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Waffle caldi ed ex amori

Waffle caldi ed ex amori

One-shot

Com'era finita a far da babysitter al figlio del suo primo amore?

Era da quando Rowena era entrata nella casa dei due coniugi Sparti che non faceva altro che chiederselo. Deglutì, seduta sul divano di Cash e Valentina Sparti. Lui le aveva offerto un caffè e avevano chiaccherato un po', mentre lei era da sua sorella, se aveva capito bene.

Pensandoci, non avevano mai parlato così tanto... Francamente, in tanti anni di scuola, anche andando nella stessa classe, non si erano mai scambiati più di qualche frase si cortesia o semplicemente avevano conversato sulla scuola, ma nulla, comunque, che fosse durato più di cinque minuti.

-Vieni, ti faccio conoscere Tommy. Grazie ancora di aver risposto al mio post. Non abbiamo nessuno di cui ci fidiamo disponibile oggi a tener Tommy fino a notte fonda- le disse l'uomo, alzandosi.

Cash Sparti il giorno prima aveva scritto su Facebook sulla propria bacheca chiedendo di qualcuno che gli potesse tenere il figlio. Ovviamente aveva specificato che questa persona doveva avere esperienza e lui doveva fidarsi di essa, dunque non avrebbe accettato chiunque.

Incredibilmente aveva risposto a Rowena dicendole che lei era più che perfetta e che doveva passare a casa dei due genitori il giorno dopo.

Rowena non riusciva a crederci... Lui si fidava davvero di lei tanto da lasciargli il figlio per mezza giornata?

Prese un gran respiro e seguì l'uomo fino alle scale che portavano al piano superiore. Sbirciò, senza farsi vedere, ciò che la circondava. Era una casa non troppo grande, ma davvero accogliente. Mobili in legno scuro, mura color giallo canarino, a parte quelle dell'entrata e del bagno che erano giallo limone.

Si notava che il giallo fosse uno dei due colori preferiti di Cash... insieme al blu.

Di blu c'erano le mura della stanza del piccolo Tommy, insieme ai mobili di una tonalità più scura dello stesso colore.

Quando entrò in quella stanza le sembrò quasi di vivere un sogno.

Per tutto il periodo del liceo era stata innamorata di Cash Sparti e, come una normale adolescente presa dai suoi sogni ad occhi aperti, aveva più volte immaginato una stanza come quella per il loro possibile bambino.

Invece...

Lui aveva continuato ad amare la sua ragazza, Valentina, dal primo anno delle superiori e avevano avuto un bambino dopo un anno dalla fine della scuola. Sospirò e guardò il piccolo bambino di cinque anni che stava giocando con i Lego. Appena questo si girò, Rowena poté notare quanto somigliante al padre fosse. Era praticamente la sua copia sputata...

Stessi capelli, stessi occhi, stessi lineamenti... Che cosa aveva preso dalla madre? Chissà... poco le importava. La moglie di Cash non le andava a genio. Non perché stesse con lui, ma perché, seppur avesse provato a parlarle, farci amicizia... quella donna non si era neanche mai presentata.

-Tommy!- Il padre richiamò figlio, piegandosi e dando un leggerissimo colpo alla propria coscia, facendogli così segno di avvicinarsi. -Voglio presentarti l'amica di cui ti ho parlato, Rowena.-

Il bambino si avvicinò subito puntandò con i suoi occhi scuri la donna affianco al papà, in piedi. -La compagna di scuola di papà?- domandò stringendo in una mano ancora la piccola astronave lego che aveva costruito qualche giorno prima.

Cash annuì. -Tra poco viene mamma e andremo al matrimonio di Massimiliano. Resterai con Rowena. Ti va bene?-

Il piccolò guardò dubbioso la donna: non conoscendola stentava a fidarsi di lei. Rowena si chinò verso di lui posando le proprie mani sulle coscie, sopra le ginocchia. -Sono Rowena, come ha detto il tuo papà. Non mi conosci, lo so, ma che ne dici se cominci a conoscermi intanto che il tuo papà aspetta che la mamma torni? Così potrai dire ad entrambi se ti va bene che io sia la tua babysitter.- Gli porse la mano chiusa, tranne il mignolo. Gli stava chiedendo di far un accordo.

Tommy annuì ricambiando il gesto. Guardò il papà -L'amica di papà sembra simpatica.-

Il padre sorrise. -Lo è, perciò comportati bene. Fa anche dei waffle buonissimi. Le ho detto di portare la sua macchinetta. Devi provarli assolutamente- mormorò, sorridendo.

