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3- Scoperte

Era quasi finito l'anno scolastico e James, Sirius e Peter avevano dei sospetti su di Remus. Ogni mese inventava una scusa diversa e spariva per un po' di tempo. I ragazzi a sua insaputa avevano cominciato a seguirlo ma senza avere risultati in quanto non riuscivano a vedere dove andasse. Nel frattempo al castello si era diffusa la voce che c'era una casa, nei pressi di Hogsmeade che veniva denominata la Stamberga Strillante in quanto una volta al mese non si sa né come né perché, la casa prendeva vita: si sentivano urla fortissime seguite da rumori di cose che vengono sbattute alla rinfusa. Una sera James, Sirius e Peter decisero che sarebbero usciti per andare a vedere cosa si trovasse all'interno. Remus quella sera era sparito come al suo solito e quindi erano privi della "coscienza" del gruppo. Era da un po' di tempo che i quattro ragazzi sgattaiolavano di notte ad Hogwarts e solo le prime volte erano stati scoperti dalla gatta di Argus Gazza, il custode di Hogwarts, era un uomo molto vecchio che cercava di beccare gli studenti con le mani nel sacco per incolparli e fargliela pagare. È quelle volte erano solo stati ripresi dalla professoressa McGranitt in quanto direttrice della Casata di Grifondoro. James aveva mostrato ai suoi amici il suo mantello dell'invisibilità, regalatogli da suo padre, ed era servito molto per queste gite notturne.
Quella sera con le bacchette strette in mano e avvolti dal mantello dell'invisibilità di James, uscirono dal loro dormitorio per andare a indagare. Peter all'inizio non voleva minimamente andare con James e Sirius e la reputava una cosa molto pericolosa, ma alla fine non aveva avuto altra scelta ed aveva seguito i due mori. Uscirono dalla sala comune e poco dopo anche dal portone di Hogwarts. Dopo un po' di tempo giunsero davanti alla vecchia casa. Entrarono dentro e sentirono un urlo agghiacciante di una voce familiare.

Decisero di salire correndo le scale messe rotte finché non arrivarono in una stanza. Ecco lì in ginocchio piegato in due dai dolori, c'era il loro amico Remus.

-Remus!

-Cosa succede?

-Presto! Dobbiamo portarlo da Silente.

-No ragazzi! Andate via! Correte! Mi sto per trasformare!

-Cosa stai dicendo?

-Sono un lupo mannaro! Andate via

-Cos..

Il ragazzo vide la luna e i suoi occhi divennero subito neri iniziò a trasformarsi. Il muso si allungò. E iniziarono a spuntargli i peli.

I ragazzi spaventati ascoltarono ciò che il loro amico aveva detto e corsero via dalla casa, chiudendo tutte le porte. Una volta fuori, senza guardarsi mai dietro continuarono a correre finché non si trovarono dentro il castello. Non dissero una parola finché non furono in Sala Comune.

-Spero stia bene- esordì James.

-Vedrai che se la caverà

-Già, dopotutto non è mica la prima volta che succede.

Il giorno seguente i ragazzi si svegliarono presto per andare a trovare Remus in infermeria. Lo trovarono sveglio a mangiare un pezzo di cioccolato e a leggere un libro.

-Amico, come ti senti.

Lui si accorse della presenza dei suoi amici, tolse il libro e abbassò lo sguardo

-Ragazzi. Avrei dovuto dirvelo. Capisco che ora non mi vogliate più come amico, ma state tranquilli, dopo preparerò le valige e chiederò a Silente di farmi cambiare casata oppure di farmi cambiare scuola.

-Remus, ti sei bevuto il cervello?

-Non avete paura di me?

-Certo che no! Sei nostro amico e ti aiuteremo in tutti i modi.

Remus si sentì sollevato per la prima volta in vita sua da quel grave peso che postava dall'età di otto anni. Quei tre ragazzi non erano ragazzi come gli altri, bensì erano speciali. Riuscivano a vedere oltre le apparenze.
I tre ragazzi salutarono Remus ed uscirono dall'infermeria. Fecero una mini riunione tra di loro e decisero che avrebbero aiutato il loro amico a qualsiasi costo. Decisero perciò di passare dalla biblioteca. Ci passarono mesi e mesi a cercare anche una minima cosa che avrebbe potuto aiutare il loro amico. Avevano trovato soltanto una pozione che fermava la trafomazione se presa abitualmente, ma non la curava del tutto. Ma nonostante ciò non erano ancora contenti.
Un giorno mentre Sirius cercava di prendere un libro sulle caratteristiche dei lupi mannari, gli cadde un libro in testa.
-Ragazzi! Ci sono! Ho trovato come aiutare Remus. - Disse mostrando come un trofeo il libro che gli era caduto accidentalmente in testa.

-Animagus- lesse Peter

-Ma certo! - esclamò James -i lupi mannari attaccano gli esseri umani ma con gli animali non hanno alcun problema.

