capitolo 32
"AHHHH....DOVE SONO???"
Mi svegliai, sentendo delle grida e delle imprecazioni...ma che?
Alzai leggermente la testa e guardai la sveglia, posizionata sul comodino in legno bianco.
Erano le 9:35...wow, ho dormito davvero tanto.
La testa faceva un male cane e dei fazzoletti erano sparsi qua e la per la stanza, solo ora ricordo il motivo per cui ero ridotta così: Mike.
Dio, ieri sono scappata in camera, lasciando Zayn spiazzato. Sono davvero una stupida, chissà cosa avrà pensato quando mi ha visto scappare via.
"MMM CHE RABBIA ,CHE RABBIA, CHE RABBIAAAA!!!"
Altre grida mi fecero sobbalzare, facendomi distaccare dai pensieri che stavano affollando la mia mente.
"Dove sono le mie brioches! "
Niall si stava lamentando come un bambino, sembrava quasi stesse per piangere.
"Oooo...eccovi finalmenteee!"
Disse...e nuovamente calò il silenzio...Dio mio, non sapevo di avere un fratello così...così...insomma così!
Chiusi gli occhi, altri cinque minuti non mi avrebbero fatto male, ma guardacaso oggi erano tutti contro di me...un messaggio.
Presi il telefono da sopra il comodino e accesi il display, la luce dell' oggettino mi accecava e dovetti abituarmici un pò prima di poter leggere il contenuto.
C'erano sette chiamate perse e undici messaggi da Zayn.
Aprii i messaggi e li lessi uno ad uno.
Chiedeva scusa, per qualunque cosa avesse fatto, anche se a lui ignota.
Mi sentivo così in colpa, Zayn pensava di essere la causa della mia scenata, ma accidenti, si sbagliava di grosso purtroppo.
Lessi il suo ultimo messaggio inviato, c' era scritto:
"Perdonami, ti prego perdonami, qualunque cosa abbia fatto, Dio...sono così stupido, sono un idiota, spero solo tu mi possa perdonare, qualsiasi cosa abbia combinato per averti fatto piangere."
A quel messaggio una lacrima abbandonò il mio occhio, ma non ci feci caso e la lasciai scendere giù, fino al mento, finché poi non abbandonò anch'esso, infrangendosi sulla coperta.
Velocemente digitai un messaggio, stavo cercando di scriverlo il più velocemente possibile, come a farlo smettere il prima possibile di sentirsi in colpa, ciò che ora mi sentivo io.
In quel piccolo messaggio gli spiegai che non era lui la causa della mia sciocca scenata, ma che semplicemente non mi ero sentita bene e che ero dovuta scappare in bagno, e infine scrissi che mi dispiaceva se aveva frainteso e che lui non centrava assolutamente niente.
Si,dovetti inventare la prima scusa che mi passò per la mente, anche se a me non piaceva mentire, ma fui costretta, per il suo bene soprattutto.
Dopo un po arrivò la sua risposta e sospirai di sollievo leggendo il messaggio.
"O santo cielo Hanna, mi hai fatto davvero preoccupare...pensavo fossi stato io e che non mi avresti parlato mai più!"
Ma che? HAHHAAH...dolceee!
"No Zayn...scusami!"
Digitai velocemente il messaggio e lo inviai.
"Hahaha okey, che dici se oggi andiamo a prendere un gelato insieme...cioè...si insomma come amici!"
Ridacchiai al suo messaggio e scrissi la risposta.
"Certo, ma solo se offro io!"
La sua risposta non tardò ad arrivare...
"Si si certo, credici...va bene alle 4?"
"Si, ma incontriamoci direttamente in gelateria, non lo dirò a mio fratello,lui è molto protettivo su queste cose, non lo accetterebbe, perdonami."
"Oh...okey, allora alle 4:00 alla gelateria!"
Dopo aver letto il messaggio posai il cellulare sul comodino,il mal di testa non accennava a placarsi, così mi rimisi comoda sotto le coperte e nuovamente mi addormentai.
