4- Secondo anno
1 settembre 1972. Un esemplare di James Potter selvatico si trovava ancora nel letto. Era stato svegliato dalla madre e sentiva sui piedi una cosa dura. Non avendo i suoi occhiali vedeva tutto offuscato e non riusciva a capire. Si mise gli occhiali e pian piano aprì gli occhi iniziando a distinguere finalmente le cose e notò che ai piedi del suo letto c'era un pacco molto lungo.
Col cuore che gli batteva all'impazzata James si precipitò a scartare, scoprendo il di dietro di una scopa. Si eccitò tantissimo e levò tutta la carta da attorno.
Si alzò e contemplò la scopa, sopra c'era attaccato un biglietto
Al figlio migliore che potessi desiderare, ci vediamo al binario.
-Papà
P.S. non farla vedere alla mamma
La scopa era meravigliosa, James l'aveva vista a Diagon Alley il mese prima ed era rimasto incantato a guardarla. Era l'ultimo modello della Nimbus, la Nimbus 1501, cioè la scopa più veloce di sempre.
Sirius era emozionantissimo, avrebbe rivisto finalmente i suoi migliori amici dopo 3 lunghi mesi passati in quel carcere di casa sua, ma ora non importava, avrebbero ricominciato a fare le loro cose. Avvistò da lontano James e gli corse in contro a braccia aperte: risultato fu che andò a sbattere contro il muro perché il suo amico gli aveva fatto uno scherzo con un incantesimo di illusione, poi lo abbracciò e gli disse che ora finalmente era di nuovo felice. Incontrarono pure Remus e Peter e si chiusero nel l'abbraccio fraterno che era quello caratteristico dei malandrini: anche se erano i più fighi della scuola e avevano una certa reputazione, non replicavano mai ad un abbracciò Malandrino. Si andarono a sedere nel solito scompartimento e parlarono per tutto il viaggio di come avessero passato l'estate e cosa avrebbero fatto una volta tornati a scuola: stavano organizzando uno scherzo epico.
-Io dico di farlo oggi stesso-
-Hai ragione James, per far capire a tutti che i Malandrini sono tornati!-
- Dai ragazzi non iniziamo così-
-E perché mai Remus? non vuoi iniziare l'anno in bellezza?-
Il piano era stato stabilito così James andò a farsi un giro nel treno e vide una ragazza
-Ehy Evans-
-Ciao Potter- rispose lei fredda
-Mancato? Ma ora stai tranquilla sono qui con te-
-Smettila Potter, Dio quanto ti odio-
-Eh no Evans, Dio quanto sei bella quando ti arrabbi-
poi si fermò e proseguì- se bella quasi quanto me-
-Potter, se sei credi di assillarmi tutto l'anno, come l'anno scorso, non hai capito veramente niente, quindi torna dai tuoi amichetti e non seccarmi-
detto ciò girò i tacchi e se ne andò, lasciando un Potter divertito
-Ci vediamo in giro Lillina-disse con un ghigno.
Sapeva di aver colpito a segno.
La ragazza tornò indietro infuriata.
-Come mi hai CHIAMATA?Non osare mai più chiamarmi in quel modo! Io per te sono solo Evans. E basta!-
-Cominciamo bene- pensò tra se e se James.
Scesi dal treno,i ragazzi salutarono subito Hagrid,il guardacaccia mezzogigante di Hogwarts,loro grande amico, e poi proseguirono verso il castello.
-Casa- disse Sirius e tutti non poterono far altro che annuire. Era bellissimo guardare Hogwarts, trasmetteva sempre a tutti un certo senso di protezione.
Fecero a tempo ad entrare in Sala Grande per ascoltare il cappello parlante
Buonasera ragazzi e ragazze io sono il cappello parlante
Di facce come le vostre ne ho viste tante
E non c'è stata una che non sono riuscito a smistare
Da quattro grandi case è formata la nostra scuola.
Culla dei coraggiosi di cuore e dei buoni grintosi, Grifondoro preferisce i più muscolosi.
Con la furbizia caratteristica Serpeverde cerca di restare sempre prima in classifica.
Gentilezza e generosità, Tassorosso trabocca di bontà
Intelligenza elevata Corvonero nelle materie non viene superata.
Comportatevi bene, mi raccomando
Altrimenti a casa vi ci rimando
Fatevi avanti senza paura
Sono il cappello parlante, comincia l'avventura!
