ventinove
Quelle due settimane erano trascorse lentamente. Si diceva che l'attesa del piacere fosse essa stessa piacere, ma (T/n) si trovava in disaccordo. Giorno dopo giorno continuava ad osservare il calendario, in attesa che arrivasse quello dell'arrivo di Hawks. Non pensava di essere una persona impaziente, non si era mai considerata tale, eppure quel limbo in cui si trovava non faceva che aumentare le sue incertezze. Aveva il timore di star costruendo dei castelli senza alcun fondamento. Perché Hawks era così determinato a voler passare del tempo con lei? Non capiva. Non aveva niente di speciale lei. Era la sua famiglia ad essere speciale ed aveva il terrore che l'unico motivo per cui Hawks si fosse avvicinato a lei fossero proprio i suoi legami di sangue con Endeavor. Odiava che le persone riconoscessero il suo cognome e la guardassero strabuzzando gli occhi, con la solita aggiunta di un "Oh mio Dio, sei la figlia di quel Todoroki? Endeavor?"
Ogni volta era la "figlia di Endeavor". Non era mai (T/n). Era perennemente relegata al ruolo della figlia di Endeavor. Il suo talento e il suo impegno venivano liquidati ad un semplice "Ecco cosa ci si aspetta dalla figlia di Endeavor". Sembrava che le sue capacità fossero scontate. Odiava che il suo lavoro venisse sminuito ad una banale questione di sangue. Se non fosse stata una Todoroki, forse le persone l'avrebbero elogiata per le sue effettive capacità, invece si trovava sempre in secondo piano, all'ombra del nome temuto e rispettato del padre.
Si domandava se Hawks fosse uno dei tanti ragazzi che l'avevano approcciata spinti da quel nome così altisonante che era "Todoroki". Il biondo però non avrebbe dovuto avere la necessità di avvicinarsi a lei, se il suo obiettivo fosse stato Endeavor. La sua posizione di spicco gli avrebbe facilitato ogni contatto con l'eroe. Nonostante cercasse di convincersi del contrario, i dubbi continuavano a strisciare sotto la sua pelle, impedendole di rasserenarsi. Quei giorni di attesa erano stati un inferno. Non si era sentita così tesa neanche durante l'arco di tempo che aveva preceduto la sua ammissione alla U.A., quando aveva deciso di affrontare il test normale, piuttosto che quello per i raccomandati. Suo padre non aveva approvato la scelta, ma lei voleva dimostrare di poter entrare in quel liceo senza alcun aiuto.
"Arriva tra tre giorni, giusto?" chiese Nejire.
"Mancano ancora tre giorni?!" domandò in risposta (T/n), esasperata "Non ce la faccio, che ansia!"
"Sei troppo agitata, finirai per far venire l'ansia anche a noi!" aggiunse Mirio, lasciandosi sfuggire un sospiro. Tamaki annuì, era evidente che (T/n) fosse riuscita con successo ad agitare l'amico, anche se involontariamente.
"Avete già deciso cosa fare? Un giro sulla Tokyo Tower magari?" chiese Nejire.
(T/n) scosse la testa. "Viene qui per lavoro, non in vacanza."
"Però, nonostante gli impegni, ha comunque abbastanza tempo per vedere te... sospetto, non trovate?" commentò il biondo, guadagnandosi il consenso di Nejire e Tamaki.
"Probabilmente ha organizzato qualcosa! Un appuntamento! In fondo, ti ha chiesto di uscire, non mi sorprenderebbe se decidesse di portarsi in qualche locale carino!"
"Mi ha chiesto di andare in qualche ristorante in cui fanno del buon pollo..." ricordò (T/n).
"Dopo cercherò tutti i locali migliori!" esclamò immediatamente Nejire.
"Non è necessario, Nejire!" cercò di fermarla la (c/c), eppure sapeva bene quando Nejire fosse inarrestabile. Probabilmente in serata avrebbe ricevuto una lista dettagliata di tutti i ristoranti più apprezzati per piatti a base di pollo. "Dobbiamo anche trovare qualcosa di carino da indossare!" aggiunse la ragazza dai capelli turchini.