Gli occhi di Tommy sembravano quasi luccicare dalla felicità. Rowena ridacchiò. -Li farò volentieri. Ho anche la crema spalmabile al cioccolato bianco e alla nocciola- aggiunse tirando fuori dalla borsa il contenitore di vetro con il cioccolato spalmabile e facendogli l'occhiolino.

-Papà, può essere sempre la mia babysitter?!- supplicò il bambino avvicinandosi al padre, saltellando per essere più ascoltato, attirando l'attenzione.

L'uomo semplicemente gli accarezzò la testa, spettinandogli i capelli. -Sono sicuro che Rowena abbia tanto da fare, non può venire ogni volta che io e mamma non ci siamo...-

Rowena si rimise dritta, giocando con una ciocca dei suoi capelli lisci e tinti di viola. -Faccio la scrittrice e ogni tanto faccio dei disegni su commissione. Vero, non è poco lavoro, ma posso tenerlo ogni tanto, se non ho troppo da fare. In fondo, abito qui vicino, non è un problema se lo guardo qualche volta.-

Cash sorrise, rendendosi conto di quanto fosse ancora molto disponibile la donna, anche se... era molto meno tesa e tentennante. Era carina quando arrossiva e si agitava come un'anguilla fuori dal mare. Almeno era quello che aveva pensato qualche volta alle superiori mentre le si avvicinava di soppiatto e le parlava.

Da quando avevano finito la scuola, però, era cambiata. Era come se avesse dimenticato quel sentimento che aveva nutrito per lui per tanto tempo e ciò l'aveva resa più simpatica, ma non goffa e tentennanre. Era... più se stessa davanti a Cash.

Mentre tornava in salotto per aspettare la moglie, Cash rifletté sul passato e, soprattutto, su come era stupido. Vero, non avrebbe mai potuto ricambiare Rowena, ma... Perché gli dispiaceva non essere più amato da lei?

Era davvero egoista.
Lei sicuramente meritava una persona diversa.

Dopo che Cash se ne fu andato, i duw prepararono i waffle insieme. -Che c'è, piccolino?- domandò Rowena, sorridente, mentre spalmava il cioccolato spalmabile su un waffle.

Tommy dondolava le gambe da sopra l'alta sedia dell'isola della cucina mentre aveva lo sguardo perso nel vuoto. -Mh... Come mai, se sei un'amica di papà, non sei mai venuta qui prima di oggi...?-

-Ti sbagli- disse Rowena passandogli il waffle e sedendosi accanto a lui per mangiarne uno. -Sono venuta una volta qui, anche se diversi anni fa. Non lo puoi ricordare, ovviamente, ma quando sei nato io e altri compagni di classe del tuo papà siamo venuti a casa vostra con dei dolci e tanti regali per festeggiare la tua nascita.- Sorrise lievemente a quelle parole, però gli occhi le si fecero un po' lucidi.

Il ricordo di come era stata male quel giorno invase la sua memoria. Era assurdo che ricordasse ancora bene di essersene andata prima ed essere finita nella macchina della sua migliore amica, con lei, a piangere e ripetere in continuazione che non fosse giusto che Cash avesse perfino messo su famiglia mentre lei non riusciva neanche ad avere una relazione e che questo non la aiutava affatto a dimenticarlo. Quella sera sembravo proprio una bambina e Kleo non sapeva proprio che dirmi... Infondo, era già stato tanto che non fosse stata sincera e mi avesse detto chiaro e tondo che ero davvero una stupida a piangere ancora per Cash.

-Davvero?- Il piccolo sorrise, contento e addentò il waffle e, dopo qualche attimo, spalancò gli occhi. -Papà aveva ragione, è buonissimo!- esclamò.

-Eh già, è una ricetta trovata su Internet molti anni fa, ma resta sempre buonissima, soprattutto dopo qualche piccola modifica della mia mamma- Rowena gli pulì un po' la bocca con un tovagliolo. Mossa inutile visto che dopo qualche altro morso s'era sporcato ancora di più. Perfino sul naso era arrivata la crema spalmabile, inspiegabilmente.

