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6. -Your Arm-

-Sai credo sia quasi fortunato.- Commentò Erwin stringendo a sé l'uomo più basso.

La pioggia cominciò a scendere dal cielo, sembravano lacrime che si fondevano al sangue dei soldati caduti e i giganti uccisi.
Lo scenario per quanto cruento e brutale, era reale.

Quella era la vita che Levi non aveva mai visto, la vita che l'avevano sconvolto una volta fuori dalle mura e che l'avevano fatto innamorare del comandante.

-Una 'fortuna'?- Si accigliò il più piccolo alzando lo sguardo sul più alto.

-Si. Sai tra le due braccia ho perso il destro.- Commentò accennando un sorriso al più giovane.

-E sarebbe una fortuna?!- Sbottò contrariato il corvino. -Anche se sei mancino, non hai più un braccio.-

-Non è per quello.- Lo zittì il biondo teneramente. -Tu sei sempre attaccato al mio braccio sinistro, sei stato fortunato che non ho perso quello.- Spiegò con un sorriso.

Levi lo guardò sconcertato. Anche dopo una simile disgrazia riusciva a sorridere ed a confortare le persone.
Erwin era una persona meravigliosa, ma perché perdeva tempo e perché si era affezionato al corvino, era anche strano.

-Trovi sempre la positività anche in questi momenti?- Chiese l'uomo più basso.

-Si. La vedo così, ho perso un braccio. Doveva succedere, dovevo perderlo e continuare senza. In questo momento era meglio così, se l'avessi ancora magari sarei morto. Non credi?- Lo fece riflettere il comandante. -Perdere un braccio non mi fermerà. Andrò avanti fino alla fine.-

Levi ascoltò le parole del biondo, era convinto di quello che diceva ed era bello sentirsi stringere al corpo dell'uomo di cui si era innamorato.

-Quindi la perdita del braccio non ti dispiace?- Domandò il più piccolo.

-No. Perché a te si?-

Il corvino annuì distogliendo lo sguardo dal profilo del più alto.
Quest'ultimo sorrise trovando adorabile Levi rosso come un pomodoro.

-Ti preoccupi ogni giorno di più...- Gli sussurrò all'orecchio provocando un brivido di piacere al più giovane.

'Allontanati!' Gridava per paura di poter perdere il controllo da un momento all'altro.

Sentirono un rumore fastidioso rovinare quel loro piccolo momento, era magico nonostante la semplicità con la quale i due si stessero abbracciando.

Sembrava un rumore di passi. Passi titanici.

Erwin fece per alzarsi dall'albero, ma il corvino lo bloccò.

-Stai qui.- Gli ordinò mettendosi in piedi. -Adesso sarò io a rischiare la vita.- Disse prima di gettarsi contro il gigante.

Il biondo lasciò andare un sospiro sentendo una fitta lancinante nel braccio, ormai divorato.
Si strinse la spalla sporcandosi di sangue, aveva bisogno di cure il prima possibile.

Levi recise le caviglie al mostro facendolo cadere a terra.
Gli tagliò le braccia e si avvicinò alla collottola.

-Voi mostri non dovete avvicinarvi a lui.- Sussurrò al titano. -Feccia come voi ,deve morire.- Ripeté come tempo prima faceva con le persone considerate inutili.

Sancì la collottola al gigante ritornando sull'albero dall'amato comandante.
Quest'ultimo si era disteso tenendo la mano sana sulla spalla, perdeva troppo sangue e ciò fece preoccupare maggiormente Levi.

-Erwin... il tuo braccio...- Balbettava il corvino agitato. -Cosa devo fare? Cerco aiuto.-

L'uomo più grande lo fermò con la voce, gli disse di fermarsi e di restare con lui.

-Resta qui... mi serve solo bloccare il sangue...- Mormorò a corto di fiato.

Il più basso annuì cercando il modo per aiutare l'uomo sofferente.
Si tolse il mantello che teneva legato per ripararsi dalla pioggia, ne strappò un pezzo avvolgendolo alla spalla dell'uomo.

Strinse per bene cercando di non far del male al comandante, il quale osservava il più piccolo darsi da fare per non lasciarlo morire.

Levi legò l'altro pezzo di stoffa del mantello sopra quello appena posizionato. Rese più resistenze le 'bende' ed il sangue si fermò apparentemente.

-Ti devo portare dentro le mura. Questo basterà per appena qualche ora.- Gli sussurrò in ginocchio accanto al corpo del più alto. -Perché non me l'hai detto prima? Potevi morire, volevi lasciarmi solo?- Chiese sempre più preoccupato.

-Levi... ti preoccupi ancora?- Gli domandò l'uomo sorridendo appena.

Il più piccolo sospirò, doveva dire al capitano cosa provava e come si sentiva.
Sopratutto doveva dire che gli importava della sua vita? Per la prima volta teneva a qualcuno, questo qualcuno meritava di saperlo?

-Si. Erwin mi preoccupo di te, lo confesso. Ho paura che tu muoia, ho paura di rimanere solo ancora e che mi ritroverei tutto il mondo contro di nuovo.- Disse stringendo la mano sinistra dell'uomo sorpreso. -Per la prima volta posso dire che m'importa più della vita di un'altra persona, che della mia.-

Il biondo sgranò gli occhi stupito. Accarezzò la guancia destra del più piccolo, il quale si rilassò al tocco del comandante.

Levi afferrò la mano dell'uomo baciandone il palmo, stupì il biondo sedendosi sopra il corpo del più grande e piegarsi per raggiungere le labbra del più grande.

-Darò la mia vita per te.- Gli sussurrò a pochi millimetri dalle labbra del comandante.

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