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Capitolo 11.


Riconobbe quasi subito la ragazza che cominciò ad osservarla, stringendo le braccia intorno al collo di Levi, dopo essergli andata addosso, per abbracciarlo. I capelli corti neri le incorniciavano dolcemente il viso, dove si espandeva un caldo sorriso che si tramutò, presto, in un piccolo ghigno, mostrando alla povera donna, quanto fosse cosciente di sapere che Hanji l'aveva riconosciuta. Era quella stessa donna, che si era intrufolata all'improvviso fra di loro. Camuffandosi da brava ragazza, frantumando quella poca felicità che le aveva donato Levi. Avrebbe voluto urlarle contro di andare via, ma Levi sembrò così trattenuto dallo sguardo della donna, che si prestava a parlare con lui, che ci pensò più volte persino per attirare l'attenzione su di sé, tossendo. La donna, sussultando leggermente, volse lo sguardo verso Hanji, che la guardava freddamente. Presto, anche Levi si girò verso quella fonte di disagio, che finì per espandersi completamente in tutto il giardino, mentre il cinguettio degli uccellini si fermava frettolosamente, dando vita a una vera e propria scena imbarazzante.
Hanji sorrise, nervosamente.
«Caporale, dobbiamo andare» disse, girandosi e voltando le spalle ai due, che la guardavano, confusi. Davanti a sé, poté notare gli altri suoi compagni, che aspettavano l'arrivo di Hanji e Levi, chiacchierando amabilmente fra di loro.
Dei leggeri passi dietro il suo esile corpo, si avvicinavano, fino a poter distinguere una piccola ombra dietro di lei.
Spuntò, come un lampo in un temporale, il corvino, che avanzò, superandola, camminando a passo deciso e frettoloso, tenendo le braccia incrociate sotto la giacca nera, in segno di menefreghismo assoluto.
Guardava davanti a sé, senza mai staccare lo sguardo dal panorama che aveva di fronte. Pronunciò delle semplici parole, accompagnate dal vento, che trascinava via il loro dolce suono. Quelle parole colpirono dritto il suo cuore. Intorno a sé, sembrò fermarsi ancora tutto, mentre la donna misteriosa, andava via, ondeggiando i fianchi.
«Almeno tu...» cominciò, facendo scivolare i suoi occhi privi di alcuna emozione, sulle pietre, poco distanti dai suoi piedi, ripensando a quelle poche lettere che avrebbe dovuto pronunciare, lì dove Hanji continuava a fissarlo, con i suoi enormi occhi marroni, aspettando che Levi finisse la frase che aveva iniziato ad accennare.
Questa volta, si voltò completamente col viso ed Hanji non poté fare a meno di sgranare gli occhi, alla vista dei suoi, ora pieni di tristezza.
«...Rimani fuori dai miei errori»
Sussurrò, questa volta, portandosi una mano nei capelli e tirandoli indietro.
Hanji rimase in silenzio, a cercare di capire cosa, Levi, intendesse dire. Non era per niente abile a capire al volo tutto ciò che le veniva detto, a volte, addirittura, si ritrovava ad aver inteso altro, piuttosto che quello che le era stato davvero detto; come quando, Sasha, le aveva gentilmente chiesto di prenderle un paio di patate dolci e lei, le comprò dei semplici dolci a forma di patata.
Il corvino, non le diede abbastanza tempo per pensare, che si accinse a raggiungere il gruppo di ragazzi, lasciando sola, fra i suoi pensieri, Hanji, che osservava davanti a sé, l'uomo che le aveva appena detto qualcosa che non si sarebbe mai aspettata di sentire.

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