########
Mi svegliai,nuovamente, e un'altra volta guardai l'ora, le due e mezza di pomeriggio.
O cavolo...Niall!
Mi alzai velocemente dal letto e svelta scesi le scale dirigendomi in salotto.
Niall era sul divano, stravaccato mentre guardava la televisione.
Aveva una mano sullo stomaco e nell' altra teneva il telecomando.
Il suo sguardo era annoiato e dalla sua bocca uscivano dei mugolii.
"Nello!"
Dissi facendolo sobbalzare.
"Hanna!"
Disse lui.
"Scusami Niall!"
Dissi abbassando lo sguardi dispiaciuta.
Sentii dei rumori, segno che si era alzato dal divano e poi delle forti e calde braccia mi strinsero.
"Non so per cosa ti stai scusando, ma ti perdono...e ti prego preparami qualcosa, sto morendo di fame!"
Disse lui piagniucolando.
Io sorrisi dolcemente e ricambiai l' abbraccio.
"Subito!" Dissi sciogliendo l' abbraccio e dirigendomi in cucina.
Dopo dieci minuti il pranzo era pronto, avevo preparato una semplice pasta alla carbonara, che io non mangiai dato che non mi piaceva e delle bistecche.
"Niall.."
Dissi mandando giù l'ultimo boccone di carne.
Lui mi guardò e mi incitò a continuare con dei gesti della testa.
"Oggi esco con una mia amica."
Lui smise di masticare e mi guardó.
"Chi?"
Oddio.
"Emm una mia vecchia amica di scuola che non vedo da molto tempo."
Dissi balbettando.
Lui annuì e continuò a mangiare.
Dopo aver lavato i piatti salii in camera e mi diressi verso l'armadio.
Presi dei jeans rosa strappati e una canottiera corta fino all' ombellico bianca.
Andai verso il bagno, mi spogliai ed entrai in doccia.
Avevo all' incirca ancora un' oretta.
Finita la doccia mi sciugai, mi vestii e piastrai i capelli.
Dopo andai davanti lo specchio e misi un filo di matita e un po di rimmel...ecco fatto!
Andai in camera, presi soldi,chiavi e telefono e infine mi diressi giu per salutare mio fratello.
"Nello io vado!"
Dissi lasciandogli un bacio sulla guancia.
"Si ma sta attenta...a viene Giuly a cena!"
Mi informò lui.
"Okey non ritornerò per cena allora!"
Dissi io scherzando.
"Brava proprio quello che volevo!"
Disse lui...ma ma ma...io stavo scherzando!
Scossi la testa e salutando mio fratello uscii di casa.
Mi avviai alla gelateria, l' unica nei paraggi, le altre si trovavano al centro di Londra.
L' aria cominciava a rinfrescarsi, dato che eravamo a settembre, ma nonostante ciò si stava ancora bene in canottiera.
Ad interrompere il flusso dei miei pensieri fu una stretta presa alla vita e una alla bocca.
In un attimo mi ritrovai in un vicolo cieco, tra due palazzi, schiacciata contro un lurido e freddo muro.
"Ci rincontriamo piccola, non riesci proprio a stare lontana da me vero?" Mike!
Cercai di divincolarmi,ma niente,cosi gli morsi la mano e lui la ritirò velocemente gridando.
Ma a quest' azione strinse maggiormente il mio fianco, facendomi mugolare dal dolore e spinse il mio corpo verso il muro, facendomici sbattere contro.Il suo corpo spingeva il mio così da impedirmi ogni movimento ed ora teneva le mie mani bloccate sopra la mia testa con la mano libera.
"Dio piccola, quanto mi sei mancata...mi è mancato tutto di te,persino la tua aggressivitá!voglio dimostrartelo, voglio farti sentire cosa ho provato senza di te."
Disse odorando ossessivamente i miei capelli.
Poi con il viso spostò i miei capelli da una parte e bació più volte il mio collo.
