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Capitolo quattordici. - "Attacchi di gelosia."

Gli occhi verdi si spalancarono nel bel mezzo di una notte amareggiata. Le labbra di Camila erano poggiate sulla spalla della maggiore.

Lauren guardò come la cubana più piccola era accoccolata a lei. Le sue braccia avvolgevano il suo busto in una presa non tanto stretta ma bensì rilassata.

Cercò di staccare Camila da quella presa, fallendo miseramente. Cabello si svegliò con tutta la sua chioma spettinata. «Ugh... Lauren?»

«Mh, dormi.» disse lei e Camila negò con la testa per poi mettersi sul suo corpo.
«No.»

«Perché?» chiese Lauren alzando le sopracciglia, non si poteva vedere visto che era notte fonda. Ovviamente il baccano non mancava, tanti mocciosi facevano davvero tantissimo casino.

«Perché no, vorrei che anche tu ti addormentassi.» disse Camila.
«Ho... Non voglio.» disse Lauren negando con la testa.
«Allora sto sveglia con te.» disse Camila mentre guardava negli occhi Lauren.

Entrambe erano stese sul letto, una sopra l'altra, avvolte nel buio quasi totale. La luce della mezza luna filtrava attraverso le due finestre lì presenti.

Le mani di Lauren, passarono sul corpo di Camila. Quasi si sentì ipotizzata dalla presenza della minore, quasi incontrollata.

Camila sospirò, buttando fuori l'alito caldo che si scontrò sulle labbra di Lauren. «Credo che siamo troppo... Unite.» disse Cabello e Lauren negò con la testa.
«No, va bene.» disse lei e Camila la guardò.
«Scema.»

«Perché? Non ho detto nulla di sbagliato...» disse Lauren mentre poggiava le labbra sul collo di Camila lasciandole un tenero bacio. Il corpo di Camila tremò a quel contatto, a quel bacio umido e caldo.

«Perché eri sveglia?» domandò Camila cercando gli occhi verdi della ragazza.
«Ho sognato, tutto qui.» disse. «Tu eri sparita, ero rimasta sola insieme a mia madre che...»

«Non andare oltre.» disse Camila toccando la guancia di Lauren. «Ora dormiamo, tra poche ore dovremo iniziare una giornata abbastanza pesante.» sussurrò Camila e Lauren negò. «Dormi.» disse.
«Io sto sveglia per un altro po' di tempo.»

«No, no.» ringhiò Camila e Lauren si mise sopra Camila che aprì gli occhi sorpresa.
«Non ho voglia di farti stancare a modo mio

«Sappi che non voglio, quindi non mi stancheresti comunque.» disse Camila piano mentre la sua mano percorreva il corpo di Lauren agilmente.

«Però, guarda dove sta andando la tua mano, che succede?»

«Non saprei, non credo che abbia dei freni.» disse lei è toccò l'addome di Lauren facendola sospirare. Il ginocchio di Camila si alzò facendo sì che le gambe di Lauren si aprirono. «Non so dove tu stia andando a parare, ma sai che non possiamo.» disse Lauren e Camila rise.

«Sappiamo anche che tu non hai più occhi per una certa Jenny Watwood.» disse lei e Lauren spalancò gli occhi non appena il ginocchio di Camila si scontrò sul punto intimo della maggiore.

«Ti prego, non provocarmi. Potrei essere una belva.» disse Lauren al suo orecchio.
«Solo del beato sesso, ti va?»

«No, Camila.» disse Lauren negando. «Non possiamo...» disse, lottando contro se stessa. Voleva avere il suo corpo in qualche modo, ma non in quel momento.

La cubana si morse il labbro, intanto, i suoi occhi marroni si soffermarono sulle labbra carnose della maggiore. «Non mi sembri convinta.»

«Non vorrei creare uno scandalo, non ora.» disse Jauregui e Camila sorrise.
«Io me ne fotterei di questo.»

«Io fotterei altro, shottina.» sorrise Lauren alzandosi ma Camila la fermò tenendola per il polso.
«Stai sopra di me, ho bisogno che il tuo corpo sia vicino al mio.»

«Cristo, Cabello.» sbuffò Lauren.
«So che stai combattendo. So che mi vuoi.»

