Quattordici.
Scrittrice.
-" ELSA! "- La voce di Jack rimbombò nel corridoio. La ragazza, facendo finta di niente per la vergogna, aumentò il passo raggiungendo in fretta la sua aula. Chiuse la porta scorrevole tirando un soffio di sollievo.
-" Certe volte Jack esagera con la protezione, ne? "- Ridette Hiccup mettendosi le mani dietro la schiena.
Dopo aver ripreso fiato, si sedette sulla sedia appoggiando la borsa, contenente i libri, sul tavolo.
-" Mi sto preparando psicologicamente per qualunque cosa volesse dirmi... "-
Scherzò lei. Poco tempo dopo, Jack spalancò la porta sbattendo la mano sul tavolo di Elsa.
-" Cosa fai quando non sei a correre? Hai degli animali? "-
-" Ma che ti sei bevuto... non credi di esagerare? "- Chiese Elsa alzando un sopracciglio distogliendoli lo sguardo.
-" Perché Punzie ti ha visto infilarti in un vicolo. "-
-" Giusto, adesso non posso ne anche avere una vita privata? Comunque in quel vicolo c'è un gatto abbandonato, ho tutto il diritto di nutrirlo. "-
E, dopo essersi alzata ed aver avvicinato il volto di fronte a quello di Jack, continuò.
-" Jack, capisco tutto. Ma ora non credi di esagerare? "-
-" Non sto esagerando. È solo per il tuo bene, sai le conseguenze. "-
La ragazza sospirò appoggiando una mano sulla testa del ragazzo, infilando le dita nei capelli. Jack arrossì. Il viso della ragazza era troppo vicino.
-" Smettila di prenderti cura di me. Sono debole e non sono capace di difendermi ma anche tu non ci potrai essere sempre per me. "-
-" Ehm... Elsy... "- La ragazza tolse lo sguardo, era rossa sugli zigomi.
-" Elsa, oggi vieni al Club? "- Hiccup si intromise cambiando discorso notando l'imbarazzo di entrambi. La ragazza annuì senza rivolgerli lo sguardo.
-" Perdonami. "- Disse Jack abbassando leggermente il volto.
-" Dopo scuola vieni con me, Jack. "-
Chiese Elsa risiedendosi sulla sedia, ancora imbarazzata. Jack annuì, mentre, il volto di Hiccup era abbastanza preoccupato per i due.
— Dopo scuola...
La campanella era appena suonata e tutti i ragazzi erano pronti per andarsene. Jack, fermo davanti al cancello d'ingresso, aspettava con impazienza la compagna. In quel momento, arrivarono Rapunzel e Merida.
-" Ancora qui? "- Domandò la bionda tutta sorridente.
-" Sto aspettando Elsa. "- La sua voce, abbastanza fredda, fece preoccupare Merida. Dopo aver appoggiato una mano sulla spalla di Jack, la rossa sorrise.
-" Sta attento. "- E continuò rivolgendo lo sguardo a Punzie. -" Andiamo. "-
La bionda, ancora fissa sul ragazzo, seguì la rossa fino all'uscita.
Jack, appoggiato al muretto, era rimasto fermo lì per un paio di minuti senza nessuna traccia di Elsa. Socchiuse gli occhi e un leggero venticello gli accarezzo il viso. Non appena riaprì gli occhi vide i lunghi capelli di Elsa svolazzare e vide i suoi occhi celesti puntati su di lui.
-" El- "-
La ragazza alzò il braccio mostrando a Jack un sacchetto di plastica. Il ragazzo inclinò leggermente il viso non capendo.
-" Non capisco... "- Elsa prese il braccio di Jack iniziando ad incamminarsi per raggiungere il paese.
-" E-Elsa! "- Jack cercò di liberarsi dalla presa e notò che più si menava più lei stringeva. Osservò anche che aveva abbassato il volto.
I due rimasero in silenzio per tutto il tragitto e, non molto tempo dopo, raggiunsero un veicolo cieco nascosto da tutto.
-" E qui che vengo ogni tanto ed è qui che vengo quando non vengo a correre con te. "- Lei sorrise senza lasciare il braccio di Jack.
-" E in quel sacchetto? "-
Il ragazzo indicò il contenuto.
Elsa portò Jack dentro nel veicolo e il ragazzo notò due piccolo gatti, uno bianco ed uno nero.
-" E questi? "- Ridette lui abbassandosi per osservarli meglio.
-" Ho trovato questi due gatti abbandonati circa una settimana fa. Vengo qui quasi tutti i pomeriggi... scusa se ti mentivo per non venire a correre con te... "- Elsa gonfiò le guance lasciando il braccio di Jack.
-" Stupida... potevi dirmelo. Ed io che ogni tanto mi preoccupavo. "-
Il gatto nero si avvicinò al ragazzo strisciandosi sulla gamba. Jack diede qualche carezza al gatto, infine, rivolse lo sguardo su quello bianco. Si era nascosto dietro ad un pezzo di cartone miagolando.
-" Ho capito, ho capito. "- Elsa aprì una scatolina versando nella ciotola il cibo per gatti, subito dopo, si sedette a gambe incrociate. Il ragazzo si avvicinò a lei, anche lui a gambe incrociate.
-" Come si chiamano? "-
-" Non hanno un nome. "- Rispose lei ridendo.
-" Allora ci penso io! "- Alzò il braccio ed infine indicò prima quello nero e dopo quello bianco. -" Black e Neve! "-
La ragazza scoppiò a ridere, coprendosi la bocca con entrambe le mani.
-" La fantasia proprio. "-
Il ragazzo roteò gli occhi ridacchiando e subito dopo riprese. -" Tu avresti altri nomi? "-
-" Va bene così, tranquillo. "-
I gatti finirono il pranzo e i ragazzi passarono il pomeriggio a scherzare su qualunque cosa passasse nella loro mente.
-" Posso... posso chiederti un consiglio? Se vuoi... "- Jack deglutì distogliendo lo sguardo da Elsa.
-" Come faccio a capire... se sono veramente in innamorato? "-
-" Cosa? "- Silenzio. Elsa, alzandosi di colpo, rivolse il suo candido viso verso il ragazzo abbastanza confusa per la domanda inappropriata.
-" Come puoi? "- Continuò, non appena vide Jack alzarsi davanti a lei.
-" Semplice. Falla tua prima che qualcun altro te la rubi. È così difficile? "- Sorrise spettinando i capelli dell'amico, seguito da una lieve risata.
-" È Punzie, vero? "- Gli occhi di Jack si spalancarono nel vederla sorridere.
-" Non credo... "-
Elsa non fece in tempo a rispondere e notò Jack avvicinarsi sempre di più a lei. D'un colpo, le loro labbra si unirono e sembrava che il tempo si fosse fermato. Gli ultimi raggi di sole e gli ultimi cinguettii accompagnavano quel momento meraviglioso per il ragazzo. Si staccarono quasi subito e il volto di entrambi era rosso pomodoro.
-" J-Jack?! "- Balbettò lei distogliendo immediatamente lo sguardo.
-" Cosa? Me l'hai detto tu, no? "-
Ridette Jack immergendo Elsa in un caldo abbraccio.
-" Cosa era quello? "- Un'altra voce si unì ai due e non era di certo la loro. Entrambi, dopo essersi staccati, rivolsero lo sguardo verso la cupa voce.
-" Scusate se vi ho disturbati. "-
I suoi passi, sempre più vicini, erano molto pesati e il suo viso sembrava molto triste.
-" Punzie... "-
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro