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Drunk

ZAYN

Era stata la ciliegina sulla torta.
La frase perfetta per farla cadere totalmente ai miei piedi, avevo studiato quel momento da settimane.
E non potevo che sorridere nel vedere la sua reazione spiazzante, aspettava solo quello, ne ero quasi sicuro.
Convinto che le mie parole l'avessero fatta pendere dalle mie labbra, mi avvicinai.

-Perché mi dici queste cose?- mi chiese.

Si ritrasse leggermente ma non abbastanza per scappare al mio tocco, l'accarezzai e cercai di rispondere alla domanda.
Ebbi qualche difficoltà, le avevo detto quelle cose perché era il momento giusto per dirle.

-Perché voglio che tu lo sappia.- risposi.

-Ed è la verità?-

Cercai di non farle notare la mia agitazione, il punto era che volevo che lei fosse legata a me nel modo più intimo possibile, così che non sarebbero più servite delle manette. Però, dovevo anche ammettere con forza a me stesso che quelle cose le pensavo davvero.

-Si.- sibilai a fatica.

Aprii la portiera senza dire nient'altro, altro occupava la mia testa. Il pensiero di Louis, di quello che voleva fare e di Harry in lacrime mi faceva incazzare.

Feci il giro della macchina e aprii la portiera anche a Meghan, le misi il cappuccio della giacca e cercai di coprirle il volto più possibile per quei pochi metri che ci separavano dall'entrata.

Non dovetti neanche bussare che appena salimmo gli scalini il ragazzo dai capelli ricci ci aprì la porta, teneva il viso nascosto e basso, come se si vergognasse.

Meghan entrò prima di me.
Io neanche feci un passo, cercai di incrociare lo sguardo di Harry mentre la ragazza si andò a sedere in cucina.

-Dov'è lui?- chiesi in tono duro.

Harry finalmente mi guardò, gli occhi arrossati e gonfi cercarono di aggrapparsi alla mia figura come se dovesse valerne la sua salute mentale, forse lo era.

-Dimmi dov'è.- dissi ancora.

Lui si avvicinò di qualche passo, aveva i pantaloni della tuta e una felpa, i capelli sciolti gli si erano appiccicati al viso a forza di piangere.

-Al bar di West Road, lo hanno visto lì alcune persone che conosco.- rispose a bassa voce.

Ero così arrabbiato.

-Bene.- commentai, mi girai sui miei passi e scesi gli scalini per tornare alla macchina, sarei andato a prenderlo a calci nel culo.

-Zayn,- mi chiamò Harry da dentro casa, mi girai a guardarlo -riportalo a casa da me, ti prego.-

Mi girai per non dover più guardare i suoi occhi che mi facevano quasi pena.

-Tu tieni d'occhio Meghan, io torno il prima possibile.-

Girai le chiavi nel quadrante e nella mia mente avevo solo l'immagine di me che mettevo le mani addosso a Louis.

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MEGHAN

Mi sedetti sul divano portano le gambe al petto, il pantalone del pigiama mi stava largo e copriva i miei piedi. Osservavo Harry fare avanti e indietro per il salotto, simile a come faceva Zayn quando eravamo a casa.
Lo guardai per minuti e lui non si fermò mai. Si mosse sempre, andando da una parte all'altra della stanza.

-Lo riporterà a casa Harry, lo sai.-  parlai a bassa voce, volevo confortarlo in qualche modo.

Lui si girò verso di me, il viso sudato e bagnato di lacrime mi guardò con cattiveria.

-Io lo ammazzo Meg, appena lo vede gli metto le mani addosso.- sibilò a denti stretti.
Sapevo che non l'avrebbe mai fatto.

-Sempre se non lo fa prima Zayn, certo.- concluse.
Su quello forse potevo dargli ragione, a Zayn non piaceva quando qualcosa andava fuori il suo controllo.

Mi alzai. La casa era grande e su due piani, nel centro della città.
Quasi mi stupii dell'ingenuità delle persone. Louis, Harry e Zayn facevano tutto sotto gli occhi di tutti, possibile che nessuno si fosse mai accorto di niente?

Avvicinai la mia persona alla finestra del soggiorno, sentii Harry camminare ancora incostantemente dietro di me.
Capivo la sua agitazione, comprendevo la sua ansia.

Da quando ero rinchiusa a casa di Zayn il mio modo di pensare era cambiato, ormai ero pronta a tutto.

Guardai oltre lo strato di vetro trasparente, poca neve era rimasta ai lati della strada, vedevo persone camminare sui marciapiedi ridendo e scherzando. Se solo avessero saputo cosa stava succedendo a qualche metro di distanza...

-È la prima volta che esci da casa di Zayn vero?- Harry catturò i miei pensieri.
Annuii.

-Qualcosa ti sembra sia cambiato?- mi chiese curioso. Il suo tono si era calmato, si avvicinò a me e si fermò per la prima volta dopo minuti.

-Non drasticamente.- risposi sinceramente -Il mondo va avanti anche senza di me.- sorrisi malinconicamente.

Harry annuì senza dire niente, sembrava come se si sentisse in colpa.

-Sai, Louis è una testa di cazzo, lo conosco da 4 anni e non è mai cambiata questa cosa.- si fermò per qualche istante -Però lo amo, non posso farci niente.-

Fece appena in tempo ad abbassare lo sguardo che la porta di casa si aprì con forza, il corpo di Louis fu sbattuto a terra, contro il pavimento.
Pochi secondi dopo la porta si chiuse e Zayn entrò nel soggiorno.
Aveva uno sguardo sollevato mischiato a rabbia.

Harry si lanciò sul corpo di Louis, che si lamentò per il dolore.

-Perché cazzo non sei tornato?- disse Harry, il tono era basso.

-Io,- Louis biascicò -ti amo. Non voglio farti soffrire.-
Disse altro ma il tono era troppo basso.

Zayn scosse la testa, venne verso di me e prese il mio braccio.
-Adesso andiamo a casa. Non voglio ascoltare queste stronzate tra un frocio ubriaco e un frocio frignone.- decise, aveva la faccia stanca.

Andammo verso la porta in silenzio.

-Ciao.- parlai a bassa voce, Harry ricambiò il mio saluto subito. Louis dopo qualche secondo si accorse della mia presenza -Oh, ciao Meghan, andate già via?-

-Si, andiamo. Harry, chiamami domani appena vi svegliate.- rispose Zayn al posto mio.

Aprì la porta, mi mise il cappuccio per coprirmi il volto ed entrammo in macchina.

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