«Sta zitta, non sai a cosa stai andando incontro.» disse Lauren contrabbattendo.
«Non voglio che si sentano urla uscire dalla tua bocca per colpa mia.»

«Sicura che siano mie?» chiese Camila mentre mise avidamente le mani nei pantaloni e mutande della grande. Afferrò i suoi glutei e li strinse.
«Oh, signore.» disse Lauren prendendo Camila per il collo.
«Lauren, una notte.»

«Camila, no... Non possiamo.»

«So che vuoi.» disse.

Le pupille di Lauren brillavano di desiderio, Camila aveva pienamente ragione, come negare un'attrazione fisica come quella per Camila. Il suo cuore era completamente impazzito mentre il suo cervello era con la spina staccata.

Lauren respirò profondamente.

«Fanculo alla dignità.» disse Jauregui e fece scontrare le sue labbra con quelle di Camila, senza nemmeno avvisare.

Le forti mani della maggiore strinsero i glutei della Cabello. La cabana ricambiò quel bacio in modo davvero passionale, facendo sì che si dimenticasse del mondo che la circondava. Lauren ci mise davvero poco nel chiedere l'accesso a Camila.

La sua lingua calda e bisognosa aveva bisogno di esplorare la bocca della piccola. Camila schiuse le labbra, approvando l'accesso della grande. La mano destra di Lauren afferrò il collo di Camila, senza stringere. «Cazzo, ho così tanta voglia.» disse Camila poggiando la mano sul polso della grande.
«Non farmelo dire due volte, Camila.» sussurrò Lauren tra le sue labbra. Il suo sguardo era perso, ammirava quanto fosse bella la ragazza che stava davanti al suo viso. Entrambe le loro labbra erano gonfie, rosse e desiderose di altri baci interminabili. Camila avvolse le braccia attorno al collo della grande e fece scontrare nuovamente le labbra con quelle di Lauren.

Il bussare alla porta le fece dividere immediatamente. «Cazzo.» sussurrò Lauren.
«Chi... Chi è?» chiese Camila e intanto Lauren si alzava velocemente cercando un posto dove nascondersi, sapeva quanto stava rischiando, avrebbe discusso con Jenny, ma non davanti a Camila.

«Apri questa fottuta porta!» iniziò a dire Jenny mentre bussava con forza. Gli occhi impauriti di Camila si soffermarono su quelli di Lauren che pensava a dove nascondersi.
«Perché?» chiese Camila prolungando un po'.

Lauren si mise dentro il grande armadio, coperta dalle tante vesti di Camila. Grazie alla valigia, riuscì in qualche modo a metterla davanti alle sue gambe, in modo da coprirle. «Aprile la porta, io ci sono.» disse Lauren chiudendo le ante.

«Perché devi!» disse calciando la porta con forza. Camila si alzò e andò ad aprire la porta, con quasi timore.
«Dimmi.»

«C'è Lauren con te?» chiese. Camila negò subito con la testa.
«No, perché?»

«Spostati. Fammi entrare.» ordinò ma Camila la guardò con serietà.
«Non hai diritto di entrare dentro la mia stanza.»
«Muoviti, non mi interessa.» ringhiò spintonando la piccola. «Lauren, sono qui! So che sei nascosta.»

In men che non si dica, Watwood iniziò a mettere sotto sopra la stanza, non appena si avvicinò all'armadio, il respiro di Lauren si mozzò in un attimo. In quel momento, riusciva a sentire battere solo il suo cuore. Era fatta.

Sarebbe stato il momento.

La ragazza aprì l'armadio, ma non vide niente, se non una valigia che sporgeva un po'.

Non appena Jenny chiuse le ante dell'armadio, sbattendole, guardò male Camila. «Ringrazia che non ci sia.» disse occhi azzurri. «Vedrai che ti terrò sotto sguardo, stai lontana da lei, in ogni caso.» ringhiò.

«Non... Non lo farò.» disse Camila intanto Lauren, da dentro l'armadio versava qualche lacrima, il suo cuore era rotto, per colpa sua. Lauren si era distrutta l'animo da sola, non poteva continuare così, si sarebbe distrutta il doppio.