Ci fu un applauso che durò per molto tempo. Quando l'applauso finì la professoressa McGranitt estrasse la sua pergamena e incominciò col primo nome
-Black, Regulus Arcturus-
Subito un ragazzo dai capelli neri, una corporatura media e con aria sicura si sedette sullo sgabello e si infilò il cappello.
-Serpeverde! - gridò subito il cappello.
A quelle parole Sirius non resistette. Si girò e più in fretta che potesse iniziò a correre, non gli importava dove o per quanto tempo ma correva. Poi gli venne in mente il posto perfetto: la torre di astronomia. Salì fino lì sopra, si sedette e pianse, pianse per un tempo che parve lunghissimo. Appoggiò la schiena al muro di pietra e fissò davanti a lui, pensando a che brutto destino fosse condannato, rinnegato da tutta la sua famiglia. Chiuse gli occhi e dopo un tempo incerto sentì dei passi raggiungerlo, ma non si mosse, perché conosceva fin troppo bene quella modo di camminare.
-Sirius, cosa ti succede?-
-Niente-
-Ti conosco, e poi nessuno fuggirebbe in quel modo-
-Lo so James e che non ne voglio parlare-
-Avanti, non farti supplicare. Si tratta di Regulus, vero?-
-Si-
-Cosa è successo?-
-Quando ho sentito Serpeverde sono fuggito-
-E perché Sir?-
-Perché? Perché era l'unico a parte Andromeda di cui un po mi fidavo. Ma è come tutti gli altri. -
-Sirius non ti abbattere sai bene che la tua famiglia saremo sempre noi. Sei pur sempre nostro fratello-
-James ti voglio bene-
I due si strinsero in un abbraccio fraterno carico di affetto e dolore, un dolore molto forte ma che condiviso in due riusciva a dileguarsi.
-E ora alzati che dobbiamo andare a lasciare la nostra firma di inizio anno- disse schioccandoli un occhiolino.
Il volto di Sirius si illuminò e i due corsero dai loro compagni.
Più tardi......
-Allora ricapitolando.....-
-Basta Remus l'hai detto almeno 5 volte!-
-Ma non mi stavate ascoltando Sirius-
-Allora aspettiamo l'ora di cena poi io e Peter e andiamo dall'altra parte del castello e con un incantesimo di disillusione creeremo diversivo un po rumoroso .-Aveva stampato in volto un ghigno Malandrino.
Anche se sembrava lo studente modello, era quello che articolata meglio i piani malandrini
-Nel frattempo usciranno tutti dai dormitori. James e Sirius con il mantello dell'invisibilità aspetteranno che i Serpeverde escano dai loro dormitori, poi entreranno nella sala comune dei Serpeverde e svuoteranno l'intero negozio di Zonko dappertutto. -
Come finito andremo a dormire, senza cenare. Quando tutti staranno zitti sgaiattoleremo nelle cucine per mangiar qualcosa. Tutto chiaro?-
-Certo- risposero in coro i tre.
Si misero a cerchio e misero le mani al centro: prima Remus, poi Peter, poi Sirius ed infine James.
-Via! - dissero insieme e si separarono.
Lo scherzo era partito: Remus e Peter corsero dall'altra parte del castello. C'era molto materiale con cui fare baccano. Remus Praticò due incantesimi di disillusione su di loro, poi entrambi sfoderato no le bacchette e iniziarono iniziarono a far sbattere quà e là le armature e i tavoli, ogni tanto facevano esplodere qualcosa, attirando l'attenzione di fantasmi che corsero in tutto il castello annunciando la notizia a gran voce. I due praticarlo due ultimi incantesimi: uno che permetteva alle armature di continuare a sbattere tra di loro senza che nessuno le comandasse, e un incantesimo di protezione attorno alla camera grande. Finito ciò corsero a gambe levate nel loro dormitorio dove trovarono una folla di ragazzi che chiedevano dove fossero stati. Inventarono di essere stati in giro per il castello a causa della troppa nostalgia e che James e Sirius fossero andati sulla torre di astronomia. Nessuno dubitò di loro anche perché tutti sapevano che chi provocasse qualcosa contro i malandrini, diventava loro nemico giurato e a nessuno piaceva l'idea perché si sapeva,ovviamente, chi avrebbe mai voluto avere contro di sé una banda di ragazzi pronti a tutto esperti nelle arti magiche e negli scherzi?
