Capitolo sedici. - "Momà Club."
La limousine stava decisamente andando veloce, Freddie sapeva come premere il piede sull'acceleratore. Le due ragazze, erano decisamente in disordine, i vestiti stropicciati e i capelli erano veramente spettinati.
Stavano andando alla via Lucchetti. E non appena la macchina si fermò, le due ragazze capirono che finalmente erano arrivate a destinazione. Freddie era stato troppo veloce, Lauren avrebbe voluto fare tante cose insieme a Camila mentre stavano in quella limousine.
Le due scesero, mano nella mano. Keana Issartel, con le braccia conserte guardava attentamente la scena di come Camila salutava i ragazzi presenti. Di nuovo.
«Li hai già salutati.» disse Lauren facendole notare lo sbaglio. «Basta una volta. Non trecento.» le sorrise per poi darle un bacio sulla guancia.
Vero, sospirò non appena vide come Keana stava sbuffando. Le sue emozioni verso Lauren erano veramente pazze e incasinate. Mentre le due entrarono per prima dentro il Momà Club, la segretaria decise di aprire bocca. «Le hai viste?»
«Sì, Vero. Le ho viste.» socchiuse gli occhi e Iglesias scosse la testa.
«Se ci mettessimo d'accordo con Jenny, potremo fare tante cose che nemmeno immagini.»
«Lo so, ma di questo ne parleremo nel mio ufficio se non ti dispiace.» disse Keana con freddezza e si girò verso gli altri ragazzi. «Beh, che stiamo aspettando? Entriamo!» aprì le braccia per poi girarsi ed entrare dentro.
Tutti la seguirono.
INTANTO A PARIGI...
«Adam.» sorrise Clara mentre abbracciava forte l'uomo.
«Tesoro.» le sorrise lasciandole un bacio sull'angolo della bocca.
«Sono giorni che non ci vediamo.» sussurrò Clara mentre accarezzava la guancia del suo amante.
«Lo so.» lui si mise una mano sulla fronte. «Mi dispiace, ma avevo da fare alcune cose, lo sai.»
«Lo so benissimo, so quanto sia importante il tuo lavoro.» mormorò Clara e Adam annuì.
«Che hai fatto in questa settimana?»
«Nulla di che. Lauren è partita a Firenze per andare ad un compleanno, credo che ci rimanga lì per una settimana.» disse la donna mentre Adam le accarezzava i fianchi.
«Ho capito.»
Taylor stava spiando da dietro il muro che separava la cucina dal salone. I suoi occhi si posarono sulle mani dell'uomo. La sua espressione era decisamente sconvolta. Si era sentita veramente ferita e tradita. La madre con lo psicologo di Lauren? Come aveva potuto fare una cosa del genere visto che il padre non era nemmeno presente in casa?
Doveva assolutamente dirlo a Chris. La ragazza andò verso il piano superiore in modo da avvisare il fratello di ciò che stava succedendo in quella casa.
Taylor bussò alla porta di camera del suo fratello maggiore, il ragazzo aprì la porta, era a petto nudo, con la faccia un po' assonnata. «Tay? Ti rendi conto di che ore sono?»
«Lo so, scusa.» sussurrò Taylor dispiaciuta. «Fammi entrare.» sussurrò e il ragazzo la fece passare.
Taylor si mise a sedere e il ragazzo la guardò mentre la porta era aperta. «Chiudi la porta.» mormorò lei e il ragazzo chiuse la porta per poi avvicinarsi a lei.
«Che succede?»
«I-io, ho visto una cosa.» iniziò la piccola e Chris corrugò le sopracciglia non capendo.
«Cos'hai visto? Sembri scossa.» commentò lui guardando la sorellina negli occhi, si mise vicino a lei e la strinse un po'.
«Non so... Non so nemmeno come dirtelo.»
Lui la guardò preoccupato. «Mi devo spaventare?»
«Spaventare no, ma credo che... Potresti incazzarti, ecco.» sospirò. «Mamma ha...»
Christopher rimase un po' con il fiato sospeso, il suo sguardo era fermo sugli occhi della sorella che respirava profondamente. «Allora?»