«Ti conviene, non credere che sia finita qui, Cabello.» disse Watwood. «Buonanotte.» disse dandole una spallata per poi uscire dalla stanza.

Camila chiuse a chiave la porta, i suoi piedini delicati la portarono all'armadio, non appena lo aprì, la valigia cadde, di conseguenza Jauregui si mise seduta sul legno. «Hey.» disse Camila guardando Lauren con dolore. La piccola si mise in ginocchio davanti a lei e le accarezzò la guancia, intanto, con i pollici scacciava le lacrime dalle sue gote arrossate.
«Mi...» cercò di dire Lauren.

«No, non dispiacerti. Ci riusciremo.» disse lei guardandola. «Fidati di me.»

«Non mi fido nemmeno più di me stessa.» sussurrò Lauren e Camila negò per poi baciarla con dolcezza.
«È okay.»

«No, non lo è.» disse Lauren staccandosi. «Ora andrò via da questa stanza, ma prima sarebbe il caso di metterla in ordine.» disse Jauregui.
«Va bene.»

Le due ragazze iniziarono a sistemare un po' tutto quello che capitava. «È un vero peccato lasciare tutto in disordine.» disse Lauren mentre con serietà sistemava.
«Ha messo tutto sottosopra.» disse Camila, nelle sue parole c'era verità, infatti era così, quella non era una semplice stanza, ma un totale casino.

«Mi dispiace, Camila.» disse Lauren. «Non volevo che accadesse questo.»

«Non è colpa tua, solo che la tua "ragazza" è un po' esagerata, tutto qui.» disse Camila guardando Lauren con dolcezza, non voleva farla sentire in colpa.
«Se non fosse stato per me, a quest'ora sarebbe tutto in ordine.»

«Jenny non si fida per niente di te, appunto è venuta in camera mia e sono sicura che fosse stato il suo primo pensiero.»

«Non ha tutti i torti però.» disse Lauren mentre sistemava l'ultima cosa, grazie a Dio era tornato tutto normale.
«Ora che hai intenzione di fare?»

«Nulla, uscire e fingermi ubriaca.»

«Non credo sia una buona idea.» sussurrò Camila. «Quella è capace di farti il test alcolico.» Lauren rise ma Camila le mise una mano sulle labbra. «Sh! Non ridere,» la romproverò. «Così ci scoprirà seriamente.»

Lauren si mise in silenzio e annuì. «Domani verrai a pranzo con me?» chiese Lauren e Camila socchiuse gli occhi.
«Non lo so, ti manderò un messaggio questa mattina.» sorrise un po' la piccola e Lauren annuì abbattuta.
«Va bene.»

La piccola cubana le diede un bacio sulle labbra. «Stai attenta.»

«Ti farò sapere.» sorrise Lauren ricambiando.

La maggiore andò via, uscendo dalla stanza di Camila, quest'ultima rimase a mangiarsi le unghie per via della troppa ansia. Sapeva che sarebbe stata una giornata piuttosto pesante.

Una volta che si mise a letto, crollò in un sonno profondo.

😎😎😎

Lauren stava camminando lungo il corridoio, grazie a Dio la porta era aperta anche se purtroppo la luce della stanza era accesa. «Alla buon'ora.» disse Jenny alzandosi. «Mi spieghi dov'eri?»

«In giro.» disse Lauren. «Ero a visitare Firenze.»

«Ah, sì? E perché non mi hai detto niente?» alzò il sopracciglio la grande e Lauren sospirò.
«Volevo solo stare da sola.» sussurrò.
«Ah, davvero? Io non credo, eri con Camila?»

«Anche se fosse?»

«Hai davvero il coraggio di rispondermi in questo modo...?»

«Non sei nessuno per dirmi con chi devo o non devo uscire.» iniziò a dire Lauren sentendo tanta rabbia dentro. «Ho una vita e tu non fai altro che starmi attaccata con il fiato sul collo.» strinse le mani in un pugno.

Un suono sordo si udì per la stanza. «Ugh.» la guardò male. «No, non rifarlo.» disse Lauren toccandosi la guancia.
«Lauren, stai attenta.» disse. «Non sai contro chi ti stai mettendo.»

