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Due giorni dopo aver parlato con il dottore mi arrivò un'email. Avevo paura di aprirla dato che sapevo già cos'era. E se Yoongi fosse davvero idoneo? Cosa dovrei fare?
Continuavo a guardare l'icona delle email sullo schermo del computer.
Aprii l'email. Ogni volta che scorrevo verso il basso gli occhi si riempivano sempre di più di lacrime.
Persi un battito quando lessi che Yoongi era idoneo. Volevo solo sparire dalla faccia della Terra.
-Che guardi mamma?-
La voce di Sofia mi fece tornare alla realtà.
-Niente piccola-
-Guardavi Yoongi?-
La guardai sorpresa da quello che le avevo appena sentito dire.
-Cosa? No, perché lo pensi?-
-Perchè quando il principe azzurro guarda la bella addormentata nel bosco e capisce che non può farla svegliare piange-
Presi in braccio Sofia e le sorrisi, nascondendole la mia stanchezza, più mentale che fisica.
-È tu come fai a saperlo? Non c'è scritto nella storia-
-Lo so perché quando due persone che si vogliono bene non possono stare insieme sono tristi e quindi piangono, come te-
Non dissi niente e le diedi un bacio sulla guancia. Poco dopo si addormentò in braccio a me, così la portai nel suo letto e rimasi a guardarla per un po'.
Mi stai creando un sacco di problemi lo sai? Però ti amo lo stesso.
Le sorrisi e le accarezzai la guancia mentre sentii una lacrima scendere lungo la mia.
Andai a dormire ma non riuscii a chiudere occhio. Quando finalmente ci riuscii, mi ritrovai davanti la figura di Yoongi, a perseguitare i miei sogni, che ormai non sapevo più se definirli sogni o incubi.
-Ciao Liz-
Mi sorride come se andasse tutto bene.
-Ciao Yoongi. Mi manchi, torna ti prego-
-Non devi essere preoccupata, tutto andrà bene alla fine. Ormai ti sei abituata a stare senza di me no?-
-Come potrei? Io ti amo, non posso essere completamente felice senza di te al mio fianco-
-Ma dovrà essere così-
Mi abbraccia e io comincio a piangere. Perché quando sogno lui è tutto così sensato e terribilmente reale?
-Allora ci si vede-
-Come?-
-Così-
Il giorno dopo lasciai Sofia da Michela e tornai a casa per pensare a cosa fare con Yoongi.
Decisi di uscire e di andare da lui, per parlargli un po' della questione.
Quando aprii la porta però mi trovai davanti una persona che avrei preferito non vedere più nella mia vita: Alejandro.
-Che ci fai tu qui?!-
-Liz calmati, sono qui per chiederti scusa, sono stato un completo imbecille, ma sono ancora innamorato di te, puoi perdonarmi?-
Si avvicinò a me e mi posò le mani sui fianchi.
-Non io...-
Lo guardai per un secondo.
Tutto a un tratto mi balenò in testa un'idea, un'idea che molto probabilmente non sarebbe stata possibile da realizzare.
-Vieni con me-
-Dove?-
Lo presi per un braccio e lo portai dentro la macchina. Salii anch'io e la feci partire.
-Liz dove stiamo andando?-
-Non è importante-
-Mi stai spaventando-
-Se sei veramente ancora innamorato di me, e ne dubito, non farti domande e fa quello che ti dico-
-Non mi starai mica dando degli ordini?-
-Siamo arrivati-
Alejandro si guardò intorno.
-Perchè siamo all'ospedale?-
Scesi dalla macchina senza rivolgergli lo sguardo.
-Vieni con me-
Percorsi i corridoi dell'ospedale il più velocemente per arrivare dal dottore con cui avevo parlato più volte.
Aprii la porta del suo ufficio.
-Buongiorno dottore-
-Elizabeth, come mai qui?-
Mi sorrise ma aveva un'espressione preoccupata.
-Penso di aver trovato qualcuno idoneo per l'operazione-
Feci cenno ad Alejandro di avvicinarsi.
-Aspetta Liz, quale operazione? Di che stai parlando?-
La sua voce non mi arrivò nemmeno. Io ero completamente concentrata sulle parole del dottore, che continuava a guardarmi preoccupato.
-Elizabeth, anche se fosse idoneo, morirebbe e tu lo sai bene. Non possiamo fare l'operazione su una persona cosciente-
-Non mi interessa! Faccia il test!-
Urlai. Volevo trovare un modo per salvare Yoongi a tutti i costi e di certo non mi sarebbe dispiaciuto vedere Alejandro morto, anche se era il vero padre di Sofia.
-Elizabeth, calmati-
-Non mi dica di calmarmi e faccia questo maledetto test!-
-Va bene...-
Il dottore sospirò e chiese ad Alejandro di fare un prelievo.
-Aspetti io non ho la più pallida idea della situazione, potrebbe spiegarmi che sta succedendo?-
Guardarono entrambi me, Alejandro per ricevere una risposta e il dottore come per chiedermi il permesso di concedergliela.
-Te l'ho detto, se mi ami ancora, fallo per me-
Esitò per un secondo.
-Poi mi perdonerai?-
Non lo avrei fatto ma non volevo mentire, sarebbe stato solo peggio.
-Tu fallo e basta-
Lui sospirò e porse il braccio al dottore per il prelievo.
Mezz'ora dopo io e Alejandro eravamo entrambi seduti davanti alla porta dell'ufficio ad aspettare i risultati. Sapevo bene che ci sarebbero volute ore, e in circostanze normali giorni, ma io dovevo sapere.
Continuavo a mordermi le unghie per l'agitazione mentre Alejandro continuava a parlarmi ma io non sentivo una parola.
Dopo due ore il dottore uscì con gli occhi fissi su una cartella.
Si levò gli occhiali e guardò verso di noi.
-Allora?-
Mi alzai dalla sedia, impaziente.
-Mi dispiace ma non è idoneo, e comunque anche se lo fosse stato la situazione non sarebbe cambiata-
-Ma com'è possibile? Lui è suo padre!-
Se bastava essere in coma per fare questa dannata operazione potevo benissimo mandarcelo io in coma...
-Il grado di parentela spesso non conta in questo tipo di operazioni-
-Beh allora non possiamo controllare se qualche altro paziente in coma è idoneo? Yoongi non sarà mica l'unico nell'universo no?-
Ero sul punto di scoppiare a piangere. Alejandro continuava a guardarci senza capire.
-Si potrebbe fare ma servirebbe il consenso dei parenti e come sai non è facile abbandonare una persona che fa parte della tua famiglia, anche se si trattasse di salvare la vita di qualcun'altro-
Mi misi di nuovo seduta, con le mani nei capelli.
Il dottore continuò.
-Capisco che è una scelta difficile da fare, ma considerando le tue condizioni economiche e la situazione di tua figlia questa è la cosa migliore che tu possa fare-
-Ma così avrei buttato tutto al vento. Le cure di Yoongi, i giorni passati qui dentro, le notti passate a piangere... È stato davvero tutto inutile?-
Ormai stavo piangendo e non mi importava.
-Mi dispiace ma io non posso fare altro che dirle ciò che penso sia più giusto da fare per il suo bene e quello di Sofia-
Annuii e uscii dall'ospedale con Alejandro dietro di me.
Appena salii in macchina gli rivolsi lo sguardo, per la prima volta.
-Grazie-
Non pensavo fosse cambiato o cose del genere, la gente non cambia, non l'avrei perdonato, probabilmente nemmeno se avesse accettato di fare l'operazione.
-Non mi perdonerai vero?-
-No-
-Bene...-
Scese dalla macchina.
-Che stai facendo?-
Lo guardai e lui si abbassò all'altezza dello sportello per guardarmi in faccia.
-Ti auguro il meglio Liz, ti amo davvero e tu puoi anche non credermi, va bene. Non mi vedrai più a meno che tu non voglia-
Prese qualcosa dalla sua tasca. Era un piccolo portachiavi a forma di orsetto.
-Potresti darlo a Sofia? Non devi dirle che è da parte mia, è ovvio che tu non voglia dirle che sono io suo padre, ma se mai lo farai, vorrei che sapesse che io sarò pronto a conoscerla, se vorrà-
Fece un sorriso malinconico e mi porse il portachiavi.
-Avresti dovuto esserci prima-
Fu l'unica cosa che riuscii a dire. Lui annuì in risposta e la sua espressione sembrò quella di uno che si vergogna di sé stesso.
-Addio Liz-
Chiuse lo sportello. Io accesi la macchina e mi avviai verso casa di Michela per riprendere Sofia.
Meeeh
People! Stiamo per giungere al termine di questa storia e già mi manca T^T
Grazie a tutti per il supporto, le visualizzazioni, i voti e i commenti, vi voglio tanto tanto bene 💜
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