Cercai svariate volte di gridare, di chiedere aiuto, ma spingeva talmente forte da smorzare persino il mio respiro.
Respiravo a fatica e lui continuava imperterrito.
Dio che schifo, spero solo sia tutto un incubo e che sono ancora nel mio letto al calduccio a dormire beata.
Ma no purtroppo non è così.
Le sue mani scendono sempre più giù, fino ai glutei che stringe con cattiveria.
"Lasciami!"
Dissi io dimenandomi, inutilmente.
"Mmm"
Mugoló lui.
"Ti prego..."
Dissi incominciando a piangere disperata.
"Ti prego? HAHAHAHAH" rise lui ironicamente "tu non hai dimostrato pietà con me tutte le volte che ho chiesto perdono, non hai risposto a tutte le mie chiamate, tu non hai letto i miei messaggi...e ora chiedi pietà?"
Con il suo bacino mi diede una spinta,facendomi sbattere nuovamente al muro e gridai dal dolore.
"Ora tocca a te soffrire!"
Disse stringendo i miei polsi.
"T-tu...tu pensi che io non abbia sofferto? Pensi che quando ti ho visto a letto con quella ci ho riso su? Sei un lurido schifoso...lasciami vivere la mia vita e...aaahhh!"
Gridai non appena lui mi staccò dal muro e mi gettò a terra.
"Ora tu vieni con me..."
Disse avvicinandosi sempre di più.
"Mai!"
Riaposi cercando di alzarmi.
"Sai cosa rischiano i tuoi amichetti!"
Ghignò.
"Non azzardarti a toccarli!"
Dissi rabbiosamente.
"Oh ho visto anche la tua amica...come si chiama? O si Treicy...è davvero una bella ragazza...se la chiami potremmo fare una cosa a tre!"
Disse lui maliziosamente.
"Sei un lurido schifoso...cosa vuoi da me?"
Dissi mettendomi finalmente in piedi e indietreggiando.
"Te l' ho detto! Voglio che tu soffra tanto quanto ho sofferto io!"
Disse avvicinandosi a me.
Dio era impazzito!
Non è mai stato così, era un bravo ragazzo quando stavamo insieme! Non ci credo.
Tirò fuori dalla tasca un oggettino e ,premendo un piccolo pulsante fece scattare l'aggeggio che mostrò una lama.
Era un coltello.
Mi girai e velocemente cominciai a correre, ma di nuovo mi bloccò.
Prese il mio polso e mi attirò a lui, facendomi sbattere contro il suo petto.
"Ho detto che ora tu vieni con me!"
Insistè lui puntando la lama sul mio fianco...
Dio ma la gente non vedeva la scena?
"Non provare a gridare oppure potrai dire addio a questo mondo!"
Mi sussurró all' orecchio.
"Ora vieni con me e zitta!"
Disse prendendomi dai capelli e trascinandomi verso un parchetto li vicino.
Mi fece sedere su una panchina e subito dopo si accomodó vicino a me.
Con la mano destra teneva il coltello vicino al mio fianco, mentre la sinistra cingeva la mia vita.
"Devi far finta di essere la mia ragazza, voglio ricordare i bei momenti trascorsi insieme, come ai vecchi tempi!"
Disse lui.
Io in tutta risposta stetti zitta ed ingoiai l' amaro nodo che avevo in gola.
Una lacrima percorse la mia guancia e lui subito l'asciugó.
"Oohh no no no...piccola così non va bene...devi essere felice, come due anni fa ricordi?!"
Disse lui.
Il mio telefono squilló e subito cercai di prenderlo e rispondere, ma lui me lo impedí, strappandomelo dalle mani.
Feci solo in tempo a vedere che era Zayn a chiamarmi perché lui riattaccó.
Zayn mi stava aspettando in gelateria e io dovevo assolutamente trovare un modo per scappare.
"Cioccolatino! Scommetto che è quel moro...Zayn giusto?"