"Non è necessario, Nejire..." ripeté con aria afflitta (T/n). SI sarebbe dovuta preparare a un pomeriggio di shopping sfrenato per il giorno seguente.
"Ne ho anche già parlato con Fuyumi! Domani ci porta al centro commerciale! Siete invitati anche voi!" disse poi, riferendosi ai due ragazzi, che cercarono immediatamente una scusa per sfuggire alla decisione dell'amica, che però sembrava aver già controllato gli impegni per il giorno seguente dei due, lasciandoli senza alcuna giustifica.
"Non pensi di essere un po' troppo presa dalla situazione?" chiese (T/n), imbarazzata. Le faceva piacere l'interesse mostrato dall'amica, ma la sua reazione le sembrava esagerata. Non le piacevano tutte quelle attenzioni.
"Siamo i tuoi migliori amici, è normale!" si giustificò la ragazza, sorridendo ampiamente.
(T/n) non aveva altre argomentazioni. La risposta di Nejire l'aveva soddisfatta. Si limitò a ricambiare il sorriso.
Quel giorno tornò a casa con Shouto. Non sapeva definire quale fosse il suo rapporto con il fratello minore. Da bambini non avevano la possibilità di trascorrere molto tempo insieme. Erano riusciti a recuperare un po' di quel tempo solo nell'ultimo periodo, quando Shouto aveva iniziato a frequentare la U.A.. Non le dispiaceva avere la possibilità di parlare tranquillamente con il suo fratellino. Lo aveva chiamato così qualche volta di fronte agli amici di lui, per metterlo in imbarazzo. Shouto era sempre così freddo e distaccato, trovava divertente mettere in contrasto la sua parvenza così gelida con il nomignolo "fratellino".
"Quindi esci con un ragazzo?" aveva domandato Shouto. Il suo tono era sempre apatico, monocorde. (T/n) faticava a capire se al fratello interessasse veramente o se chiedesse per cortesia. Natsuo aveva fatto nuovamente il drammatico riguardo la questione nei giorni precedenti e la notizia doveva essere arrivata anche alle orecchie di Shouto. Era probabile che anche Endeavor lo avesse scoperto, ma (T/n) era certa di non essere così importante da meritare le sue attenzioni.
"Esatto. Cos'è, vuoi venire anche tu a fare shopping con me, Fuyumi e i miei amici domani?" domandò sarcasticamente la (c/c).
"Perché no?" rispose seriamente Shouto, che evidentemente non aveva colto il sarcasmo.
"Ero sarcastica." puntualizzò lei.
"Quindi non posso venire?"
"Certo che puoi venire!" rispose velocemente (T/n), sperando di non aver offeso Shouto, che sembrava confuso rispetto al concetto di "sarcasmo". "Devi comprare dei vestiti?" chiese poi.
"No." rispose secco Shouto "Mi sembra carino passare del tempo con te."
(T/n) non trattenne un sorriso. "Anche a me sembra carino passare del tempo con te." non pensava sarebbe bastata qualche parola del fratello a commuoverla, eppure stava già sorridendo come un'ebete. Adorava Natsuo e Fuyumi, ma era felice di poter stare finalmente anche con Shouto, senza che la figura di Endeavor aleggasse alle loro spalle, pronto a portare via il minore dei fratelli.
"Ci divertiremo!" esclamò (T/n). Shouto annuì e comparve l'ombra di un sorriso anche sul suo volto solitamente serio.
Le risate di Nejire, del sorriso raggiante di Mirio, la pacata espressione di Tamaki, Fuyumi che le chiedeva come fosse andata a scuola, Natsuo che la aiutava la sera a fare alcuni compiti, camminare al fianco di Shouto: erano delle piccole azioni che le trasmettevano una gioia indescrivibile. Erano quei momenti trascorsi accanto alle persone che amava che le facevano pensare che fosse stata più fortunata di quanto credesse.
Le piaceva pensare che Hawks sarebbe presto entrato a far parte di quella lista di persone da cui dipendeva la sua felicità. Era già sulla buona strada e (T/n) sapeva che quello che nutriva per Hawks sarebbe stato diverso da ciò che aveva provato per tutte quelle persone che già erano parte integrante della sua vita.
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