Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo venticinque. - "Piani e guide sbagliate."

Erano passati diversi giorni, Lauren e Camila stavano passando una buona permanenza lì, al Luxor. Ormai la passerella era pronta e la cubana più piccola stava gestendo un po' i suoi modelli che, nervosi, si muovevano da una parte all'altra.

Alessandro era uno di questi, lui camminava a destra e a manca con il suo completo nero con una stampa floreale perfetta ricamata in oro. I suoi capelli erano tirati dietro e i suoi occhi blu come il mare brillavano dall'emozione. «Sono così nervoso...» disse lui e Camila lo sistemava dolcemente.
«Domani, manca solo un giorno e la sfilata sarà giunta finalmente al termine.» sorrise Cabello e lui si morse il labbro inferiore.
«Mi dispiace veramente tanto per ciò che è successo giorni fa.» disse lui con una mano sul cuore. «Mi sento veramente una merda per aver lasciato passare Matthew Hussey quella notte.»

Camila negò velocemente con la testa e strinse gentilmente le guance del ragazzo. «No, ormai è acqua passata, Ale.» sussurrò lei. «Mi dispiace anche a me, ma non hai colpa, non potevi sapere quali fossero le sue intenzioni.» mormorò. «Riusciremo a superare tutto questo casino.»

Lui respirò a fondo e gettò la testa all'indietro, ormai preso dal nervoso. Quando c'erano eventi del genere, lui non riusciva ad essere un po' tranquillo. «Ma perché sei nervoso?»
«Perché... E se dovessi andare male? Camila sarebbe brutto! È la mia prima sfilata.

Lei sollevò il naso all'insù e inalò un po' di profumo. «Andrà bene. Ci siamo esercitati tantissimo in questi giorni. Vedrai che non succederà nulla di brutto e riuscirai a sfilare in modo spedito.»
«Spero...» disse lui mentre rimaneva dritto con la schiena facendo si che Camila gli controllasse con cura il completo che avrebbe indossato il giorno seguente.
«Non tirare dentro la pancia.» disse Camila rimproverando un po' il ragazzo che si metteva normale.
«Scusa.»

Camila vide come il completo gli stava veramente bene. La bassa con delicatezza glielo tolse facendo sì che il ragazzo non sforzasse e lo rovinasse. «Questo sarà tuo.»
«Sono contento.» disse lui e Camila gli diede una maglietta e dei pantaloni corti.
«Tieni, vestiti.» disse.

Il ragazzo andò in bagno e intraprese un discorso poco interessante riguardo alla sua passione per lo skateboard. Non appena uscì da lì, Camila non c'era già più. «Oh...»

La cubana era fuori mentre si faceva con calma una passeggiata, lungo la piazza. Camminò fino ad arrivare davanti all'impalcatura ormai rivestita e sorrise dolcemente, soddisfatta di quel lavoro. Dopo essersi girata, camminò ancora una volta dirigendosi per chissà dove. Sì fermò a comprare un girasole per Lauren, nella speranza di vederla.

In quella giornata, le due innamorate non si erano ancora viste, non riuscì a darsi una spiegazione degna per capire il motivo. La cubana camminò nuovamente in solitudine nella speranza di trovare la sua ragazza in modo da darle il fiore colorato di giallo. Un sorriso le invase il volto non appena una figura dai capelli corvini le si piazzò praticamente davanti agli occhi.

Dopo essersi avvicinata di poco, lei notò che Lauren, stava dialogando con i fratelli: Christopher e Taylor. Era contenta e molto sorpresa da questa loro visita, insomma, non se l'aspettava minimamente.

Camila decise comunque di avvicinarsi a loro e di premere i fianchi di Lauren e di urlarle all'orecchio. La Jauregui, ovviamente, sobbalzò e urlò anche lei dalla paura. E si mise una mano sul petto cercando di fermare il suo battito cardiaco che si era accelerato fin troppo. «Madonna santa...» disse. «Mi sono spaventata...» sussurrò con una mano sul petto.