Disse lui, ovviamente non ricevendo alcuna risposta da parte mia.
"Oooo vi eravate dati appuntamento per caso?!"
Disse .
"Beh pensa come ci rimarrà male quando verrà a sapere che gli hai dato buca !"
Disse malignamente.
Io girai la testa dall' altra parte per non guardare quella faccia da viscido che aveva.
"Okey, questo lo tengo io"
Disse riferendosi al cellulare.
"Ed ora seguimi,voglio mostrarti casa mia!"
Annunciò prendendomi poco delicatamente da un braccio e strattonandomi per incitarmi a seguirlo.
Si avvicinò ad una macchina nera, sportiva,con i finestrini oscurati.
L'aprì con un colpo di chiavi e dopo mi incitò a salire.
Io restai ferma davanti lo sportello aperto e piantai i piedi a terra.
Lui, che aveva fatto il giro dell' auto, per salire al posto del guidatore e che ingenuamente si aspettava che io salissi, tornó indietro e mi guardó.
"Ho detto sali!"
Disse duramente.
"No! Io non vengo con un pazzo come te!"
Dissi allontanandomi di qualche passo.
Lui mi afferrò il polso e lo strinse forte, talmente forte che sentii le mie fragili ossa scricchiolare.
Gemetti dal dolore e cercai di divincolarmi dalla stretta ferrea.
Intanto un uomo passó di fianco a me, guardando la scena curioso, io lo implorai con lo sguardo, ma lui abbassò gli occhi e proseguì per la sua strada.
Dio in questa città erano tutti così menefreghisti!
"Sali!"
Gridò poi Mike, spingendomi dentro la macchina e chiudendo bruscamente lo sportello.
Mise poi in moto e partí.
Dopo dici minuti arrivammo davanti una casa, o meglio una villa.
Si trovava sul mare e se non fossi stata in questa situazione drastica ,sarei stata felice di essere in questo posto meraviglioso.
Scese, poi girò e venne da me.
Aprì lo sportello e mi afferrò per un braccio, costringendomi ad uscire.
Cominciò a camminare e si fermò davanti la porta.
Prese le chiavi e mentre stava per aprire lo bloccai.
"Ti prego Mike, se mi lasci andare non lo dirò a nessuno.
Giuro, sai che io mantengo le promesse. Come se niente fosse successo!"
Dissi ricominciando a piangere.
Lui scosse la testa e sorrise, avvicinandosi a me.
Posò una mano sulla mia guancia e asciugò le lacrime che continuavano a scendere.
"Tu non lo dirai a nessono comunque, sai gia cosa potrebbe succedere ai tuoi amici, a Zayn o a tuo fratello !"
Disse ghignando.
Infine si girò e aprì la porta.
Mi tirò dentro e chiuse il portone con un piede.
Io mi guardai intorno, ci trovavamo in un salone, immenso e poco illuminato, dato che c'erano le tapparelle abbassate.
Sentii i suoi passi avvicinarsi a me, così indietrggiai,fino a toccare qualcosa con le gambe, il divano.
Mi spinse e mi ci fece cascare sopra.
Si mise sopra di me, mettendo le sue mani ai fianchi della mia testa e chinandosi alla mia altezza.
"Mi sei mancata."
Soffió lui sulle mie labbra, mentre un' ennesima lacrima abbandonava i miei occhi.
Hey hey hey bellissime bimbe
Mike :beh che dire su di lui, in questi due anni è impazzito, si è diventato uno psicopatico!
Allora? Qualche commento per disprezzare Mike?
Hahahah
Se la storia non vi sta piacendo è colpa di Girl_Antonella!
É lei che mi da lei idee.
Se vi piace allora è tutto merito mio!
No okey scherzo!hahhahah
Lei mi da delle idee bellissime!
Grazie Antoooo❤
Scusate se non ho pubblicizzato le vostre storie,ma sono in pullman, diretta a scuola! Piango...alla prossima!
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