-Esattamente. Potremmo così tener compagnia e allo stesso tempo allontanare dai guai Remus durante le notti di luna piena. 

I ragazzi corsero in sala comune per comunicare a Remus la loro scelta. Lo trovarono su un divanetto a leggere. Lo trascinarono in dormitorio. Frank non c'era perciò gli dissero cosa avevano scoperto e gli illustrarono la loro idea. Remus per quanto commosso da quelle parole rivoltegli dagli amici, rifiutò più volte le richieste dei suoi compagni, ma alla fine fu costretto a cedere.
Dal giorno successivo i quattro ragazzi passarono parte del loro tempo libero tra la biblioteca e una nuova stanza, che aveva scoperto per caso Peter.
Un giorno, aveva spiegato agli altri si trovava al settimo piano e aveva un urgente bisogno di andare in bagno e all'improvviso gli comparve una porta. La aprì ed era un meraviglioso bagno tutto pulito perfettamente. Una volta finiti i suoi bisogni Peter era uscito e si era accorto che la porta era sparita. Dopo ricerche in biblioteca, avevano scoperto che quella stanza compariva solo in necessità di qualcosa e da quel giorno era diventata una specie di campo base per i quattro ragazzi.

Era quasi finito l'anno e nel castello si avvertiva in aria agitata: tra poco sarebbero cominciati gli esami. Remus erano due mesi che insisteva nel far studiare gli altri tre e due a che così non ce l'avrebbero fatta. Ma alla fine, grazie a tutte quelle nozioni acquisite passando molti pomeriggi in biblioteca, riuscirono tutti a passare l'anno.

Così il primo anno era volato via tra litigi e scherzi vari sia ai professori, che a Gazza e agli immancabili Serpeverde.
Tutti quel giorno erano impegnati: stavano preparando le loro valigie: si tornava a casa per le vacanze.
I quattro ragazzi si riunirono tra di loro per discutere di una cosa che pensavano da tempo. A momenti sarebbero dovuti partire, ma avevano promesso di fare questa cosa prima della fine del loro primo anno.
Si trovavano in un corridoio semideserto.

-Ci serve un nome

-Un nome che ci identifichi

-Che ci caratterizzi

-Che ci distingua dagli altri

-Un nome che non verrà dimenticato.

-Ma quale?

Passò la professoressa McGranitt.

-Ehi voi Malandrini, muovetevi, a momenti dovrete partire.

-Malandrini! - esclamò Sirius

-Si!

-Giursto!

-Da oggi saremo i Malandrini -

Finito i bagagli i ragazzi furono accompagnati all'Hogwarts Express. Salirono e si andarono a sedere proprio nello scompartimento in cui si erano conosciuti.
-Allora chi lo fa?-
-Dai su Remus, sei il più bravo con le parole-
-E va bene. Ecco, il nostro primo anno è passato e devo dire che molto probabilmente saremo già entrati nella storia di Hogwarts e che staranno aggiornando il libro di storia della magia per inserisci, comunque a parte questo volevo ringraziarvi per aver fatto tutto questo per me e per avermi fatto passare l'anno più bello della mia vita. Siete i miei migliori amici e in questa estate mi mancherete ma non appena ricomincerà scuola ricominceremo con le nostre stronzate e col nostro progetto. Sono sicuro che c'è la faremo!- scoppiarono applauso e i 4 Malandrini si reinserì in un abbraccio. Per tutto il viaggio parlarono del loro progetto per diventare Animagus e che l'anno prossimo sarebbero iniziate le selezioni per il quiddich e che James non stava già più nella pelle. Si promisero che si sarebbero scritti, come scesero dal treno si diedero un grande saluto e tornarono ognuno nelle loro famiglie.

-Hey campione!-

-Ciao papà, ciao mamma!-

-Jamieee-

E ci fu un abbraccio forte e lungo

-Allora com'è andata?

-Benissimo, ho trovato tre nuovi amici per la pelle è una ragazza stupenda-

Senza esitare la signora Potter iniziò a chiedere al figlio tutti i dettagli possibili ed immaginabili su quella ragazza e questo a quanto pare a James piaceva molto.

-Ecco lei è una tipa tosta, è magra, un po' più bassa di me, ha capelli rosso fiamma e degli occhi verdi come smeraldi, ha un po' di lentiggini e un naso piccolo piccolo. È una ragazza molto intelligente è perfetta su ogni cosa. Sul look non si cura molto perché dice che non le importa niente, ah si è una Nata babbana ed è la più brillante studentessa del nostro anno-

-È a posto-

-Mi fa piacere mamma- Disse James ridendo

-Bravo il mio ragazzo- disse il padre di James, scompigliandogli i capelli identici ai suoi.

Prima di varcare il binario 9.3/4 James si voltò versò quel chiassoso spettacolo.

-Ci vediamo tra tre mesi- disse

E poi uscì da quel muro che separava i binari 9 e 10 assieme alla sua famiglia, per poi tornare a casa.

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