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Il passato (parte 2)

"Signore, è solo una ragazzina". Zoolan lo guardò con sufficienza.

"Una ragazzina di talento, Rey Dark. La voglio al massimo delle sue potenzialità, e se non lo sarà per quando tornerò... beh, se non lo sarà mi assicurerò io personalmente che ci arrivi".

Appena l'uomo se ne fu andato, Dark grugnì di frustrazione. Guardò verso il campo da calcio dove la Royal si stava allenando, dove Ygritte si stava allenando, e prese una decisione: non ci mise molto, e mentre raggiungeva il terreno da gioco era sempre più convinto.

Esitò solo un momento, quando raggiunse l'entrata del campo. Sapeva che era l'unico modo, ma... allontanarla dalla Royal l'avrebbe allontanata dai suoi amici. Da se stessa.

Scosse la testa: non aveva scelta.

Vide come le sue parole la ferivano, la colpivano. Sì, sapeva che si era infortunata per via della tecnica. No, non poteva dirle che gli dispiaceva. Sì, avevano giocato bene anche senza di lei. No, non poteva dirglielo: gli serviva una scusa buona.

Vide i suoi occhi riempirsi di lacrime, poteva sentire il suo piccolo cuoricino rompersi. E lo sentì sfracellarsi in mille pezzi quando pronunciò quell'ultima frase.

"Da questo momento Ygritte è fuori dalla squadra. Dimenticate che sia mai stata qui. Lei per voi non esiste più".

Ygritte guardò l'uomo, strabuzzando gli occhi. "È... è per questo che mi hai mandata via dalla Royal. Volevi... volevi proteggermi. L'incidente dei miei... c'entrava lui". "Speravo che dimostrando che non tenevo a te Zoolan si sarebbe disinteressato, ma non è stato così. Mi dispiace, ma non avevo scelta".

Ygritte era sul punto di piangere; distolse lo sguardo e si mise una mano sul viso. "Hai creato... tutti quei documenti, tutte quelle informazioni false su di me, sull'incidente... per sviare non solo me, ma anche lui".

"Esatto. Non potevo permettere che ti trovasse, non potevo... permettere che ti facesse del male. A quanto pare non è servito". "Nelly aveva ragione" mormorò la ragazza. "Chi?". "Nelly. Sta... facendo delle ricerche per... incastrare Zoolan, credo. Mi aveva detto, tempo fa... che forse c'era qualcosa di più grande dietro ai tuoi progetti. Aveva ragione".

Si voltò verso l'uomo che aveva sempre creduto la causa delle sue sventure. "Dark... Dark, chi sono io? Chi sono i miei genitori, la mia famiglia? Io... ce l'avevo una famiglia, non è vero?".

L'uomo sospirò, tirando fuori da una tasca una chiavetta USB.

E ci risiamo.

"Ascoltami bene, Ygritte. Qui dentro ci sono le informazioni sulla tua famiglia, quella biologica. Perché ti hanno abbandonato, quando e dove, la tua adozione. C'è tutto. Ma... una volta che la metterai in un computer, si attiverà un sistema di tracciamento, e Zoolan saprà che sei qui. Saprà in quale squadra giochi, chi sei davvero, le persone che hai frequentato, quelle che ami".

Le mise una mano sul braccio.

"Ygritte, una volta che inizi non potrai più fermarti. Perciò ti chiedo, ti scongiuro di pensarci bene. Pensa alle conseguenze, non solo per te ma anche per i tuoi amici. Zoolan non è uno con cui ragionare". "Lo so. Io... me ne sono accorta".

L'uomo le diede la chiavetta; era fredda, ma Ygritte la sentiva bruciare come fuoco. Guardò Dark negli occhi. "Io... prendo delle medicine. Per... chiudere fuori la maggior parte delle emozioni. Non tutte, ma quasi. Non riesco più... ad amare, ad avere paura, almeno non come una persona normale. Che devo fare?".

Lui si limitò a guardarla. "Continua a reprimere tutto, e prima o poi esploderai". "Non so se riuscirò a recuperare i miei sentimenti. Li tengo chiusi dentro da troppo. Forse ho... disimparato come si fa". "O forse hai paura di non poterli controllare. La scelta è tua, Ygritte".

Dark si alzò, guardando l'orologio. "Ora devo andare. La prossima volta che ci vedremo, sappi che forse non sarò così accomodante. Ma Ygritte... grazie. Per avermi fatto essere buono, anche se per poco".

La ragazza gli afferrò un polso. "Robingo. Sai... come sta Robingo?". "Ce l'ha fatta a superare il programma, è qui a Liocott con la squadra brasiliana. Quando lo incontrerai, spero tu possa aiutarlo". "Grazie".

L'uomo annuì e fece per uscire.

"Rey, aspetta". Si voltò, e Ygritte riuscì a mettersi in piedi. "Tu non sei una persona buona, okay? Se hai fatto tutto questo per me è solo perché ti sentivi in colpa. Sei ancora lo stronzo più grande che io conosca, beh, il secondo, dopo Zoolan".

Allungò una mano. "Ma sei uno stronzo che ha un minimo d'onore, forse. Quindi ci vedremo in campo. E niente travi dai soffitti, o droghe strane, o pietre magiche. D'accordo?".

Dark la guardò per un po', poi le strinse la mano. "D'accordo. Ma tu non fare più cazzate tipo volare con lo snowboard senza casco". "Ce l'avevo il casco, era solo stretto male". "Ringrazia il cielo che te la sei cavata con una commozione cerebrale e non peggio".

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