«Allora... Mamma ha un'amante.» disse. «Mamma ha tradito papà.» gli occhi di Chris si spalancarono e il suo cuore smise di battere per qualche secondo. Il suo sguardo cadde nel vuoto con un senso di schifo e di confusione.
«Come?» chiese lui.
«L'amante è Adam, e ora è giù, con lei.» disse Taylor e Chris si alzò velocemente ma venne fermato dalla sorella.
«Non muoverti.»
«Perché?»
«Al momento lasciamo che questa cosa continui a scorrere, poi non appena avremo delle certezze, possiamo finalmente buttare fuori Adam.» disse Tay e lui rimase a pensarci.
«Lauren? Dobbiamo dirglielo!» prese il suo iPhone dalla tasca del pantaloncino.
«No, fermo, cazzo.» disse lei togliendogli il cellulare dalle mani. «Cosa non capisci? Aspetta. E poi non vorrai mica avvisare Lauren in questo momento quando si sta divertendo come non mai?»
«... Hai ragione.» sussurrò lui e si mise seduto sul letto disfatto. «Sono sconvolto.» ammise. «Lo so, anch'io lo sono. Ero in cucina e li sentivo parlare, ho visto scene dove lui le ha baciato addirittura l'angolo della bocca.»
«Dio, ma da quando questo?!» alzò la voce lui e Tay si mise le mani alle orecchie. «Cazzo, papà sarà distrutto e io questo non lo tollero!» disse lui. «Con lo psicologo? Quella donna mi è caduta in basso!»
«Chris, calmo. Vedremo come avvisare Lauren.» disse.
«Il problema non è Lauren, Taylor.» disse lui respirando profondamente. «Il problema è quel pover'uomo che si sta facendo il mazzo per farci felici. Appena lo verrà a sapere, sarà distrutto.»
«Lo capisco, Chris.» disse Taylor stringendo i pugni. «Ma cosa possiamo fare adesso?»
«Niente, Taylor.» disse lui avvicinandosi alla finestra in modo da guardare le luci della grande Parigi. «Quell'uomo non merita tutto questo, se non fosse stato per lui, a quest'ora noi saremo ancora in America con un lavoro inferiore da questo, capisci? Qui è diverso. Lavoriamo come modelli nella grande Louis Vuitton. Stiamo intraprendendo una strada che ci porterà al successo.»
Taylor annuì. «So che papà ci ha dato tantissime cose, non merita tutto questo, ma cosa possiamo fare?! Nulla!» ora era lei ad alzare la voce.
«Merda.» sussurrò lui e Taylor si grattò la testa esasperata.
«Ora dobbiamo solo aspettare.» disse lei e Christopher annuì piano.
«Hai ragione.»
Intanto la piccola si avvicinò a lui, davanti a quella finestra sorgevano tantissime abitazioni, il panorama era bellissimo la Torre Eiffel brillava come non mai. «Ce la faremo?»
«Certo, quella donna ha rovinato Lauren e papà, adesso credo sia la volta buona per dire basta a tutto questo.» commentò lui.
«Hai ragione.»
A FIRENZE, AL MOMÀ CLUB...
La musica era davvero alta e i corpi di ogni invitato si muoveva in modo scatenato con qualche drink in mano. Lauren e Camila erano tra questi, i loro movimenti sensuali ed esagerati mostravano quanto fossero ubriache in quel momento.
Keana stava ballando, Veronica era al ballo e Zayn invece era concentrato a fare qualche passo nonostante fosse una vera schiappa nel ballo. Ally lo prese in giro più volte. «Sembri un pinguino.» disse lei alzando la voce mentre si muoveva.
«Non ci vedi bene, sto mettendo me stesso ballando.» sussurrò lui e Ally rise.
La coppia che piano piano si stava formando, si stava guardando negli occhi.
Gli occhi verdi di Lauren erano ricchi di desiderio, mentre quelli di Camila non smetteva di ammirare la donna che aveva davanti a lei. Camila fece un sorso del suo Long Island mentre Lauren lo fece del suo Cosmopolitan.
