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Capitolo 35

Conan's POV

-Voglio sfidare la sorte- dissi a Shiho guardandola negli occhi, entrambi seduti ai lati opposti del tavolo da pranzo del dottor Agasa.

-In che modo?- inarcò un sopracciglio.

-Vedrai...- dissi enigmatico prima di alzarmi dalla sedia su cui mi trovavo e andare in cucina.

"Probabilmente finirò per pentirmene, ma almeno potrò dire di averci provato" mi dissi mentre afferravo un piatto e lo riempivo di spaghetti fumanti.

Presi anche una forchetta, quindi tornai da Shiho, sedendomi al tavolo nella mia posizione originaria.

-Vorresti sfidare la sorte... mangiando?- sorrise con un luccichio divertito negli occhi.

Posai il piatto sulla superficie piana, quindi, senza risponderle, lo spinsi con due dita nella sua direzione.

-Mangia- le feci un cenno del capo.

-Ma sei cretino? Finirei per vomitare tutto- si corrucciò in un espressione di disappunto.

-Tu mangia, ci penseremo dopo- ribattei incrociando le braccia al petto e poggiandomi contro lo schienale della sedia.

-Se va male mi assicurerò di vomitare in faccia a te- borbottò prima di infilzare la forchetta nella pasta e arrotolarla, portandola poi in bocca.

-Da quando sai cucinare?- farfugliò con la bocca piena, mandando a benedire le buone educazioni.

-Me lo chiedo anch'io- scrollai le spalle, guardandola mentre masticava un altro boccone.

Nel giro di due minuti il suo piatto era pulito come se fosse stato appena lavato, e Shiho non dava segno di dover vomitare.

-Dammene ancora- mi porse il piatto mentre un cupo brontolio si faceva largo nell'aria.

Sorrisi divertito mentre mi rendevo conto che a produrre quel suono era stato il suo stomaco risvegliato, quindi mi affrettai ad alzarmi.

-Ai suoi ordini, signora- feci un mezzo inchino ironico mentre andavo nuovamente in cucina.

-A chi hai dato della signora?! Ho solo qualche mese in più di te, disgraziato!- urlò facendomi ridere di gusto.

Appena il piatto fu di nuovo pieno, arrivai alle sue spalle e glielo posai davanti, divertito dalla sua improvvisa fame.

"Fortunatamente ha ricominciato a mangiare, le serviva solo un incoraggiamento e una spinta" trattenni un sospiro di sollievo mentre guardavo Shiho mangiare come se non lo facesse da secoli.

Anche quando chiudendo gli occhi rilasciò un sospiro soddisfatto e si posò una mano sulla pancia, lo stesso brontolio di poco prima si fece sentire.

-Sei seria? Ancora?- le chiesi aggrottando le sopracciglia e soffocando una risatina.

-Sta zitto e fa il tuo dovere- borbottò sempre ad occhi chiusi.

-Non dovresti esagerare, hai da poco ricominciato a mangiare come una persona normale; il tuo stomaco deve abituarsi a questo cambiamento improvviso- la ammonii leggermente preoccupato.

-Il mio stomaco avrà tempo di abituarsi più tardi, tu pensa a sfamarmi. Mi sento come se fossi appena riuscita a tornare nella civiltà dopo essere stata dispersa nel deserto per anni, senza nessuna risorsa commestibile a disposizione-

-Esagerata- roteai gli occhi al cielo, ma decisi di non protestare: quella ragazza era imprevedibile, era meglio non contraddirla se non volevo rischiare di essere soffocato nel sonno.

Finì lentamente di mangiare anche quell'ultimo piatto, quindi bevve due bicchieri colmi d'acqua, ed infine si esibì in un impressionante rutto.

-Certo che le tue buone maniere lasciano a desiderare- arricciai il naso.

-Mio dio, sembri una di quelle ragazze che strillano "che schifo" appena qualcuno rilascia gas da zone sospette- si lamentò.

-Perché, tu non lo sei?- la provocai.

-Grazie al cielo no, sono tutto tranne che quello. Quindi, se non vuoi passare la tua compagnia con un raro esemplare di ragazza-che-se-ne-fotte-delle-buone-maniere, la porta è quella-

-Scherzi?! Mi convinco sempre di più che sei unica nel tuo genere-

-Più che unica sarei dovuta nascere maschio- sospirò sconfortata, ma nascosi la mia voglia di contraddirla dietro una risata divertita.

All'improvviso gonfiò le guance e si alzò di scatto dalla sedia.

-Porca merda, ho esagerato sul serio- mormorò portandosi una mano sulla pancia, prima di fiondarsi sulle scale che portavano al piano superiore.

Sospirai prima di seguirla a passo svelto. Aprì con una mano la porta del bagno, mentre l'altra la portò sulla bocca, quindi corse verso il water, chinandosi poi su di esso.

La aiutai tenendole i capelli, evitando che si sporcassero di spaghetti appena vomitati.

Appena si fu calmata un minimo, non riuscii a trattenermi dall'esprimere ciò che pensavo.

