Capitolo 2.
Capitolo 2.
"E perché non potresti togliertela?"chiese Stoick confuso.
"E' una lunga storia, per favore,credimi...è meglio se non lo faccio." disse Hiccup, cercando conlo sguardo la ragazza che fino a poco fa lo guardava. La trovò el'osservò. Era davvero bellissima; aveva dei lunghi capelli biondiraccolti in una treccia laterale e gli occhi di un bellissimo azzurrocielo. Era vestita con una maglia rossa, una pelliccia sulle spalle,coperte dalle spalliere, una gonna borchiata, dei leggins blu einfine degli stivali di pelliccia. Lo fissava ancora, confusa anchelei dalle sue parole.
"E dimmi...tu cavalcheresti un FuriaBuia?" chiese Stoick, lasciando stare la storia dell'armatura.
"Si. I draghi non fanno del male. Loso che voi non li uccidete, ma...non ha senso. Tutto ciò che so sudi loro me l'ha insegnato la mamma."
"Quindi lei era contro tutto quelloche facciamo noi. Bene, d'ora in poi non si uccideranno più idraghi." disse Stoick, mentre dalla folla si alzavano insiemi di''cosa?'' gridati un po' da tutti. "Tu ci insegnerai tutto,figliolo."
Hiccup avrebbe voluto sorridere, masapeva che non poteva. Stoick prese per un braccio il figlio,trascinandolo fuori dalla folla, andando verso casa sua.
"Bene, questa è casa mia! Spero titroverai bene." disse Stoick, sedendosi su una sedia.
"Lo spero anch'io." disse Hiccup,rimanendo in piedi.
"Siediti dove vuoi."
Lui fece quello che gli avevaconsigliato Stoick. "Posso farti una domanda? Chi è quella ragazzacon i capelli biondi e gli occhi azzurri che era in piazza?"
"Sai Hiccup, non c'è solo unaragazza bionda con gli occhi azzurri, al villaggio." disse luiridendo.
"Ha...una treccia laterale, la magliarossa, le spalliere..." iniziò a descriverla Hiccup, bloccatodalla voce del padre.
"Astrid, si chiama Astrid." disselui, capendo a chi si riferiva. "Ti piace?"
"Ehm...cosa? No, è solo carina..."
"E' una ragazza molto forte e tenace,vive da sola da quando era piccola."
"Cosa è successo ai suoi genitori?"chiese Hiccup.
"Morti, in una delle tante guerrecontro i draghi."
"Se avresti ascoltato la mamma prima,i suoi genitori non sarebbero mai morti."
"E va bene...ti piace."
"No! Io non ho detto questo..."
"Ma lo so. Beh, ora fai ciò chevuoi. Puoi fare un giro con me per il villaggio, oppure rimanere quia casa."
"Preferirei fare un giro delvillaggio, ma da solo, se permetti."
"Va bene, ti aspetterò qui."
Hiccup uscì di casa, incamminandosiper le stradine che c'erano tra le case. Ne percorse una, arrivandodavanti una casa. Si fermò, guardandola. A un tratto qualcuno siaffacciò a una finestra.
"Cerchi qualcuno? Hai bisognod'aiuto?" chiese quel qualcuno. Alzò la testa verso la finestra evide la cosa più bella che aveva visto a Berk : era Astrid, che glistava sorridendo, mentre con le mani finiva di intrecciare i capellinella treccia.
"N-no." rispose Hiccup.
"Allora che stai facendo lì?"
"Niente...non so dove andare."rispose, riprendendo il cammino verso un'altra stradicciola.
"Aspetta, vengo con te! Almeno nonrischierai di perderti."
"Non mi perdo, ho Sdentato con me."
"Vengo con te comunque." disse lei,scomparendo dalla finestra per poi riapparire poco dopo alla porta.
"Eccomi." disse, iniziando acamminare in una direzione precisa. La seguì, senza fare domande.
"Perché vuoi aiutarmi?"
"Ci dev'essere una ragione per laquale ti sei fermato davanti a casa mia."
"In realtà non c'è. Il sentiero sifermava qui."
"Perché non vuoi togliertiquell'armatura?" chiese lei, fissandolo.
"Non sono come pensate che sia."
"Sei umano....importa che tu siabello o brutto?
"Non è come pensi." disse lui,sospirando.
"Cosa significa? Mostrati a me,manterrò il tuo segreto."
"Perché vuoi aiutarmi? E' meglio semi stai lontana."
"Bene, io voglio sapere chi sei."disse lei. "Vieni a casa mia, non lo saprà nessuno."
Hiccup ci pensò a lungo, poi la seguìa casa sua.
"Forza, togliti quella maschera."
Hiccup fece quello che gli aveva dettoAstrid, lasciandola senza parole.
"T-tu...sei invisibile?" chieselei, un po' spaventata.
"Si...a 17 anni mi ha colpito unamaledizione."
"Mi dispiace." disse, allungandouna mano verso di lui. Gli accarezzò il viso, che non poteva vedere,poi passò il pollice sulle sue labbra, fino alle estremità, e capìche stava sorridendo.
ANGOLO AUTRICE :
Mi volevo scusare per questalunghissima pausa, è che, non avendo i capitoli scritti sul pc chesto utilizzando ora, devo ricopiarli di sana pianta da un altro sitosu cui ho già pubblicato tutta la storia...quindi la mia voglia difarlo è ridotta a zero. Ditemi se volete che continui, sennò lasciostare tutto. Grazie.
By cricrina01.
Ps. scusate per gli eventuali errori eper i troppi dialoghi e le poche descrizioni. Giuro che questocapitolo l'ho scritto tantissimo tempo fa, e scrivevo malissimo. XD
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