Nel frattempo nei sotterranei James e Sirius dopo un po di tempo ad aspettare nascosti dentro un armatura si erano decisi. Così si avvicinarono piano verso l'entrata principale e dissero piano la parola d'ordine che sapevano grazie ad un paio di giovani ragazzi che erano entrati molto tempo prima ed erano usciti. -Salazar- e la porta enorme di pietra scivolò al lato rivelando una grandissima sala. Non erano mai entrati nella sala comune di Serpeverde. All'entrata c'era un tavolino con sopra una scacchiera ed una tazza di tè, poi un grandissimo stendardo raffigurante un serpente circondato da colori verde e argento occupava il soffitto della sala, mentre ai lati c'erano quadri raffiguranti varie persone. Al centro della sala un grandissimo tavolo colorato di verde e argento completamente deserto. Verso est si trovava un angolo stracarico di libri, alcuni dei quali davano un aspetto molto prezioso. Infine un'unica scala a chiocciola conduceva a tutti i dormitori
I due ragazzi, ancora sotto il mantello, controllarne se ci fosse ancora qualcuno. Notando che la sala e i dormitori erano vuoti, si scambiarono un occhiata d'intesa, si tolsero il mantello e iniziarono a tirar fuori caccabombe, fuochi d'artificio e moltissime altre cose che creavano baccano: in pochi minuti erano riusciti a mettere in disordine non solo l'intera sala, ma anche i dormitori. Si rimisero il mantello e votarono nel loro dormitorio, dove ad attenderli c'erano gli altri due della squadra. Senza neanche dire una parola, ma con soli sguardi, I 4 capirono che era andato tutto liscio come l'olio. Si raccontano un po cosa avevano fatto fin quando non si attenderli corsero che era diventato tardi e che era ora di andare nelle cucine a mettere qualcosa sotto i denti.
Il giorno dopo tutti sapevano e parlavano dello scherzo grandioso che era stato fatto ai serpeverde e ovviamente tutti compresi i professori e lo stesso Silente sapevano che dietro tutto questo piano perfetto ci fossero i malandrini, ma nonostante ciò nessuno di loro fu chiamato in presidenza o nell'ufficio di un professore, nessuno apparte Sirius Black, era davvero incredibile non riusciva proprio a tenere a freno la sua lingua. Ma tutto ciò non centrava nulla con lo scherzo.
-Black, per questa cosa, ci incontreremo dopo nel mio ufficio
-Mi dispiace Minnie ma non sono disposto ad uscire con lei. Sono un ragazzo impegnato.
Tutta la classe scoppiò a ridere. Poi la professoressa McGranitt alzò il dito e tutto tacque.
-Va bene signor Black. Due mesi di punizione tutti i venerdì nel mio ufficio.
Dopo quello scherzo epico ai serpeverde i malandrini vennero rispettati da tutti, perfino dai più grandi, che quando li vedevano passare gli davano il cinque. Sirius Black e James Potter erano diventati ufficialmente i più fighi di tutta la scuola, anche se si sapeva benissimo che James andava dietro solo ad una ragazza. Una ragazza molto difficile, amante dello studio e della musica classica, sempre tutta ordinata e diligente, praticamente il suo contrario, Lily Evans. Purtroppo i suoi rapporti con la rossa peggioravano giorno dopo giorno a causa del suo egoismo o del fatto che la inportunasse 24 ore su 24.
-Evaaaans-
La ragazza lo aveva sentito da chilometri di distanza ma nonostante ciò sperava ancora che non fosse lui.
James corse fino ad arrivare dietro di Lily.
-Evans. -disse, sfoggiando la sua migliore faccia da ebete.
-Cosa c'è adesso? -
-Vieni a studiare con me in biblioteca?
-No
-E.....in giro per il castello, una di queste sere?
-Potter cosa ti fa credere che io possa accettare?
-La mia bellezza attira tutti. È un giorno avrò anche te. Non mi hai ancora risposto.
-Ovvio che no. -disse, poi accelerò il passo.
-Evans tra qualche giorno ci sono i provini di quidditch, dove mostrerò a tutti che sono il campione indiscusso. Vieni?
-No. No e ancora no. Ora avrei da fare-
Dopo questo corse via, lasciando James semi-deluso e dico semi poiché una parte di sé era delusa dagli insuccessi ma l'altra parte pensava sempre che fosse una sfida. Una stupida scommessa con il suo migliore amico.
L'unico ragazzo che era in grado di capire Lily era Remus poiché condivideva le stesse passioni. Sirius aveva legato molto con Marlene anche se erano più le volte che si mandavano a quel paese che quelle che ridevano. Peter puntava a Mary ma non lo dava a vedere, ridendo e scherzando con tutti. Più il tempo passava e più diventavano una famiglia
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