-E tornerai ancora, vero?- chiese il bimbo, guardandola speranzoso. -Voglio mangiare ancora gli waffle fatti da te!-

Rowena fece la finta arrabbiata mettendo su il muso. -Solo per i waffle vuoi che io ritorni?-

Il bambino intuì subito la motivazione della nuova espressione sul viso della donna dai capelli viola e scosse la testa. -No, anche perché sei molto simpatica, soprattutto per questo, anzi!-

La donna continuò ad avere la stessa espressione un po' arrabbiata.

-Dai, zia Rowena!- Il piccolo sapeva davvero convincere le persone con le parole e il suo bel faccino. Davvero uguale al padre...

Lei gli schiacciò il naso con l'indice e sorrise. -Va bene. Verrò ancora. Oppure fatti portare da mamma e papà a casa mia- mormorò. L'idea di incontrare Valentina nuovamente, però, non c'era per niente. Non l'odiava... però non le faceva lo stesso piacere vederla.

-Chiederò a mamma- disse il bambino, sorridendo. Lei gli accarezzò i capelli. Forse... Forse anche io avrei potuto aver un figlio con Cash così stupendo..., pensò, per poi ritrarre la mano come se si fosse bruciata. Che pensiero sbagliato. Non doveva cadere in un burrone da cui difficilmente, e dopo tanto tempo, era riuscita ad uscirne l'ultima volta.

-Bravo bambino- sussurrò, sorridendo. -Cosa vuoi fare dopo aver finito di mangiare?-

-Giocare con i lego!- urlò Tommy. Rowena annuì. Quel giorno giocò un mondo con il figlio di Cash. Era un bambino fantastico. Si erano divertiti così tanto che verso le nove il piccolo, dopo aver cenato, era così distrutto che non aveva potuto non crollare.

Lei, intanto, aspettava che Cash e Valentina tornassero. Sospirò e sussultò sentendo una chiave nella toppa della serratura che veniva girata e la porta di casa aprirsi. Doveva ammettere che, dopo il silenzio che si era venuto a creare quando Tommy era andato a letto, quel rumore improvviso l'aveva un po' colta di sorpresa e spaventata.

Sorrise lievemente vedendo Cash andarle incontro cercando il figlio, mente Valentina si stava lamentando dei tacchi e stava blaterando qualcosa sul non andare mai più ad una festa elegante. -Tommy?- chiese, confuso, l'uomo alla babysitter.

Rowena rimise il telefono in tasca e si alzò dal divano. -È andato a letto. Era stanchissimo.-

Lui parve sorpreso. -Sentito Valentina? Rowena è fantastica con i bambini come ti avevo detto. È riuscita a farlo andare a dormire anche senza che io gli cantassi qualcosa!-

Le parole di Cash erano belle. La scappò un sorriso, ma nulla di più. Nessun rossore, batticuore. Era bello non essere più follemente innamorata di lui. Anche se, dopo quel giorno, aveva capito che doveva impegnarsi di più per trovare una nuova strada perché ancora tentennava verso di lui, aprendo una porta che era meglio tener chiusa. -Grazie mille- mormorò andandogli incontro. -Quando vi servirà ancora qualcuno che vi tenga Tommy, contattatemi pure.-

Rowena ignorò Valentina che la stava guardando un po' male, probabilmente per le parole precedenti del marito. Guardò Cash che le sorrise. -Sei davvero disponibile, grazie.-

Parlarono per qualche attimo, ma nulla di speciale, in verità Rowena desiderava solo uscire di lì. Quel posto le riportava troppo alla memoria il periodo del liceo. Un bel periodo, in verità, tranne per alcuni alti e bassi, soprattutto, tra quest'ultimi, c'era il suo primo amore. Però, era proprio quello che non voleva ricordare.

Appena uscita di lì respirò quasi come se avesse trattenuto il fiato, aspettando solo la libertà. Aveva assaggiato un po' quello che avrebbe potuto essere il suo futuro con Cash, però doveva ritornare alla realtà. Perché doveva realizzare qualcosa di concreto con qualcun altro.

Con chi? Bella domanda, ma poco importava. L'importante era che era decisa più che mai a chiudere il suo primo amore in un cassetto e buttare in un posso senza fondo la chiave.

Addio, primo amore.

Benvenuto, nuovo amore. Non ritardare ancora.



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Hey! Dopo secoli, torno su Wattpad con questa One-shot nata in un momento di rimuginamento sul futuro e sul mio primo amore... ed ecco questa cosa. Non so se sia depressa o felice, direi un misto... mh... se qualcuna vuole parlare di amore, o qualunque altra cosa, ci sono!

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