•dodici•
L'insistenza di Nejire poteva essere considerata sia una qualità che un difetto. A volte (T/n) si ritrovava ad odiare questo tratto della sua migliore amica.
Era proprio a causa dell'insistenza della ragazza che le due amiche erano finite alle due di notte, con gli avanzi del ramen istantaneo che Nejire aveva addirittura rischiato di bruciare, ascoltando della musica ad un volume probabilmente troppo alto per l'orario, nel camera estremamente decorata di Nejire, a cercare di scrivere qualcosa a Hawks.
"Non posso scrivergli a quest'ora! Mi prenderebbe per pazza..." commentò (T/n), guardando l'amica cancellare l'ennesimo messaggio che la (c/c) aveva impedito all'amica di inviare.
Nejire sussultò, facendo cadere il cellulare sulle coperte azzurre che coprivano il letto, nel momento in cui sotto il nome 'Hawks' comparve la scritta 'online'.
"Dammi!" esclamò (T/n), afferrando il telefono prima che potesse farlo la sua amica. "Sta scrivendo! Sta scrivendo! Ora cosa faccio?"
"Dovresti aspettare che finisca di scrivere e poi pensare a cosa fare." suggerì Nejire sorridendo.
"Silenzio, silenzio. Ha scritto."
"Fammi vedere! Cosa ti ha scritto?" chiese Nejire, sporgendosi in avanti, così da poter vedere meglio lo schermo del telefono, con scarsi risultati, in quanto la (c/c) si era prontamente allontanata per evitare che la sua migliore amica violasse troppo la sua privacy, esattamente come aveva fatto fino a quel momento.
'Non riesci a dormire?'
"Nejire! Si è accorto che gli stavamo scrivendo! Perché non dorme come fanno le persone normali! Sono le due di notte!"
"Sono le due di notte, ma anche noi siamo sveglie!" rispose Nejire ridendo di fronte all'espressione ansiosa della (c/c). "Piuttosto, penso che dovresti rispondergli, anche se non ho idea di cosa ti abbia scritto, visto che ti sei spostata."
"Non c'è bisogno che io ti dica tutto... e tu non dovresti scrivere a... Mirio?" chiese (T/n), cercando di deviare l'attenzione della ragazza dai capelli celesti.
"Perché dovrei scrivere a Mirio? E' successo qualcosa?" domandò Nejire con una punta di preoccupazione nella sua voce.
"No, tranquilla, non è successo nulla." commentò (T/n), rileggendo il breve messaggio inviatole dall'eroe. Iniziò a digitare la risposta.
'Già, proprio così, tu invece cosa ci fai sveglio a quest'ora?'
"Voglio vedere! Dai!" esclamò Nejire, gettandosi tra le braccia della sua migliore amica. (T/n) spostò appena il suo telefono in modo che Nejire continuasse a non vedere la chat e non la ostacolasse nello scrivere.
(T/n) si scostò un poco, senza allontanare la sua amica. "Nejire, dormi, è tardi, domani ti dirò tutto!" disse la (c/c), sorridendole.
Nejire sospirò affranta, l'espressione imbronciata sul suo viso scomparve, accompagnata da uno sbadiglio. Chiuse gli occhi, addormentandosi pochi minuti dopo. Nonostante sembrasse che le sue energie fossero illimitate, aveva comunque bisogno di riposare.
'Lavoro arretrato.'
(T/n) sorrise al messaggio, benché lo conoscesse da poco, non gli sembrava il tipo di persona da rimanere sveglio fino a tardi per degli impegni lavorativi.
'Lavoro, seriamente?'
Dopo qualche secondo, arrivò la risposta dell'eroe.
'Detto da me suona strano, ma sì, a dire la verità lavoro più di quanto possa sembrare.'
'Non lo metto in dubbio.'
'Sento un pizzico di ironia.'
'Ti assicuro che sono seria, posso solo immaginare quanti siano gli impegni di voi eroi professionisti.'
'Continuo a pensare che tu mi stia prendendo in giro.'
'Ti dico che sono seria, comunque è tardi, non puoi finire domani?'
'E tu non hai scuola? Anche tu dovresti andare a dormire.'
'No, domani no, rientriamo lunedì, ci lasciano un paio di giorni per riposarci dopo gli stage.'
'Appunto, dovresti riposare. Ci sentiamo domani, va bene? Buonanotte.'
Dopo aver ricambiato il saluto, (T/n) spense il telefono. Rimase qualche secondo a contemplare la parete dall'altra parte della stanza con sguardo perso.
"Che succede?" domandò Nejire, nonostante il sonno, sul suo viso era apparso un lieve sorriso.
"Ha detto che ci sentiamo domani." (T/n) si lasciò cadere all'indietro, senza che quell'espressione ebete abbandonasse il suo viso. Ridendo, Nejire la abbracciò, congratulandosi con lei.
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