-

Jack, in quel momento, uscì dalla porta del bagno. Vide il moro in lontananza urlare a squarcia gola il suo nome.

" ... Avevamo fatto una promessa. Se ci fossero stati altri bulli, avrebbero inscritto sia me che Anna in una scuola privata. Ma non in questo paese. "

Hiccup prese Jack per la maglia facendolo sbattere contro il muro. Il ragazzo spalancò gli occhi notando gli occhi smeraldi del moro sui suoi.
-" Se non facciamo qualcosa Elsa se ne andrà da questo paese! "-

-" H-Hiccup? "- Balbettò Jack non capendo. Hiccup fece una sintesi della situazione. Il suo respiro era molto affannoso. -" Andarsene... Via? "-

-" Elsa mi ha detto che in caso di trasferimento, se ne sarebbe andata fra un mese esatto. Te non vuoi che vada via?! "- Jack abbassò il volto stringendo i pugno sui fianchi.
-" Le vuoi bene? "- Domandò il moro lasciandogli la maglia. Il ragazzo, spingendo via Hiccup, si incamminò verso la sua aula. I suoi occhi erano coperti. Merida, sentendo le grida, corse da Hiccup, sbucando dal corridoio laterale, per assicurarsi che stette bene. -" Merida, ti ricordi la promessa di tre anni fa? "-

-" Mh? "-

-" Hai la memoria corta, lo sai? "-
Ridette lui prendendola in giro. Merida sorrise voltando il volto verso Jack.

-" Credi che sia stupida a dimenticarmela? Era stata Rapunzel a proporla. "-

-" Disse: - Chiaramente, in futuro, tutti noi troveremo qualcuno che ci faccia sorridere. - E mi ricordo che Jack si era anche addormentato suo finale. "-

-" Già, e continuò: - Nel caso quel giorno accadesse, voglio che la nostra amicizia non si rovini. Magari, saremo proprio qui dentro a trovare la nostra anima gemella. - Quanto ridetti io. "-

Merida rivolse gli occhi su Hiccup, impegnato a sorridere. -" Tu credi... "-

-" Ci ho messo un po' a capire il messaggio. È stupido, ma ovvio. Lei sperava che Jack, un giorno, diventasse suo. Ma a quanto pare, c'è una rivale per Punzie. "- Merida incrociò le braccia ridacchiando.

-" Credi che Jack abbia deciso? "-

-" Un giorno, verrà da me a chiedermi aiuto, come sempre. "-

-" E tu? Insomma... Con lei? "-
Il moro ridette socchiudendo gli occhi.

— In classe...

Elsa non si era mossa di un muscolo da quella posizione. Il rumore della pioggia che sbatteva contro le finestre venne interrotto da un urlo che gridava: Elsa. Tutti gli alunni, rimasti in classe, si voltarono verso la porta notando Jack con il respiro a mille.
Finalmente, Elsa si volse rimanendo seduta al suo posto. -" Non ti permetterò di andartene! Non permetterò a nessuno di toccarti, nessuno! "- Ad ogni parola, il ragazzo si avvicinò ad Elsa un passo alla volta. Gli occhi celesti della ragazza si spalancarono ad ogni suo passo.
-" Jack? "- la ragazza si alzò. Il suo fragile corpo tremava, ma non aveva paura. Prima che potesse aprire bocca, il ragazzo avvolse fra le braccia Elsa stringendola sempre più al suo petto.

-" Perché devi andartene?! Sei qui da poco tempo! "- Gridò Jack cercando di trattenere le lacrime. Elsa era intenta nel sentire il suo cuore battere sempre più forte, ad ogni grido.

" Stupido, impedirò di andarmene. "

Ohayo! Gente come state 0-0 vi volevo ringraziare, ad ogni capitolo ci sono sempre +40 visualizzazioni!
Davvero, grazie. -w-
E spero non vi dia fastidio che posto un capitolo al giorno, ma, come sapete, devo badare anche ad altre cose, o page, e quindi l'unico spazio è il mattino.
Si sono strana p.p
BUONA GIORNATA

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