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P.O.V. LUISA
Il profumo dolce e piacevole che mi raggiunse il naso, i risvegliò lentamente. La luce della luna illuminava la piccola stanza, qualche ora fa Maria e Giovanna mi avevano "accompagnato" nel letto.
Rialzandomi la mia testa ancora mi chiedeva un pò di sonno, ma in confronto al dolore lancinante di qualche ora fa questo era nulla. Avevo ancora i vestiti della sera prima, ma ciò che attirò la mia attenzione fu il telefono che continuava a ricevere notifiche.
Mentre il mio dito scorreva sul luminoso schermo potei notare la creazione di un nuovo gruppo su Whatsapp. Portava il nome di "PARTY GONE BAD" e conteneva precisamente dieci numeri,di cui avevo solo quello di Salvatore,Maria Sara,Fortuna e Giulia.
Continuavano ad arrivare messaggi di parolacce varie a altri di conteggio dei partecipanti alla festa,e di quelli sani e salvi. Mi ricordai ora di una cosa in particolare,
"Giulia!".
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Mentre disperatamente cercavo di indovinare quale fosse la stanza di questa fantomatica Rosalia, vidi un paio di capelli corvini infondo le scale.
"Giovanna!" dissi raggiungendola con un leggero fiatone, "Ohy t'apposto?",guardandomi dall'alto verso il basso con sguardo provocatorio la ragazza.
"Conosci una certa Rosalia che andava alle medie intorno Genova?" le risposi cercando di raccogliere la maggior parte delle informazione che avevo, lei annuì, iniziando a camminare per il corridoio.
"Sei la mai salvezza" dissi raggiungendola a passo svelto, "Si si..." annuì sbuffando un paio di volte.
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La porta della camera si aprì velocemente dopo che la corvina girò un paio di volte le chiavi argento,provocando il tipico suono di esse.
Davanti a me vi era un letto matrimoniale,sulla sinistra una ragazza magra e dai lineamenti fini dormiva circondata da fazzoletti nuovi e usati, dall'altra parte la riccia era collassata con un paio di libri sulla pancia e uno tra le mani.
Mi avvicinai lentamente al lato destro del letto "Giulia,è ora di alzarsi" dissi raccogliendo i libri sparsi sul letto,mentre con la coda dell'occhio, Giovanna era provvista di guanti, mascherina e cestino mentre puliva il letto dai fazzoletti sporchi.
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Eravamo nella piccola cucina dell'appartamento a raccogliere i frammenti di quella serata,tutte in pigiama,avvolte nelle coperte e provviste di cioccolata.
"Ma quindi Martina e Domenico?" chiese Rosalia con voce bassa a causa dell febbre. La bruna era molto timida,ma dalla risata dolce e dall'aspetto curato.
"Maria li sta chiamando da qualche minuto, quello di Domenico è irraggiungibile mentre quello di Martina accoppato, in caso tornerà di nuovo lì probabilmente",controllando il telefono e il gruppo. Proprio qualche minuto prima mi ero informata di tutti i numeri.
Un bussare lento,ci distrasse tutte. Giovanna si alzò,lasciando cadere la coperta azzurra sul divano.
"Ch- Maria Sara!" disse poi con voce più alta la corvina.
Il cuore si fermò e mentre il respiro era abbastanza irregolare,a rallentatore vedevo le figure di Rosalia e Giulia avvicinarsi alla giovane vicino allo stipite della porta.
I bellissimi e chiari marroni occhi della giovane erano illuminati dalle lacrime versate,le guance rosse e bagnate da esse risaltavano ancora di più. Le labbra morse e l'espressione sofferente chiudevano l'opera delle più grandi tristezze viventi.
-- Qualche ora prima --
P.O.V. MARTINA
Oramai la testa e il petto non mi dolevano più per l'alcol,i sensi si colpa erano macigni ben più pesanti.
Era qualche ora che ero scappata dalla casa,e in un modo o nell'altro ero risuscita a ritrovare il college.
Ma nonostante l'alcol,nonostante la tarda sera,non riuscivo a prender sonno.
I miei sensi di colpa mi stavano divorando,impedendo al mio cervello di spegnersi per qualche minio secondo,e anche la semplice tenebra della mia stanza mi ricordava il mio errore.
Afferrai velocemente il telefono sul comodino,e composi il numero della ragazza del mio amante.
Eccolo il mio errore,quello che mi stava lentamente affogando.
"Martina,che succede?" la voce candida e chiara della ragazza mi uccideva il cuore. Avrei rovinato io quella felicità?
"Ehy Maria Sara... avrei qualcosa da dirti...", il respiro mi mancava, e il cuore mi batteva. Cosa mai avevo combinato?
"Dimmi tutto!",potevo vedere nella mia testa il dolce sorriso della bruna nonostante l'avesse vista solo un paio di volte,era chiaro nella testa. Quasi quanto il ricordo della sua notte di fuoco con Salvatore.
"Salvatore ti ha tradita." tutto d'un fiato sbottai,mentre i miei occhi mi imploravano di lasciare uscire tutto il dolore che stavo causando,se potessi,se solo potessi piangere al suo posto,soffrire solo io e il mio errore.
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