«Immaginavo.» disse Camila dondolandosi sul posto come una bambina. «Mi piace farti questi scherzi, amore.»
«Eh, guarda...» roteò gli occhi nervosa e Camila le porse un girasole sotto al naso.
«Tieni, l'ho comprata prima.» sorrise lei e Lauren sorpresa, prese il girasole e si morse il labbro lasciando un bacio di ringraziamento alla sua donna.

«Scusate se non vi ho salutato prima.» iniziò Camila rivolta ai fratelli della Jauregui. «Ero un po' presa nel fare lo scherzo alla vostra adorata sorellona.»
«Beh, sembra che tu ci sia riuscita... Ciao Camila.» sorrise Chris. «Ti trovo bene.» sorrise lui e Camila fece altrettanto.

«Ci sta avere un po' di spensieratezza.» sorrise la cubana. «Siete venuti qui per vedere la sfilata?» chiese lei e Taylor annuì.
«Lauren ci ha pagato il viaggio e... Non potevamo rifiutare un viaggio a Las Vegas.» disse lei e Camila l'abbracciò forte come se fosse una sua sorella.
«È così piacevole vedervi qui... Sono così onorata.» sorrise.

«Oggi faremo una cena dove si festeggerà la sfilata di Camila.» disse Lauren fiera di ciò che stava per accadere. «Camila ha sudato tanto per ideare tutto questo, sono così fiera di lei, la amo così tanto, più della mia stessa vita.»

«Sono lieta anch'io di passare del tempo con voi che siete come se foste la mia seconda famiglia.» parlò piano la Cabello e nel mentre Lauren la guardava con ammirazione. «Voi mi avete supportato per tutto e di più e davvero non so come ringraziarvi per tutto quello che avete fatto per me.»

«Ma no, non devi ringraziarci, Camila.» disse Chris dolcemente e la cubana rilassò i suoi muscoli. «Ovviamente, stavi male... Dovevamo starti vicino in qualche modo anche se lontani.» disse. «Ci fa piacere che tu stia bene, ora.»

Lauren avvolse la mano attorno al fianco della ragazza e la baciò con amore sulla guancia, facendola sorridere. «È un bene per tutti...» sorrise Lauren.

Lauren e Camila, dopo aver dato appuntamento ai fratelli della prima, si spostarono per andare al bar in modo tale che avessero un po' di intimità per entrambe. Lauren avvolse il braccio attorno a Camila e le baciò la fronte con amore. Le due ragazze camminarono con tranquillità. «Andrà bene, secondo te?»

«Andrà benissimo, Camz. Le cose saranno impeccabili, perfette e... Favolose. Stai serena, hai un'ottima squadra su cui contare. Alessandro è euforico, Dinah sembra una guerriera e Penny... Beh, Penny... Vabbè, lei è lei.» disse Lauren spiegandosi facendo ridere ampiamente la Cabello.

INTANTO, A FIRENZE...

I muscoli tesi di Keana Issartel, si rilassarono nelle acque della spa, non tanto lontana dalla casa di moda Gucci. La sua testa si inclinò all'indietro e inalò l'aria calda presente nella stanza piccola, chiusa e soprattutto, ricca di vapore.

Veronica Iglesias, guardò dall'altra parte la sua amica che si stava rilassando. «Domani si terrà la sfilata.» avvisò facendo cadere dalle nuvole la signorina Keana Issartel. «Sono molto curiosa di sapere ciò che Camila ha organizzato, sicuramente qualcosa di originale e carino.»

«Stai dicendo tutto questo per provocare la mia pazienza, oppure lo fai perché non ti rendi conto?» l'analizzò.
«No, in realtà, nessuna delle due opzioni a te nominate, son giuste. Semplicemente, volevo solo cercare un argomento su cui parlare, Keana.»

Issartel roteò gli occhi, sbuffando con forza, seccata. «Potrà cantare vittoria fino ad una certa ora, poi ovviamente... Le cose cambieranno e prenderanno una piega diversa.» disse Keana con un tono freddo da far paura.
«In che senso?»
«Nel senso che... Tutto cambierà dopo tutto ciò che farò.»

«Ho bisogno di sapere le tue intenzioni, Keana... Che hai in mente?» chiese mentre si avvicinava a lei, avvolgendo le braccia attorno al bacino della ragazza che stava con la schiena appoggiata alla parete coperta da mattonelle verdi.

«Farò saltare tutto.» disse. «Riuscirò a distruggere Camila e di conseguenza, anche lauren.» sussurrò lei, guardando gli occhi sorpresi di Iglesias.
«Vuoi mandare in fumo la sfilata di Camila?» chiese Vero facendo sogghignare Keana.
«No, peggio.»

«Spiegati...»

«Farò saltare Guess. La farò saltare per aria. Camila ha ancora su cui cantare, ma quando sarà tornata a Los Angeles, ciò che farà, sarà solo piangere.» disse minacciosa e Veronica socchiuse gli occhi ragionando su ciò che stava dicendo Keana Issartel.

«Voglio capire che hai in mente, Keana.» disse prendendo le guance della ragazza. «Fammi capire.»
«Non c'è nulla da capire, ora. Quando torneremo in studio, ti dirò filo e per segno, ciò che ho in mente, anzi, ciò che sto già organizzando.»

«Si tratta di Matthew Hussey?»
«Sì, proprio lui.»

UN'ORA DOPO...

Le due donne si trovarono nuovamente alla casa di moda Gucci. Una era seduta di fronte all'altra e gli sguardi erano intensi, silenziosi ma ricchi di parole. Keana osservava i movimenti nervosi di Veronica e quest'ultima, vedeva un po' la situazione presente nella stanza.

L'ordine presente in quella stanza, era impeccabile, tutto brillava, i fogli erano allineati e situati lungo il bordo della scrivania.

Keana inalò l'aria presente. Il condizionatore mandava ariate fresche che si spargevano per tutta la stanza. Veronica, invece, si morse il labbro e decise di parlare un po' riguardo alle parole dette prima dalla sua amica.

«Allora... Mi dovevi parlare riguardo a Lauren, Camila e del piano che hai in mente.» sussurrò lei e Issartel sorrise con fare soddisfatto, notando l'interesse della sua complice.

«Come ben sappiamo, Lauren e Camila sono a Las Vegas, appunto per la sfilata di quest'ultima che promuoverà la linea primavera estate. Ovviamente, sappiamo quando io possa amare Camila, il fatto che mi abbia portato via Lauren, è una cosa che non tollero e non lo farò nemmeno in un tempo futuro. Ho già usato Matthew, so benissimo la loro storia e di conseguenza, è un'ottima carta da usare. So come usarlo a mio piacimento e già quello che ha fatto nei giorni scorsi, è stato un punto a mio favore.»

Veronica rimase in silenzio a sospirare intensamente, pensando un po' a tutto ciò che Keana stava facendo.

«Dovranno passare due settimane, la prima settimana, Camila la passerà tutta rosa e fiori ma non appena inizierà a passare la seconda settimana, le cose cambieranno. Ho deciso di chiedere aiuto per l'ennesima volta al nostro più caro amico Matthew Hussey. Lui ha trovato degli ordigni che fisserà domani sulle pareti interne della casa di moda Guess. Mi ha avvisata che metterà anche una piccola videocamera che sarà fissata dietro di lei.»

Veronica alzò la mano, fermando Keana. «Come fai a fissare una piccola videocamera? La vedrà.»
«Matthew ci sta lavorando, sarà una sorta di spia. Più piccola di un'unghia.» sorrise lei.

«Continua...»

«A metà della seconda settimana, Matthew si avvicinerà alla grande casa di moda, intanto che impugnerà un telecomando nero dove ha un solo pulsante rosso fissato sopra.» disse lei. «Una volta toccato questo bottoncino, tutto esploderà e di conseguenza, le macerie cadranno addosso a Camila che sta semplicemente lavorando a qualcosa. Veronica, questo piano sarà perfetto. Riusciremo a buttare giù una delle coppie emergenti. Sarà fantastico.» disse. «Lauren sarà distrutta e lei cercherà qualche spalla su cui appoggiare la testa. Quella sarò finalmente io.»

«È da pazzi.» disse subito Veronica. «Come fai ad avere una mentre così contorta?»
«Veronica, te l'ho già detto. La porta è di là.»

Veronica abbassò la testa ancora una volta e poi guardò Keana negando con la testa. «No... Non posso uscire da qui.»

Il fatto che c'era il lavoro, non era un motivo per far rimanere Iglesias nella casa di moda. Alla giovane non interessava il lavoro visto che ne avrebbe avuto altri trecento; il fatto che fosse innamorata di Keana, le proibiva di abbandonare tutta quella merda che la stava circondando. Lei aveva bisogno delle certezze, voleva capire se la signorina Issartel, provasse qualcosa per lei.

«Keana.» interruppe il silenzio lungo. La ragazza dagli occhi castani si sollevò e andò verso il mini-frigo situato in basso nello scaffale, una volta aperto, prese una bottiglia di rum e due bicchieri bassi.
«Vuoi?» chiese offrendo un bicchiere riempito a metà dal rum.

«No, non mi va...» disse Veronica sospirando, Keana la guardò sorpresa.
«Tu che rifiuti il bicchiere di rum delle 18:00? Oh, ma tutto bene?»

«Sì, cioè... No. È che mi stavo chiedendo cosa sono io per te.» disse. «Ho bisogno di capire cosa c'è dall'altra parte... Nel senso, tu cosa provi per me?»

«Beh... Io...»

«Dimmelo perché non posso più stare appesa ad filo per te. Io non ho più voglia di continuare a seguire l'amore senza che questo, venga ricambiato. Io ho bisogno di sentire i sentimenti, di sentire l'amore, di sentire le parole dolci e ricambiare ogni cosa... Io voglio questo da una persona, non voglio continuare a correrti dietro, io non ho bisogno di questo nella vita. Ti voglio solo chiedere cosa provi per me e se non ci sarà nulla da parte tua, io lo capirò.»

«A me piaci e mi fai star bene.» disse Keana e le gote di Veronica si colorarono di un rosa più acceso. «Ammiro veramente tutto di te, mi segui ovunque e questo fa di te, una donna perfetta. Dammi tempo però, ho bisogno solo di questo e non ti chiedo altro. Non odiarmi.»

«No, posso aspettarti.» sorrise afferrando la mano della Issartel facendola sorridere.
«E meno male che sei qui vicino a me... Sei una donna dal cuore d'oro, Vero.» le sorrise Keana.

Il bussare alla porta fece girare entrambe le ragazza verso la lastra in legno chiusa. «Aspetta.» sussurrò Veronica alzandosi e con un rumore secco di tacco, fece mozzare completamente il respiro della Issartel.

Aperta la porta, la giovane ragazza si ritrovò davanti un'uomo sulla trentina con una semplice scatola tra le mani. Era vestito elegante, un completo nero gli calzava a pennello. «Buona sera.» disse l'uomo in nero. «Spero di non avervi disturbato.»

Keana si alzò e si mise ad osservare, intanto Veronica, fece entrare l'uomo. «Sono venuto qua perché cercavo la signorina Keana Issartel.» disse lui guardando entrambe le donne che si osservarono a vicenda.
«Sono io.» disse tirandosi avanti e l'uomo le sorrise dolcemente.

«Buona sera a lei, sono venuto qui per consegnare questa scatola.» disse lui porgendo l'oggetto dal colore marrone, grande come un rettangolo e fine.
«Posso sapere cos'è?»
«No, dovrà vedere lei. Non ho molto da dire, anzi, un solo indizio.»
«Allora prego, sono tutta orecchie.» sorrise Keana mentre accarezzava la scatola.
«È una cosa che verrà distribuita in tantissime città e paesi del mondo.»