«Invece tu non sai di cosa sono capace.» ringhiò Jauregui. «Ora fammi mettere a letto, sono stanca.» disse sempre occhi verdi. La ragazza dagli occhi come il ghiaccio la squadrarono dalla testa ai piedi.

Lauren non diede tanto peso, si spogliò per poi mettersi a letto. «Buonanotte.» disse Jauregui chiudendo gli occhi per poi cadere in un sonno profondo.
«Buonanotte.» disse Watwood.

Arrivarono le 08:00, Jenny aprì gli occhi e guardò la sua ragazza che ancora dormiva profondamente. Non ci mise molto a scuoterla per svegliarla. «Hey, svegliati.» iniziò e Lauren aprì gli occhi rimanendo un po' spaesata.
«Che... Ore sono?»

«Le otto, ora alzati e vai a lavarti, oggi voglio andare a fare una passeggiata con te, quindi svelta.»

«Vai tu, sai che ci metto molto.» disse Lauren impassibile. Jenny sospirò per la tanta tensione che c'era, senza dire niente andò al bagno a lavarsi.

Non appena Lauren si accertò che Jenny si stesse lavando, piano piano si alzò ed andò alla stanza di Camila.

Dopo aver bussato, la piccola aprì la porta. Era uno straccio, non aveva dormito tanto bene. «Ciao...» disse Camila e Lauren sorrise un po'.
«Mi dispiace.» la grande sospirò. «No... Non potremo uscire a pranzo.» disse lei e Camila schiuse gli occhi.

«Non importa.» disse Camila. «Anche se...»

«Cosa?»

«Mi chiedo perché continui a starci insieme se tu non la vuoi più.» disse. «È una cosa stupida, senza senso.»

«Lo so, shottina.» disse Lauren. «Ma non posso vedere come lei ti sta alla calcagna.» roteò gli occhi. «È rischioso, non voglio che ti accada qualcosa.»

«Lauren, sai benissimo che possiamo superare ogni cosa insieme, no?» Camila poggiò la mano sul viso morbido e ben delicato di Lauren.
«Lo so, ma...»

Camila l'aveva baciata.

E di nuovo la strana sensazione nello stomaco di Lauren si era formata. Le mani strinsero i fianchi di Camila e con passione, ricambiò il bacio.

«Lasciala,» disse. «I tuoi occhi non si poggiano più sul suo corpo come lo fanno con me.»

Lauren sospirò tra le sue labbra e le diede un altro bacio.

Ma dalla sua bocca, non uscì nulla, neanche un fiato.

INTANTO, A CASA ISSARTEL.

«Tegan, che stai facendo?»

«Nulla di che... Mi annoio.» disse lui mentre nascondeva il computer. Keana guardò male il fratello che sorrideva nervoso. «Scusa.»

Verso mezzanotte, Keana ricevette gli auguri dal suo amato fratellone.

Lei lo conosceva davvero bene, sapeva cosa stava guardando al suo computer. «Guardi ancora quei video?»

«Ma come... No, nono.» disse lui cercando di stare serio.
«Uhm, va bene.»

«Che hai da fare, oggi?»

«Al momento nulla, devo incontrare Iglesias sotto la nostra sede, poi andrò con lei al Four Seasons a salutare gli altri.»

«Di nuovo? Non li hai già salutati?»

In effetti era vero, dopotutto Keana andava lì solo per vedere in po' la situazione che era puntata su Lauren e Camila.

«Un secondo saluto non fa mai male a nessuno, Tegan.»

«Va bene.»

😎😎😎

Keana era sotto la sede Gucci aspettando la sua compagna di avventure. Una volta che Veronica la raggiunse con un taxi, alzò la mano salutandola. «Hey, festeggiata.» sorrise e Keana negò con la testa trattenendosi dal ridacchiare. «Dove dobbiamo andare?»

«All'hotel, devo osservare certe cose.»

«Quelle "cose" sono Lauren e Camila?»

«Proprio così.» disse Issartel. «Poi sai che alle 20:50 dobbiamo andare al Enoteca Pinchiorri.» sorrise.
«Lo so, poi che faremo?»

«Andremo in un locale per svagarci.» disse. «Sarà un bel compleanno.»