Avevano provato quasi tutti i cocktail possibili e immaginabili. «Mi piace questa musica, a te?» chiese ad alta voce Camila e Lauren rise.
«Anche a me!» rispose lei ed entrambe scoppiarono in una grossa risata visto i loro gusti in comune.
Le labbra di Lauren si scontrarono su quelle di Camila che apprezzò subito. «Wow, come siamo prese.» scherzò Camila e Lauren le morse il labbro con tenerezza.
«Uhm, lo pensi davvero?» con la mano libera fece passare la sua mano lungo il suo bel fondo schiena.
Stava cantano un certo Tyrone sul palco, la gente non smetteva di esultare, di ballare, fumare e bere. Arrivarono circa le tre del mattino e la festa era finita. «Lauren chiama Freddie per farci venire a prendere.» disse Camila ridendo.
«Oh, no! Voglio andare di là a vedere Tyrone.» disse Lauren curiosa mentre con le dita reggeva una sigaretta.
«Ma è tardi!» rise ancora ma Lauren andò via, cercando il rapper. Una volta trovato, lei lo salutò. «Ciao.» sorrise.
«Oh, ciao! Come ti chiami?» intanto lui si stava accendendo una sigaretta.
«Mi chiamo Lauren Jauregui, mi sei piaciuto come cantante.»
«Tyrone William Griffin Jr., piacere.» sorrise l'uomo.
«Vuoi fare una foto con me?» chiese la donna e lui annuì.
«Certo.» disse lui e Lauren sorrise entusiasta.
«Vado a chiamare la mia amica, così la facciamo tutti e tre insieme, mi dai un minuto?»
«Anche due, Lauren.» sorrise il rapper e lei andò da Camila che era seduta sulla poltroncina mentre guardava attentamente il bicchiere di vetro. La sua testa era china intanto che diceva cose a caso.
«Eccoti qui, shottina.» disse Lauren e Camila alzò la testa ridendo.
«Ciao!»
«Andiamo da Tyrone, gli ho chiesto se volesse fare una foto con noi e ha accettato.» sorrise e Camila annuì piano e andò con lei dall'uomo che le stava aspettando per le foto. Una volta messe in posa, iniziarono a scattare foto.
«Poi vedrò di metterle su Instagram, come vi chiamate?»
«Io mi chiamo laurenjauregui e lei camila_cabello.» disse lei parlando pure per Camila che in quel momento aveva ripreso a ridere.
«Vedo che è molto euforica la ragazza.» disse lui.
«Già.» Lauren rise intanto Tyrone seguì entrambe le ragazze.
«Poi le metterò.» sorrise.
«Onorata.»
🤠🤠🤠
Le due ragazze erano dentro la macchina e Camila era con la testa poggiata sulle cosce di Lauren, stava dormendo.
«Camila?» chiese Freddie al volante e Lauren sorrise mentre carezzava la pelle calda e liscia della ragazza.
«Sta dormendo, era molto stanca...» sussurrò Lauren.
«Immagino, com'è andata?» chiese Freddie e Lauren annuì.
«Tutto bene, abbiamo conosciuto un rapper, ci hanno fatto anche delle foto, le pubblicherà lui in seguito.»
«Buono a sapersi allora, sono molto curioso di vedere le fotografie.» sorrise. «Sento puzza di fumo, ha per caso fumato?»
«Sì.» Lauren sentì l'odore di fumo e sorrise un po'. «Alle feste è così.» disse.
«Spero che lei non fuma, signorina.» disse l'uomo e Lauren fece spallucce.
«Chissà.»
Amava Freddie, lo considerava come un secondo padre. Lui c'era sempre stato per lei, era riuscito a darle una bella dritta.
«Con Camila come sta andando?»
«Piuttosto bene, ho deciso di non correre con lei, insomma, inizialmente ho pensato di farmela e basta,» lui la interruppe.
«Sai benissimo cosa le porta questo.» disse Freddie con rabbia.
«Lo so, appunto per questo mi sono resa conto che non è il caso e che magari sarebbe stato meglio provarci davvero.»
