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•°Paragrafo 2°•

-ATTENTA!-

Mi giro di scatto e come se ci fosse un burattinaio a compiere i miei movimenti alzo il braccio della mano destra in alto, direzione faccia e mi abbasso leggermente sulle ginocchia e quando mi sveglio dallo stato di 'trance con sensi super sviluppati' e ritorno lucida mi accorgo che in mano mi ritrovo una pallina da baseball e un ragazzo di due anni più grande di me circa che mi viene in contro....

Intanto qualche minuto prima...
X POV:

È da quando ho sbattuto contro quella ragazza che non riesco a togliermi di dosso il presentimento che quegli occhi castano opaco, facevano da barriera per qualcosa di magnifico....
Ho provato una sensazione che non avevo mia sperimentato prima e questo mi da parecchio fastidio, ma non perché è una sensazione negativa, ma perché verso quella ragazzina minuta - che devi ammettere che c'aveva le palle per parlarti in quel modo. Poi era particolarmente eccitante e quegli occhi erano stupendi.-
- si, lo ammetto. È anche riuscita a tener testa al mio sguardo, e in pochissimi ci sono riusciti. Aveva delle magnifiche forme... No, no, no; Andy, non confondermi le idee. Io devo essere distaccato con ogni ragazza. Solo sesso se è particolarmente necessario, niente emozioni.-
- Secondo me è lei... -
- No, non può essere! -
- Ma come! Non le hai sentite tutte le scosse? E poi a cosa stai pensando da quando l'hai vista? -
- A lei...- ammetto sbuffando.
- Ecco, appunto. -
- Comunque non può essere lei! C'è, io che sono l'Alpha superiore con una semplice ragazzina? Non può essere...-
- Ma non l'hai sentita l'aura che emanava? Anche se sembrava che ci fosse una barriera.-
- Già, mi è arrivata un'onda molto potente, ma poi è svanita. -
- Mmmm, non ti ricordi il profumo...-
- Mmmm, già. Indimenticabile. Rosa e glicine. Selvaggio e tenero. Ma dettagli.-
- Certo certo. E comunque lo sai che se è lei sarà destino che vi rincontrerete vero?-
- Vedremo...-

Ragionando poteva anche essere vero. Avevo sentito delle potenti scosse quando c'eravamo scontrati e l'odore era paradisiaco. E poi avevo il bisogno di proteggerla.
No. Non può essere. Cazzo. Spero di no, anche se spero di sì.
Bhoooo.

SOPHIA POV:
- Mmmm, niente male il ragazzo!
- Zitta deficente, non hai visto che mi stava quasi per ammazzare con una stupida pallina?
- Si bhe, quelli sono dettagli.

- Scusami tanto, io e i miei amici stavamo provando per la partita della scuola e ci è sfuggita.- mi dice con voce che sembra tra il dispiaciuto e l'incredulo. (Cosa che sono anche io dato i riflessi di prima)
- Fa niente, l'importante è che non mi abbiate ucciso.
- Hahhaha, vero. Comunque non sei male, hai degli ottimi riflessi, potresti entrare nella squadra di baseball; hai mai giocato a baseball vero? -
- In verità no, non ci ho mai giocato, ma mi piace abbastanza praticare sport... -
- Bhe, io comunque mi chiamo Alexander Trior; ti va di venire a vedere la partita che ci sarà più avanti? -
- Bho, se ho tempo sì. - rispondo sempre in modo distaccato e un po freddo, non amo dare molta confidenza come ho già detto; soprattutto ad un ragazzone di 5° liceo.. Credo che lui faccia lo scientifico.
- E quale sarebbe il tuo nome? -
- Sophia, - faccio una pausa e poi continuo in modo molto autoritario se si può dire così - Sophia White, di terza del liceo musicale, tu dello scientifico giusto? -
- Esatto, bhe, vado che mi stanno chiamando - e in effetti si sentivano delle urla chiamare il nome Alex .
- Spero di rivederti alla partita Sophia-
- Certo, contaci. Magari se ho un po di tempo. -
Lui mi saluta con la mano mentre io gli faccio un cenno con la testa.

