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Capitolo 42

Lexi si strinse di colpo quando Calum girò all'improvviso a destra.

Lui rise quando la ragazza urlò stringendo ancora di più la presa.

-Non fa ridere.- si difese lei, cercò di sistemarsi i capelli rossi che le erano scivolati sul viso, si assicurò che i piedi fossero ben saldi ai due perni che uscivano dalla ruota posteriore.

-Non ti posso vedere ma scommetto che sei bellissima quando ti arrabbi.- disse Calum continuando a guardare la strada davanti a se.

Lexi si sentì accaldata e sorrise, era belo che Calum la facesse sentire così.

-Dove stiamo andando?- chiese poi lei, si guardò attorno riconoscendo il centro di Toledo.

-Al parco.- spiegò -Quello dove hai trovato la bici.-

Si ricordava benissimo, ricordava anche il giorno in cui aveva preso quella chiave in mano, e in quel momento era ancora nella sua tasca dei jeans.

-Ti ho mai ringraziato per la bici?- chiese guardando i suoi capelli scuri.

-Credo di no.- rispose Calum ridendo.

Smise subito quando le mani di Lexi si infilarono tra i suoi capelli, si piegò con la schiena per sporsi di più verso di lui e si fermò quando arrivò vicino all'orecchio. Calum pedalò più piano, come per potersi godere quel momento in cui Lexi era audace in tutta tranquillità, sapeva che ne avrebbe visti pochi di quei momenti.

Le labbra di Lexi scesero lungo al collo, diedero un piccolo bacio e Calum strinse le mani sui manici del manubrio.

-Grazie.- sussurrò.

Si ritirò su veloce, giusto in tempo di vedere Calum scuotere leggermente con la testa mentre un piccolo sorriso gli si dipinse sul volto.

Superarono qualche macchina prima di arrivare al parco, Lexi scese per prima, osservò il ragazzo appoggiare la bici contro ad una staccionata.

-Perchè mi hai portata qui?- chiese lei.

Calum le prese una mano, cercò di intrecciare le loro dita sena sembrare impacciato, lui non era un ragazzo di quel genere. Non era il tipo che regalava fuori o intreccciava mani. Ma sapeva che a Lexi faceva piacere, quindi lo avrebbe fatto.

-Noi due stiamo insieme vero?-

Lexi spalancò gli occhi, cercò di dire qualcosa ma l'ossigeno le si era fermato nella trachea. Da quando Calum parlava di quelle cose?

-Cosa, si..- fece una piccola pausa facendo vagare gli occhi per il parco quasi vuoto -Cioè se tu lo vuoi.-

Calum la guardò. -Mi sembra di averti fatto capire bene che ti voglio. Io ti amo Lexi.-

Il petto della ragazza ricevette un colpo forte, i suoi occhi chiari di addolcirono oltre le lenti di vetro.

-Anche io.- sussurrò.

-Bene.- sorrise divertito -Io voglio davvero impegnarmi con te. E prima di fare questo vorrei dirti una cosa.-

Il cuore di Lexi che si era fermato riprese a battere all'impazzata, e Calum era ancora più nervoso di lei. Tutte le volte che si era detto di tenere la bocca chiusa in quelle storie erano svanite, sentiva che per riniziare davvero con Lexi non dovevano avere segreti.

Sciolse l'intreccio delle loro mani. Si fermarono e Lexi si mise davanti a lui.

-Noi non avevamo ancora questo tipo di rapporto e io avevo davvero un vuoto dentro che non riuscivo a colmare.-

-Di cosa stai parlando?- chiese Lexi, si stava inziando a preoccupare.

-Io ti giuro che non lo faccio più.-

-Calum.- lo bloccò Lexi.

-E mi dispiace così tanto non avertelo detto prima.-

-Calum!-

Il ragazzo si fermò, aveva gli occhi lucidi e guardare il petto di Lexi andare su e giù non aiutava.

Trattenne il respiro quando si tirò su la manica destra del maglione che indossava, la ragazza iniziò ad ansimare. Quando vide piccoli cicatrici sulla pelle che unica l'avambraccio alla spalla credette per un secondo vomitare.

-No.- sussurrò, gli diede le spalle. Si piegò appoggiando le mani sulle ginocchia mentre conati vuoti le facevano chiudere gli occhi, il suo diaframma si ripiegò su se stesso facendo uscire tutto l'orrore che il corpo di Lexi potesse contenere.

Non vomitò niete, ma lo sforzo l'aveva fatta stancare.

-No.- sussurrò ancora, si girò verso Calum, aveva la testa bassa e la manica della maglia ancora tirata su.

La pelle ancora in vista e Lexi non riuscì a non immaginarsi la scena di Calum con un ago nella sua pelle scura e morbida. Poi, un'altra domanda, che trasformò l'orrore in sensi di colpa. Come aveva fatto a non accorgersene?

-Da quando?- riuscì a domandare, la sua voce era quasi inesistente e apatica. Chiuse gli occhi.

-Da quando non mi buco più? Da quasi un mese, da quando abbiamo fatto l'amore.-

-Lo sai che non intendevo quello!- urlò di botto Lexi. Calum sobbalzò, non l'aveva mai vista così ed era spaventato.

-Ho fatto uso di eroina per 2 mesi, non giornalmente. Il mio corpo non si era ancora abituato alla sostanza.-

-Due mesi!- urlò ancora Lexi. Per la prima volta si guardarono negli occhi. -Saresti potuto morire! Lo sai?-

Calum rimase in silezio.

-Era quello che volevi? Tutt'ora è quello che vuoi? Allora assicurati che tutti ti odino in questa fottuta terra.-

-Non lo faccio più Lexi, e lo sai che mi sarei fermato in tempo.- cercò di difendersi a voce bassa.

Lexi si mise le mani nei capelli, i suoi occhi erano spaventati.

-Lo sappiamo tutti e due che non è così. Tu sei fuori controllo.-

-Sei tu che mi tieni la testa sulle spalle, grazie a te ho riempito quel vuoto.-

-Allora perchè volevi lasciarmi?- la voce di Lexi si abbassò d'un tratto.

-Cosa?- Calum era confuso -Non ho mai voluto..-

-Come hai potuto essere così egoista?- premette le mani sul suo petto, spingendolo indietro -Non hai pensato a me? Non hai pensato a come avrei potuto vivere senza di te?-

Il ragazzo la fissò, il viso di Lexi era in lacrime e il petto di lui si stringeva ad ogni gocciolina che correva veloce lungo le sue guance.

-No, non ci ho pensato.- sussurrò.

-Come fai a dire di amarmi allora? Come fai a dire di amare tua sorella se hai rischiato la vita per due mesi senza interessarti di noi?-

Lei gli puntò un dito contro, lui fece un passo in avanti per poi prenderle il braccio. Lexi urlò e cercò di liberarsi. L'ultima cosa che voleva in quel momento era essere toccata.

-Coma fai a dire una cosa del genere, è cambiato tutto tra di no. Io sono cambiato e quello che provo per te è cambiato. Come fai a non vederlo?-

Lexi si avvicinò al suo viso -E allora perchè me lo dici solo ora? Io sono andata contro ai miei genitori per stare con te, ho voltato le spalle alla mia famiglia!-

Si avvicinò ancora di più -Mio padre non mi parla più!- continuò a piangere.

Calum cercò di accarezzarle il viso, lei si scansò. Quello gli fece male, una, sola e piccola lacrima gli scappò dalle ciglia socchiuse.

-Se mai hai avuto l'impressione che tu non importassi per me, ti sbagli.- iniziò Calum, aveva la voce bassa, cercava di farla calmare -E si, sono egoista. Lo sono stato quando ti ho costretto a stare con me invece di uno di quei ragazzi che ti guardavano continuamente. Ma non me ne pento, perchè adesso ti voglio con me, e non ti permetterò di andartene.-

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