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"Che c'è hai paura della tua ex?" disse ridendo Fortuna, poco dopo la accompagnammo un po tutte con le risate.

"Divertente" disse il ragazzo con tono basso riavvicinandosi al banco di Giulia e Maria Sara, ora che la ragazza si era allontanata con la corvina.

"Ma quindi?" disse Giulia posando i libri e i quaderni nello zaino. Aveva preso appunti tutta la lezione, e anche in modo ordinato!

Salvatore si avvicinò una delle sedie libere, la appoggiò di fronte al banco delle ragazze e, dopo aver dato un ultimo orso al panino,ci si sedette.

"Si era trasferita da qualche mese nel mio paesino,e iniziammo ad uscire. Non era nulla di serio, almeno per me e quando la lasciai, si deprimette."

Rimanemmo tutte in silenzio per qualche secondo, non era una cosa strana. Chiunque alla fine di una relazione che magari pensava seria si comporterebbe in questo modo dopo tutto. Il suono di una notifica, ci distrasse tutti.

Fortuna prese il suo telefono dalla tasca e, "Due miei amici stanno pranzando in cortile, andiamo pure noi?",chiese continuando a guardare la foto che le avevano mandato.

Nella medesima un ragazzo e una ragazza erano sul terreno con un telo, a mangiare panini e cose ben poco salutari,come non accettare?

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Il cortile della nostra scuola non era poi così ampio, ma pieno di aree verdi e panchine,peccato che le medesime solitamente erano sempre occupate.

Difatti gli amici della bruna sedevano a terra su un telo rosso e bianco, mentre patatine e wafer venivano aperti la musica della cassa ornava la scena.

"Mi avete già sostituita?" disse ironica Fortuna guardando la ragazza seduta vicino ai due, "Fosse così semplice lo avremmo già fatto tempo fa non credi?" rispondeva lei armeggiando con il telefono,probabilmente cercava qualche canzone. 

Ci presentammo molto velocemente, dicendo semplicemente i nostri nomi, così da ridurre la dose di imbarazzo che lentamente si stava creando.

La ragazza che avevo incontrato alle macchinette era Maria,mentre lui si chiamava Domenico. Giuravo di aver visto quei capelli, quel fedora bianco e quella persona già da qualche parte, ma scacciai quei pensieri e approfittai delle patatine dei ragazzi.

Chissà però dov'era in questo momento la Ex di Salvatore, poco prima era proprio con al corvina.  

Giovanna era rimasta abbastanza silenziosa, aveva spiccicato parola solo dopo qualche battuta della pel di carota. 

"Ragazzi dobbiamo assolutamente andarci tutti!" disse all'improvviso Salvatore mostrandoci il telefono. Su esso vi era la locandina di una festa di benvenuto organizzata dagli studenti del quinto in questa scuola, i professori a quanto pare ne erano a conoscenza ma non si sarebbero né presi le responsabilità di essa né si sarebbero 'presentati'. Sarebbe stata domani.

Quest'anno sarà probabilmente molto più interessante di tutta la mia vita precedente.  

Come Domenico riuscisse a passare dal Country a 'Bella Ciao' comunque ancora non l'avevo capito.

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Ripulivamo il casino di cibo e carta, quando suonò la campanella dell'ora successiva, "Iniziate ad andare voi, ci vediamo all'uscita Fortuna noi" disse Domenico mentre recuperava il suo telefono da terra.

Così ci avviammo verso l'aula, ma all'improvviso una ragazza bassa e dai capelli corti marroni che non mi era proprio sconosciuta stava correndo per il corridoio, sbattendo poi contro di me.

"Tutto bene...?" chiesi guardando la ragazza finita ormai a terra, mi abbassai, e la guardai dritto negli occhi. Erano di un particolarissimo azzurro, e rimasi ad osservarli qualche secondo ma intanto Giulia e Maria Sara iniziarono a raccogliere i quaderni che le avevo fatta cadere. Poi glieli porsero sorridendo. Intanto si avvicinò un altra ragazza,questa era molto minuta e dai lunghi capelli mori.

Ci alzammo entrambe lentamente, lei prese i quaderni e poi "Ah scusami tanto," porse la mano e aggiunse "sono Martina".

"Ciao Marilena" disse sorridendo Maria Sara, salutando la ragazza vicino a Martina, lei ricambiò con un gesto di mano.

"Ora possiamo andare Marti?" chiese la medesima in tono autoritario, ma non cattivo. Le due infine si allontanano a passo svelto.

Intanto che mi ripulivo un po i vestiti, notai la mancanza di qualcuno,"Salvatore è praticamente scappato",disse in tono riprovevole Giovanna, indicando l'aula di fianco la nostra. Ormai stavamo già ridendo tutti, ma smettemmo quando,

"Ragazzi" disse Salvatore uscendo dall'aula a passo lento,sembrava così serio,"Martina mi ha scritto".

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