8- First Night
Una settimana dopo ebbero modo di usare insieme sia la mappa del malandrino che i nuovi poteri di Animagus. Quella sera ci sarebbe stata la luna piena e infatti remus si sentiva uno schifo. Decise lo stesso di frequentare le lezioni e di andare a pranzo. La giornata la passarono a studiare pozioni ed erbologia che avevano assegnato una pergamena a testa su un argomento. Alla fine Remus fu l'unico che studiò realmente e scrisse entrambe le pergamene, mentre Sirius, James e Peter, distraendosi, non erano riusciti a combinare nulla. Alla fine Remus si era lasciato convincere dagli sguardi e dalle parole persuasive degli altri Malandrini che gli chiedevano di dare un occhiata alle sue pergamene per prendere spunto.
Arrivò ora di cena e Remus era ridotto davvero ad uno straccio. Andarono in Sala grande e si sedettero per cenare.
Le ragazze e Frank c'erano già.
-Ragazzi - salutò Marlene facendo l'occhiolino a Sirius
-Buonasera- disse educatamente Peter.
-Remus, sicuro di star bene?
-Si, ha solo un forte mal di testa - rispose James per lui mentre si sedevano.
Lily quella sera era silenziosa. Stava riflettendo.
Finito di mangiare i Malandrini si alzarono e veloci si diressero verso i dormitori.
Tutti li guardarono in modo sospetto.
Salirono veloci.
Remus cominciava a sentirsi male. Di solito sul tardi avvenivano le trasformazioni. Arrivò pure Frank e aspettarono che si addormentasse. Poi senza fare troppi rumori uscirono dal dormitorio con la mappa del malandrino in mano.
James prese la sua bacchetta e la puntò sulla mappa.
-Giuro solennemente di non avere buone intenzioni-
Subito la mappa si animò e i Malandrini presero ad osservare la cartina di Hogwarts.
-Via libera. -
Gazza si aggirava da tutt'altra parte.
Uscirono così dalla torre di Grifondoro sotto il mantello dell'invisibilità e arrivarono al primo piano. Peter faceva luce con la bacchetta mentre Sirius e James aiutavano Remus a camminare e consultavano la mappa del malandrino.
Furono costretti a fermarsi quando passò la gatta di Gazza, Mrs Norris. Quando c'era lei era come se ci fosse il custode: vivevano in una certa sintonia. I Malandrini trattennero il respiro e la gatta, dopo una lunga occhiata, decise di andarsene. I quattro ragazzi arrivarono davanti al portone di Hogwarts, lo aprirono e sgattaiolarono fuori. Il cielo era nuvoloso e Remus cominciava a sentirsi male, così accelerarono il passo fin quando non si trovarono davanti al Platano Picchiatore: questo era un albero molto grande con rami enormi e nodosi che si avventavano pericolosamente chiunque gli si avvicinasse. Remus aveva spiegato agli altri che quel albero fu piantato per permettere a lui di entrare nella Stamberga senza mai essere visto.
-Vai Pete! Tocca a te!
Peter così lanciò uno sguardo agli altri e si concentrò sulla forma da topo. Un attimo dopo un topo correva verso il Platano. Pochissimi, in realtà solo i Malandrini, i professori e Silente, sapevano che c'era un trucco: bastava premere su un nodo specifico e l'albero si arrestava immediatamente mostrando un passaggio che conduceva alla stamberga strillante.
Codaliscia premette sul nodo e l'albero come per magia si fermò. James e Sirius trascinarono Remus per tutto il tunnel grottesco finché non arrivarono al piano di sopra della stamberga strillante. Lì lasciarono Remus per terra che era ridotto ad uno straccio e attesero il segnale dell'amico. Il cielo si schiarì mostrando un faccio di luna e Remus esclamò
-Adesso! - prima di iniziare a trasformarsi.
Sirius, James e Peter assunsero la loro forma Animagus e assisterono alla trasformazione del loro amico.
Il ragazzo si piegò in due poi i suoi occhi divennero completamente neri e cominciò ad allungarsi il muso. Remus divenne molto più alto, gli si ingrossarono i muscoli e si allargarono il torace e le spalle, gli spuntarono gli artigli e infine si ricoprì di peli.
James scoprì che sottoforma di Animagus poteva comunicare con gli animali perciò poteva benissimo parlare con gli altri.
Decisero che stare dentro la stamberga sarebbe stato un po' noioso per tutta la serata così decisero di uscire allo scoperto. Sapevano bene di correre un grande rischio ma erano sicuri che nulla potesse andare storto. Così quel 20 Novembre 1975, Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso uscirono allo scoperto per la prima volta sotto le loro trasformazioni.
Uscirono dalla casa e cominciarono a correre senza ranche sapere dove stessero andando. Si avvicinarono alla foresta proibita e decisero che sarebbe stato un posto dove non avrebbero potuto fare danni perciò varcarono il limite d'ingresso: Codaliscia saltò addosso a Ramoso mentre Felpato scrutava per bene Lunastorta e cominciarono a correre tra gli alberi molto fitti e la vegetazione incolta illuminati soltanto dalla luce lunare.