«Ecco, Lauren sa benissimo che il corpo, anzi, che la donna stessa è un dono prezioso. Non usi una donna solo per piacere.»
«Ho già detto che è quello che non farò, so benissimo ciò che faccio e ora ho deciso. Ho preso la decisione che con Camila sarà diverso, sarà intenso e meraviglioso, al contrario di Jenny.»
L'uomo sorrise, felice delle sue parole. Freddie le aveva insegnato tantissime cose, tutto quello che poteva, è riuscito a trasmetterlo a Lauren con facilità.
Inizialmente, Lauren aveva paura di crescere, ma una volta raggiunti i quindici anni capì che non era poi così male la vita da grandi, una volta raggiunta la maggiore età, avrebbe fatto grandi cose e adesso, era una delle stiliste più in alto della piramide.
Ad un certo punto, pensando un po', decise di chiamare il padre. Non appena prese il cellulare dalla borsa, digitò il numero e si portò il telefono all'orecchio.
«Lauren?»
«Ciao, papà!» sorrise Lauren e Michael si sentì felice a sentire la sua bambina. «Come stai?» gli chiese e Mike rispose.
«Stanco, piccola. Del resto sto bene, tu?»
«Perché?» chiese. «Stai ancora lavorando?» bisbigliò e il padre sospirò intensamente per poi rispondere.
«Sì, sto ancora lavorando.» disse. «So che è tardi ma è devo farli per forza.»
«Ma che è successo?»
«Nulla di che, tesoro. Semplicemente sono in ritardo con il lavoro. Sono quasi le quattro e devo ancora finire di ideare gli ultimi due disegni.» la informò. «Molte case sono già pronte per la sfilata che si terrà a Las Vegas. Purtroppo tu e Shaun in questo momento mancate, quindi mi tocca lavorare da solo.»
«Mi dispiace che tu sia lì a lavorare e noi qui a divertirci.» sussurrò Lauren e l'uomo rise.
«Tranquilla, sai benissimo che io amo il mio lavoro, non mi ci vorrà nulla per realizzare gli ultimi due vestiti per la linea MJ collezione autunno e inverno 2017/18.»
«Hai ragione.» sorrise Lauren mordendosi il labbro. «La mamma?»
«Oggi non l'ho vista niente, però l'ho sentita per telefono e ha detto che doveva vedere Adam per alcune cose, ma del resto credo stia bene. Tu che hai da fare per domani?»
«Al momento ho pensato che sarebbe stata un'ottima idea uscire in giro per Firenze.» disse Lauren e il padre sorrise dall'altra parte del cellulare.
«Esci da sola?» chiese lui.
«No, con Camila, ovvio.» sorrise Lauren. «Non credo che riuscirei ad uscire senza di lei.»
«Ti piace?» chiese Mike e Lauren fece spallucce.
«Non lo so, ho bisogno di scoprirlo, sono molto confusa.» disse lei.
«Ah, Lauren. Ho una notizia bellissima da comunicarti.» disse lui e Lauren corrugò le sopracciglia.
«Cioè?»
«Qui, questo pomeriggio sono venute delle giovani ragazze, e hanno fatto domanda per lavorare qui come stagiste.» disse Mike contento. «Capisci? Stagiste! È la prima volta che ci succede una cosa del genere.»
«Lo trovo fantastico, papà!» esclamò Lauren. «Come sono però?»
«Molto determinate, ho pensato che sarebbe stato il caso che le seguissi tu insieme a Shaun, visto che siete giovani.» disse.
«Oh, va bene. Mi farebbe piacere.» rise.
«Mi manchi tanto Lauren.»
«Papà, sono passati solo due giorni dalla mia partenza, però sì, in effetti mancherei a chiunque.» rise forte e Camila aprì gli occhi dallo spavento.
«Ouch, Lauren...» ringhiò.
«Oh, ciao shottina.» ridacchiò nervosamente. «Papà, devo andare, a domani.»
«Ciao, piccola.» sorrise l'uomo e chiuse.
«Ciao.» fece lo stesso.