Keana sorrise dolcemente ancora una volta e si portò la scatola davanti e la osservò con curiosità. «Bene, credo di essermi già fatta un'idea di ciò che c'è qui.»

«Signorina Issartel, questa è la sua prima copia e tra non molto tempo, le altre copie verranno spedite ovunque, la gente scoprirà anche un po' di verità in questo semplice giornale.» disse lui e Keana annuì.

«Gradisce qualcosa? Stavamo giusto per bere un po' di rum, se vuole unirsi con noi, ci farebbe piacere, signor...?»
«Non c'è bisogno di sapere il mio nome o cognome.» rispose l'uomo incognito. «Ma non accetto il suo invito.» sorrise. «Non che non voglia unirmi a voi, però, vorrei tornare dalla mia famiglia e dai miei figli.» spiegò.
«I suoi figli? Va bene... Lo comprendo.» annuì Keana dando dolcemente la scatola a Veronica. «Allora non le dispiace se l'accompagnassi all'uscita.»
«No, assolutamente.» sorrise l'incognito e andò via insieme alla donna.

Veronica si mise vicino alla radio e decise di accenderla facendo sì che iniziasse a suonare una melodia soave e tranquilla. Dopo aver inalato l'aria presente, la porta si aprì e Keana la guardò attentamente, avvolgendo le braccia attorno alla sua vita. «Ti va di ballare?»

La ragazza trattenne il fiato e si girò verso Issartel. «Dipende da che modo intendi "ballare"... Insomma.» sorrise lei mettendo le braccia attorno al suo collo e la guardò dritta negli occhi e Keana la baciò sulla fronte.
«Beh, sappiamo che non sai muoverti a passi di danza ma, sul tavolo penso proprio di sì.» mormorò lei con voce roca e Veronica la baciò sulle labbra con passione.

A PARIGI...

«È una giornata di merda.» disse Zayn mentre guidava la macchina. «Piove da questa mattina e tutto questo tempo, mi sta mettendo ansia.» disse.

«Dai, Z. Non succederà nulla di grave, dopotutto abbiamo le nostre guardie che ci seguono con le loro macchine. Devo star sereno, in ogni caso siamo ben controllati da loro.» sussurrò Allyson Brooke mentre guardava il suo profilo.

«Questa è la terza intervista che faccio ma è come se fosse la prima... Ancora non ci credo di essere arrivato a tanto.» sussurrò Zayn Malik nel mentre che guidava la sua macchina Alfa Romeo. «Siamo quasi arrivati, la Torre Eiffel non è molto lontana.» sorrise.

Ally guardò il ragazzo e sorrise compiaciuta di tutto quello che stava facendo nella sua vita. Allyson aveva rinunciato al suo amore anni fa, per dar spazio ad una persona degna di lui: Gigi Hadid. Ally adorava il suo migliore amico, gli voleva bene più di qualunque altra cosa al mondo.

Le cose con Jared Leto, continuavano a gonfie vele. Zayn, non appena venne a sapere dei contatti tra i due, iniziò ad avere una certa gelosia verso i confronti di Ally; rimase più possessivo e più presente nella sua vita. Avevano iniziato a condividere tante cose insieme, addirittura, Zayn aveva avvisato le sue guardie che Ally poteva avere l'accesso nel suo studio.

Durante il tragitto però, qualcosa andò storto.

Una folla era scatenata e questo fece preoccupare principalmente Allyson che appoggiò la mano sulla spalla del suo amico più caro. «Che sta succedendo?»
«Nulla, credo... Come vedo di là, ci sono delle bancarelle, quindi penso che sia così per la festa in corso.» sussurrò lui tranquillo.

La gente in realtà scappava e si buttava in mezzo alla strada per fuggire da qualcosa, o meglio... Da qualcuno.