- Certo che potresti essere un po più gentile qualche volta, quello era un gran pezzo di figo!
- Non ne ho voglia, e comunque secondo me, è il solito puttanienre da quattro soldi che ti scarica dopo aver scaricato le sue necessita ormonali -
- Potresti avere ragione. -
- Oddio, tu che mi dai ragione? Da quando? -
- Ricorda che io e te siamo la stessa persona, quindi ogni tanto posso darti ragione. -
- Ah, bhe, giusto. Vuoi che ti dia un nome? -
- No no, grazie. -
- Brava, non te l'avrei detto comunque-
- ...

La mia conversazione si interrompe.

-SOPHYYYYY - Sento un urlo e subito una ragazza dai capelli biondi e occhi verdi mi salta letteralmente addosso mettendo le sue braccia intorno al mio collo e le gambe sulla mia vita e per poco non perdo l'equilibrio.
-Ciao Lilly - Livia è la mia migliore amica da sempre, le voglio un botto di bene - come va? Potresti anche spostarti adesso, mi stai strozzando -
Le dico ridendo.
- Uh, si certo, certo, scuuuusa - e mi fa gli occhioni dolci.
- Dai Lilly, lo sai che non posso resistere ai tuoi occhioni quindi smettila che sei perdonata! -
E rido. Con lei rido sempre, non so il perché.
Lei è la tipica ragazza bella, più bassa di me, con i capelli biondi lunghi e leggermente mossi, occhioni verdi, labbra non troppo carnose, naso direi perfetto e curve giuste al posto giusto.
Siamo praticamente l'opposto, tranne che per il carattere. Sempre in vena di scherzi e piene di energie.
Lei ha sempre avuto un sacco di ragazzi ed è sempre alla moda al contrario di me.
Lei insieme a William sono i miei migliori amici da sempre praticamente.
Parli del diavolo.....
-Ciao pazzoidiiii!!- ci giunge la voce squillante di Willy prima di essere ancora stretta in un altro sbriciolante abbraccio.
- Ciao Willy! - le urla di rimando Livia.
- Ciao Demyyy (abbreviativo di demente, lo chiamo così amichevolmente) - e rido.
- Sempre in vena di scherzare é scricciola, ma ora vedi che riderai per un altro motivo - io capisco che mi vuole fare il solletico, mi stacco dall'abbraccio e inizio a correre inseguita da William.
Ad un cerro punto mi faccio prendere, dato che sono molto più veloce di lui e non mi prenderebbe mai.
- Aaaahahhaha, sm-ett-iii-laaa!!! Ahahahah - gli dico scoppiando a ridere.
- Chiedi scusa scricciola! - mi dice con un sorrisone e continuando a farmi il solletico.
- Mm-mai!- cerco di trattenere le risate inutilmente. (Soffro da matti il solletico).
- Ah sì?, allora vediamo se così cambi idea!- mi prende in braccio e mi mette sulla sua spalla come un sacco di patate e mi dondola a destra e a sinistra.
Continuo a ridere perché adoro quando fa così.
- Va bene va bene! Scusa Willy, mettimi giù però che mi viene su la colazione di stamattina!-
Detto questo mi mette giù continuando a ridere, dopo un po anche la Lilly si aggiunge.
Siamo prorpio una banda di matti, ma è per questo che ci vogliamo tanto bene.
William è un ragazzo molto bello e muscoloso, se non fosse gay l'avrei già stuprato probabilmente.
È irresistibile con quei boccoli biondi e occhi azzurri, ha la pelle chiarissima e un fisico scolpito, alto circa 1.80, sembra un angelo; il mio angioletto.
Ha un cuore d'oro, non prende mai in giro le persone ma le aiuta, è sempre dalla parte giusta. Certe volte è un po iperprotettivo, soprattutto nei confronti miei e della Livia.

Loro due sono le poche persone che dalla presunta morte dei miei genitori, non mi hanno mai lasciata sola e mi hanno aiutata a tirarmi su il morale. E li ringrazio infinitamente per questo.