«Mi hai svegliata... Chi era?»
«Mio padre, mi andava chiamarlo, è ancora a lavoro.» disse Lauren mentre metteva il cellulare nella borsa.
«Ancora a lavoro? Ma stai scherzando? Scusa che ore sono?» chiese Camila mettendosi seduta, Lauren intanto alzò il separé.
«Sono le quattro, ma vedi, è in ritardo con il lavoro.» disse Lauren. «Non ha visto nessuno, ha giusto chiamato mia madre per sapere cosa stesse facendo e lei gli ha detto che doveva vedere Adam per parlare di qualcosa.»
«Mh, secondo te cosa sta facendo?»
«Non lo so, perché?» chiese Lauren e Camila alzò le spalle.
«Sento come se ci fosse qualcosa che non va.» disse Camila e Lauren corrugò le sopracciglia.
«Come, scusa?»
«Penso che stia nascondendo qualcosa...» disse pensierosa.
«Spiega.» disse Lauren sentendo la rabbia salire.
«Quindi, Adam è ancora in Francia?»
«Sì, mi faceva ancora delle sedute, perché?»
«E se tua madre stesse segretamente con lui?»
«Camila, ti rendi conto di quello che stai dicendo? Come mai così di punto in bianco? Mia madre non farebbe mai una cosa del genere!» disse e Camila la guardò senza avere un minimo di paura.
«E che ne sai tu?» chiese lei.
«Ne so, mi ha detto tantissime volte di non tradire la persona che amo.»
«Tu però, cos'hai fatto?» la guardò e Lauren arrossì leggermente.
«L'ho fatto.» disse. «Ma per motivi sensati, Jenny non era più niente per me, mi usava e basta.»
«Ecco. Lauren, io te lo dico perché mi ricordo del tuo diciottesimo, i due erano molto uniti.» disse Camila ricordando e Lauren la fulminò.
«Sono solo molto amici, tutto qui, mia madre non farebbe una cosa del genere a mio padre, lui non merita queste cose.» disse.
«Va bene, come vuoi.» disse Camila per non andare oltre.
Una volta arrivati, Lauren scese dalla macchina per andare verso l'entrata del Four Seasons. Camila la seguì senza dire niente. Si sentiva in colpa, ma alcune cose non tornavano. Troppe erano le cose. Camila lasciò le sue tesi per sé, non voleva aggravare le cose.
Nella mente di Lauren c'era tantissima confusione, come poteva Camila averle detto una cosa del genere? Sua madre non era una puttana, lo sapeva benissimo. E se fosse vero? Una parte del suo cervello pensava a quella coppia mentre l'altra continuava a chiedersi se le piacesse davvero Camila.
A lei, Camila piaceva tantissimo, ma doveva avere una conferma su tutto questo. Ma in quel momento, non la voleva nemmeno vedere, si era sentita ferita.
Una volta entrate dentro la stanza, Camila si tolse il vestito per poi piegarlo e metterlo sul letto, lo avrebbe lavato poi. Il suo fisico era magro e ben scolpito, i suoi lineamenti latini erano il paradiso per gli occhi di Lauren. «Mi lavo.» disse Jauregui spogliandosi. «Puzzo di fumo e alcool, non mi piace.»
Camila annuì e basta, sospirò ed uscì in balcone a guardare un po' ciò che Firenze le offriva.
Lauren non disse nulla, la guardo e sentì come il nodo allo stomaco si era formato. Andò in bagno e iniziò a far scendere l'acqua calda nella vasca. Dopo essersi tolta l'intimo, entrò in acqua facendo un bel respiro.
Camila intanto, stava guardando le luci, le mancava tantissimo la madre e la sorellina, intanto, un messaggio da Alessandro arrivò. Dopo una lunga conversazione, Camila gli disse che sarebbe passata in ristorante per dirgli delle cose.
Una volta entrata dentro, lasciò il cellulare sul letto ed entrò dentro il bagno per poi togliersi il reggiseno, Lauren si stava rilassando, i suoi occhi erano chiusi.
Camila entrò dentro la vasca e la Jauregui sobbalzò dallo spavento. «Cosa?! Che ci fai qui?»
