Capitolo 2.
Arrivarono ben presto al piano inferiore, tenendosi per mano. Una calda sensazione inondò la mente e il cuore di Levi, che non riusciva a capire come un semplice tocco potesse sprigionare così tanta passione e sicurezza. Hanji gliela stringeva ancora, anche se erano già nel bel mezzo della folla, dove un gruppo di uomini sulla cinquantina urlavano e fischiavano guardando il sedere di una ragazzina molto più giovane, che si era chinata a raccogliere alcuni bicchieri rotti.
Levi sbuffò, inorridito dalla situazione e strattonò con forza la mano. Hanji gli rivolse uno sguardo interrogativo, mentre, sedendosi su una vecchia sedia di legno scuro, si riempiva un bicchiere di vino. Sbuffando di nuovo, Levi si sedette vicino ad Hanji, guardando Eren, steso sul tavolo, che borbottava frasi senza alcun senso logico.
Mikasa, presa dalla disperazione, sbottò: «Io non volevo neanche venirci!» e Jean le rispose a voce alta:«Dai, piccola, non fare così. » Levi immaginò che anche lui fosse ubriaco, visto che urlava a gran voce in una stanza priva di musica.
A quel punto, Mikasa, nervosa, scattò in piedi e andò via, seguita da Sasha, che cercava di trattenerla ancora un po' nella stanza.
Hanji si portò il bicchiere alla bocca e provò a chiacchierare con Levi, che si guardava ancora intorno, annoiato. Le altre persone, fra cui Armin, sembravano divertirsi, parlando del più e del meno. Poté addirittura ascoltare una breve discussione sui giganti.
«Allora... Ti stai divertendo?» chiese Hanji, distogliendo lo sguardo e bevendo altro vino.
«No, assolutamente. » la interruppe lui, apparentemente nervoso.
Hanji, con espressione tirata, riempì un altro bicchiere di vino. «Mi dispiace...» sussurrò, bevendo.
«Finirai per ubriacarti anche tu...» disse Levi, puntando col capo il bicchiere che Hanji stringeva saldamente fra le mani.
Ridacchiò leggermente e rispose, sicura: «No, non succederà. »
Levi distolse lo sguardo ed Hanji ne approfittò per bere altro vino.
Tutti continuavano a far baldoria, mentre Eren sembrava essere sul punto di vomitare. Si lamentava continuamente, promettendo di non vomitare, ma Levi si alzò comunque e lanciò un'occhiataccia ad Eren.
«Prova solo a sporcarmi il tappeto e ti uccido. » lo minacciò, con lo sguardo cupo. Eren scosse il capo e provò ad alzarsi, barcollando.
Hanji rise sommessamente, guardando i due, e riempì un altro bicchiere di vino. Era già il quinto che beveva e, probabilmente, sarebbe crollata a momenti. Levi, ancora più inorridito, indietreggiò:
«Hanji, me ne vado. »
«No, no, no! Caporale! Resti qui con... » si guardò intorno e continuò «Be'... Con me... Se vuole.»
Hanji sentì le sue guance avvampare e abbassò lo sguardo.
Levi rimase in silenzio, non sapendo come rispondere si limitò ad un semplice "Nah", cominciando a camminare verso la sua stanza, superando i ragazzi stesi a terra, che cantavano e strillavano.
«C-Caporale!» si affrettò, Hanji, a seguirlo.
Lui aumentò il passo, cercando di aprire velocemente la porta di una stanza. Strinse con forza la maniglia e la spinse verso il basso, spingendo il corpo in avanti, per aprire completamente la porta, che cigolava in modo fastidioso. Entrando, però, ciò che vide, lo scandalizzò al tal punto da voler picchiare i due ragazzi che consumavano il loro amore sul letto...
«Oh, mio dio...» sussurrò Levi, indietreggiando, ancor più sconvolto. «Scusate. » disse, sbattendo la porta. Hanji, che era ormai arrivata, ansimava, cercando di formulare frasi: «Caporale? Cosa succede?» chiese, quasi preoccupata dal suo silenzio.
Levi le rivolse uno sguardo all'apparenza indifferente: «Stanno facendo sesso. »
Hanji sentì per un attimo le sue guance andare a fuoco: «Credo sia...» fece una pausa, sospirando. «Credo sia normale...» ripeté, balbettando.
«Farlo ad una festa non è normale, Hanji. » le scoccò un'occhiata. «Immagina l'imbarazzo, se al posto di quei mocciosi, ci fossimo stati noi due.» continuò, scuotendo la testa.
Il cuore di Hanji le minacciò di saltarle fuori dal petto da un momento all'altro.
«N-Noi due?» indicò sé stessa e poi Levi, tremando.
«Sì, noi due. » confermò lui, facendo spallucce.
Hanji respirò a fondo e si costrinse a parlare ancora: «Vuoi tornare alla festa?»
«No, voglio cercare una stanza libera. » rispose, ricominciando a camminare.
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