«Lo deve essere per forza.» disse l'amica.

«Già, per forza.» sorrise Keana.

INTANTO NELLA VIA GHIBELLINA...

«Non capisco perché ieri sei uscita così, era comunque il tuo compleanno. Volevo passarlo con te, per farti felice.»

«Jenny, non ho voglia.» disse Lauren. «Ora lasciami in pace e goditi Firenze.» Lauren la mise a tacere, Jenny si morse il labbro, con la voglia di mandarla a quel paese.

«Mi spieghi che hai?» chiese fermandosi ma Lauren camminò ancora. «Lauren!»

Jauregui si fermò. «Che vuoi?»

«Voglio sapere che hai.»

«Ti sembra che io sia felice in questo momento? Sei completamente ossessionata da me, non mi fai sentire libera. Poi lo schiaffo che mi hai dato ieri, non te lo perdono.»

«Lauren, mettiti anche nei miei panni.»

«Nei tuoi panni? Già da prima non ti fidavi di me, ogni volta che uscivo, tu sempre mi dovevi stare con il fiato sul collo. Mi sono rotta di stare con una persona così.»

«Perché Camila ormai ti eccita, vero? Io so che c'è una certa connessione tra voi due.»

«Dopo questo tuo pensiero, dovresti farti due domande. Secondo te perché non riesco più a volerti, e perché i miei occhi sono centrati su Camila? Perché lei è permissiva e so che può anche funzionare.»

«Oh, certo.» disse con sarcasmo la più grande.
«Tu stai insieme a me solo per i miei soldi. Se fosse stato per un'altra persona tu a quest'ora staresti sfilando e basta e pagata come una semplice modella viene pagata. Io invece ho visto che potevi fare molto di più, sono arrivata ad innamorarmi di te. Ma non era questo quello che volevo.»

«Che vorresti fare, allora? Mandarmi in Francia direttamente?»

«Beh, non sarebbe male come idea, Jenny.» disse Lauren con freddezza. «Potrei mandarti direttamente da dove sei partita, ovvero dall'America.»

«Brutta stronza, non lo faresti.»

«Infatti, non ora. Mi dispiace, ma ormai Lauren Jauregui non si farà mettere i piedi in testa da parassiti come te.» detto questo, Lauren andò via con le lacrime agli occhi.

Lauren sapeva cosa stava andando incontro, ma questo non la intimoriva affatto.

La ragazza andò verso la Piazza S. Maria Novella, grazie ad un tassista.

Aveva veramente lasciato Jenny lì.

Il suo cuore si era ristretto, ma non doveva far altro che andare avanti in un modo o in un altro. Durante il percorso, una lacrima solcò il suo viso.

Non amava essere così combattuta contro sé stessa. La odiava come cosa.

Una volta arrivata a destinazione, Lauren incontrò due ragazze dall'aspetto familiare.

Dinah e Camila.

Dopo aver pagato il tassista, la ragazza scese e andò verso di loro che erano girate di spalle. Stavano facendo delle foto. «Bu!» disse Lauren e le due ragazze si spaventano.
«Ma...»

«Ciao.» sorrise. «Tutto bene?» chiese occhi verdi.

«Lauren.» sorrise Camila e l'abbracciò forte.
«Ciao.» Lauren ricambiò un po'.
«Ciao anche a te.»

Non appena l'abbracciò si sciolse, lo sguardo di Dinah era fisso su entrambe le ragazze. «A me non saluti?»

«Ciao, Dinah.» sorrise Lauren e abbracciò anche lei.
«Comunque, stiamo bene.» disse Dinah.
«Ti vedo un po' giù.» disse Camila guardando Lauren e lei alzò la mano come per non farla andare oltre.
«No, sto bene.»

Gli sguardi di entrambe si scontrarono e Camila si sentì strana, come sempre. «Siete solo voi due?» chiese la voce roca.

«Sì, al momento sì, Penny è entrata in un negozio che doveva comprare una borsetta.» disse Dinah.
«Oddio,» rise Lauren. «Immagino che sia una borsa che costi poco.»

«Non credere.» disse la polinesiana.