«Puzzo di alcool e fumo, non mi piace.» disse lei per poi poggiare la schiena sullo schienale.
«Capisco...» disse Lauren e iniziò a lavarsi. Le sue gote erano arrossate e non per il caldo che era presente in quella piccola stanza colorata.
Camila si stava bagnando i capelli. Intanto non distolse lo sguardo dal corpo di Lauren. «Devo ammettere che sei bellissima.» disse Lauren mentre si lavava le spalle.
«Posso dire lo stesso di te.» sussurrò mettendosi sopra le gambe di Lauren. «È molto comodo stare qui su.» si avvicinò a lei e i loro seni si scontrarono. «È una bella sensazione questa, non credi?»
«Cristo, Camila.» disse Lauren toccandole i fianchi. «Sta attenta a ciò che fai.» l'avvertì Lauren e Camila scosse la testa per poi lasciare un caldo bacio sulla guancia della ragazza che aveva davanti a sé.
«Quella che dovrebbe far attenzione, sei tu.» disse Camila mentre faceva passare le mani sulla schiena di Lauren.
La maggiore sospirò pesante. «Scusa per prima.» disse lei.
«Credo che sia normale avere una reazione del genere, non credi?» Camila la guardò e Lauren alzò gli occhi verso il suo viso.
«Lo so, ma vedi... Io...» iniziò a dire. «Io spero di no.» disse. «Non voglio sapere che mamma va con un altro. Non lo sopporterei.»
«Lo so, ma siccome mi hai detto quello, ho pensato a ciò. Mi dispiace di averlo fatto ma non mi tornano delle cose.»
«Capisco.» disse Lauren poggiando il viso nell'incavo del suo collo. «Sto bene, con te.» sussurrò.
«Lo so.» Camila le accarezzò i capelli. «Anch'io.» disse con gli occhi socchiusi. «Non pensavo avessi un tatuaggio.» disse Camila sorpresa. «Te lo sei fatta fare in un posticino piuttosto misterioso.»
«Mi piaceva.» disse Lauren sorridendo. «Ho anche altri due tatuaggi qui, il ventisette e il nome di mia nonna.» le spiegò e Camila poggiò le dita sul colore impresso nella pelle della ragazza.
«Mi piacciono.»
«Sono contenta.» Camila la guardò e Lauren finalmente ricambiò lo sguardo, la schiena della maggiore finalmente si appoggiò sullo schienale della vasca.
Gli occhi marroni di Camila, percorsero con desiderio il collo di Lauren. «Non hai idea di quanto io voglia farti mia.» disse Lauren e Camila arrossì e ingoiò forte.
«Mh, davvero?»
«Davvero.» intanto le sue mani si poggiò sul sedere perfetto della minore che ansimò.
«Non credi che...»
«Mh?»
«Dovremo fare il puzzle?» la guardò Camila stando sotto pressione e Lauren rise.
«Oh, giusto.» le diede un bacio sulle labbra. «Sei dolce come una caramella.» sorrise Jauregui e Camila arrossì.
«Nessuno mi ha mai detto una cosa del genere.» disse lei e Lauren scosse la testa.
«Credo che sia il caso che tu inizi a farci l'abitudine.»
🤠🤠🤠
«Lauren! Non così.» disse Camila fermando la mano della maggiore. «Lo vedi che non combacia?» la guardò Camila che era coperta solo dalle mutande, il resto del suo corpo era nudo, così come quello di Lauren.
«È uguale.» disse Lauren.
«No, non è uguale.» disse Camila. «È leggermente più grande.» indicò il pezzetto. «Prova questo.» ne prese uno e glielo diede, Lauren riuscì ad incastrarlo.
«Oh, wow.»
«Ecco, te l'ho detto io che non era quello.» disse Camila e Lauren rimase incantata. «Lauren, mi stai ascoltando?»
«Ugh, sì. È che per colpa tua sono distratta.» disse e Camila la guardò storto.
«Perché?»
«Perché mi incantano le tue tette.» disse Lauren e Camila diventò bordeaux.