Sentiamo la prima campanella suonare e entriamo interrompendo i nostri discorsi sulle vacanze estive che abbiamo passato.
In realtà un po mi mancava la scuola, ma solo perché vedrò ogni giorno i miei amici.
Livia suona il violoncello e il violino, mentre William batteria e sax (saxofono/sassofono).
Insieme formiamo una specie di band; più che band, ci divertiamo molto a improvvisare brani.
Io canto e certe volte suono il pianoforte, la Livia di solito suona il violino o accompagna con il violoncello, william suona principalmente la batteria e certe volte il sax .
Facciamo principalmente cover.

Entrati a scuola ci dirigiamo agli armadietti, lasciamo i libri e ci incamminiamo verso l'aula.
Poi dal fondo del corridoio sentiamo un voce stridula e fastidiosa chiamarci.
- Ciao pazzi! - un solo nome, una sola frase e mi ribolle il sangue di rabbia per quella stupida sgualdrinella da quattro soldi.
Mi giro e vedo Jennifer con in suo gruppo di oche che le girano attorno come cagnolini.
Lei è il capo delle cheerleader, te pareva.
Va sempre in giro con gonne striminzite che le coprono a malepena il suo grosso culo flaccido e una maglia a maniche corte con una profonda scollatura -altro che scollatura, quello è un buco nero -
Mette in mostra tutte le sue formosità, come tutte le altre del resto.
Tacchi vertiginosi, labbra di un rosso fuoco, occhi impastati da Eieliner e mascara. Dio mio che disgusto.

- Ciao branco di ochette! - le urlo io a mia volta con un sorriso, ma non di quelli che avevo fatto prima, no, uno di quelli malefici, che vengono bene solo a me. Quello che non ti promette niente di buono.
- Come sono state le vacanze? Hai battuto il tuo record da sgualdrinella?-
<Record di ragazzi che si fa durante le vacanze, vorrei specificare.>
Lei rossa in viso mi risponde con la sua voce stridula - Certo, come sempre - e se ne va sculettando cercando di darmi una gomitata, cosa che non succede dato che l'ho anticipata facendole lo sgambetto, e se non ci fossero state le sue ochette servitrici si sarebbe spataccata al suolo.
- Hai sbagliato nemico White!-
- E tu hai sbagliato a metterti il tanga abbinato al reggiseno... - e poi aggiungo con un altro sorrisino strafottente - ...ah, no, mi sono sbagliata. Tu non indossi niente, sarebbe troppo difficile dopo per farsi una scappatella nel ripostiglio delle scope o sbaglio?-
Ottengo solo un "grrr " che viene soffocato dalle miei risate e quelle dei miei amici in sottofondo.

Dopo aver raggiunto l'aula ci sediamo.
Io in banco da sola ( così ha deciso la prof), vicino alla finestra.
È un posto che mi piace, vedere gli alberi mi rilassa.
Ci sediamo appena in tempo che entra il nostro amato prof di matematica.
Sembra una tartaruga da quanto è gobbo.
- Buongiorno prof Cavazza!- dice in coro tutta la classe rialzandosi.
- Buongiorno. Accomodatevi!-
Sempre di buon umore!
- Vi comunico che dalla prossima settimana circa avrete un nuovo compagno di classe che si è trasferito qui da poco.
-Bene, e ora aprite i libri che facciamo un ripasso veloce del percorso che abbiamo eseguito l'anno scorso-
Si alzò un vociare tra cui si potevano capire distintamente degli sbuffi di disapprovazione o "ma dai prof, è il primo giorno!" o "noooo" e robe simili.
- Non si discute! Aprite i libri a pagina 153 e ripassiamo!
"Ufff"
Svolgiamo così la prima giornata di scuola, tra ripassi e racconti delle proprie vacanze.

Al suonare della campanella ci dirigiamo tutti in corridoio per andare a casa.
Saluto Lilly e Willy con un abbraccio e prendo l'autobus per ritornare a casa.
Prima giornata di scuola finita...finalmente!

Scendo alla fermata prima, quella del bosco e mi inoltro, ho voglia di sfogarmi un po'....





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