«Ero ironica.» roteò gli occhi Jauregui. Ad una certa si vide la biondina uscire con un dolce e innocente sorriso sulle labbra. «Oh, eccola che arriva.» disse Jauregui.

Camila annuì un po' anche se il suo sguardo era incantato in un punto non specifico. «Che ne dite se ci spostassimo?»

«Uhm, sì.» disse Dinah guardando la migliore amica. «Camila, che ne pensi?»

«Uh... Ah? Dimmi.» disse Camila mentre il suo cervello cercò di ignorare i suoi pensieri.
«Mila... Lauren ha chiesto se volessimo andare a fare un giro.»

«Oh, sì.» disse Camila sorridendo un po'.

😎😎😎

«Camila, ti piace?» chiese Lauren mentre mangiava il suo yogurt.
«Molto, gelato ti amo.» disse la piccola mentre mangiava.
«Ora che ti hanno insegnato questo, non smetterai più, vero?»

«Proprio così.» rise Camila e Dinah negò con la testa senza parole. «È troppo bellissimo.»

Lauren rimase quasi sciolta come il suo yogurt.

La gelateria in cui si trovavano era accogliente. Camila mangiava il suo yogurt/gelato mentre guardava dolcemente Lauren. La ragazza maggiore cercò di non guardarla, stava un po' giù emotivamente.

«Dopo mi spieghi cosa ti succede.» disse Camila. «No, sto bene.» sussurrò la maggiore. «Solo che... Oggi niente pranzo.»

«L'hai già detto.»

«Scusa.»

Calò nuovamente il silenzio, finito di mangiare, andarono via. I gelati li avevano pagati prima.

«Ora credo che me ne torno in hotel.» disse Lauren.
«Veniamo con te.» disse Penny. «Non c'è nulla al momento, poi dobbiamo andare al compleanno quindi dobbiamo essere ben cariche.» disse Penny dolcemente e Lauren annuì soltanto.

Una volta tornate all'hotel, Lauren andò verso la sua camera, trovando una bella sorpresa.

Davanti alla porta, c'era la sua valigia mezza aperta, e sopra di essa c'era un foglietto. "Cercati una stanza, qui non ci fai niente, stronza."

Lauren sospirò, prese in peso la sua roba e si recò verso la stanza di Camila, grazie a Dio era fuori. «Oh, hey.»

«Che ci fai con quella valigia in mano?»

«... Mi ospiti?» chiese Lauren mentre reggeva saldamente il contenitore dei suoi vestiti. «Ti prego.»

Camila sospirò per poi sorridere. «Va bene, entriamo.»

Le due entrarono dentro la stanza, Lauren mise ad un angolo la sua valigia, non appena la minore la vide, corrugò le sopracciglia. «Che fai?»

«Metto la valigia qui.»

«C'è spazio nell'armadio, ci sono altri due scomparti da occupare.» sorrise Camila e Lauren si grattò la testa.
«Oh, va bene.» sorrise un po'.

Cabello aiutò dolcemente la ragazza di cui era tanto innamorata a sistemare la roba. Mentre l'aiutava, Lauren versava delle lacrime, una dopo l'altra.

«Uhm? Che succede?» la fermò. «Jenny, vero?»

«Già, credo che sia finita così.» disse Lauren e Camila poggiò la fronte sulla sua.
«Amare senza farlo davvero, non è bello, Lauren... Hai fatto la cosa migliore.»

«Mi dispiace per il futuro, so già cosa ci spetterà.» disse e Cabello toccò dolcemente la cicatrice posta sul naso di Lauren.
«Mi piace questa cosa che parli al plurale.» sorrise.
«Pff, Camila.»

«Andrà bene.» disse. «Abbiamo rischiato di finire all'ospedale.»

«Peccato che quella volta ci sono andata solo io e non tu.» disse Lauren e Camila rise.
«Oh, giusto.»

Lauren poggiò la fronte sulla sua e sorrise un po'. «Aiutami a stare meglio.»

«Sai che posso.» disse. «Possiamo essere tanto.» disse Camila.
«So che possiamo, ma... Non ora.»

Camila le baciò la guancia. «Lo so, piano piano riusciremo.»