«Pervertita!» urleggiò e Lauren rise.
«Ops.»
«Dai, aiutami ad incastare questo.» sorrise Lauren e Camila prede il pezzetto dalle sue dita e cercò l'incastro giusto.
«Mh. Qui.» disse e cercò di far incastrare i pezzetti. «Non... Non incastra.» disse lei.
«Teniamolo da parte.» sorrise Lauren dolcemente e Camila annuì.
Mancava davvero tanto per finire il puzzle, ma entrambe le ragazze sapevano benissimo che non si sarebbero arrese così tanto facilmente. «È difficile.» disse Lauren a una certa.
«Ti stai arrendendo?» la stuzzicò Camila che era ancora bella energica.
«S... No.» disse guardandola male. «Non lo farei mai.» disse lei e Camila rise.
«Che scema.»
«Però, hai visto? Abbiamo trovato una cosa in comune.» mormorò Lauren.
«Il fatto che ci piacciano i puzzle?» la guardò Camila e Lauren annuì dolcemente.
«Proprio così.» disse.
«Beh in effetti è una bella cosa.» disse la piccola e Lauren sorrise.
«Hai ragione.»
Si fecero le sei del mattino, Lauren era stanca, si stava addormentando da seduta. «Sei stanca morta.» disse Cabello e la grande annuì.
«Molto. Davvero, andiamo a letto. Ho bisogno di riposo.»
«Va bene.» disse Camila arrendendosi, prese delicatamente i pezzetti già uniti e li mise sul tavolino, Lauren invece prese quelli sparsi e li mise dentro la scatola colorata.
Cabello spense il lampadario, con la poca luce naturale presente, si avvicinò a Lauren e fece circondare le braccia attorno al bacino di Lauren, i loro corpi nudi erano in contatto, entrambe sospirarono.
Lauren andò verso il letto a due piazze mentre Camila rimase attaccata a lei. Non la voleva lasciare, una risata stanca, uscì dalle labbra di Lauren. Una volta stese sul letto, la maggiore coprì i corpi di entrambe con il lenzuolo. Le labbra di Camila si poggiarono su quelle di Lauren. «Domani cosa faremo?»
«Stavo pensando di andare in giro per Firenze, ti andrebbe di venire con me?» chiese Lauren e Camila annuì dolcemente.
«Certo, mi piacerebbe tantissimo.» disse lei. «Devo passare anche da Alessandro.»
«Il cameriere?»
«Già, lui. Devo chiedergli se vuole venire con me in America, ci ho riflettuto e voglio che sia un mio modello.»
«Le ragazze impazzirebbero per una cosa del genere.» disse Lauren fiera della scelta di Camila.
«Spero che lui accetti, un ragazzo del genere non ci fa niente in una pizzeria.»
«Lo trovo giusto, se non riesci a convincerlo, cercherò di mettermi in mezzo.» disse Lauren accarezzando la nuca umida di Camila. I capelli di entrambe erano ancora umidi, ma con quel caldo, andava più che bene.
«Oh, grazie. Ma secondo me accetterà seduta stante. Lo stipendio aumenterà, e lui starà bene visto che è una cosa che secondo me gli si addice.» disse Camila. «Secondo me è super portato per esserlo.»
«Ci spero, tesoro.» disse Lauren e Camila rimase in silenzio. L'aveva davvero chiamata tesoro?
«Credo che sia il caso che ci mettiamo a dormire, inizio ad essere stanca anch'io.» disse lei e Lauren annuì dolcemente.
«Va bene, va bene.» sorrise lei.
Camila mise il viso nell'incavo del collo di Lauren, gli diede due baci e quest'ultima rabbrividì. «Buonanotte, caramellina.» disse Lauren e Camila sorrise.
«Buonanotte anche a te, Laur.» sorrise e chiuse gli occhi.
La maggiore per far addormentare Camila iniziò a farle carezze lungo la schiena, si sentiva bene con lei, chissà se tra Adam e sua madre c'era davvero qualcosa.
Chissà come l'avrebbe affrontato.
OH YEYEYEYEYE
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