capitolo11
Miaccompagna al vicino parcheggio, tira fuori dalla tasca unportachiavi e apre la sua macchina, ma che macchina ha? AUDI Q7?caspita, gli dico! " ma perché per andare a fare la spesa nonl'abbiamo presa?" e lui semplicemente risponde "perché mipiace camminare, ma dato che stasera andremo lontano, la macchina èobbligatoria!" e dato che io di natura sono una persona moltomolto curiosa gli chiedo: "dove mi porti?" -I-" in unbel posticino, non chiedermi nulla, perché tanto non ti diròniente, è una SORPRESA!!" e dice l'ultima parola enfatizzandolamolto. Mette in moto l'auto e ci dirigiamo verso l'autostrada dovecavolo mi porterà? continua a guidare in direzione Milano, duranteil viaggio lo osservo: ha dei lineamenti perfetti, una mascellascolpita e ben definita, zigomi alti e occhi e bocca a dir pocostupendi! imbocchiamo l'uscita per Milano e ci dirigiamo verso ilcentro, parcheggiamo dietro al Duomo e lui da gentil uomo mi viene adaprire la porta e mi aiuta a scendere dalla sua bellissima auto.Mentre ci incamminiamo lui posa con delicatezza un braccio sulle miespalle e mi circonda completamente, mi tira più vicino a se e miconduce verso la piazza che ospita la chiesa più famosa di Milano,il Duomo. Alla sera alcuni proiettori potenti lo illuminano ed èmagnifico, ancora meglio di quando lo si vede con la luce naturale.Ian mi domanda poi " ti piace qui, piccola?" -J-" èstupendo!" e rimango a bocca aperta a fissarlo. Dopo di che Ianmi chiede " hai fame, tesoro?" ed è solo allora che miaccorgo che il mio stomaco si lamenta, credo proprio di si rispondo.Ian mi prende per mano e io affidandomi a lui mi lascio guidare perle vie del centro. Imbocchiamo prima una via e poi un altra fino agiungere davanti ad un sontuosissimo ristorante che solo a guardarloti brillano gli occhi, gli interni sono tutti decorati con motivibarocchi e i tavoli sono apparecchiati in modo molto lussuoso. Midecido ad alzare gli occhi verso l'insegna che recita "CRACCO"ommiodio aspetta, urlai! ian di colpo si fermò e mi disse:" chec'è piccola va tutto bene ? non ti piace il posto?" continuavadicendo..." insomma io.. ehm io pensavo che ...." a quelpunto gli misi il mio dito indice sulle labbra zittendolo,mi misisubito dopo a saltellare sul posto, come una bambina che scarta iregali di natale, gli do un sonoro bacio sulle labbra e gli dico"è perfetto, è da molto tempo che desideravo venire qui, grazieIan!" all'improvviso non sto più nella pelle, voglioassolutamente entrare, Cracco è lo chef pluristellato che stimo dipiù, la sua cucina mi piace molto e spesso " provo" adimitare i suoi piatti. Nel locale in sottofondo c'è della musica cherende l'atmosfera magica, il cibo che ordiniamo è buonissimo ed ilservizio impeccabile. A fine serata grazie a Ian riesco anche a farela foto con il mio idolo, lo chef.
Usciti dal ristoranteripercorriamo a ritroso la strada fatta prima, l'aria è pungente efreddina così tutto il percorso lo faccio abbracciata a ian, il suocorpo vicino al mio mi cede un po di calore ed io non ho più freddo.Sulla via del ritorno non smetto un attimo di ringraziarlo " èstata una serata perfetta, grazie mille tesoro" -I-" ma dicosa? piccola l'ho fatto con il cuore, sono pazzo di te, e per tefarei qualsiasi cosa". Le mie gambe ora sono di consistenzadella gelatina, dopo la sua dichiarazione, per fortuna sono seduta inmacchina e non devo camminare, nessuno mai mi aveva detto questecose. In risposta alla sua dichiarazione io gli dissi semplicemente "IDEM". Arrivati a casa parcheggiammo la macchina nel vicinoparcheggio e Ian di nuovo mi aprì la porta, arrivammo fino alportone abbracciati e salimmo sullo stretto ascensore. La vicinanzadei nostri corpi mi fece venire voglia di baciarlo, e così presil'iniziativa e lo baciai, all'inizio Ian era sorpreso di questa cosama si abituò velocemente e rispose al mio bacio. L'ascensore eraarrivato al nostro piano e lui mi invitò ad entrare nella sua casa,mi offrì da bere e poi mi trascinò in camera, la mia agitazionesalì, non ero mai stata con un ragazzo e tutto questo stavasuccedendo troppo velocemente,Ian ormai riusciva a comprendere ognimio pensiero e mi disse " non preoccuparti, non faremo nulla chetu non voglia" , mi ripresi subito e tirai un bel respiro chenon mi ero accorta di trattenere, mi prestò una delle sue t-shirt,andai in bagno e la indossai, uscita dal bagno mi infilai sotto lecoperte con lui, che mi attirò vicino,vicino a lui e iniziò acoccolarmi la schiena e i capelli finché io non caddi in un beato eprofondo sonno tra le sue braccia.
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