-Ho un gran voglia di dire che te l'avevo detto-

-Questa tua voglia ficcatela su per il...- ma fortunatamente venne interrotta da un nuovo conato che la obbligò a chinarsi nuovamente sulla tazza.

Quando ebbe finito di... ehm... rilasciare ciò che aveva reso turbolento il suo stomaco, si alzò, pallida come un lenzuolo, e si sciacquò ripetutamente la bocca. Tirai lo sciacquone, quindi la raggiunsi fuori dal bagno e in seguito in camera sua.

-Ho bisogno di qualcosa di dolce- sussurrò sedendosi e guardandosi un paio di volte attorno.

All'improvviso sembrò illuminarsi, quindi si girò verso di me.

-Mini Sherlock, esci- mi disse facendomi sbattere un paio di volte le palpebre dalla perplessità.

-Perché?- chiesi giustamente, stranito dalla sua richiesta.

-Devo nutrirmi con qualcosa di dolce- disse prima di alzarsi dal letto e spingermi verso la porta.

-Ci vediamo dopo- mi salutò prima di sbattermela in faccia e chiuderla a chiave.

-Certo che è strana...- scossi la testa.

-Ti ho sentito!- urlò da dentro la stanza.

-Lo so benissimo!- gridai di rimando, per poi scendere le scale e sedermi sul divano.

"Ha detto di volere qualcosa di dolce con cui nutrirsi, ma perché è rimasta in camera invece di andare in cucina? La nutella e nella disp... oh" realizzai d'un tratto "quindi lei ha davvero una scorta segreta di nutella! A questo punto è facile dedurre che la nasconda in camera sua... devo trovarla" decisi mettendomi a pensare seriamente a dei vari metodi con cui intrufolarmi nella sua stanza.

Preso com'ero da quel "caso", persi la cognizione del tempo, e solo quando sentii la porta d'ingresso aprirsi, mi risvegliai da quello stato di trance in cui ero caduto. Mi alzai di scatto, calmandomi quando vidi entrare il dottor Agasa.

-Ehilà, Shinichi!- mi salutò allegro come al solito, confondendomi però quando non si tolse né il cappotto, né le scarpe.

-Deve uscire di nuovo?- gli chiesi curioso, ottenendo un cenno di assenso.

-Già. Potresti andare a chiamare Shiho? Dille che dobbiamo andare in quel posto, lei capirà-

-Mhh... okay...- annuii prima di salire le scale.

-Shiho?- la chiamai a gran voce, bussando alla porta.

-che vuoi?- grido con voce ovattata, probabilmente per la quantità industriale di nutella che aveva in bocca.

-Devi andare con il dottore in "quel posto"- le comunicai.

Sentii un tonfo, accompagnato poi da un "porca merda", quindi la sentii trafficare con qualcosa di grosso e, probabilmente, pesante. Solo dopo, mi venne ad aprire.

-ok, dammi il tempo di vestirmi- mi disse con l'affanno prima di chiudermi di nuovo la porta in faccia.

Sbattei un paio di volte le palpebre, perplesso, quindi scesi di nuovo in salotto.

-Dove dovete andare?- chiesi curioso.

-Segreto- sorrise e mi fece l'occhiolino, facendomi incuriosire ancora di più.

"Forse me lo dirà Shiho" mi dissi, salendo per l'ennesima volta le scale che portavano alla sua camera.

-Shiho- la chiamai appena aprì la porta, pronta per uscire -dove andate?- domandai sperando con tutto il cuore che, almeno lei, mi rispondesse.

-Andiamo in un posto- disse prima di scendere velocemente le scale.

-Ma davvero?!- esclamai sarcastico -Non lo avrei mai detto!- alzai le braccia al cielo, infastidito.

-Senti, mini Sherlock, stiamo andando in un posto per prendere alcune cose che mi serviranno per fare una cosa- si spiegò meglio, ma pur sempre vagamente, facendomi confondere ancora di più.

-Lo sto facendo anche per te- aggiunse prima di uscire di casa e salire nella macchina del dottore.

-Ehi, Shinichi, ti dispiace restare qui finche torniamo?- mi chiese quindi il dottore, posando la mano sulla maniglia.

-Certo, non si preoccupi- annuii distrattamente, con la mente ancora intenta a decifrare le parole di Shiho.

Sentii a malapena la porta chiudersi prima che mi ricordassi di un'altra cosa.

-La nutella!- esclamai illuminandomi, dimenticando immediatamente di ciò su cui stavo riflettendo appena qualche secondo prima.

Mi fiondai di corsa verso la camera della sbadigliona dallo sguardo truce, non prima di aver controllato che se ne fossero andati.

-Bene, se io fossi un barattolo di nutella, dove mi nasconderei?- mi chiesi girando per la stanza -mio dio, e una domanda stupida. Allora, vediamo... se io fossi Shiho, dove nasconderei la nutella?- continuai -questa è una domanda ancora più idiota. Chi la capisce, quella ragazza...- sospirai affranto prima di decidere di ispezionare ogni singolo angolo della camera, e così feci.

