15- Fiducia persa (?)
Il giorno dopo i Malandrini fecero ritardo come al solito e andarono a fare colazione alle 7:55. Si avvertiva un'aria pesante. Tant'è che tutti li fissavano, come in attesa che combinassero una delle loro o perlomeno dessero qualche segno di vita dato che facevano colazione senza neanche degnarsi di guardarsi in faccia, né tantomeno di proferire parola. Tutta la sala grande aveva avvertito che c'era qualcosa che non andava nei quattro. Da quando si erano svegliati, James non aveva detto neanche una parola. Muto come un pesce e con lo sguardo basso contornato da due profonde occhiaie si era incamminato con i suoi migliori amici verso la sala grande. Non si era neanche preoccupato del suo aspetto, non aveva neanche provato, come ogni giorno, a darsi una sistemata a quei capelli super disordinati, tentativo che ogni giorno falliva, ma che ormai costituiva una routine e non farlo faceva capire che c'era davvero qualcosa di grave. James Potter era visto come il ragazzo che aveva tutto: una famiglia che gli voleva tanto bene, Sirius, il fratello che non aveva mai avuto, una banda di migliori amici pronti a rischiare tutto per lui e viceversa, aveva un fisico e una bellezza mozzafiato, tutte le ragazze ai suoi piedi. L'unica cosa che mancava a Potter era proprio una discordanza con l'ultimo punto. "Tutte le ragazze ai suoi piedi", tutte sì, tranne una. Una ragazza diversa dalle altre come carattere, modi di fare e aspetto fisico. Unica nel suo genere; era capace di non farsi mettere i piedi in testa da nessuno ed era l'unica ad aver sempre detto di no a James. Il ragazzo l'aveva presa come una sfida, data da una scommessa fatta con Sirius al primo anno. Lui quella scommessa avrebbe voluto vincerla. Era famoso per quanto adorasse le sfide e sopratutto quanto adorasse vincerle. Ma qualcosa dalla notte precedente era cambiata. Sentire quelle parole uscire dalla bocca delle amiche di Lily lo avevano distrutto letteralmente. Aveva sentito come se pezzo dopo pezzo si fosse rotto qualcosa dentro di lui. E alla fine aveva deciso. Il grande James Potter, Capitano della squadra di Quidditch e leader dei Malandrini aveva gettato la spugna per una delle sue più grandi sfide di sempre: Lily Evans.
I Malandrini andarono a lezione con tutta la tranquillità del mondo ed entrarono nell'aula di Trasfigurazione dove un'arrabbiata professoressa McGranitt gli chiedeva spiegazioni.
-Prof noi...
-Noi cosa, signor Black? E lei signor Potter, vorrebbe aggiungere qualcosa come suo solito?
-No professoressa- disse lui con un tono debole.
Solo allora la donna notò l'espressione del ragazzo e decise di congedare i Malandrini senza prendere provvedimenti. Cosa poteva essere successo? Si limitò a spiegare senza il caratteristico chiasso provocato dai quattro ragazzi, cosa che le fece piacere da un senso ma che le fece venire un senso di nostalgia forte, come se mancasse qualcosa per l'appunto.
Le ragazze, d'altro canto, avevano notato l'atteggiamento di James e la sua particolare indifferenza per chiunque e si guardavano interrogative, come se li fosse sfuggito qualcosa. Lily dentro di sé avvertiva un forte brutto presentimento.
Finite le lezioni i ragazzi andarono a pranzo.
-Buongiorno a tutti miei cari ragazzi, vorrei darvi un avviso prima di cominciare - gli accolse il preside -Vorrei dirvi soltanto che da questo fine settimana le uscite al villaggio di Hosmeade sono autorizzate. Ricordo a tutti quanti gli studenti che potrà andare ad Hogsmeade solo chi frequenta corsi uguali o superiori al terzo anno e che abbia il permesso firmato. Ora bando alle ciance, buon appetito- Il preside sorrise e battute le mani una volta, le quattro tavolate della sala grande si riempirono di cibo di tutti i tipi. James mangiò poco e subito dopo se ne andò dalla sala grande lasciando di stucco tutti. Le ragazze provarono a chiedere ai Malandrini ma loro non le risposero. Ci volle tutta la loro concentrazione e forza di volontà per non urlarle tutto contro. Le parole delle ragazze la scorsa notte non avevano fatto male solo a James ma anche agli altri che credevano che le ragazze avessero cambiato idea su di loro ma alla fine si era rivelato uno stupido piano per scoprire il segreto dei Malandrini. Lily era scossa e rifletteva senza capire e di tanto in tanto lasciava occhiate alle sue amiche.
James con la scusa di andare in dormitorio era andato vicino al lago nero, nel punto in cui si trova quel grosso albero. Era fuggito via. Sapeva che all'inizio sarebbe stata dura ignorare Lily. Ma lui ce l'avrebbe fatta. Una lacrima gli rigò il viso. Lei era solo una stupida scommessa. Solo una scommessa.... una scommessa che aveva deciso di perdere perché le stava portando via troppo tempo, tutto qua. Solo una stupidissima e banalissima scommessa, come quando Sirius lo sfidò ad alzare la gonna a Lily. Beh lì aveva vinto, anche se gli era costata una giornata appeso assieme al suo amico Sirius, su una colonna. Un sorriso amaro marcò il volto perfetto di James. Era una stupida scommessa. Ma perché diamine gli faceva così male? Perché stava in quel modo? Forse aveva ragione Remus, lui amava davvero Lily e non lo diceva solo per dire. Impossibile. Il grande James Potter non si innamorava. Era solo un ragazzo libero. Decise di lasciare al vento quei pensieri. Si alzò, si asciugò le lacrime, si trasformò in Ramoso e prese a correre verso la foresta proibita, luogo pieno di ricordi di notti passate in compagnia dei suoi migliori amici, sottoforma animale. Correva senza la motivazione, lo faceva sentire meglio, in quanto correndo lasciava indietro tutti i suoi pensieri.