Corsero addentrandosi sempre più nella foresta proibita scoprendo che di notte c'era una vera e propria vita in quella foresta che gli era sempre sembrata terrificante. Si vedevano molte specie diverse di animali, dai più comuni ai più rari come gli unicorni e i centauri. Era notte fonda e la luna piena splendeva alta nel cielo. Corsero ed esplorarono la foresta per tutta la notte fin quando la luna tramontò lasciando il posto ad un Alba meravigliosa che vista da fuori il castello faceva vedere tutta la bellezza del panorama di Hogwarts. Il castello era più bello che mai e i ragazzi ne restarono abbagliati. Presero Remus, lo caricarono su James ancora sottoforma di cervo e tornarono a scuola. Tornarono tutti umani ed andarono tutti in infermeria dove si fecero curare un po' di tagli fatti per sbaglio e si abbandonarono al loro sonno pesante che gli imponeva di chiudere occhio dopo quella nottata stancante.
~
Lily Evans si sentiva strana: era come se mancasse qualcosa. È in effetti era proprio vero! Mancava davvero qualcosa! Non era mai successo che si sentisse di domenica questo silenzio strano. Era davvero strano. Per carità forse era meglio così, senza quel Potter che le gironzolava attorno e la infastidiva, però la situazione era davvero insolita. Non era mai capitato che i Malandrini fossero così silenziosi. Decise di non pensarci più e di proseguire verso la biblioteca, luogo dove si rifugiava spesso per stare in pace con se stessa.
Era passata una settimana dalla luna piena e le cose per James Potter non facevano che peggiorare: Lily Evans era in quella fase del mese e perciò era tipa da: - Non chiamarmi, non parlarmi e non respirare la mia aria- , perciò Ramoso era stato schiantato più volte a causa del suo atteggiamento nei confronti della rossa. Le veniva naturale prenderla in giro: era l'unico modo che aveva per passare del tempo con lei. In quella stessa settimana c'erano una marea di compiti da fare e esercitazioni scritte, orali e pratiche per preparazione ai G. U. F. O. anche se mancava un sacco di tempo. Ma poi la cosa che faceva andare in panico James in quel periodo era il Quidditch. Lui era il capitano e aveva messo su una nuova squadra di cui lui era il cercatore. Il suo compito era ritenuto il più importante in quanto il cercatore aveva il potere di ribaltare le sorti di una partita e di mettere fine a questa. Quel venerdì si sarebbe tenuta una partita molto importante per cui la squadra di quidditch di Grifondoro si era allenata molto duramente. La sfida era tra Grifondoro e Serpeverde. Due casate da sempre rivali che si sfidavano sotto gli occhi della scuola.
Quel giorno, come ogni partita, James si alzò molto presto e scese a fare colazione incontrando praticamente tutta la squadra di Grifondoro. Decise che non avrebbe parlato loro della partita ma che si sarebbe goduto e avrebbe fatto godere agli altri quella colazione.
Dopo un po' di tempo salì in dormitorio e andò a prendere la sua roba. Salutò i suoi amici che lo incoraggiarono fortemente e scese fino al campo da quidditch con la sua scopa in mano. Ebbene sì, poiché James Potter teneva la sua amata scopa di nome Lily nel dormitorio, cosa che era severamente vietata, ma che secondo il suo parere
"Lui era James Potter e la Sua scopa non sarebbe finita in uno sgabuzzino, ma sarebbe stata al sicuro sotto il suo letto"
Arrivò nello spogliatoio e cominciò a vestirsi. Una volta pronto si rivolse alla squadra. -Ragazzi! Oggi vinceremo!- disse sicuro. Poi continuò -Oppure ci ammazzeremo di allenamenti per il resto della nostra vita!- E detto ciò uscì sul campo con la sua scopa stretta in mano, seguito a ruota dalla sua squadra. Madame Hooc ordinò ai due capitani di stringersi la mano a vicenda, i quali non mancarono di stritolarla all'altro, poi liberò i bolidi è il boccino, fece salire tutti quanti e lanciò la pluffa in aria e dette inizio alla partita.
La partita era cominciata da mezz'ora e James sorvolava ancora il campo alla ricerca del boccino. Quando una persona lo distrasse.
-Che c'è San Potter non trova la sua palla d'oro? Povero illuso- A parlare era stato il portiere dei Serpeverde, un ragazzo due anni più grande di James: Lucius Malfoy
-Malfoy... tieni a freno quella schifosa lingua biforcuta. A proposito, quando vinceremo non piangere troppo- E detto questo si tuffò in una picchiata velocissima sfiorando il perfetto viso del biondo che restò stupefatto da quella mossa agile e improvvisa. In realtà James aveva visto un luccichio volteggiare appena dopo Malfoy ed era partito rapidissimo. Poco dopo si ritrovava ad inseguire la chiave del successo del quidditch: il boccino d'oro, ma a quanto pare anche il cercatore dei Serpeverde si era accorto della sua mossa e perciò lo aveva raggiunto. Iniziò una battaglia a suon di spintoni e calci ai lati delle scope tra i due cercatori , ma alla fine Potter si allungò al massimo e riuscì ad afferrare il boccino regalando una stupenda vittoria a Grifondoro che festeggiò rumorosamente. La prima partita da capitano: vinta. Capitano. Era così che lo chiamavano tutti. Chiunque lo vedesse. Erano tutti molto grati per quella vittoria. Significava molto al di là del punteggio che andava ad influire sulla coppa delle case, era la vittoria di Grifondoro su Serpeverde.
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