«Lo spero, cioè, aspetto solo di star bene una volta per tutte.» disse Lauren.
«Puoi contare su di me.» disse Camila porgendo il mignolo facendo sì che Lauren lo afferrò.
«Ci conto.»

Le due ragazze si misero stese sul letto, entrambe non avevano fame. Gli sguardi di entrambe erano intensi, Camila era sopra il corpo di Lauren mentre la maggiore la coccolava un po'. «Non immaginavo fosse così brutto essere sbattuti fuori da una stanza.»

«Anzi, sei stata piuttosto fortunata. Insomma, ci sono io.» Camila sorrise ma Lauren rimase seria. «Scusa.» si scusò la piccola e Lauren poggiò le labbra sulla testa della piccola.
«È strano, tutto questo.»

«Cosa?»

«Non so, il fatto che ora siamo qui, su questo letto, per questa notte, i baci. Mi fa strano, non ho mai fatto una cosa del genere.» disse Lauren sospirando. «Mi spiace per tutto. Non ce la faremo.»

«Dobbiamo, Lauren, cazzo.» disse Camila iniziando ad innervosirsi. «Devi capirlo.»

«Io lo capisco, è che... Mettiti nei miei panni, non so cosa mi stia succedendo, è difficile, mi sento quasi male.»

«Che ti senti?»

«Non voglio dire niente, perché non ho certezza.» disse Lauren.

Non voleva far male a nessuno, Lauren aveva il terrore di ferire i sentimenti a quella ragazza che aveva sul suo corpo. Sapeva quanto ci tenesse a lei.

I pensieri di Lauren erano tantissimi, ma ovviamente non riusciva a darsi una risposta. Il suo cervello era fuso, non sapeva cosa fare, se non mettersi alla prova.

Camila per lei era davvero tanto, non era come Jenny, lei contava veramente sulla piccola.

I suoi piedi toccarono terra non appena le labbra di Camila si poggiano sulle sue, regalandole un dolce bacio. «Credo di essere diventata dipendente, tu che ne dici?»

«Uhm, anche secondo me.» disse Lauren. «Mi fa piacere che qualcuno dipenda da me.»

«Devono essere pazzi per non farlo.» sussurrò Camila e Lauren negò sorridendo, le sue gote erano colorate di un rosso acceso.
«Lo pensi davvero?»

«Sì, Lauren. Lo penso davvero. Sai che sono una persona sincera, specialmente con te.»

«Non credi che sia una bella giornata oggi?» Lauren cambiò argomento, Camila sospirò visto che c'era rimasta un po' male.
«È una semplice giornata di sole, tra pochi giorni anche giugno sarà volato via.»

«Lo trovo perfetto.»

«Io non ci conto.» sussurrò Camila. «Tra un po' le nostre strade si divideranno ancora una volta. Tu tornerai in Francia e io in America.»

«E chi te lo dice che smetteremo di sentirci?» chiese Lauren.
«Non so.» sussurrò Camila. «Siamo molto lontane.»

«Camila, abbiamo i soldi, con quelli possiamo spostarci, possiamo vederci agli eventi, alle sfilate. Possiamo arrivare a stare insieme per giorni interi.»

«Lauren, ma capisci anche che non può essere una vita fatta di incontri, io la mia vita la voglio vivere con una persona al mio fianco, capisci?»

«Lo capisco.»

«Meglio...» Camila inspirò e Lauren invece buttò fuori tutto l'ossigeno che aveva imprigionato nei suoi polmoni.

«Vorrei una vita bella, con te al mio fianco. Ho sempre voluto questo.»

«Non... Camila.» disse Lauren combattuta.

«Proviamoci.»

«Non iniziamo, non di nuovo.» disse Lauren portandosi una mano sugli occhi.
«Voglio essere il tuo vizio più grande, tesoro.»

Lauren si sentì sudare, ovunque, il suo respiro divenne affannoso.

«Ho davvero bisogno di sentirmi tua.»

OH YEYEYEYEYE

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Facebook: Michelle Morgado

Ricambio, sempre!

Spero che il capitolo vi sia piaciuto e che possiate lasciare un commento o un voticino.

Sto lavorando duramente solo per voi!

Grazie per la lettura. 🌻

#gelatotiamo!

-BeingAsAnHurricane.

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