Controllai ovunque: dentro e sopra all'armadio, nei cassetti del comò e dei comodini, sotto al letto, sotto alle coperte; ma niente.

-Vediamo se la trovo dentro ai cuscini- mormorai concentrato, iniziando ad ispezionarli uno ad uno, ma trovando solamente due pistole, due silenziatori e due caricatori.

Probabilmente avevo cercato per più di un'ora, visto che appena richiusi la federa dell'ultimo cuscino, sentii il familiare rumore del motore della macchina del dottor Agasa farsi sempre più vicino.

-Porco cacchio!- imprecai rimettendo tutto a posto, quindi mi affrettai a uscire dalla stanza, rischiando anche di scivolare, richiudere la porta della sua camera, scendere le scale e fiondarmi sul divano.

Afferrai con mani tremanti dalla paura e dall'adrenalina il telecomando del televisore, accendendolo e mettendolo su un canale casuale. Cercai di dipingermi in faccia un espressione tranquilla e rilassata, mentre stringevo ancora più fermamente il telecomando.

La porta di casa si aprì di scatto, quindi istintivamente mi girai verso quella direzione, vedendo il dottore e Shiho portare tra le braccia un carico che sembrava alquanto pesante.

Cercai di sembrare indifferente mentre mi alzavo dal divano e li raggiungevo curiosamente.

-Cosa sono?- indicai le grandi e numerose scatole con un cenno del capo, ricevendo in risposta da Shiho lo sguardo illuminato come quello di un bambino che aveva appena ricevuto un regalo.

-Lo scoprirai domani- rispose enigmatica prima di spingere delicatamente le scatole contro il muro.

-Tu, piuttosto, cosa hai fatto nel frattempo?- mi chiese soffiandosi via un ciuffo di capelli dal viso.

-Niente- dissi vago, sentendo il panico impossessarsi di me -ho guardato un po di TV- indicai il televisore.

-Hai ascoltato le spiegazioni sulla migrazione dei pellicani?- inarcò un sopracciglio, con lo sguardo fisso sullo schermo.

-Cosa?- mi girai di scatto, scoprendo che la migrazione di quei volatili era realmente ciò che si stava trattando -ehm, si... la trovo molto interessante...- balbettai preoccupato che lei potesse insospettirsi di qualcosa.

-Ma non avevi detto di odiare questo genere di documentari perché li ritieni noiosi ed inutili?- assottigliò lo sguardo.

-No, non credo di averlo mai detto- distolsi lo sguardo dal suo, cominciando seriamente a sudare freddo.

-Hai cercato la mia nutella, vero?- sospirò massaggiandosi le tempie.

-Cos...?! No, no, certo che no!- esclamai con una credibilità penosa.

-Prima stavi tenendo il telecomando al contrario, stavi guardando un canale che odi, ed ora ti comporti in modo sospetto. Mi dispiace dirtelo, ma è palese che hai cercato la mia scorta-

Decisi di arrendermi, ormai mi aveva scoperto.

-Non l'ho neanche trovata- sospirai afflitto.

-Quindi lo ammetti, eh?- si avvicinò con sguardo omicida, afferrandomi un orecchio tra due dita -se vuoi della nutella, c'e ne nella dispensa; la mia non si tocca- sussurrò con voce spaventosa prima di lasciarmi andare, quindi cominciai a massaggiarmi l'orecchio dolente e, molto probabilmente, rosso.

-Ok- borbottai scocciato sdraiandomi sul divano.

In tutta risposta salì le scale, probabilmente per cambiarsi i vestiti.

"Chissà dove la nasconde..."

Ai's POV

Salii le scale per andare nella mia stanza, quindi mi richiusi la porta a chiave alle mie spalle.

-Mi dispiace per te, mini Sherlock, ma non la troverai mai- ghignai soddisfatta dalla mia genialità usata per nasconderla.

Osservai con occhio attento gli oggetti che aveva visibilmente spostato per cercarla, i quali erano da tutt'altra parte da dove li mettevo abitualmente.

Mi avvicinai al letto, mettendomi alla sua destra e inginocchiandomi a terra.

Spinsi con tutte e due le mani il centro di quattro delle piastrelle che formavano il pavimento, sentendo la pietra abbassarsi. quando tolsi le mani, esse si rialzarono sopra la superficie, quindi afferrai i bordi di quel grande quadrato di marmo e lo sollevai, posandolo delicatamente più in la.

Davanti a me si rivelarono sei barattoli di nutella da sei chili ognuno, accuratamente disposti in una specie di pentagono con al centro il sesto barattolo.

"Sono stata brava a costruire questo nascondiglio, anche senza l'aiuto del dottore" annuii soddisfatta "se glielo avessi rivelato, di certo sarebbe venuto a mangiare nutella ogni volta che non mi sarei trovata in casa. Caro Shinichi, a meno che non sia a svelartela, cosa alquanto improbabile, non riuscirai mai a trovare la mia scorta segreta di nutella... questo è poco ma sicuro..."

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