Lily Evans si sentiva molto strana. Aveva visto il comportamento evasivo di James e aveva provato a capirci qualcosa senza ottenere risultati, ma era turbata anche da un'altra cosa. Il preside aveva annunciato a gran voce che da quel fine settimana sarebbero ricominciate le uscite ad Hogsmeade ma James non l'aveva calcolata minimamente. Pensandoci non l'aveva neanche guardata in faccia, né lui né tutti gli altri Malandrini. Possibile che centrassero le ragazze in questa strana faccenda misteriosa? Ogni santo anno quando il preside annunciava che erano iniziate le uscite al villaggio di Hogsmeade, James arrivava sempre da lei col suo sorriso stampato in volto e le faceva sempre la solita domanda
-Ehi Evans, vuoi venire ad Hogsmeade con me?
-No Potter- era puntualmente la risposta della ragazza.
Le faceva così strano. Da quell'anno era cambiato tutto. Certo era vero che faceva sempre il cretino però era anche cambiato molto. Lei lo vedeva più maturo. Ora era come se sentisse la mancanza di quella richiesta che puntualmente le veniva fatta dal moro.
Sentiva anche un leggero rancore. Come se avesse realmente bisogno che James andasse da lei e le facesse quella domanda. Cosa avrebbe risposto? Fatto sta che continuava a provare rancore, forse verso James.
-E perché mai? Non è il mio ragazzo, né lo sarà mai. È semplicemente Potter. James Potter, il ragazzo che ti ha infastidita per 6 lunghi anni
-Però non puoi dire che non sia cambiato
-Beh certo
-E che non sia un bel ragazzo
-Ecco
-E che ti piaccia
- BASTA COSÌ!- disse la rossa con un tono di voce un po' più alterato del solito facendo girare le sue amiche
-Che ti succede Lily?
-Dialogo interiore- l'anticipò Marlene.
Nel frattempo notò che Sirius aveva un espressione dura e che non alzava il capo per nessuna ragione al mondo. Aveva sentito in giro che i Black fossero bravissimi a non far trasparire mai le loro emozioni, allora perché le sembrava che Sirius fosse sull'orlo di una crisi di nervi? Remus e peter invece erano come in uno stato di trance. Cosa diavolo stava succedendo?
Prese coraggio e con la sua sfacciataggine glielo chiese.
-Black.
-Mh? - disse lui continuando a fissare e mangiare il suo pollo.
-Che vi prende? E poi dov'è Potter?
A quella domanda Peter e Remus si svegliarono dal loro stato di trance e già si preparavano.
Vide che il ragazzo a cui aveva rivolto la domanda si trattenne, poi alzò lo sguardo e la fissò dritta negli occhi. Quegl'incredibili occhi grigi le trasmisero un espressione durissima.
-Cosa c'è Evans, adesso t'importa di noi? Adesso t'importa di lui?- disse come se stesse sputando quelle parole. Poi si alzò
-Ragazzi, vado a farmi una passeggiata- disse, fulminando le ragazze con lo sguardo
-Aspetta Felpato, veniamo con te- dissero gli altri Malandrini.
In poco tempo le ragazze si ritrovarono sole.
-Secondo voi di cosa si tratta?
-Non lo so
-Lily?
-Sono sicura che ce l'abbiano con noi. Però non so per quale motivo. Ragazze, dovete dirmi qualcosa?
-No Lily. Solo...ieri sera seguimmo i ragazzi, mentre tu eri in dormitorio, ma verso il terzo piano scomparvero nel nulla. Però non vedo come possa aver infastidito a morte i ragazzi.
Lily ci pensò su. Dopo un po' di tempo chiese alle ragazze:
-Quando non gli avete trovati cosa avete detto?
-Beh ci chiedevamo cosa nascondessero, e poi alla fine abbiamo concluso che tu ce l'avresti fatta dato che James ti viene dietro da molto tempo. Ma non capisco come questo possa aiutarci. Loro non c'erano quando lo abbiamo detto. Il corridoio era deserto.
-Santo Godric! Ragazze venite- disse Lily ad alta voce, prima di alzarsi e correre verso il dormitorio seguita dalle altre ragazze.
Entrate nella stanza Lily sigillò la serratura con incantesimi vari e poi cominciò
-Ragazze ho capito tutto, e so che non sarà per niente facile. Non vi ho detto che l'altra notte, quando abbiamo sentito la conversazione di Silente e la McGranitt si questo presunto "ordine", James mi ha mostrato una cosa, un suo segreto. Mi ha avvicinata a se e mi ha coperta con un mantello. Ma non un mantello qualsiasi, bensì con un autentico mantello dell'invisibilità!
-Porco Salazar!
-Dici che....
-Credo di si
-Siamo rovinate.
-Dobbiamo agire. Dividiamoci e ognuno va a cercare il proprio Malandrino.
-Ci stiamo giocando la loro fiducia, oltre che scoprire il loro segreto.
-A me non frega più di tanto il loro segreto, cioè sì, ma è relativo. Non voglio perdere un ragazzo come Remus
Le ragazze partirono dalla sala comune e si divisero.
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