«Non capisco, Zayn, rallenta...» mormorò Allyson e il ragazzo decise di dar ascolto alla sua amica, la velocità si restrinse. «Non mi convince tutta questa situazione.»

Infatti era così, la macchina correva lenta e le ruote delle macchine che stavano dietro quella di Zayn, scoppiarono a causa dei proiettili sparati da una Beretta. «Ma che diamine...?!» urlò Zayn non appena vide le macchine slittare.

«Merda, ho paura!» urlò Hernandez e Zayn le tolse la cintura istintivamente.
«Calmati, cazzo!» urlò lui. «Mettiti sotto.» disse spingendo Ally in basso in modo da farla riparare da eventuali proiettili. «Resta lì.» disse riprendendo a guidare, andando verso la Torre.

Più la Torre sì ingrandiva, più l'ansia saliva a vista d'occhio.

La vita di Zayn si proiettò davanti ai suoi occhi non appena un proiettile stava venendo verso di lui alla massima velocità.

Il proiettile si precipitò con una forte pressione nel petto di Zayn, facendolo piantare contro il sedile. «Cazzo, Zayn.» disse Ally cercando di tirarsi su.

Un altro proiettile, penetrò nel vetro, beccando anche questa volta, Zayn.

Allyson, shockata, decise di scendere dal veicolo e di lasciare il ragazzo con un proiettile in fronte in macchina. La gente le andò addosso, iniziando a calpestarla, a farle male. Gli spari erano più frequenti e un altro sparo fece chiudere gli occhi ad Ally.

A LAS VEGAS...

«Questo piatto è buonissimo.» sorrise Lauren mentre accarezzava il dorso della mano con amore. «A voi piace?»

«Sì.» rispose Normani insieme a Lucy. «È buono.»

«Ah, sorellona.» sorrise Chris sorridendo. «Grazie ancora per... Tutto.»
«Dovresti ringraziare Camila per averci fatto venire fin qui. Dovremmo brindare un po' a questa famiglia che sta sorgendo, no?» Lauren si guardò intorno e tutti annuirono felici. Non appena tutti alzarono il calice di vino che conteneva il liquido rosso rubino.

Lo squillare del cellulare fece attirare l'attenzione di Lauren Jauregui e di conseguenza, anche di Camila. Dopo aver letto il nome scritto sul display del cellulare, guardò un po' la sua ragazza. «Rispondo?» le chiese.
«È pur sempre Ally, Laur... Fallo.»
«Scusate, ragazzi... Mi sposto un attimo.»

Lauren si spostò, andando verso il bagno – anche questo lussuoso –, e rispose alla chiamata.

C'era molta interferenza, non si sentiva nulla se non le ambulanze, urla disperate. «Ally? Tutto bene?»
«Lauren, finalmente!... Non... Hai capito...»
«Che sta succedendo, non riesco a sentirti benissimo.» mormorò Lauren preoccupata. «Stai bene?»
«È un disastro! Mi stanno caricando in ambulanza, c'è stato un attentato.» disse in un pianto disperato. «Non so come ho fatto a salvarmi dal prendere una pallottola in testa, ma sono viva. Parigi è in un lago di sangue.» disse. «Zayn è morto in macchina e non so come fare...»

Lauren lasciò cadere il suo iPhone per terra, facendolo spegnere. Il suo sguardo impietrito osservava il muro coperto dalle mattonelle. Agli angoli degli occhi, si formarono delle lacrime che però, non riuscì a buttare giù.

La porta che si apriva con una semplice spinta, venne spalancata dal corpo esile della cubana minore che si avvicinò velocemente a Lauren. «Lauren?»
«Non posso stare.» disse lei rapidamente. «Dovrò partire.» disse distrutta ma Camila negò.
«Non capisco, perché? Domani ho la sfilata... Capisco il lavoro che hai, ma entreranno in promozione anche i tuoi abiti, Lolo...»
«Cazzo... Non è per questo. È successo un casino in Francia, a Parigi... Devo... Devo tornare per vedere come sta mio padre.» disse Lauren spingendo un po' Camila, ma quest'ultima la fermò.
«Lauren, per favore. Stavamo passando un bel momento, ora vuoi far saltare tutto per aria?»
«Non rompere il cazzo, per Dio. In Francia è morto anche un mio carissimo amico.»

Camila la guardò spalancando gli occhi. «Che... Chi... Chi era?»
«Zayn, Camila... È morto Zayn Malik.» disse Lauren. «Mi ha chiamata Ally, c'è stato un attentato... Sono... Sono sconvolta.» disse piano la Jauregui. «Per favore, fammi andare.» disse disperata.
«Ma i tuoi staranno bene... Lauren, tranquilla.»
«Cosa non capisci, io devo andare a vedere la mia gente! Il mio amico, Ally! Per favore, non farmi incazzare il doppio...» disse lei.

«Okay... Chris e Taylor? Cosa dirò?» chiese Camila prendendo il polso di Lauren.
«Non farli allarmare, digli che sto tornando urgentemente a casa per dei lavori. Ti amo, non sforzarti e... Chiamami la notte.»

Lauren decise di spostarsi e di dirigersi verso l'uscita. «Lauren?» la chiamò Taylor ma questa uscì direttamente senza dire nulla, senza salutare.
«Che succede?» si alzò Chris ma Camila lo fermò in tempo.
«Nulla, è okay... Lauren sta tornando a Parigi per dei lavori che ha incompleto.» cercò di far mantenere la calma al ragazzo e stranamente, ci riuscì.

«Lauren è sempre rimasta impegnata su queste cose... Anche quando avevamo delle cene di famiglia, lei era la prima che se ne andava via, la sua passione veniva sempre prima di tutto e di tutti, a volte le capitava addirittura di saltare i pasti...» disse Taylor. «È una cosa che abbiamo sempre risentito, ci dispiace molto anche per te.»

«Per me?»

«Beh... Il fatto che tu abbia voluto fare una sfilata di moda per promuovere alcuni capi d'abbigliamento anche per Louis Vuitton, è tanto... Stava andando tutto così bene e ora, come al solito, lei deve andarsene. Per favore, perdonarla.»

«Ma certo che la perdono... Ho visto tante organizzazioni svolte da mio padre e ho imparato anch'io come si fanno certe cose. Riuscirò a vedermela da sola e a portare al termine questa sfilata.»
«In fondo, siamo una bella squadra.» intervenne Dinah e Camila la guardò.
«Senza "in fondo", noi lo siamo già.» aggiunse Alessandro.

Camila si sentì molto fiera della sua squadra, amava ogni cosa di loro e in qualche modo, riuscivano a farla stare bene.

Una volta messa a sedere di nuovo a tavola, decise di mangiare insieme ai suoi più cari amici. Ovviamente, il pensiero di Lauren che stava andando in un luogo dove era appena accaduta una strage, non la rendeva per niente tranquilla. Sperava tutto il bene del mondo che la sua ragazza, Lauren Jauregui la chiamasse solo per dirle che stava bene.

Intanto la macchina dove Lauren era seduta, correva velocemente, verso l'aeroporto. Il suo sguardo era spento e le sue mani erano giunte. «Ancora non capisco come sia successo.» disse Freddie.
«Non... Non lo so.» disse Lauren.

Dopo un bel po' di tempo, la macchina si fermò nel grande spiazzo. «Non ha portato nemmeno le valigie...» disse lui.
«Non importa, voglio che mentre starò via, si occupi dei miei fratelli. Lei rimarrà qua.»
«Ma... Va bene.» disse lui aiutandola.

Lauren andò verso il suo jet privato e ci salì all'interno, gli ordini erano severi e i piloti dovevano essere veloci. Nel giro di venti minuti, Lauren partì lasciandosi Las Vegas alle spalle e soprattutto, Camila Cabello.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro